Lunedì, Febbraio 26, 2024
Gianfranco Trabuio

Gianfranco Trabuio

Sabato, 19 Dicembre 2015 18:05

NATALE DI STRADA

NATALE DI STRADA JPEG

A TUTTE LE PERSONE CHE MI LEGGONO ARRIVI QUESTA PREGHIERA DA RECITARE PER QUESTO NATALE.

ABBIAMO BISOGNO DI PREGARE PER AVERE IL DONO DELLA PACE NEL NOSTRO CUORE E TRA GLI UOMINI.

 

Giovedì, 10 Dicembre 2015 16:07

L'IGNORANZA DEL NATALE CRISTIANO E L'ISLAM

 IL PRESEPE DEI CONIGLI

"Il presepe dei conigli" di Gerolamo dai Libri (1474 - 1555) Museo di Castelvecchio di Verona

In queste ultime settimane grande sconcerto e preoccupazione nel popolo cristiano hanno provocato le roventi polemiche sulla opportunità o meno di ricordare il Natale di Gesù, sia nelle scuole ma anche nei luoghi pubblici.

Le azioni belligeranti contro la rappresentazione sacra dell’evento narrato col presepio sono iniziate nel mondo della scuola pubblica, sono proseguite nelle scuole private cattoliche, hanno continuato a livello politico per  terminare addirittura con qualche vescovo cattolico e alcuni preti cattolici.

La venuta di Gesù Bambino a questo mondo è prima di tutto un evento storico narrato dalle persone che lo hanno vissuto, non è un’invenzione di qualche struttura religiosa  che se ne è appropriata in modo truffaldino. Nella storia dell’Occidente cristiano-romano e in quello dell’Oriente cristiano-bizantino,  l’evento della nascita del Messia, Salvatore-Redentore dell’umanità, viene ricordata da duemila anni e non ci sono mai state contrarietà religiose e culturali che ne impedissero la memoria.

Anzi, ci vorrebbero libri per raccontare le produzioni pittoriche, le sculture, le musiche ispirate dal Natale di Gesù. Creazioni meravigliose che nei secoli hanno voluto rappresentare la Bellezza di Dio.

Da qualche decennio a questa parte all’approssimarsi del 25 dicembre è tutto un fiorire di azioni, supportate artatamente dai media anticattolici e laicisti, sulla necessità di non fare memoria col presepio della nascita di Gesù, perché questo evento potrebbe disturbare l’equilibrio emotivo di chi del Natale non gliene frega nulla, ma soprattutto delle persone di altre fedi religiose, in particolare i musulmani che nelle nostre scuole sono ormai numerosi.

Ora, mentre per i laicisti è chiaro l’intento di ridicolizzare la fede dei cattolici con il tentativo ripetuto di cancellare dalla Storia la memoria di Cristo che evidentemente li disturba parecchio; anche perché sono secoli che ci tentano e non ci riescono; l’intento è meno chiaro per i musulmani, che sono persone di grande fede nella loro religione.

Pochi sanno che il Corano, il libro sacro dell’Islam,  parla di Gesù (chiamandolo in arabo Isa) e che fa riferimento al suo concepimento verginale. È poco noto anche che Maria è l’unica donna menzionata per nome nel Corano. Alla vigilia del santo Natale ritengo quanto mai necessario descrivere cosa dice il sacro Corano riguardo al Natale di Gesù Cristo.

Benedetto XVI, a suo tempo,  ha avvertito di un tipo di «dialogo interreligioso mal compreso» che «porta alla confusione o al sincretismo». Il Papa il 19 novembre 2011 nel viaggio apostolicoin Benin (Africa Occidentale) nel palazzo presidenziale di Cotonou, ha parlato ai rappresentanti delle istituzioni della repubblica, il corpo diplomatico e i rappresentanti delle principali religioni, ha invitato a cogliere la retta intenzionalità del vero dialogo tra le religioni: esso deve riconoscere l’importanza della «conoscenza, dell’approfondimento e della pratica della propria religione». Benedetto XVI ha spiegato che il vero campo d’incontro tra le religioni è quello della «cooperazione nel campo sociale o culturale che può aiutare le persone a comprendersi meglio e a vivere insieme serenamente». «Cristiani e Musulmani dovrebbero andare oltre la tolleranza, consapevoli delle loro differenze, ma anche consapevoli delle cose che hanno in comune, ed essere per questo grati a Dio».

Per il Corano, la nascita di Gesù è «un segno di Dio», ed essi concordano con i veri cristiani sul «messaggio teocentrico» e spirituale dell’evento natalizio.

Mentre nella letteratura islamica sulla nascita di Maometto, si evidenzia che la sua prima biografia è stata scritta circa 150 anni dopo la sua morte da Ibn Ishak, per Gesù le cose stanno molto diversamente. Questa biografia tardiva ha diversi parallelismi con i racconti della nascita di Gesù nei Vangeli, e non corrisponde neanche alla sensibilità dei musulmani ortodossi perché con il suo intento di esaltare la figura di Maometto tradisce ciò che sarebbe un vanto per i musulmani, ovvero, la scelta da parte di Allah del profeta senza meriti precedenti. Per i credenti islamici, tra cui l’islamologo Tilman Nagel, viene spiegato che per i musulmani e soprattutto per il Corano «Maometto non è altro che un uomo normale. Il Corano lo dice esplicitamente [cf. Sura 7,184]».

LA GROTTA DI BETLEMME

La Grotta nella Basilica della Natività a Betlemme

Di Gesù il Corano lo menziona in 15 delle 114Sure coraniche. Il testo della sura 19 racconta il concepimento e il parto miracoloso di Gesù e il suo primo discorso a Maria. Per gli esperti di esegesi si evidenzia la somiglianza nella distinzione tra i racconti coranici e quelli apocrifi dello pseudo-evangelo di Matteo e il proto-evangelo di Giacomo. È bello e coinvolgente  leggere a mo’ di  confronto i racconti della nascita di Gesù nei Vangeli e nel Corano.

E allora da dove viene tutta questa contrapposizione del mondo laicista, nella scuola, nelle istituzioni e finanche nella Chiesa Cattolica, dove qualche vescovo e qualche prete invitano a non fare il presepio per non disturbare i musulmani?

Mi pare che al fondo delle azioni di disturbo da parte di questi potentati ci sia solo una notevole dose di ignoranza e di improvvisazione.

Utile è ricordare a tutte le persone amanti del dialogo, come strumento di reciproca conoscenza, la reazione ragionata e documentata dei 138 sapienti islamici che hanno scritto la famosa lettera al Papa Benedetto XVI  sulla «parola comune», dopo le reazioni scomposte e violente, alimentate dai media occidentali a seguito della famosa lezione magistrale tenuta dal Papa Benedetto XVI all’Università di Regensburg  durante la sua vista in Germania il 12 settembre 2006. In quella occasione il Papa aveva citato un famoso brano riportato dall’imperatore di Costantinopoli, Manuele 2° Paleologo, nel suo libro “I dialoghi con un persiano”, libro dimenticato da molti, ma conosciuto dagli storici.

Il libro riporta dei ragionamenti tra un sapiente musulmano, di origine persiana, e l’imperatore stesso, intorno alle caratteristiche fondamentali delle due religioni, e l’imperatore aveva fatto presente, mettendolo in dubbio, come potesse essere una buona religione, quella musulmana, che ha visto il suo profeta Maometto macchiarsi del sangue dei nemici, ebrei in particolare.

Probabilmente, il culmine dell’argomentare di Manuele II si trova nell’espressione: «Il non agire secondo ragione è alieno da Dio» (VII, 3). Questa convinzione accompagna certamente l’intera tradizione cristiana da sempre; la sua concettualizzazione, comunque, trova terreno fecondo ai tempi di Alberto Magno e Tommaso d’Aquino.

Ricordo che la riflessione del Papa ai docenti dell’Università di Regensburg, dove lui aveva insegnato da giovane sacerdote, riguardava la ragionevolezza della fede religiosa, e che non si poteva certamente ritenere ragionevole una fede religiosa, come la islamica, che prevedeva di dare la morte ai civili con i kamikaze, e ai musulmani che cambiavano religione, con la lapidazione.

Ragione e fede devono riprendere inevitabilmente il loro cammino comune. Benedetto XVI, a più riprese, ha ribadito che questa strada non solo permette al cristianesimo di essere fecondo nella via dell’evangelizzazione, ma consente anche ai non credenti di accogliere il messaggio di Gesù Cristo, come ipotesi carica di senso e decisiva per l’esistenza.

La lettera si può intitolare “Una parola comune tra noi e voi”, e riporta la data del 13 ottobre 2007, a conclusione del mese di Ramadan.

Sotto certi aspetti si tratta di un vero e proprio evento straordinario. Tutte le diverse espressioni dell’Islam mondiale hanno messo la loro firma su quella lettera: sciiti, sunniti, rappresentanti delle più piccole realtà musulmane, compresi i famosi sufi, i mistici dell’Islam, ritenuti degli eretici dalla ortodossia sunnita.

In conclusione:

ai presidi, agli insegnanti, ai vescovi e ai preti che non vogliono disturbare i musulmani col presepio e ai giornalisti notoriamente non avvezzi a documentarsi presi dalla foga dell’illico et immediate: leggetevi il Corano e imparate a conoscere l’antropologia culturale islamica!

La Sura3 che ispira il titolo della lettera va letta per vedere la portata del passo e gli spazi di vera possibilità di incontri tra i credenti di Allah e i credenti in Gesù Cristo.

NATIVITA DI FILIPPO LIPPI

"La Natività" di Filippo Lippi, frate domenicano (1406 - 1469), Museo civico di Prato

 

 

Lunedì, 30 Novembre 2015 17:09

LUNA D'AUTUNNO

LUNA D’AUTUNNO

         Vagabondo per la campagna

         questo scorcio d’autunno siderale

         mostra una luna piena enorme

         illumina splendente questi passi

         e penso

         e medito

         noi su questa terra immersa nel cielo

         universo di pensieri

         tutti d’amore

         e sogno

         con te sulle rocce

         incantati di bellezza

         al calore dei nostri sguardi.

LUNA PIENA TRECIME 20050116 small

Luna piena sulle tre cime di Lavaredo

            Finalmente, in questi ultimi anni, alcuni storici cominciano ad esaminare le ragioni delle spietate persecuzioni contro i cristiani già dai primi decenni del primo secolo dopo Cristo. Cominciamo in ordine cronologico da Gerusalemme per arrivare a Roma, per poi ritornare a Gerusalemme.

            È noto da molte fonti storiche, compresi gli Atti degli Apostoli, che i seguaci di Gesù furono immediatamente perseguitati dai Giudei, addirittura Saulo di Tarso prima della conversione aveva assistito al martirio di Stefano, e Saulo era giudeo praticante non v’è dubbio. Negli Atti al cap. XXIV vers. 5, si fa menzione di Paolo, allora convertito e grande predicatore itinerante che viene portato davanti al tribunale romano a Cesarea dove viene accusato dal sommo sacerdote Anania con queste parole: “Abbiamo scoperto che quest’uomo è una peste, fomenta continue rivolte tra tutti i Giudei ed è a capo della setta dei Nazirei”.

santo stefano protomartire

Questo cenno è importante per capire come mai già nel 35 d.C. il Senato di Roma proclamava il Cristianesimo superstitio illicita, superstizione proibita, e quindi che: non licet esse Christianos, non si poteva essere cristiani.

Quel che è strano è però che fino a Nerone (37-68 morto suicida) i cristiani godevano di una benevola neutralità da parte delle istituzioni imperiali. Tiberio (42 a.C.-37) addirittura aveva proposto che Gesù Cristo fosse inserito nel Pantheon degli dei romani, scontrandosi però col Senato che era competente per la consecratio.

            Adesso però, recenti studi condotti da Marta Sordi (1925-2009) ordinario di Storia Greca e Storia Romana alla Cattolica di Milano, consentono di aprire uno squarcio sulle origini della persecuzione di Nerone e dei suoi successori.

Nel suo ultimo libro: “Impero Romano e Cristianesimo. Scritti scelti.”, edito dall’Institutum Patristicum Augustinianum (Gennaio-Aprile 2008), la studiosa documenta come le pressioni esercitate da Poppea, novella sposa di Nerone e di inclinazione religiosa giudeizzante, vennero proprio dal Sinedrio giudeo che estendeva la sua autorità su tutte le comunità ebraiche, e fu provocato dalla massiccia conversione al cristianesimo delle popolazioni della Grecia e dell’Asia minore.

I giureconsulti giudei ebbero facile gioco in tutto questo, bastò ricordare a Nerone come il cristianesimo fosse superstitio illicita e come non licet esse Christianos, e accusare i cristiani di essere i fomentatori delle sedizioni antimperiali per scatenare l’odio omicida dell’imperatore che continuò con i suoi successori fino al 313 d.C. con l’editto dell’imperatore Costantino che mise fine alle violenze contro i seguaci di Cristo.

 Persecuzione dei cristiani acquaforte di Jan Luyken 1649 1712scala

La persecuzione dei cristiani, acquaforte di Jan Luyken (1649-1712)

            Ora, è importante fare una semplice riflessione sulle persecuzioni contro i cristiani, in tutte le epoche. Anche oggi i cristiani vengono perseguitati e uccisi: perché? Forse a causa della parola di Cristo, forse perché predicano l’amore e il perdono reciproco, forse perché affermano che Dio è misericordia e giustizia, forse perché si occupano dei poveri, degli indifesi, dei miserabili, dei lebbrosi, dei malati di AIDS, perché costruiscono scuole e ospedali? Perché? Perché tutto l’odio dei credenti di altre religioni, e degli atei e degli agnostici, si concentra contro i seguaci di Cristo? Perché anche le Istituzioni europee, che pur sono nate dalla cultura politica di grandi uomini di fede cristiana, rinnegano la propria storia e preferiscono annegarla in un oceano di relativismo e di indifferenza, cancellando se potessero tutta la storia, la cultura, le opere d’arte, la musica, la pittura, l’architettura, l’ambiente. Eh sì, anche questo bisogna ricordare: le bonifiche e l’agricoltura europea sono nate intorno ai monasteri delle varie regole benedettine e non dalle rivoluzioni filosofiche.

A questo punto è importante riprendere il cammino iniziale che ci ha portato da Gerusalemme a Roma, per ritornare a Gerusalemme. E andiamo a vedere cosa successe nella distruzione della città invasa dall’esercito persiano di Cosroe II nel 614 d.C.. Anche qui ci viene in soccorso la storia documentata dai cronisti dell’epoca, che narrano come gli israeliti esiliati a Babilonia dal 135 d.C. dopo la seconda rivolta contro i romani, col divieto assoluto di farvi ritorno, pensarono di approfittare della loro potenza economica per indurre l’imperatore persiano a conquistare la Gerusalemme cristiana che apparteneva all’impero bizantino cristiano. E così in quell’anno 614 l’esercito persiano, appoggiato dalle comunità ebraiche della Galilea, invase la città santa che era una fiorente e ricca comunità cristiana, ricca di chiese e di monasteri, con le basiliche del Santo Sepolcro a Gerusalemme e della Natività a Betlemme. Tutto fu distrutto e depredato, ad eccezione della Basilica della Natività, perché i persiani vi trovarono l’effigie dei Re Magi in un bassorilievo di marmo, e vedendo che erano rappresentati con i costumi della Mesopotamia, ravvisandone i loro antenati, si fermarono e la risparmiarono. Solo per questo ancora oggi possiamo godere dell’unico gioiello rimasto nella Terra Santa risalente ai primi anni del cristianesimo.

Poiché i persiani erano in gran parte politeisti, erano anche liberali in fatto di altre religioni, e cercavano solo il bottino prezioso delle chiese, quindi la distruzione che ci fu, gli storici dell’epoca, la attribuiscono agli israeliti che così potevano rientrare nella loro città senza conservare le memorie del Cristo loro profeta disconosciuto, condannato e ucciso con la crocifissione.

Ma non è finita qui. La furia travolse anche gli uomini, e migliaia di battezzati furono fatti schiavi dai persiani e venduti ai facoltosi ebrei che procedettero al loro massacro.

Le fonti storiche sono precise su questo e parlano della piscina Mamilla vicina alla porta di Giaffa. In questi ultimi anni nella Gerusalemme diventata tutta città israeliana, la speculazione edilizia ha messo le mani su Mamilla diventato nel tempo un borgo arabo, che viene raso al suolo per costruirci  un quartiere residenziale ebraico e l’albergo Hilton. Ma grande è stata la sorpresa quando si sono accinti a prosciugare quanto restava dell’antica piscina Mamilla, ecco comparire una cappella bizantina con una croce e la scritta in greco: “Solo Dio conosce i loro nomi”. Sotto la cappella lo scavo è andato avanti e ha portato alla luce migliaia di scheletri umani, tragica testimonianza del massacro dell’anno 614 d.C.. Il celebre  archeologo israeliano Ronny Reich ha studiato il ritrovamento e ha confermato trattarsi dei resti dei battezzati comprati dagli ebrei per essere sterminati.

piscina mamilla come si presentava prima dei lavori

Piscina Mamilla come si presentava prima degli scavi

Immediatamente le comunità cristiane di Gerusalemme hanno chiesto che quell’angolo della Mamilla venisse conservato come memoriale. Ma ancora oggi, purtroppo, i credenti in Cristo da quelle parti non godono di tanta considerazione da fermare una speculazione edilizia, e la richiesta neanche è stata presa in considerazione.

mamilla scavi e protesta del Wiesenthal Center

Piscina Mamilla e la protesta del Centro Wiesenthal contro la distruzione della memoria dei martiri

Le ruspe hanno asportato terra e ossa dei martiri, e poiché per la religione ebraica non può esserci contatto tra vivi e morti, non si è costruito più il nuovo insediamento ebraico ma un grande parcheggio sotterraneo: il Mamilla Pool Parking, dove oggi chi visita la città santa può andare a parcheggiare tranquillamente ignorando il tutto, perché in nessuna guida turistica viene fatto cenno all’evento storico. Una censura davvero strana per la nostra cultura post-moderna, secondo la quale solo il Papa e la Chiesa di Roma devono chiedere scusa all’umanità per i loro errori. Tutti gli altri, filosofi, politici, dittatori, religioni di tutti i tipi non si devono scusare di  nulla.

Forse ce l’hanno con i seguaci di Cristo perché Lui ha lasciato detto che la “verità vi farà liberi”, mentre in molti sognano ciascuno per sé la propria dittatura contro la libertà degli altri.

la verità vi farà liberi

LA PARROCCHIA DELL'ANNUNCIAZIONE DI OLMO-MARTELLAGO E IL GRUPPO DI DEVOZIONE ALLA DIVINA MISERICORDIA INVITANO I FEDELI A UNA SERATA SPECIALE PER L'APERTURA DELL'ANNO GIUBILARE DELLA MISERICORDIA.

logo anno santo in italianogesu confido in te

Lunedì 16 Novembre 2015 alle ore 20.30 nella chiesa parrocchiale, dopo la recita della Coroncina della Divina Misericordia, fra Remigio Battel, francescano cappuccino, parlerà dell'Anno Santo della Misericordia illustrando due personalità straordinarie, anche loro frati francescani cappuccini:

SAN LEOPOLDO MANDIC E SAN PIO DI PIETRELCINA

ministri della Misericordia nel sacramento della Riconciliazione (Confessione).

SAN LEOPOLDO MANDIC                                        SAN PIO DI PIETRELCINA

Papa Francesco ha disposto che le spoglie mortali dei due santi siano esposte nella Basilica di San Pietro a Roma all'inizio della Quaresima del 2016, dal 5 al 10 Febbraio.

L'evento al quale vi invitiamo per il 16 Novembre, è straordinario perché avremo in chiesa, per la circostanza, importanti reliquie dei due Santi che saranno venerate al termine della riflessione di fra Remigio.

L'obiettivo della serata è quello di rinnovare nella coscienza dei fedeli il ruolo del Sacramento della Riconciliazione per poter accedere alla Misericordia del Padre.

VI ASPETTIAMO NUMEROSI, RICCHI DI FEDE E DI MISERICORDIA

Reliquia Padre Pio PER IL SITO

RELIQUIARIO CONTENENTE NEL PALMO DELLA MANO UN' ESCARA (SANGUE ESSICATO) DI UNA STIMMATA DI SAN PIO DI PIETRELCINA. QUESTA RELIQUIA SARA' VENERATA IL 16 NOVEMBRE INSIEME A UNA RELIQUIA DI SAN LEOPOLDO MANDIC.

 

 

Giovedì, 29 Ottobre 2015 13:44

FOGLIE

Qualche tempo, fa durante una pausa di lavoro presso l'Ospedale Umberto I° di Mestre, mi addentrai nel parco di Villa Querini, una delle residenze storiche della città, mi sedetti su una panchina sotto le fronde di un acero secolare, era d'ottobre e improvvisamente, come per magia, una pioggia di foglie colorate d'autunno mi avvolse provocando dentro di me un'emozione che più tardi misi su carta e che ora vi offro, sicuro che anche condividere quei sentimenti è poesia.

FOGLIE

Ho visto le foglie d’autunno

cadere nel sole

baciava la terra brumosa

il sole

il vento non c’era

e l’alito di vita ultimo

spirava  con la foglia

in quel cielo profondo

e bambini lontani

di grida empivano

quel vuoto di cielo.

Volevo essere una foglia

posarmi leggera sull’erba

tornare alla terra materna

sotto i raggi dell’ultimo sole.

Questa poesia si è classificata terza assoluta al Concorso Internazionale di Poesia "Premio Trasimeno" (Perugia) 5 agosto 2010.

FOGLIE CADENTI

Ecco il parco e l'acero vestito d'autunno

Lunedì, 28 Settembre 2015 14:03

DA SAN FRANCESCO A PAPA FRANCESCO

 

minidip

LA PARROCCHIA DI SANTA MARIA ASSUNTA DI TESSERA

INVITA TUTTI SABATO 3 OTTOBRE

ALLE ORE 20 45 NELLA SALA PARROCCHIALE

CONFERENZA SUL TEMA

DA SAN FRANCESCO A PAPA FRANCESCO

DALL’INCONTRO CON L’ISLAM ALLA LAUDATO SI’   

                san francesco di assisi 2               papa FRANCESCO E LAUDATO SI

PER CAPIRE I FATTI DI OGGI BISOGNA CONOSCERE GLI EVENTI DI IERI

RELATORE: prof. Gianfranco Trabuio, pubblicista

Partecipa Fra Adriano Contran ofm, Commissario della Custodia Francescana di Terra Santa per il Triveneto.

Sarà presentato anche il fumetto storico-artistico dell’incontro tra Francesco di Assisi e il Sultano nel 1219 durante la quinta crociata, disegnato da Francesco Lucianetti e scritto da Gianfranco Trabuio.

Fumetto copertina volantino Congresso 2013 ATS

 


                                                                      

 

Martedì, 22 Settembre 2015 18:17

A DON DANIELE NEL DECIMO DI ORDINAZIONE SACRA

A DIECI ANNI (per don Daniele Panzeri)

 DON DANIELE

L’aria giovane è rimasta

dentro allo sguardo penetrante

quale spirito ti ha mosso

su questi sentieri impervi

la vetta si vede

ma lontana

inaccessibile

Dio non sempre si fa vedere

ma hai buone guide

don Bosco

don Orione

magari il vecchio parroco

la famiglia generosa

ricca di valori profondi

l’umanità

quella sofferente e in ricerca

ti sprona continuamente

incessantemente

e tu

camminatore senza fatiche

ti lasci condurre

hai scelto un Maestro unico

una guida sicura

e tu avanzi verso l’alto

e molti hanno scelto

e ti seguono

e innamorati del Cristo

in colonna ordinata e orante

insistono con te nella luce lontana

un giorno

tutti insieme

nella gioia

quella luce improvvisamente

abbaglierà lo sguardo

e sarà Paradiso.

cime di luce 1

 

CI TROVIAMO CON DON DANIELE TUTTI INSIEME PER FARE FESTA  DOMENICA 18 OTTOBRE 2015 PRESSO LA CHIESA DI SAN PIO X A MARGHERA ALLE ORE 14 PER LA RECITA DEL ROSARIO E PER LA CELEBRAZIONE DELLA SANTA MESSA CON LE PREGHIERE DI GUARIGIONE E DI LIBERAZIONE

PARROCCHIA DELL’ANNUNCIAZIONE IN OLMO DI MARTELLAGO
14 Settembre 2015 ore 20 30
GRUPPO DI DEVOZIONE ALLA DIVINA MISERICORDIA.
14 settembre Esaltazione della Santa Croce
15 settembre Beata vergine Maria Addolorata
17 settembre Impressione delle stimmate di san Francesco di Assisi
Brevi riflessioni sulle feste elencate.


Esaltazione della Santa Croce. La festa in onore della Croce venne celebrata la prima volta nel 335, in occasione della “Crucem” sul Golgota, e quella dell'"Anàstasis", cioè della Risurrezione. La dedicazione avvenne il 13 dicembre. Col termine di "esaltazione", che traduce il greco hypsòsis, la festa passò anche in Occidente, e a partire dal secolo VII, essa voleva commemorare il recupero della preziosa reliquia fatto dall'imperatore Eraclio nel 628. Della Croce trafugata quattordici anni prima dal re persiano Cosroe Parviz, durante la conquista della Città santa, si persero definitivamente le tracce nel 1187, quando venne tolta al vescovo di Betlem che l'aveva portata nella battaglia di Hattin.
La celebrazione odierna assume un significato ben più alto del leggendario ritrovamento da parte della pia madre dell'imperatore Costantino, Elena. La glorificazione di Cristo passa attraverso il supplizio della croce e l'antitesi sofferenza-glorificazione diventa fondamentale nella storia della Redenzione: Cristo, incarnato nella sua realtà concreta umano-divina, si sottomette volontariamente all'umiliante condizione di schiavo (la croce, dal latino "crux", cioè tormento, era riservata agli schiavi) e l'infamante supplizio viene tramutato in gloria imperitura. Così la croce diventa il simbolo e il compendio della religione cristiana.
La stessa evangelizzazione, operata dagli apostoli, è la semplice presentazione di "Cristo crocifisso". Il cristiano, accettando questa verità, "è crocifisso con Cristo", cioè deve portare quotidianamente la propria croce, sopportando ingiurie e sofferenze, come Cristo, gravato dal peso del "patibulum" (il braccio trasversale della croce, che il condannato portava sulle spalle fino al luogo del supplizio dov'era conficcato stabilmente il palo verticale), fu costretto a esporsi agli insulti della gente sulla via che conduceva al Golgota. Le sofferenze che riproducono nel corpo mistico della Chiesa lo stato di morte di Cristo, sono un contributo alla redenzione degli uomini, e assicurano la partecipazione alla gloria del Risorto.

 esaltazione della santa croce

Il quadro rappresenta nel suo insieme l'immagine stupenda e ricca di significato: il Padre che sostiene il Figlio crocifisso, Maria Santissima e l'apostolo Giovanni.

Impressione delle stimmate di San Francesco. Il Serafico Padre San Francesco nutrì, fin dalla sua conversione, una fervidissima devozione a Cristo Crocifisso, devozione che diffuse sempre con le parole e la vita.
Nel settembre del 1224, mentre sul monte della Verna era immerso nella meditazione, il Signore Gesù, con un prodigio singolare, gli impresse nel corpo le Stimmate della sua Passione. Papa Benedetto XI concesse all'Ordine Francescano di celebrare annualmente il ricordo.

Francesco, mediante le sacre Stimmate, prese l’immagine del Crocifisso.

Dalla «Legenda minor» di san Bonaventura (Quaracchi, 1941, 202-204).
Francesco, servo fedele e ministro di Cristo, due anni prima di rendere a Dio il suo spirito, si ritirò in un luogo alto e solitario, chiamato monte della Verna, per farvi una quaresima in onore di san Michele Arcangelo. Fin dal principio, sentì con molta più abbondanza del solito la dolcezza della contemplazione delle cose divine e, infiammato maggiormente di desideri celesti, si sentì favorito sempre più di ispirazioni dall’alto.
Un mattino, verso la festa dell’esaltazione della santa Croce; raccolto in preghiera sulla sommità del monte, mentre era trasportato in Dio da ardori serafici, vide la figura di un Serafino discendente dal cielo. Aveva sei ali risplendenti e fiammanti. Con volo velocissimo giunse e si fermò, sollevato da terra, vicino all’uomo di Dio. Apparve allora non solo alato ma anche crocifisso.
A questa vista Francesco fu ripieno di stupore e nel suo animo c’erano, al tempo stesso, dolore e gaudio. Provava una letizia sovrabbondante vedendo Cristo in aspetto benigno, apparirgli in modo tanto ammirabile quanto affettuoso ma al mirarlo così confitto alla croce, la sua anima era ferita da una spada di compaziente dolore.
Dopo un arcano e intimo colloquio, quando la visione disparve, lasciò nella sua anima un ardore serafico e, nello stesso tempo, lasciò nella sua carne i segni esterni della passione, come se fossero stati impressi dei sigilli sul corpo, reso tenero dalla forza fondente del fuoco.
Subito incominciarono ad apparire nelle sue mani e nei suoi piedi i segni dei chiodi; nell’incàvo delle mani e nella parte superiore dei piedi apparivano le capocchie, e dall’altra parte le punte. Il lato destro del corpo, come se fosse stato trafitto da un colpo di lancia, era solcato da una cicatrice rossa, che spesso emetteva sangue.
Dopo che l’uomo nuovo Francesco apparve insignito, mediante insolito e stupendo miracolo, delle sacre stimmate, discese dal monte. Privilegio mai concesso nei secoli passati, egli portava con sé l’immagine del Crocifisso, non scolpita da artista umano in tavole di pietra o di legno, ma tracciata nella sua carne dal dito del Dio vivente.

san francesco di assisi riceve le stimmate

San Francesco riceve le stimmate dal Serafino mandatogli da Gesù. La vocazione di Francesco era quella di essere simile in tutto al Cristo sofferente.

LODATE IL SIGNORE PERCHÉ È GRANDE, ETERNA È LA SUA MISERICORDIA

VIENI SPIRITO SANTO VIENI

Vieni, Spirito Santo, vieni,
soffio di vita, vieni,
Spirito Santo, vieni.

IN TE RINASCERÒ DALL'ALTO,
NELLE TUE MANI COME IL VENTO
CHE SOFFIA DOVE VUOLE MA NON SO
DI DOVE VIENE E DOVE VA.

Vieni, Spirito Santo, vieni,
dentro al mio cuore, vieni,
Spirito Santo, vieni.
Rit.
Vieni, Spirito Santo, vieni,
forza di vita, Vieni,
Spirito Santo, vieni.
Rit.
Vieni, Spirito Santo, vieni,
sulla tu chiesa, vieni,
Spirito Santo, vieni. (SULLA FAMIGLIA) (SUI NOSTRI FIGLI) (SUI SACERDOTI) (SUGLI AMMALATI) (SULLA NOSTRA PARROCCHIA)

INTENZIONI DI PREGHIERA

RECITA DELLA CORONCINA DELLA DIVINA MISERICORDIA
LITANIE DELLA DIVINA MISERICORDIA

PAUSA DI MEDITAZIONE PERSONALE

Preghiera

O Dio, Padre di eterna misericordia,
fa' che convertano a te i nostri cuori,
perché nella ricerca dell'unico bene necessario
e nelle opere di carità fraterna
siamo sempre consacrati alla tua lode.
Per il nostro Signore Gesù Cristo che vive e regna in unità con il Padre e con lo Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli. Amen

Madonna Addolorata
CORONCINA DEI 7 DOLORI DELLA VERGINE
La Madonna disse a Marie Claire, una delle veggenti di Kibeho prescelta per propagandare la diffusione di questa coroncina dei 7 dolori:
“ Ciò che vi chiedo è il pentimento. Se reciterete questa coroncina meditando, allora avrete al forza di pentirvi. Oggigiorno molti non sanno più chiedere perdono. Essi mettono di nuovo il Figlio di Dio sulla croce. Per questo ho voluto venire a ricordarvelo, soprattutto qui in Ruanda, perché qui ci sono ancora persone umili che non sono attaccate alla ricchezza e ai soldi”. (31.5.1982)
“ Ti chiedo di insegnarla al mondo intero..., pur restando qui, perché la mia grazia è onnipotente”. 15.8.1982)
Il 9 Agosto 1982, la Madonna piange ed i veggenti piangono con Lei, perché manifestava loro inquietanti immagini del futuro: terribili battaglie, fiumi di sangue, cadaveri abbandonati, un abisso spalancato.
Queste Apparizioni sono state ufficialmente riconosciute dalla Chiesa il 29.6.2001.

MADONNA ADDOLORATA

Immagine dell'Addolorata con le spade dei 7 dolori vissuti da Maria a partire dalla Presentazione al profeta Simeone e fino alla deposizione dalla croce.

MARIA SANTISSIMA

O Maria santissima, dolce madre di Gesù
Stendi il tuo manto sopra la terra
Rendi sicuro il cammino quaggiù. Ave ave Maria, ave ave Maria.
O Maria santissima, sei l’eletta del Signor
Salva i tuoi figli portali al cielo
Sorreggi tu la speranza nel cuor. Ave ave Maria, ave ave Maria.
O Maria amabile, doni al mondo il Salvator
Tutti i credenti accolgano Cristo
E regni sempre tra i figli l’amor. Ave ave Maria, ave ave Maria.


INVOCHIAMO LA BENEDIZIONE DEL SIGNORE con la formula di san Francesco: Il Signore ci benedica e ci custodisca, mostri a noi il suo volto e abbia misericordia di noi. Rivolga il suo volto verso di noi e ci dia pace. Nel nome del Padre, del Figlio e dello spirito Santo. Amen

DON DANIELE PANZERI CON GLI AMICI DELLA DEVOZIONE ALLA DIVINA MISERICORDIA DI OLMO DI MARTELLAGO

INVITANO TUTTI I DEVOTI

LUNEDÌ 7 settembre 2015 ORE 20 PRESSO IL SANTUARIO DELLA MADONNA DELLE GRAZIE a Robegano (sulla strada che da Maerne porta a Noale), per un incontro di spiritualità con celebrazione della Santa Messa in occasione della Festa della Natività della Beata Vergine Maria.

Il cuore di Gesù è tutto amore e misericordia

madonna delle grazie robegano w giovanni paolo 2 suor faustina e gesù misericordioso

 

 

 

 

 

LA LITURGIA SARÀ PRESIEDUTA DA DON DANIELE PANZERI, sacerdote orionino, con la presenza di don Filippo Facchin, rettore del Santuario e consisterà nella recita della Coroncina della Divina Misericordia, nella celebrazione della santa Messa, con preghiere di guarigione e liberazione e con la finale benedizione eucaristica. L’incontro di spiritualità sarà accompagnato dai gioiosi canti del Rinnovamento carismatico cattolico.

 

 

PAPA FRANCESCO CI INVITA A TESTIMONIARE LA VENUTA DELLO SPIRITO SANTO SUI DISCEPOLI DI GESÙ IN PROSSIMITA' DEL GIUBILEO DELLA MISERICORDIA.

Misericordia la chiave per aprire il cuore a Dio e al prossimo

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