PARROCCHIA DELL'ANNUNCIAZIONE IN OLMO DI MARTELLAGO
GRUPPO DI DEVOZIONE ALLA DIVINA MISERICORDIA
19 Agosto 2013
NELLE NOSTRE DEVOZIONI RITENIAMO MOLTO UTILE, PER LA NOSTRA FEDE, ILLUSTRARE CON ESEMPI STORICAMENTE FONDATI, QUALI POSSANO ESSERE I RIFLESSI ESISTENZIALI DI QUESTA NOSTRA RELIGIONE CATTOLICA.
Così oggi, facciamo memoria di alcune figure straordinarie di santità.
18 Agosto santa Elena, madre dell’imperatore romano Costantino. (247 – 328). Questa grande santa viene ricordata dalla Chiesa come colei che recuperò la Croce sulla quale Cristo fu crocifisso a Gerusalemme. Una parte della Santa Croce fu inviata a Roma a suo figlio Costantino che fece costruire la bellissima chiesa della Santa Croce di Gerusalemme. In questa chiesa (chiamata Basilica Eleniana) si venerano le spoglie della bambina, futura beata, Antonietta Meo, detta Nennolina.

La Basilica Eleniana che custodisce la reliquia della Antonietta Meo, detta Nennolina,
Croce di Cristo sepolta nella Basilica Eleniana
Il valore della sofferenza
Antonietta Meo, detta Nennolina (Roma 15 dic 1930 – Roma 3 lug 1937). Un giorno si fa male sbattendo il ginocchio su un sasso, nel giardino dell’asilo. Il dolore non passa, i medici diranno: “osteosarcoma”. Si dovrà amputare la gamba. Una lunga via crucis negli ospedali fino alla morte, fra atroci dolori, nel luglio 1937, a soli sei anni e mezzo. Nennolina ha lasciato un diario e più di cento letterine rivolte a Gesù, Maria e Dio Padre che rivelano una vita di unione mistica davvero straordinaria.
Data la sua giovanissima età, Nennolina ha dato prova di una comprensione, di un amore della sofferenza redentrice inspiegabili senza riconoscere l’intervento di grazie straordinarie. Ha intuito che ognuno può e deve compiere in sé ciò che manca alle sofferenze di Cristo per la salvezza della anime.
Vedeva la sofferenza in un modo suo personale, come una "ricompensa" a Gesù per tutte le sue sofferenze. Intuisce che le sue avrebbero potuto attenuare quelle di Lui che continua a soffrire non nel suo corpo fisico, ma nel suo corpo mistico, nei campi di guerra, nelle tante forme in cui gli uomini peccano e soffrono.
"Sai mamma ? ho offerto la mia gambina a Gesù per la conversione dei poveri peccatori e perché siano benedetti i soldati che stanno in Africa".
Al padre: "Il dolore è come la stoffa: più è forte più ha valore".
Alla madre: " Quando si sente male, si sta zitti e si offre a Gesù per un peccatore" Gesù ha sofferto tanto per noi e non aveva peccato: era Dio. E vorremmo lamentarci noi, che siamo peccatori e sempre lo offendiamo?" .
Al suo direttore spirituale: "Per un momentino solo, mi corico sulla ferita perché in quel momento posso offrire più dolore a Gesù".
A chiunque le domandava "Come stai?" rispondeva: "Sto bene!".
Non vuole che si preghi per la sua guarigione ma perché si faccia la volontà di Dio: "Voglio stare con Lui sulla croce perché Gli voglio tanto bene". Le sue spoglie sono venerate nella Basilica Eleniana in Roma, a poca distanza dalla Basilica di San Giovanni in Laterano.
Riflessione su san Massimiliano Maria Kolbe, fondatore della Milizia dell’Immacolata. (8.1.1894 – 14.8.1941). Francescano conventuale.
Le due corone di Massimiliano. Così ricordò la madre di Massimiliano, Maria Dabrowska: “Ho sempre saputo che padre Massimiliano sarebbe morto martire, grazie a un evento straordinario avvenuto nella sua fanciullezza. Una volta fece qualcosa che non mi piacque e gli dissi: “Piccolo mio, non so cosa ne sarà di te”. Poi non ci feci più caso a quello che avevo detto. Mi accorsi ben presto che mio figlio stava cambiando. In casa avevamo un piccolo altare nascosto, dove spesso lui si rifugiava. Era sempre raccolto, serio e pregava con le lacrime agli occhi. Un giorno gli domandai: “Cosa c’è che non va?”. Lui tutto tremate mi disse: “Quando mi hai detto: cosa ne sarà di te?, ho pregato ardentemente la Madonna di dirmi cosa ne sarebbe stato di me. La Vergine Madre mi è apparsa tenendo in mano due corone, una bianca e una rossa. Mi ha guardato con amore e mi ha chiesto se le volevo. Quella bianca significava che avrei perseverato nella purezza e quella rossa che sarei stato un martire. Ho risposto di sì che le volevo. Allora la Vergine mi ha guardato teneramente ed è scomparsa”. Ne era sempre compreso, e, in ogni occasione, accennava col viso raggiante alla sua desiderata morte di martire. E così io vi ero preparata, come la Madonna dopo la profezia di Simeone ….”
Massimiliano Maria Kolbe, morto martire nel campo di sterminio Auschwitz
SPIRITO SANTO SOFFIO DI VITA
Spirito Santo soffio di vita, Spirito Santo soffio di fuoco,
Spirito Santo consolator, scendi su di noi.
Vieni o Spirito tra noi, abita nei cuor
Vieni o Spirito d’amor, noi ti attendiam. RIT:
Spirito di santità, Spirito di verità,
Spirito di carità, scendi su di noi. RIT.
Crea un cuore nuovo in noi che possiam bruciare per te,
il Tuo Spirito d’amor scenda su di noi. RIT.
INTENZIONI DA ENUNCIARE PUBBLICAMENTE
UN MINUTO DI RACCOGLIMENTO PER LE INTENZIONI PERSONALI
CORONCINA DELLA DIVINA MISERICORDIA
PREGHIERA DI GUARIGIONE (da recitare in particolare dopo la Comunione eucaristica)
“Gesù, il Tuo sangue puro e sano circoli nel mio organismo malato, e il Tuo corpo puro e sano trasformi il mio corpo malato e pulsi in me una vita sana e forte, se è la Tua santa volontà” (dal Diario di Santa Faustina Kowalska, pag. 376)
PAUSA DI MEDITAZIONE PERSONALE
Preghiera
O Dio, Padre di eterna misericordia, fa' che convertano a te i nostri cuori,
perché nella ricerca dell'unico bene necessario e nelle opere di carità fraterna
siamo sempre consacrati alla tua lode.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen .
ANDRÒ A VEDERLA UN DÌ
Andrò a vederla un dì
in cielo patria mia;
andrò a veder Maria
mia gioia e mio amor.
RIT. Al ciel, al ciel, al ciel
andrò a vederla un dì
Al ciel, al ciel, al ciel
andrò a vederla un dì
Andrò a vederla un dì
è il grido di speranza
che infondemi costanza
nel viaggio e fra i dolor. RIT.
Andrò a vederla un dì
lasciando quest'esilio;
le poserò qual figlio,
il capo sopra il cor. RIT.
Andrò a vederla un dì
le andrò vicino al trono
ad ottenere in dono
un serto di splendor. RIT.