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Gianfranco Trabuio

Gianfranco Trabuio

Mercoledì, 29 Gennaio 2014 15:49

INNO DI UN BAMBINO MAI NATO

Domenica 2 febbraio 2014 la Chiesa italiana celebra la 36a "Giornata per la Vita". E' dal 1978 che su indicazione di Papa Paolo VI, la prima domenica di febbraio viene solennemente celebrata come "Giornata per la Vita", quest'anno la coincidenza temporale del 2 febbraio coincide con la festa liturgica della Presentazione di Gesù Bambino al tempio, al profeta Simeone, e in tutte le chiese italiane ci saranno manifestazioni per rinnovare l'impegno della Chiesa e dei laici per la promozione e la tutela della vita nascente.

PAOLO VI 2

Papa Paolo VI promotore della Giornata per la Vita

 

Generare futuro

I figli sono la pupilla dei nostri occhi... Che ne sarà di noi se non ci prendiamo cura dei nostri occhi? Come potremo andare avanti?". Così Papa Francesco all'apertura della XXVIII Giornata Mondiale della Gioventù ha illuminato ed esortato tutti alla custodia della vita, ricordando che generare ha in sé il germe del futuro. Il figlio si protende verso il domani fin dal grembo materno, accompagnato dalla scelta provvida e consapevole di un uomo e di una donna che si fanno collaboratori del Creatore. La nascita spalanca l'orizzonte verso passi ulteriori che disegneranno il suo futuro, quello dei suoi genitori e della società che lo circonda, nella quale egli è chiamato ad offrire un contributo originale. Questo percorso mette in evidenza "il nesso stretto tra educare e generare: la relazione educativa si innesta nell'atto generativo e nell'esperienza dell'essere figli", nella consapevolezza che il bambino "impara a vivere guardando ai genitori e agli adulti". 

 

NATALE SEMPRE

Un caro amico frate francescano, anziano e molto vivace, mi ha dato questa stupenda poesia sul Natale di un bambino mai nato. È un’amara e sofferta riflessione di una madre cui fa seguito una serie di versi commoventi scritti da Gesù, e si chiude in modo inaspettato.

        Un coro di bambini, vestiti di gioia, cantano gloria e pace. Ma il suono di campane s’infrange come un’onda al davanzale. Mi scuote un singhiozzo e un nodo in fondo al petto: nel mio appartamento pesa la noia, non tace il mio tormento, la stanza è sempre vuota per quante cose io ci metta dentro.

        In questo vuoto in cui più non ti aspetto, sento il tuo tempo crescere, come qualcuno ti avesse adottato: adesso avresti un anno.   Oh! Potessi incontrarti e chiederti perdono, offrirti almeno un dono di Natale!    Una lacrima di luce dall’imposta socchiusa bagna dolcemente la mia stanza, e preme la finestra perché si apra al chiarore come ad un pianto. “Sei tu?”

“Oh! Era così povero,

e non aveva nulla;

l’ho stretto tra le braccia,

gli ho offerto la mia culla;

gli ho dato per coprirlo

un mantello di stelle,

per giocare, una festa

di fratelli e di sorelle.

Sì, l’ho adottato io,

gli ho dato il nome mio.

Tu non sapevi: i poveri

sono me stesso, i piccoli

li porto sempre appresso:

quello che fate a loro

l’avete fatto a me.

Credi all’amore. È il solo

che sappia perdonare ……

Io, che per farti vivere

ho scelto di morire.

Vivi e non più peccare!”     

Sento la sua presenza al davanzale:

“Aprimi la finestra, anche per noi oggi è Natale!

CENTRO DI AIUTO ALLA VITA

 

 

Logo di un Centro di aiuto alla Vita che illustra in modo quanto mai suggestivo il significato della poesia affidatami da fra Bernardino o.f.m.

Uno dei cardini della mistica del santo vescovo di Ginevra, patrono dei giornalisti, è certamente la devozione al Sacro Cuore di Gesù. Infatti una delle sue più famose seguaci: santa Margherita Maria Alacoque, diventò la divulgatrice di questa devozione e dopo diverse visioni mistiche di Gesù stesso col cuore bene in vista sul petto, e su suo ordine, promosse la famosa pratica religiosa dei Primi Nove Venerdì del mese. Rinvio alle fonti storiche le persone interessate ad approfondire tali aspetti della vita di questi Santi straordinari, vissuti in pieno periodo riformista (luterano e calvinista). Solo pochi cenni per facilitare la comprensione di quanto verrò esponendo nel testo su san Francesco di Sales: Vescovo di Ginevra, Dottore della Chiesa, Confondatore dell'Ordine della Visitazione di Santa Maria, Santo della Amabilità. Fatto santo nel 1665 da Papa Alessandro VII, proclamato Dottore della Chiesa nel 1877 da Papa Pio IX e infine, proclamato patrono dei giornalisti e scrittori cattolici da Pio XI nel 1923.

 In questo articolo desidero soltanto illustrare un aspetto particolare, e forse poco conosciuto, della sua dottrina sull'Amore Divino e sulla Divina Volontà, pubblicando le preghiere del triduo a lui dedicato in occasione della memoria liturgica il 25 gennaio.

“La preghiera ottiene da Dio più di quanto chiede”    ( S.Francesco di Sales).

Triduo di preghiera a San Francesco di Sales. Devozione alla Divina Volontà d'Amore.

O dolcissimo Santo, che nel tuo ardente amore per Dio hai conformato sempre la tua alla Divina Volontà di Amore e hai detto che " il carattere delle Figlie della Visitazione è di rimirare in ogni cosa questa Divina Volontà e seguirla" , ottieni a noi la grazia di conoscere quanto amabile Essa sia sempre e in ogni cosa; e credendo all'Amore di questa Divina Volontà per noi ed in questo amore sperando, possiamo giungere ad amarLa secondo i tuoi desideri e i desideri ardenti del Cuore di Gesù.

 Gloria al Padre.....

 O dolcissimo ed amabilissimo Santo, che dell'amore alla Divina volontà hai nutrito il tuo cuore ed in esso hai trovato la Via della pace, fà che non cerchiamo altro cibo che questa Divina Volontà d'Amore; fà che possiamo ripetere con il cuore più che con la voce, quelle tue parole sante : "O dolcissima Volontà del mio Dio, sii sempre fatta; o eterni disegni della Volontà del mio Dio, io vi adoro, consacro e dedico la mia volontà, per volere eternamente ciò che eternamente hai voluto Tu.

 Gloria al Padre.....

 O amabilissimo Santo, che a ragione fosti chiamato il santo Dottore della Divina Volontà, perchè sempre, con la vita e le parole e con gli scritti tuoi soavissimi  hai cercato di farLa conoscere e amare, e che sempre più attratto ad quell'amore non hai cessato di ripetere il grido del tuo cuore: " Che cosa io posso più desiderare in Cielo o in terra , che di vedere adempiuta questa Divina Volontà",fà che noi, sul tuo esempio, non solo ci uniamo ad Essa, ma fatti apostoli di  questa Divina Volontà d'Amore, bramiamo di vederla da tutti amata ed adorata.

 Gloria al Padre.....

san francesco di sales

san Francesco di Sales

Ora, è necessario puntare l'attenzione sull'espressione: "Divina Volontà di Amore", perché proprio da questa muoverò i miei passi per illustrarne la grande attualità e significato profetico, alla luce del processo di canonizzazione in atto della Serva di Dio Luisa Piccarreta (1865 - 1947). Questa donna è vissuta per 62 anni a letto a causa di una malattia strana e non guaribile, non poteva mangiare e si è nutrita solo con l'Eucaristia quotidiana. Ha avuto dialoghi innumerevoli con Gesù e su ordine di un suo padre spirituale li ha trascritti in 36 volumi. Questo fatto rimanda alla memoria un'altra santa meravigliosa, teologa dell'espiazione: santa Veronica Giuliani (1660 - 1727), monaca clarissa cappuccina di Città di Castello. Anche santa Veronica sotto dettatura di Gesù Crocifisso e della Madonna scrisse oltre 30.000 (Trentamila) pagine di dialoghi, tutti rigorosamente conservati negli archivi vaticani e contenenti una corrispondenza mistica profondissima sulla sofferenza offerta in espiazione dei peccati e per la conversione dei peccatori. Su questo aspetto non mi dilungo, ma invito chi legge a farsi un'idea della vita di questa Santa consultando le fonti oggi disponibili sul web.

Ritorno alla serva di Dio, Luisa Piccarreta, per fare emergere dalle mie ricerche quanto Dio guidi le anime dei santi ad incontrarsi e a contagiarsi nella santità. Luisa per molti anni ebbe come padre spirituale un santo: Annibale Maria di Francia (1851 - 1927), fondatore nel 1901 di due congregazioni religiose, i Rogazionisti del Cuore di Gesù e le Figlie del Divino Zelo del Cuore di Gesù. Questo santo sacerdote curò personalmente la pubblicazione dei primi 19 volumi dei dialoghi di Gesù con Luisa.

SANTANNIBALE MARIA DI FRANCIA                      LUISA PICCARRETA

  sant'Annibale Maria di Francia                                   Luisa Piccarreta

Perché questo percorso che sto delinenando è importante? Vedete, la potenza esplicativa di una ricerca, in qualunque campo si faccia, sta nel mettere insieme le coincidenze e le connessioni tra gli eventi. Sono queste a rendere affascinante e ricca di conseguenze pratiche la vita spirituale di chiunque si avvicini alle due coordinate che ne generano una terza, in una visione geometrica dello spazio dello Spirito, che è l'intuizione.

Ecco, è importante riuscire a mettere insieme alcuni tasselli del mosaico che sto descrivendo, per comprenderne la rilevanza per il nostro beneficio spirituale. Ora, Annibale Maria di Francia ebbe la ventura di conoscere molto bene Luigi Orione proprio durante il disastroso terremoto di Messina del 1908. Il cataclisma provocò un importante afflusso, in quel disastro, di moltissimi volontari tra i religiosi, per aiutare quelle popolazioni, e i due futuri santi proprio lì cementarono la loro amicizia e cooperarono con le loro Congregazioni religiose. Annibale Maria di Francia fu proclamato beato nel 1990 dal papa Giovanni Paolo 2° e fatto santo dallo stesso Papa nel 2004. Luigi Orione, fondatore della Piccola Opera della Divina Provvidenza, fu proclamato beato nel 1980 dal papa Giovanni Paolo 2°, e fatto santo dallo stesso Papa lo stesso giorno 16 maggio 2004 insieme con Annibale Maria di Francia.

Ritorniamo, però, all'inizio della nostra esposizione per concludere in modo del tutto suggestivo e edificante il tema della Divina Volontà. Ebbene, la Serva di Dio, Luisa Piccarreta in quei 36 volumi ha scritto tutto quello che era possibile scrivere sotto la dettatura di Gesù, proprio sulla Divina Volontà. Per noi tutti è  quanto mai arduo affrontare questo argomento. Quali e quante sono le implicazioni nella nostra vita quotidiana dall'accettare gli eventi che ci accadono. Quanta fatica facciamo a recitare il Padre Nostro quando diciamo: "Sia fatta la tua volontà" e ci troviamo in momenti di buio, di sofferenza e di disperazione. Ecco, l'aiuto che ci può venire da questi santi e dalla futura beata Luisa, è proprio un rimando al significato profondo della nostra esistenza: siamo credenti al punto di accettare la volontà del Padre in tutti i momenti della nostra vita? Siamo consapevoli che se siamo creature di Dio chiamate alla vita eterna, dopo la nostra morte, godremo della sua visione in paradiso? L'anima che Dio ci ha dato non muore, è unica e vivrà per sempre. Le esperienze dei mistici e gli insegnamenti della Vergine nelle sue apparizioni su questo argomento non lasciano dubbi.

Quali scenari si aprono a riflettere su questi semplici fatti!

Mi permetto un invito a voi tutti che mi leggete su questo sito: andiamo a trovare san Francesco di Sales presso il Monastero della Visitazione a Treviso (Via Mandruzzato, 22). Potremo venerare il cuore incorrotto del Santo custodito dalle suore Visitandine e pregarlo con le parole del Triduo iniziale, chiedendo che ci apra il cuore alla comprensione della Divina Volontà d'Amore.

sacro cuore VISITAZIONE                                 cuore incorrotto di san francesco di sales

logo dell'Ordine della Visitazione         Reliquiario con il cuore incorrotto di san Francesco di Sales

 


 

 

 

 

Miracolo di Natale. Una storia vera 

Una storia vera scritta da Maria Winowska che fu amica di Giovanni Paolo II.
Maria Winowska è una apprezzata scrittrice di agiografia, storie di santi. Ha pubblicato questo racconto vero che le fu narrato da un parroco ungherese.

bambino gesù nella luce

Bambino Gesù nella luce

"Chiunque potrebbe prendermi per pazzo o per un esaltato – le disse P. Norbert – se non ci fossero trentadue scolaretti a testimoniare la verità dell'accaduto".
Nella mia parrocchia in Ungheria, un piccolo paese di 1500 anime, da dove poi mi scacciarono, successe una volta un fatto strano. La maestra elementare era una militante atea. Tutte le sue lezioni erano imperniate sul tentativo di eliminare Dio dalla vita di quei bambini, per farne dei giovani atei. Ogni occasione era buona per sminuire la nostra Santa Religione, deriderla e screditarla.
I bambini intimiditi non osavano difendersi. Le loro famiglie erano credenti e fedeli nell'adempimento dei loro doveri religiosi. In genere, le sciocchezze con cui la maestra, signorina Gertrud, bombardava continuamente i bambini, non avevano un grande effetto su di loro. Io in parrocchia mi impegnavo con tutte le mie forze a sostenere spiritualmente i bambini per abituarli a ricevere spesso il Sacramento della Comunione e, caso strano, la signorina Gertrud sembrava avere un fiuto misterioso per individuare chi si era comunicato e queste sue "pecore nere", come lei le chiamava, le trattava con sfrenata rabbia.
Sembrava che lo avesse saputo da questa o da quella spia. Nella IV/a c'era Angela di dieci anni. Era molto intelligente e capace, ma le sue compagne non la invidiavano perchè aveva un cuore d'oro ed era sempre pronta ad aiutarle. Un giorno mi chiese di poter fare tutti i giorni la Santa Comunione. "Ma sai di cosa ti carichi?" le chiesi. Rise birichina come se volesse fare uno scherzo a qualcuno. "Signor Parroco, la maestra non mi potrà rimproverare facilmente, glielo posso assicurare. Sarò ancora più diligente ... Per favore, non mi dica di no. Quando prendo la Comunione mi sento più forte. Dica di sì, devo dare il buon esempio e perciò devo avere molta forza!". Le dissi sì, sebbene con preoccupazione. Da quel momento la IV/A fu un piccolo inferno.
Angela sapeva impeccabilmente tutto ciò che la maestra le chiedeva. Però la maestra riversava su di lei la sua cattiva luna e la maltrattava in ogni modo. La bambina sopportava tutto pazientemente però divenne visibilmente sofferente. "Senti Angela, ma non è troppo pesante?". "No, Signor Parroco. Gesù ha sofferto molto di più quando gli sputavano addosso. Questo non mi è ancora capitato".
Il coraggio che dimostrava mi riempì di grande ammirazione. Angela non venne mai a lagnarsi da me del pessimo trattamento che riceveva, ma le sue compagne mi raccontavano piangendo degli attacchi della maestra. Dal lato del profitto, questa non poteva dire niente e così si inventava ogni giorno qualcosa di nuovo per toglierle la fede.
Scavalcando il suo programma di insegnamento, la signorina Gertrud, a beneficio delle sue scolare, aprì tutto il suo arsenale ateista e Angela non poté farci niente. Stava in piedi, muta a capo chino, soffocando i singhiozzi. Il suo credo però rimase inalterato, ma come difenderlo?
Da novembre le lezioni divennero sempre più un duello tra la maestra e la scolara. Apparentemente trionfava la prima ed aveva sempre l'ultima parola. Perchè dunque questa tenacia? Probabilmente era il silenzio di Angela che esasperava la maestra. Le compagne di classe disperate chiesero il mio aiuto. Cosa potevo fare? Il mio tentativo avrebbe avvelenato ancora di più l'atmosfera. Per fortuna Angela tenne duro.
Non rimase altro che pregare, pregare con tutte le nostre forze. La cosa si sparse nel circondario. Nessuno mi rimproverò per aver dato giornalmente la Santa Comunione ad Angela. Non era un segreto per nessuno che la maestra voleva, attraverso questa fragile bambina, colpire un bene comune, il tesoro della Fede.
I genitori incoraggiavano la loro figlia a resistere ed improvvisamente Angela si trovò al centro dell'interesse comune. Tutti ammiravano la sua forza. Solo lei non se ne rendeva conto. Si sentiva umiliata per la sua incapacità a difendersi e per non saper portare dei motivi per la sua fede.
Poco prima di Natale, esattamente il 17 dicembre, la signorina Gertrud escogitò un piano crudele che, come lei pensava, avrebbe eliminato la fede inutile che impestava la sua scuola. Il fatto merita di essere raccontato in tutti i suoi particolari.
Angela fu involontariamente coinvolta in un gioco di domande e risposte.
"Che cosa fai se i tuoi genitori ti chiamano?".
"Vado", rispose la ragazzina timidamente sottovoce.
"Molto bene. Ti senti chiamare e vai subito, come fa una brava bambina. Che cosa succede se i tuoi genitori chiamano lo spazzacamino?".
"Viene", rispose Angela. Il suo cuore batteva in fretta, si aspettava un tranello, però non immaginava di che genere.
La signorina Gertrud continuava con le sue domande: "I suoi occhi brillavano come quelli di un gatto che gioca con il topo, guardava in maniera così cattiva, così cattiva!", mi raccontò più tardi una delle piccole testimoni.
"Bene mia piccola. Lo spazzacamino viene perché c'è, perché è vivo". Un momento di silenzio. "Tu vieni perché sei viva. Però, per esempio, i tuoi genitori chiamano la nonna che è morta. Verrà?".
"No non credo".
"Brava. E se chiamano Barbablù? Oppure Cappuccetto Rosso? Oppure Pollicino? Ti piacciono le fiabe, no? Allora cosa succederà?". "Non verrà nessuno, perché sono fiabe". Angela sollevò il suo sguardo limpido, però lo riabbassò subito. "I suoi occhi mi avevano fatto male" mi confidò più tardi. Il dialogo proseguì.
"Molto bene – gongolò la maestra – mi sembra che oggi tu riesca a pensare più chiaramente. Dunque bambini vedete che qualsiasi vivente che esiste, viene se lo si chiama. E chi non viene quando è chiamato, o non esiste oppure non è più vivo. è chiaro, vero?". E adesso supponiamo di chiamare Gesù Bambino. C'è ancora qualcuno di voi che crede in Gesù Bambino?".
Per un attimo tutto tace. Poi, alcune voci timide dicono: "Sì, sì...".
"E tu, Angela, credi tu che Gesù Bambino ti senta se lo chiami?".
Angela si sentì improvvisamente sollevata da un peso. Ecco dunque il tranello di cui non poteva immaginare la portata.
Con grande slancio rispose: "Certo, credo che mi senta".
"Molto bene, adesso facciamo un tentativo. Se Gesù Bambino c'è, entrerà se voi lo chiamate. Chiamate dunque tutti insieme molto forte: Vieni, Gesù Bambino! Uno, due, tre, tutti insieme".
I bambini abbassarono la testa e in un silenzio di tomba si sentì una risata satanica. "E qui vi volevo. Questa è la mie prova. Non avete il coraggio di chiamarlo, perché non esiste, come Pollicino, Barbablù, perchè sono semplicemente delle favole... storie per vecchietti seduti di fronte al camino, storie che nessuno prende seriamente perché non sono vere".
I bambini, sconvolti, tacevano ancora. Angela era sempre muta e mortalmente pallida. Improvvisamente successe una cosa inaspettata.
Angela saltò in mezzo alla classe, i suoi occhi lanciavano scintille: "Noi lo vogliamo chiamare! Ascoltate! Tutti insieme diciamo: – Vieni, Gesù Bambino! – ".
In un attimo tutta la classe si alzò. Con le mani giunte, sguardi invocanti e cuori gonfi di una smisurata fede gridarono: "Vieni, Gesù Bambino!".
La maestra non era preparata a ciò, Involontariamente fece due, tre passi indietro, lo sguardo fisso su Angela in un silenzio di tomba.
Poi di nuovo la voce cristallina: "Ancora una volta!". Era come un grido che avrebbe potuto far crollare i muri, come più tardi spiegò un bambino. Paura, impazienza, dubbio ricacciato dentro che poteva in ogni momento esplodere, sotto l'influsso di una di loro che improvvisamente si era proclamata loro rappresentante: l'impulso dell'unità che aveva colpito tutti!... Ma forse non c'era l'attesa del miracolo.
"Io gridavo, però non mi aspettavo niente di particolare", mi disse Gisela.
E invece accadde. Ve lo racconterò con le stesse parole dei bambini, li ho interrogati uno per uno. La loro libera espressione sembrò più perfetta di una rappresentazione che avremmo potuto dare noi adulti. Alcune loro frasi mi sono rimaste impresse indelebilmente.
Anche io, povero pastore di anime com'ero, avevo bisogno di un segno. Troppo spesso non si crede a sufficienza! I bambini non guardavano verso la porta bensì il muro davanti a loro e Angela risaltava su questa cornice bianca. Ma la porta si aprì silenziosamente. Videro che una forte luce si concentrava sulla porta. Questa luce cresceva, cresceva, poi divenne un globo di fuoco. Ebbero improvvisamente paura, però tutto accadde così in fretta che non ebbero nemmeno il tempo di gridare. Il globo si aprì e dentro apparve un Bambino splendido come non ne avevano mai visto. Il Bambino sorrideva loro senza dire una parola. La Sua infinita presenza era una infinita dolcezza. Non avevano più paura, c'era solo gioia. Durò ... un momento? Un quarto d'ora? Un'ora? Le opinioni a questo punto stranamente erano diverse. Certo è che l'accaduto non superò un'ora di lezione. Il Bambino era vestito di bianco e sembrava un piccolo sole.
La luce proveniva da Lui stesso. La luce del giorno sembrava scura al confronto. Alcune delle ragazze rimasero come accecate e faceva loro male agli occhi. Altre poterono guardarlo senza conseguenze. Non diceva niente, sorrideva solo, poi scomparve nel globo di luce che si dissolse. La porta si richiuse dolcemente da sola.
Piene di emozione, il cuore ricolmo di gioia, le ragazze non potevano pronunciare parola. Un grido acuto ruppe il silenzio.
Quasi impazzita e con gli occhi che le uscivano dalle orbite, la maestra gridò: "é venuto, è venuto!", poi scappò e sbatté dietro di sé la porta. Ad Angela sembrava di svegliarsi da un sogno.
Disse semplicemente: "Avete visto, Gesù Bambino esiste. E adesso ringraziamo".
Tutti si inginocchiarono commossi e recitarono un Padre Nostro, un'Ave Maria ed un Gloria al Padre. Poi uscirono dalla classe perché era arrivato il momento della pausa.
La cosa si sparse molto in fretta. I genitori mi chiesero di interrogare i bambini ed io li interrogai singolarmente. Posso testimoniare sotto giuramento di non aver trovato nei loro racconti la benchè minima contraddizione. E ciò che mi ha più sorpreso è che l'avvenimento non sembrò loro niente di straordinario. "Avevamo bisogno di aiuto – mi raccontò una delle ragazze – Gesù Bambino doveva venire ad aiutarci". Padre Norbert ha raccontato una storia della quale lui stesso, con la sua grande Fede, è rimasto sconcertato, e conclude che chiunque potrebbe prenderlo per pazzo o esaltato, se non ci fossero trentadue scolaretti di una classe di Ungheria a testimoniare la verità dell'accaduto.
La maestra, scioccata, fu ricoverata in manicomio, dove continuò a gridare: è venuto, è venuto!.
A Padre Norbert non fu concesso di andare a visitarla, ma promise di pregare per lei durante la S. Messa. Angela, dopo la scuola, riprese la sua vita in famiglia ad aiutare la mamma.
Questa è la storia che ha raccontato Padre Norbert ad una scrittrice, dicendole con un pizzico di ironia: Non so se lei crede alla mia storia e se sarà pubblicata. La scrittrice, però, come vedete, ha accettato.
(Tratto dalla Rivista Cattolica di informazione "Gesù sorgente dell'Amore Misericordioso")


Bibliografia minima di Maria Winowska. I lettori interessati a conoscere la notevole produzione agiografica dell'autrice su Internet troveranno molti altri testi, solo in inglese, in francese e in polacco. In italiano solo i due in elenco qui appresso.

Il vero volto di Padre Pio, Autore:  Maria Winowska San Paolo, anno 2003 (euro 4,90)


The death camp proved him real; the life of Father Maximilian Kolbe, Franciscan.
Autore: Maria Winowska Editore: Kenosha, Wis., Prow [©1971]


Our Lady's fool: Father Maximilian Kolbe, Friar Minor Conventual;
Autore: Maria Winowska Editore: Westminster, Md., Newman Press, 1952.


Go, repair my house : biography of Mother Mary Angela Truszkowska
Autore: Maria Winowska Editore: Lodi, N.J. : Congregation of the Sisters of Saint Felix, ©1976


L'icona dell'amore misericordioso. Il messaggio di santa Faustina Kowalska
Autore: Maria Winowska, M. G. Muzj (Traduttore) Edizioni San Paolo, 1981

giovanni paolo 2 suor faustina e  gesù misericordioso

Maria Winowska, scrittrice polacca e amica del papa Giovanni Paolo II, è stata una grande divulgatrice del culto della Divina Misericordia.

Questa immagine è bellissima perché illustra in modo efficace i legami profondi tra santa Faustina e il prossimo san Giovanni Paolo II.

 

Domenica, 22 Dicembre 2013 13:39

IL NATALE E LA DIVINA MISERICORDIA

Siate lieti nel cuore, Gesù Bambino viene per noi tutti. Accogliamolo al suono della cornamusa e con i canti del Natale.

PARROCCHIA DELL'ANNUNCIAZIONE IN OLMO DI MARTELLAGO
GRUPPO DI DEVOZIONE ALLA DIVINA MISERICORDIA.

23 DICEMBRE 2013 ore 20 30
25 dicembre: Santo Natale
26 dicembre: Santo Stefano, primo martire
27 dicembre: San Giovanni apostolo e evangelista
28 dicembre: Santi Innocenti martiri

LODATE IL SIGNORE PERCHÉ È GRANDE, ETERNA È LA SUA MISERICORDIA
Chi pratica la misericordia non teme la morte!

PROSEGUIAMO NELLA NOVENA DEL SANTO NATALE

Michele Cappellazzo con la sua cornamusa celtica ci accompagna nelle bellissime cantate del Natale

cornamusa nellarte

Cornamusa celtica in un dipinto rinascimentale

TU SCENDI DALLE STELLE
(Testo e musica di sant'Alfonso Maria de' Liguori)

Tu scendi dalle stelle, o Re del cielo,
e vieni in una grotta al freddo e al gelo. (x2)
O Bambino mio divino,
io ti vedo qui a tremar. O Dio Beato!
Ah, quanto ti costò l'avermi amato! (x2)

A Te, che sei del mondo il creatore,
mancaron panni e fuoco, o mio Signore, (x2)
Caro eletto, Pargoletto,
quanto questa povertà più m'innamora:
giacché ti fece amor povero ancora. (x2)

Tu lasci il bel gioir del divin seno
per giungere a tremare su questo fieno, (x2)
Dolce amore del mio cuore,
dove amor ti trasporto? - O Gesù mio,
Perché un tal patir per amor mio? (x2)

Mara, ora, ci racconterà l'episodio soricamente accertato di un miracolo di Natale avvenuto in una scuola elementare in Ungheria durante la dittatura comunista, scritto da Maria Vinowska. L'episodio sarà riportato per esteso nel prossimo numero di questo blog.

INTENZIONI DI PREGHIERA (enunciate dalle persone partecipanti)
RECITA DELLA CORONCINA ALLA DIVINA MISERICORDIA (dettata dal Gesù Misericordioso a santa Faustina Kowalska)

PREGHIERA DI GUARIGIONE (da recitare in particolare dopo la Comunione eucaristica)

"Gesù, il Tuo sangue puro e sano circoli nel mio organismo malato, e il Tuo corpo puro e sano trasformi il mio corpo malato e pulsi in me una vita sana e forte, se è la Tua santa volontà" (dal Diario di Santa Faustina Kowalska, pag. 376)


LETTERA DI PADRE LIVIO FANZAGA (direttore di Radio Maria)
Caro Gesù Bambino,
in questi giorni, in cui nella nostra società molti festeggiano il Natale senza sapere chi sia il festeggiato, da povero italiano non ho timore di rivolgermi a Te, ben sapendo che solo Tu sei in grado di concederci le grazie di cui abbiamo bisogno. A chi infatti dovremmo chiederle se non a Te? Sei l'unico rimasto credibile in questo mondo, dove tutti promettono e nessuno mantiene. Non mi lascio ingannare dal modo umile e discreto con cui sei entrato in questo mondo. Apparentemente sei venuto a mani vuote, al freddo e al gelo di una grotta a stento riscaldata da un bue e un asinello. Deposto in una mangiatoia, non stavi meglio di tanti bambini che fuggono dalla fame e dalla guerra verso le nostre contrade. Eri privo di tutto, ma avevi vicino a Te due persone meravigliose, come mai ce ne sono state: Tua madre Maria e il Tuo custode Giuseppe, che ti guardavano incantati, ben sapendo quale dono in quel momento il Cielo aveva fatto alla terra. Sei nato povero fra i poveri, bisognoso di tutto, ma hai arricchito il mondo con la Tua presenza. Venendo in mezzo a noi ci hai fatto il regalo più grande che potessimo desiderare. Tu, Bambino Gesù, sei la nostra luce, la nostra salvezza, la nostra pace. A Natale hai dato al mondo in regalo Te stesso. Lo ha annunciato l'angelo ai pastori assopiti, improvvisamente svegliati da una musica celestiale: "Vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato nella città di Davide un Salvatore, che è il Cristo Signore".


Caro Gesù Bambino, sei Tu il regalo di Natale che vorrei chiedere in primo luogo per il mio paese, per questa Italia che ha regalato il presepe al mondo, ma che adesso lo proibisce negli asili e nelle scuole e che si mostra sempre più insofferente per tutto ciò che ti riguarda. Qualcosa di strano e di pericoloso sta succedendo da qualche tempo. Proprio nelle nazioni dove il Tuo Vangelo ha prodotto i frutti più belli di fede, di carità e di civiltà, è scesa una nebbia spessa che Ti copre e Ti oscura, come se la gente si fosse stancata di Te. Sono sempre meno le persone che Ti ricordano. Sono pochissimi quelli che sanno che il giorno di Natale è quello del Tuo compleanno. Quando vado al supermercato faccio fatica a trovare una scritta di "Buon Natale" da appendere sulla porta di casa. Pare che la nostra società Ti abbia privato del permesso di soggiorno. Non puoi immaginare quanto ci rimanga male. Tu forse ci sei abituato perché, da quando hai posto la Tua tenda in questo mondo, sei divenuto un perenne fuggiasco.
Non mi rassegno però al fatto che Tu te ne debba andare anche dalla nostra bella Italia. Mi chiedo che cosa saremmo senza di Te. Che cosa ne faremmo di decine di migliaia di chiese vuote, che verrebbero messe in vendita a prezzi stracciati, trasformate in moschee o in discoteche o addirittura rase al suolo per non pagare la tassa sul fabbricato? Che ne sarebbe delle nostre meravigliose opere d'arte, che tutto il mondo ci invidia, dove Tu e Tua Madre siete stati la scintilla che ha acceso il genio di innumerevoli pittori e scultori? Che ne sarebbe della nostra lingua e della nostra letteratura prive dell'anima cristiana che l'ha alimentate, facendo di esse un patrimonio inestimabile dell'umanità? Senza di Te, caro Gesù Bambino, la nostra Italia diventerebbe un cumulo di macerie, un deserto senza vita, infestato da serpenti e da scorpioni. Non te ne andare, Bambino Gesù. Ti diamo la cittadinanza italiana, Ti esentiamo dalle tasse, Ti procuriamo una casa e un lavoro, ma non te ne andare.
Vedo che non Ti lasci convincere. Vuoi qualcosa d'altro. Ho capito, non Ti interessano le nostre cose, ma i nostri cuori. In questo Natale vorresti trovare un posticino nel cuore di ogni italiano. In fondo che cosa ci costa? Dovremmo solo fare un po' di pulizia, tirare via il marcio, raccogliere la spazzatura e portare tutto in quel luogo benedetto dove il Tuo amore tutto brucia e consuma. Questo è ciò che desideri, ciò che chiedi, ciò che Ti aspetti da questa Italia che da due millenni ricolmi di doni. Vorresti che mettessimo da parte i pregiudizi, le cattiverie, le guerre che non ci stanchiamo di farTi da ormai da troppo tempo. Che cosa ci abbiamo guadagnato a mettere al Tuo posto Babbo Natale, a sostituire le pecore con le renne, a chiamare festa d'inverno la Tua venuta in mezzo a noi? Il bilancio è fallimentare. Siamo poveri e disperati. Ritorna Gesù Bambino. Senza di Te siamo perduti. Vieni con il tuo sorriso a ridarci la speranza. Porta la Tua famiglia in mezzo a noi, perché ci siamo dimenticati che cosa sia una famiglia. Porta la Tua pace nei nostri cuori senza pace.
Ti prego, lasciati convincere. Lo so bene che non siamo moltissimi che desiderano la Tua venuta. Anche oggi, come al tempo di Erode, quelli che abitano nei palazzi Ti hanno in antipatia. Lo sanno che Tu sei un rubacuori e sono invidiosi. Ma anche fuori dai palazzi già si preparano a trasformare il Tuo Natale in una festa di carnevale.

Cerca di accontentarTi, come già facesti a Betlemme con pochi pastori che Ti adoravano estasiati. Ci saranno anche quest'anno, Te lo promettiamo. Al suono delle campane correremo alla Messa di mezzanotte, perché Tu nasca nel nostro cuore. Prima di chiudere questa letterina, forse un po' impertinente, Ti vorrei ricordare che in Italia c'è il Tuo Vicario, il Vescovo di Roma. È un tipo forte e paterno, pieno di bontà e di misericordia. La gente lo ama e lo ascolta volentieri. Mi ricorda il Tuo padre putativo, San Giuseppe. È un motivo in più perché Tu resti fra noi, in questa Italia che con Te è una Regina, senza di Te una bandiera sgualcita.

Buon Natale
Padre Livio


IN PROCESSIONE ANDIAMO DAL BAMBINO GESÙ PER LA CORONCINA IN SUO ONORE CANTANDO VENITE FEDELI ACCOMPAGNATI DAL SUONO DELLA CORNAMUSA DI MICHELE

gesù bambino di betlemme

Questa statua del Gesù Bambino proviene da Betlemme e porta in un reliquiario alcune schegge della roccia della grotta dove Gesù è nato.

VENITE FEDELI
Venite, fedeli, l'angelo ci invita!
Venite, venite a Betlemme:
Nasce per noi Cristo salvatore.
VENITE, ADORIAMO! VENITE, ADORIAMO!
VENITE, ADORIAMO IL SIGNORE GESU'!

La luce del mondo brilla in una grotta.
La fede ci guida a Betlemme.
Nasce per noi Cristo salvatore. Rit.
La notte risplende, tutto il mondo attende.
Seguiamo i pastori a Betlemme.
Nasce per noi Cristo salvatore. Rit.
Il figlio di Dio, re dell'universo
si è fatto bambino a Betlemme.
Nasce per noi Cristo salvatore. Rit.
"Sia gloria nei cieli, pace sulla terra!",
un angelo annuncia a Betlemme.
Nasce per noi Cristo salvatore. Rit.
Venite, fedeli, inneggiando lieti,
venite, venite in Betlehem.
Nato è per noi il Signor dei cieli. Rit.


CORONCINA A GESU' BAMBINO
Nel nome del Padre e, del Figlio e, dello Spirito Santo. Amen.
O Gesù, bambino dolcissimo, che, dal seno del Padre scendesti per nostra salvezza nel seno di Maria Vergine, dove, concepito di Spirito Santo, divenisti Verbo incarnato, fa' che noi, umili di spirito, godiamo il frutto della tua redenzione.
Ave Maria...
Vieni; Signore Gesù! Resta con noi
O Gesù, bambino dolcissimo, che, per mezzo di Maria Vergine visitasti santa Elisabetta e santificasti sin dal seno di sua madre il tuo precursore Giovanni Battista, santifica le nostre anime col pregiatissimo tesoro della tua santa grazia.
Ave Maria...
Vieni; Signore Gesù! Resta con noi
O Gesù, bambino dolcissimo, che, nato in Betlemme da Maria Vergine, fosti avvolto in poveri panni, adagiato nel presepio glorificato dagli angeli e visitato dai pastori, fa' che il nostro cuore sia degno di riceverti bambino e di adorarti redentore.
Ave Maria...
Vieni; Signore Gesù! Resta con noi
O Gesù, bambino dolcissimo, che, manifestato da una stella ai re Magi, ricevesti da essi in dono oro, incenso e mirra, gui¬daci per la vera e sicura via del tuo santo servizio.
Ave Maria...
Vieni; Signore Gesù! Resta con noi
O Gesù, bambino dolcissimo, che, dopo otto giorni fosti circonciso, chiamato col glorioso nome di Gesù e nel nome e nel sangue preconizzato Salvatore del mondo, libera le nostre menti da ogni desiderio impuro e da ogni vizio.
Ave Maria...
Vieni; Signore Gesù! Resta con noi

Invocazione finale: Gesù Bambino stammi vicino, guidami tu nel mio cammino.

INVOCHIAMO LA BENEDIZIONE DEL SIGNORE con la formula di san Francesco:
Il Signore ci benedica e ci custodisca, mostri a noi il suo volto e abbia misericordia di noi. Rivolga il suo volto verso di noi e ci dia pace. Nel nome del Padre, del Figlio e dello spirito Santo. Amen.

LOGO CUSTODIALE
Logo della Custodia Francescana di Terra Santa. I frati di san Francesco da quasi 800 anni sono lì a ricevere i pellegrini da tutto il mondo, soprattutto a Betlemme, dove a lato della Basilica della Natività c'è anche la famosa Grotta del Latte.

Venerdì, 06 Dicembre 2013 16:18

BUON NATALE. UN AUGURIO CORALE.

A tutte le persone amiche e amabili che visitano il mio sito e che mi confortano con i loro apprezzamenti, un augurio natalizio veramente speciale. Gianfranco

TU
CHE
NE DICI,
O SIGNORE,
SE IN QUESTO
NATALE FACCIO
UN BELL'ALBERO
DENTRO IL MIO CUORE
E CI ATTACCO, INVECE DEl
REGALI, l NOMI DI TUTTI l MIEI
AMICI? GLI AMICI LONTANI E VICINI,
GLI ANTICHI E I NUOVI, QUELLI CHE VEDO
TUTTI I GIORNI E QUELLI CHE VEDO DI RADO,
QUELLI CHE RICORDO SEMPRE E QUELLI CHE, ALLE
VOLTE, RESTANO DIMENTICATI, QUELLI COSTANTI E
QUELLI INTERMITTENTI, QUELLI DELLE ORE DIFFICILI E QUELLI
DELLE ORE ALLEGRE. QUELLI CHE, SENZA VOLERLO, HO FATTO
SOFFRIRE, QUELLI CHE CONOSCO PROFONDAMENTE E QUELLI DEI QUALI
CONOSCO SOLO LE APPARENZE. QUELLI CHE MI DEVONO POCO E QUELLI
AI QUALI DEVO MOLTO, I MIEI AMICI SEMPLICI E I MIEI AMICI IMPORTANTI
I NOMI DI TUTTI QUELLI CHE SONO GIÀ PASSATI NELLA MIA VITA.
UN ALBERO CON RADICI MOLTO
PROFONDE. PERCHE' I LORO
NOMI NON ESCANO MAI DAL MIO
CUORE. UN ALBERO DAI RAMI
MOLTO GRANDI, PERCHÉ I
NUOVI NOMI VENUTI DA TUTTO
IL MONDO SI UNISCANO AI GIÀ
ESISTENTI. UN ALBERO CON
UN'OMBRA MOLTO GRADEVOLE
PERCHÉ LA NOSTRA AMICIZIA
SIA UN MOMENTO DI RIPOSO
DURANTE LE LOTTE DELLA VITA

Devozione al Bambin Gesù                         ADORAZIONE DEI PASTORI di Matthias Stomer 1600-1650

Bambino Gesù, provienente da Betlemme. Porta              Adorazione dei pastori di Matthias Stomer

al collo un reliquiario con le schegge della roccia          (1600 - 1650) Aula del Consiglio Comunale di

della Grotta della Natività.                                            Monreale (Palermo) 

 

 

ANNO DELLA FEDE                      SANTA FAUSTINA E IL GESù MISERICORDIOSO

logo dell'anno della Fede                      Santa Faustina col Gesù Misericordioso

Domenica 17 novembre si sono verificati tre momenti provvidenziali che sono importanti da evidenziare. Tre eventi assolutamente non prevedibili all'inizio, e che a fine giornata hanno permesso di fare delle riflessioni che ora mi accingo a descrivere, e che mi auguro possano essere condivise nella loro rilevanza pastorale dalle persone coinvolte nelle esperienze di fede vissuta.

Presso l'imponente struttura dei Salesiani della Gazzera a Mestre, si è tenuta la giornata di riflessione al termine dell'Anno della Fede proclamato dal papa Benedetto XVI. Organizzata dagli amici del gruppo di devozione alla Divina Misericordia della comunità di Olmo-Martellago, ha visto la partecipazione vivace di oltre un centinaio di fedeli, alcuni provenienti anche dai confini regionali.
La meditazione è stata guidata da don Daniele Panzeri, della Famiglia religiosa di san Luigi Orione, sui quattro pilastri teologico-pastorali dell'enciclica Lumen Fidei, scritta insieme da papa Francesco e papa Benedetto XVI.
Don Daniele ha esordito ricordando come domenica 24 novembre, festa solenne di Cristo Re dell'Universo, a conclusione dell'anno della Fede, papa Francesco avrebbe solennemente esposte, per la prima volta, e venerate, le reliquie di san Pietro Apostolo, primo Papa della storia della Chiesa. Tutto inizia da lì. Il cammino tracciato dagli apostoli con il loro martirio ha da sempre interrogato le coscienze degli uomini. Ma cos'è questa fede che comporta anche la morte violenta dei credenti? Ma perché ci sono uomini violenti che non sopportano la presenza di altri uomini che credono e amano Gesù Cristo Redentore? Ancora oggi, migliaia sono i martiri cristiani in tutto il mondo che vengono assassinati a causa della loro fede.
Ecco il primo invito di don Daniele: rifarsi alle tre encicliche, Deus Caritas est (Dio è Amore) e Spe salvi facti sumus (nella Speranza siamo stati salvati) del papa Benedetto XVI e la terza Lumen Fidei (la Luce della Fede) scritta a quattro mani da papa Benedetto e firmata da papa Francesco. Per riflettere sull'Anno della Fede che si sta concludendo, è utile il percorso a ritroso, giusto per rintracciare il filo rosso che permette di catturare il senso del nostro credere e del nostro essere cristiani.
La Fede è un avvenimento nella vita degli uomini, non è una posizione della mente umana. Il percorso inizia da Dio creatore che si immerge nella storia dell'umanità, una storia sempre ricca di battaglie, di lotte tra Dio e l'idolatria dei popoli, idoli costruiti e opera delle mani dell'uomo.
Ecco il sentiero maestro: la Fede si incarna nella storia e va vissuta come Dio ce l'ha data, mentre il mondo si ribella all'inserimento della Fede nella vita dell'uomo, perché la Fede deve riguardare tutti gli aspetti della vita nella quotidianità. Questo fatto mette in crisi tutti gli intellettuali e i teologi del progressismo adolescenziale, che vorrebbero una fede prêt à porter a loro uso e consumo, una fede qualunque, qualunque dio va bene purché non metta in crisi le scelte quotidiane e soprattutto non si metta in testa di contestare i costumi e le abitudini delle persone.
Purtroppo per loro, la Fede, quella proclamata e rivelata da Gesù, deve riguardare tutta la vita nella sua quotidianità, tutte le scelte, tutte le azioni.
Nella Bibbia gli eventi che hanno segnato la storia del popolo ebraico venivano ricordati con dei cumuli di sassi o con degli altari, giusto per fare memoria della presenza di Dio nella loro vita.
E noi, nella nostra vita, quanti sassi abbiamo messo insieme, quanti altari abbiamo eretto per ricordare i nostri incontri e i nostri scontri, con la rivelazione di Dio?
Ecco la Fede!

MORAGLIA E LA MIA DOMANDA PER IL SITO

Il Patriarca Moraglia ascolta le domande

La Fede che diventa esperienza vissuta dell'incontro con il Cristo, consapevoli che in Lui abbiamo ricevuto una nuova vita da sperimentare. La Fede è paragonata alla luce: LUMEN FIDEI, e Cristo è luce del mondo e tutto questo è solo grazia di Dio.
La Fede è lasciare che Gesù entri nella nostra vita, che lo Spirito Santo illumini il nostro cammino.
Il pellegrinaggio dell'uomo sulla terra è un cammino verso il Paradiso, anche il popolo che usciva dall'Egitto andava verso la terra promessa da Dio a Mosé. Il popolo aveva bisogno della guida, dell'autorità cui Dio aveva dato il potere di fare da mediatore affinché non si disperdesse nel deserto.
Così Gesù è venuto a fare da mediatore e ha istituito la Chiesa, e ha dato autorità alla Chiesa così fondata sugli apostoli di guidare il popolo.
Allora, l'esperienza di Fede viene fatta mediante e grazie alla Chiesa. Noi crediamo la Chiesa come luogo della presenza di Cristo salvatore.
La Fede si mantiene nella Chiesa, con Cristo, in Cristo e per Cristo. Ecco, allora, un altro sasso su cui segnare il nostro sentiero: la Fede è sì un fatto personale, ma va vissuta nella comunità ecclesiale.
La Chiesa educa a essere persone con pari dignità e non semplici soggetti, e ogni comunità cristiana deve diventare scuola di comunione. Quante volte Papa Francesco ha sollecitato tutti i credenti a diventare testimoni di questa comunione con Gesù!
La Fede, allora, come risulta evidente è un evento molto semplice nella sua sostanza: l'incontro con Gesù cambia la vita, muta le coordinate esistenziali con le quali ciascuno di noi tenta di dare un senso al proprio cammino su questa terra. Il nostro Esodo verso il Paradiso ha una guida magistrale: Gesù e la sua Chiesa.
Per darci forza e convinzione per camminare su quel percorso, arduo e accidentato, conoscendo la fragilità del cuore dell'uomo, ecco la bontà di Dio che manda suo Figlio Gesù per proporre a tutti la salvezza e per questo ci comunica la sua Divina Misericordia.
L'incontro è proseguito con la celebrazione della Santa Messa da parte di don Daniele, che ha proseguito la sua catechesi durante l'omelia, tanto bella quanto profonda, soprattutto quando, riguardo al Vangelo del giorno, ha messo in guardia a non lasciarsi ingannare dai vari "santoni" che ormai pullulano nei nostri territori, dai vari gruppi di preghiera che fomentano il sensazionalismo dei fenomeni "religiosi" in modo da creare dipendenze psicologiche, e ha ribadito che l'unica strada da percorrere è l'invito di Gesù a dare testimonianza della Sua Parola. La liturgia è stata allietata dai gioiosi canti del Rinnovamento carismatico accompagnati da due bravi musicisti, Giovanni alla chitarra elettrica e Gianni ai bonghi.

MORAGLIA DON DANIELE E ME PER IL SITO

 

Il Patriarca mons. Moraglia con don Daniele che ascolta l'intervista

In quella stessa domenica e in quella stessa struttura salesiana era presente anche il Patriarca di Venezia, monsignor Francesco Moraglia, per l'incontro con le famiglie giovani del patriarcato di Venezia. L'occasione era troppo importante per non tentare di invitarlo a dare un saluto a tutti i partecipanti all'incontro dei devoti della Divina Misericordia. La Provvidenza ci ha aiutato e durante il pranzo comunitario mons. Moraglia ben volentieri si è fermato in mensa per un saluto, e bellissima è stata la sua riflessione sulla Divina Misericordia, in particolare ha sottolineato come oggi la Chiesa abbia bisogno della Divina Misericordia, essendo visibili i segni di disorientamento esistenti. Significativa la confidenza sul fatto che lui e le due suore che lo accudiscono, ogni giorno alle ore 15 si trovano nella cappellina privata per la recita della Coroncina che Gesù ha dettata a suor Faustina Kowalska. Per noi, legati a quella devozione, è stata una grande consolazione ascoltare dalle parole di un vescovo una tale confidenza, e ancor più ci ha rafforzati nella nostra intuizione maturata ancora tre anni fa e che ci vede riuniti tutti i lunedì sera alle 20.30 nella nostra bella chiesa parrocchiale in quel di Olmo-Martellago, proprio nei pressi della sede patriarcale di Terraferma a Zelarino.

MONS. MORAGLIA

 L'ultima momento provvidenziale l'abbiamo appreso dalle agenzie di stampa alla sera, quando è stato dato il resoconto dell'Angelus recitato in piazza San Pietro da Papa Francesco.

A mezzogiorno, il Papa, aveva promosso la distribuzione della corona del Rosario e della preghiera della Coroncina della Divina Misericordia, in una confezione tipica di un farmaco: LA MISERICORDINA, invitando tutti i fedeli a prenderne una dose al giorno.
Ovvero, suggerendo come la preghiera alla Divina Misericordia sia di enorme rilevanza per la salute personale e per quella della Chiesa.
Come non riflettere su queste tre coincidenze provvidenziali!

MISERICORDINA

La Misericordina distribuita da Papa Francesco

Lunedì, 18 Novembre 2013 16:21

TUTTI A NOALE IL 6 DICEMBRE 2013

NON PERDETEVI QUESTA OCCASIONE PER CONOSCERE LA VERA STORIA DI FRANCESCO DI ASSISI DURANTE LA QUINTA CROCIATA, RACCONTATA A FUMETTI.

La città di Noale può ben presentarsi con le sue antiche radici medievali per questo evento di carattere storico-artistico. Le sue mura e le sue torri ricordano i fasti delle famiglie che l'hanno governata, prime fra tutte quella dei Tempesta. Ma la sua storia è anche legata ai grandi Comuni, come Treviso, Padova e infine la gloriosa Repubblica di Venezia. 

Questa premessa è doverosa e significativa per creare la cornice emotiva nella quale inserire la storia di Francesco di Assisi, la sua visita al Sultano Malek al-Kamel nel 1219 durante la quinta crociata, e la sua inevitabile connotazione sociologica per la nostra quotidianità. Oggi l'Islam è qui tra noi, con le sue multiformi tradizioni culturali, ma con un'unica matrice religiosa: il Corano. "Bibbia" islamica per antonomasia, ma che è molto diversa dalla Bibbia ebraica e dai Vangeli cristiani. Guida dei credenti musulmani per i quali il mondo deve ruotare intorno alla legge islamica per eccellenza: la Sharia, generatrice di una antropologia culturale conflittuale con quella di origine evangelica, maturata nei secoli nel nostro ambiente culturale e religioso nato dalla filosofia greca e da quella cristiana.

Riflettere su come Francesco di Assisi sia riuscito a dialogare con il Sultano, in un momento così travolgente e tragico come una crociata, deve provocarci tutti, cristiani e musulmani, nel prendere ad esempio il suo modo, la grande fede nel Cristo redentore, la consapevolezza che molte volte il martirio può essere il risultato della testimonianza evangelica, come, purtroppo anche oggi si verifica, e proprio nei paesi dove l'Islam governa e legifera. Papa Francesco ce lo ricorda ad ogni occasione come i cristiani siano oggetto di persecuzione e di violenza. I martiri cristiani di oggi sono migliaia di volte più numerosi di quelli delle prime persecuzioni dell'impero romano. Impariamo da Francesco di Assisi la lezione che ha lasciato per primi ai suoi frati, che dal 1213 sono lì a proteggere i luoghi della Redenzione, da tutte le violenze e da tutte le aggressioni, subendo anche loro il martirio, come i primi apostoli, e  per il solo fatto di tentare di far conoscere Gesù con la predicazione e la testimonianza.

 Locandina 6 DICEMBRE 2013 NOALE

IL GUADAGNO DELLA VENDITA DEI FUMETTI VA ALLE INIZIATIVE DI CARITA' DEI FRATI FRANCESCANI DI TERRA SANTA, IN PARTICOLARE PER LA LORO PARROCCHIA DI BETLEMME E PER L'AIUTO UMANITARIO AI PROFUGHI DELLA GUERRA CIVILE IN SIRIA, RIFUGIATI IN GIORDANIA E IN LIBANO. 

  

Domenica, 27 Ottobre 2013 21:16

A TE CHE SPERI E CREDI

ANGELO CON GESù

 L'angelo consola il Sofferente

       A TE CHE SPERI E CREDI (notte a Sacrofano nel bosco)

         Questa luna piena
        ricca di fascino e piena di misteri
        tenta di illuminare il mio cammino
        ormai oscuro
        ombre nere si stagliano
        su questi sentieri scoscesi
        fantasmi riflessi di olivi e di pini
        un contorno indefinito
        di silenzio e di morte
        paure impazzite corrodono l'anima
        non sai più pensare
        lentamente
        inesorabilmente
        il male avanza violento
        ma tu sempre speri
        tu sempre combatti
        ancora un'altra battaglia
        e un angelo compare
        stremato anche lui
        ambasciatore di grazie
        al trono del creatore.

DIRITTI UMANI 3

I punti salienti di questa relazione sono centrati sulla genesi della Dichiarazione dell'ONU del 1948, e sull'origine della Dichiarazione di Parigi del 1981 dove venne redatta la Carta dei Diritti dell'Uomo nell'Islam.
Prima , però, è opportuno fare alcune precisazioni.

La prima: è indispensabile che le comunità cristiane imparino a conoscere l'Islam, perché buona parte dei problemi sociali che fra qualche anno non saranno più eludibili richiederanno, per la soluzione, l'apporto di persone di fede abituate a lavorare e a vivere proiettate nella speranza e promotrici di carità.
La seconda: i musulmani non sono migliori o peggiori dei cristiani, come uomini di fede. Sono soltanto diversi, hanno basi culturali variegate a seconda dei paesi di provenienza.
La terza: come ricercatore che applica la metodologia della Statistica all'analisi dei fenomeni, non proporrò giudizi di valore sui risultati della ricerca, ma tenterò di dare a ciascuna persona che mi legge, gli elementi per poter fare delle valutazioni, secondo la propria esperienza umana.

Ognuno di noi è il risultato della propria storia, quello che vi chiedo è uno sforzo culturale, e cioè dovete abituarvi a guardare ai fenomeni che ci interrogano non con le chiavi della ideologia ma con quelle della storia. Questo sito  non è una scuola di un partito politico, siamo alla scuola del Vangelo, Cristo ci ha insegnato a esercitare la carità anche con quelli che sbagliano.
Dobbiamo essere consapevoli della forza psicologica e morale del Vangelo. Ai tempi dell'Impero Romano i cristiani hanno convertito intere popolazioni di barbari che pensavano a tutto fuorché a un Dio come Padre che ama i suoi figli, anche quando gli si rivoltano contro.
Ecco, questa deve essere la nostra disponibilità.
Ed è un impegno gravosissimo, sia per i riflessi nella nostra vita privata, sia per la vita delle nostre società occidentali.

ORIGINE DELLA DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI DELL'UOMO adottata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948.

Vediamo una sintesi degli articoli più importanti per questa occasione:

Art. 1: Tutti gli esseri umani nascono liberi ed uguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.
Art. 3: Ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà e alla sicurezza della propria persona.
Art. 18: Ogni individuo ha il diritto alla libertà di pensiero, coscienza e religione; tale diritto include la libertà di cambiare religione o credo, e la libertà di manifestare, isolatamente o in comune, sia in pubblico che in privato, la propria religione o il proprio credo nell'insegnamento, nelle pratiche, nel culto e nell'osservanza dei riti.
Art. 19: Ogni individuo ha il diritto alla libertà di opinione e di espressione, incluso il diritto a non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere.

Ricordo che tale Dichiarazione è stata votata da tutti gli Stati con esclusione dell'Arabia Saudita, del Sudafrica e di sei Paesi comunisti, Unione Sovietica compresa.

È importante partire da questi semplici articoli per risalire all'origine della filosofia che ha portato a questa dichiarazione. Per farlo in modo efficace è necessario partire dalla Rivoluzione Americana e dalla Dichiarazione d'Indipendenza del 1776.
Il 4 luglio 1776, il Congresso di Filadelfia approvò la Dichiarazione che proclamava: "Noi riteniamo che tutti gli uomini sono creati uguali, che essi sono dal Creatore dotati di certi inviolabili diritti, che fra questi diritti sono la vita, la libertà e la ricerca della felicità".
Essa affermava inoltre il diritto dei popoli alla rivoluzione quando il sovrano calpestava questi diritti: "Ogni qualvolta una qualsiasi forma di governo tende a negare questi fini, il popolo ha diritto di mutarla o abolirla ed istituire un nuovo governo fondato su tali principi".

Pur con i suoi limiti, la Dichiarazione ebbe un'importanza ed un eco enorme. Per la prima volta dopo secoli di assolutismo nasceva uno Stato fondato sul rispetto dei diritti fondamentali dell'uomo e della sovranità popolare.
È molto utile, nel contesto di questa esposizione, che ci fermiamo un momento sulla Rivoluzione Americana anche per metterla in relazione con la Rivoluzione Francese che si verificherà qualche anno dopo, nel 1789.
Quella Americana nasce per cause intimamente connesse con l'esperienza coloniale e con la Costituzione inglese ma con pochi legami con le cause della Rivoluzione francese. Gli Stati americani si sono affrancati dal colonialismo britannico con la loro guerra di indipendenza, si sono liberati dal giogo oppressivo della Corona inglese che li tartassava con le imposte fiscali, ed è stata tutto sommato una guerra di liberazione.

La Rivoluzione francese è stata un fenomeno molto diverso, come quella russa che la seguì. Queste sono state rivoluzioni filosofiche, o, come si usa dire oggi con grande precisione, rivoluzioni ideologiche, sconvolgimenti catastrofici nel senso che il termine ha oggi. I loro obiettivi erano illimitati perché utopistici; le loro conseguenze sono state proprio il contrario di ciò che i promotori originari si aspettavano da esse.
Sarebbe utile per chi volesse approfondire questi aspetti rileggere gli scritti di Alexis de Tocqueville e di Hippolyte Taine sulla Rivoluzione francese, e di Aleksandr Solzhenitsin e di Igor Safarevic per la rivoluzione bolscevica.
Fyodor Dostoievski con una analisi finissima e profonda sulla rivoluzione francese affermava che:"Iniziare con la libertà illimitata, significa terminare con il dispotismo illimitato".

Infatti, mentre la Rivoluzione americana ha generato la democrazia in senso occidentale, la Rivoluzione francese ha generato le dittature. Il Giacobinismo di Robespierre è stato il modello di tutte le dittature sanguinarie che si sono succedute.
Le rivoluzioni recenti hanno ridotto metà del mondo alla schiavitù del corpo e della mente e all'estrema povertà. In Etiopia, nello Zaire (Congo), in Cambogia, a Timor e in altri cinquanta paesi della Terra.

Quello che colpisce, e su questo porto la vostra attenzione, è il fatto che nella Dichiarazione americana viene citato Dio, come il Creatore del quale tutti gli uomini sono figli. Negli Stati Uniti, ancora oggi il Presidente invoca la benedizione di Dio sull'America, giura sulla Bibbia, la moneta da un dollaro riporta la frase "In God we trust" che vuol dire "noi crediamo in Dio"!
Ve la immaginate la reazione dei nostri intellettuali europei se sulla moneta da un euro ci fosse riportata una affermazione del genere? E in Italia cosa succederebbe? Minimo ci sarebbe un referendum proposto dal caravanserraglio delle sinistre e dei radicali, con la stragrande maggioranza della stampa a fare da supporto mediatico, per l'abolizione della moneta da un euro, il tutto accompagnato e sostenuto dai cattolici e dai teologi d'avanguardia che sognano di dettare le dritte al Papa su come si deve essere cristiani.

Vedete, non sono differenze di poco conto. Quegli aspetti della democrazia americana ci fanno capire che i loro fondamenti stanno nella eredità della cultura europea e del suo Cristianesimo, inclusi i lasciti della Grecia e della Roma antiche, e guarda caso, tutti principi attaccati violentemente proprio oggi nel Vecchio continente che vuole cancellare per legge le radici cristiane dell'Europa.
Ma su questo punto è opportuna anche un'altra riflessione: i diritti umani furono dichiarati dall'ONU come risposta ai disastri delle ideologie antiumane come il comunismo e il nazismo, ideologie figlie naturali delle filosofie generate dalla Rivoluzione francese e dalle aberrazioni dell'Illuminismo.

Qualche anno fa in un convegno presso l'Ateneo Pontificio "Regina Apostolorum" in occasione del 60° della Dichiarazione dell'ONU, sul tema "L'America Latina e il progetto Internazionale dei diritti umani", l'ambasciatrice degli Stati Uniti, Mary Ann Glendon ha fatto emergere un fatto di straordinaria importanza sulla genesi della Dichiarazione. La signora Glendon ha dimostrato come l'Enciclica Rerum Novarum del Papa Leone XIII del 1891 e l'enciclica Quadragesimo Anno del Papa Pio XI del 1931, hanno influenzato grandemente la Carta dei Diritti e dei Doveri dell'Uomo approvata a Bogotà dai Paesi latinoamericani il 2 maggio 1948, in cui è evidente l'influsso della tradizione personalista cristiana e del cattolicesimo sociale espressi nelle due encicliche. La successiva Dichiarazione dell'ONU venne stilata proprio sulla base della Carta di Bogotà.

A me sembra che su queste considerazioni molti intellettuali cattolici della cosiddetta avanguardia dovrebbero fermarsi a rileggere la Storia a partire dai documenti storici e non dalle ideologie deformanti la verità.
Vedete, qualche mese fa c'è stato un convegno cui ha partecipato il noto teologo prof. Vito Mancuso, docente di Teologia presso l'Università San Raffaele di Milano. Una mia collega cattolica vi ha partecipato e, sconvolta, mi ha informato delle prese di posizione di questo personaggio, che in uno dei suoi ultimi libri ha sostenuto ben 12 tesi considerate eretiche dagli studiosi di teologia che affiancano il Papa. L'ho rincuorata ricordandole che la Storia della Chiesa va di pari passo con la storia delle eresie. Le eresie si esauriscono, la Chiesa continua nella sua strada perché lo Spirito Santo guida le azioni e i pensieri del Papa, questa è la nostra fede e questa è anche la nostra fortuna, come credenti.

ORIGINE DELLA DICHIARAZIONE DEI DIRITTI DELL'UOMO NELL'ISLAM.

muhammad

logotipo del nome del profeta Muhammad

Come abbiamo visto per la genesi della Dichiarazione Universale dei diritti dell'uomo del 1948, così ora vedremo quali sono i presupposti filosofici, basati sulla religione islamica, che hanno prodotto la Dichiarazione dei diritti dell'uomo nell'Islam, a Parigi il 19 settembre 1981, presso l'UNESCO, dal Consiglio Islamico d'Europa.

Vediamo una sintesi di questa Dichiarazione, limitatamente agli articoli che più ci interessano sui principi della libertà individuale.
Parlare di diritti umani nell'Islam è una questione complessa e problematica, il rischio è quello di venire accusati, da parte musulmana, di ingerenza e di visione prettamente occidentale nei confronti di un argomento viziato da pregiudizi (secondo i musulmani, ovviamente).
Dal loro punto di vista, le società occidentali contemporanee, si farebbero portavoce e detentrici di una teoria universalmente valida dei diritti umani. Questa "presunzione" è respinta dalle voci ufficiali del mondo islamico, perché in primo luogo tutte le leggi dell'esistenza umana sono ricondotte alla shari'a (e quindi non ne vengono riconosciute altre di valide); in secondo luogo, è per loro inaccettabile l'adozione di regole di natura laica, non religiosa.
Alla concezione occidentale dei diritti dell'uomo viene contrapposto l'Islam con i suoi principi.

Proviamo a leggere alcuni articoli tratti dalla "Dichiarazione dei diritti dell'uomo" del Consiglio islamico d'Europa (Parigi 1981), nel cui preambolo si fa riferimento al patto stipulato da Dio (Allah) con l'uomo nella creazione, rinnovato, poi, mediante l'invio dei profeti, ultimo dei quali è stato Maometto: il sigillo dei profeti, quello che ha chiuso per sempre la mediazione tra il Creatore e l'umanità. I profeti erano in qualche misura i mediatori tra Dio e l'uomo, e Muhammad ha portato all'umanità il Corano, la parola di Allah.

Su questo fatto e solo su questo si basa l'intera concezione dei diritti umani. È chiaro dunque che ogni altra formulazione non religiosa non ha possibilità di sussistere.
I sei capitoli che costituiscono la Dichiarazione vertono sulla visione islamica della vita, sulla crisi della civiltà moderna, sulla collaborazione tra gli stati musulmani, sulla liberazione delle terre dell'Islam dagli occupanti, sull'unità della comunità islamica, ecc.

Art. 1: La vita è sacra, eccetto che la shari'a (legge islamica) consenta di toglierla.
Art. 2: La libertà va garantita, ma va ristretta e limitata nei casi previsti dalla shari'a.
Art. 4: Ogni individuo ha diritto ad essere processato in base alla shar'ia e ad esigere che essa gli venga applicata con esclusione di altre leggi. Nessun musulmano ha l'obbligo di obbedire ad un ordine che sia contrario alla shari'a.
Art. 10: L'Islam è la religione "naturale dell'uomo".
Art. 12: il diritto alla libertà di pensiero, fede e parola è garantito entro i limiti previsti dalla shari'a.
Art. 22: è garantita la libertà d'opinione eccetto nel caso di contrasto con la shari'a.
Artt. 24-25: Tutti i diritti e le libertà della Dichiarazione sono subordinati alle disposizioni della shari'a.

Ora, non c'è dubbio che per un lettore laico occidentale leggere questa successione di affermazioni comporta un certo imbarazzo, e una istintiva repulsione.
Per capire quale sia la genesi di questo pensiero è indispensabile conoscere il Corano, il testo sacro per eccellenza del mondo islamico.
Non è questa la sede per parlare del Corano e della sua formazione negli anni della maturità del profeta Muhammad. È importante sapere, però, che essendo stato dettato direttamente da Dio (Allah), attraverso l'Arcangelo Gabriele (lo stesso che annunciò a Maria la nascita di Gesù), al profeta Muhammad, le parole trascritte dai seguaci del profeta sono le parole di Allah, non sono parole umane ma di Dio e come tali non possono essere soggette a interpretazioni: quello che è stato detto è stato scritto ed è valido per tutta l'umanità e fino alla fine del mondo.
Attenzione però, il Corano contiene secondo l'Islam la nuova Alleanza tra Allah e l'umanità, il Corano sostituisce l'Antico Testamento, considera il Vangelo una falsificazione dei discorsi di Gesù, anzi, gli evangelisti hanno falsificato i Vangeli nel punto in cui Gesù diceva che avrebbe mandato il Consolatore (lo Spirito Santo secondo la nostra fede), mentre Gesù intendeva che questo Consolatore sarebbe stato Muhammad. Il Corano (parola di Allah) afferma che Gesù non è stato crocifisso, ma che un sosia lo ha sostituito all'ultimo momento.
Ricordo, brevemente, che per i musulmani, Abramo, Mosé, Gesù figlio di Maria e così tutti i profeti citati nel Corano, erano musulmani!!!!

Ora, la legge islamica della shari'a è tutta contenuta nel Corano e negli hadith (editti) del profeta Muhammad, cioè alle sentenze che il profeta ha emanato durante la sua vita terrena.

Se non facciamo questi riferimenti non possiamo capire il modo di pensare dei musulmani che vengono qui nelle nostre terre.

Ci vuole una buona dose di intraprendenza per mettersi a studiare il sacro testo dell'Islam, ma è un'operazione necessaria per entrare in quella cultura dalla porta principale, senza intermediari che di solito non sono molto obiettivi.

Facciamo, ora, alcune considerazioni molto importanti per capire le diversità culturali.
Il Corano è un testo scritto in arabo e solo in arabo può essere recitato.
Le 5 preghiere quotidiane sono la recitazione dei versetti del Corano e la preghiera è valida solo se è recitata in arabo e dopo aver fatto le abluzioni rituali (come gli ebrei osservanti).

La donna quando ha il suo ciclo mestruale è impura e la sua preghiera non è valida, la deve recuperare in altri giorni, così come il digiuno del Ramadan. Il pio musulmano non tocca mai con le mani una donna perché rischia di contaminarsi e di rendersi impuro.

Ai bambini nella scuola elementare viene insegnato il Corano e lo devono imparare a memoria, in arabo.

Viene insegnato che l'Islam è la migliore religione dell'umanità e la Umma (la comunità islamica), è superiore a tutte le altre comunità ed è eletta a portatrice universale di civiltà e di salvezza.

In questa sede non abbiamo lo spazio temporale per approfondire certi dettagli importanti, come la distinzione all'interno dell'Islam tra gli Sciiti e i Sunniti, come il confronto tra le 4 scuole giuridiche più importanti: hanafita, shafiita, malikita, hanbalita; come i musulmani dell'Africa centrale appartenenti alle confraternite islamiche, come i mistici del sufismo o come i mistici dervisci rotanti.
Tutto questo per confermare che non c'è un solo modo di intendere l'Islam, però quello che è da precisare è la assoluta osservanza del Corano e delle sue prescrizioni presso tutte le comunità islamiche del mondo: la UMMA.

Prima di fare altre precisazioni sul Corano è molto utile una riflessione di carattere storico-filosofico.
La Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo nasce in Europa grazie allo sviluppo del pensiero filosofico maturato durante il Medioevo nelle Università, dove i più grandi filosofi erano anche grandi uomini di Chiesa.
Per l'Islam non c'è stata questa maturazione a causa del blocco del pensiero filosofico imposto dalle autorità religiose. Il loro pensiero è fermo alla filosofia esistente prima di Averroé, grande filosofo musulmano ma nato e vissuto nella Spagna occupata, (Cordova, 1126 – Marrakesh, 10 dicembre 1198). Questo grande personaggio aveva tradotto dal greco gli scritti filosofici di Aristotele e sulla scorta degli insegnamenti del grande filosofo aveva proposto di interpretare le Sure del Corano alla luce dell'evoluzione del pensiero e delle conoscenze storiche. Le autorità religiose lo misero al bando e dall'epoca nessun altro filosofo si è azzardato, a pena della vita, di fare altre ipotesi similari.

AVERROE

Averroè, particolare del "Trionfo di San Tommaso", di Andrea di Bonaiuto, Cappellone degli Spagnoli in Santa Maria Novella, Firenze.

Quello che è assolutamente indispensabile conoscere del mondo musulmano è la loro cultura religiosa, secondo la quale l'Islam è DIN, WA DUNYA, WA DAULA, cioè RELIGIONE, SOCIETÀ, STATO e tutto ciò che deve regolare la vita dello Stato e della Società e la vita quotidiana dei musulmani è contenuto dentro al CORANO.

Come risulta evidente le diversità culturali tra cristianesimo e islam sono tante e profonde, ma noi viviamo in questo tempo e in questo territorio, e come cattolici credenti e praticanti siamo chiamati da Gesù nostro Redentore, a portare il suo Vangelo a tutti gli uomini.
È una sfida umana e culturale straordinaria che ci invita a capire cosa possiamo fare noi, qui e ora.

Questa relazione apre una finestra su un mondo che ci sta creando non pochi problemi, sia a livello sociale ma anche a livello politico e a livello personale.
È una sfida epocale alla nostra dimensione religiosa e civile.
Riflettiamo su questo.

Siamo ancora credenti e praticanti a livello di popolo? In Italia solo il 10% della popolazione dice di frequentare le pratiche religiose cattoliche.
In Europa i cattolici sono ancor più una minoranza sparuta. Pensate alle chiese olandesi trasformate in supermercati o in discoteche. Ma anche in Belgio, in Francia, in Danimarca.

L'Islam ha facile gioco in Europa per quanto riguarda l'occupazione di spazi sociali sempre più importanti, proprio a causa della debolezza del sistema politico e sociale dei vari stati.
Pensate solo al fatto che i terroristi che hanno messo le bombe e provocato decine di morti nella Metropolitana a Londra qualche anno fa, erano musulmani tutti nati in Gran Bretagna, erano cittadini inglesi.

A proposito del Corano, vi risparmio la lettura delle Sure (capitoli) e dei versetti che ispirano l'azione dell'islamismo fondamentalista, che però sarà bene vi leggiate, giusto per capire da dove nasce la violenza di certo Islam.

Come avete potuto notare le differenze non sono poche, né lievi. Per un cristiano è bene esserne consapevole, ricordando quanto la Chiesa ha sempre insegnato, ossia, che non vi è salvezza se non in Cristo, Uomo-Dio, crocifisso e risorto (si veda al riguardo la nota dichiarazione apostolica di Papa Benedetto XVI Dominus Jesus, contro l'indifferentismo religioso che equipara il Cristianesimo alle religioni).

Perciò l'atteggiamento del cristiano verso chi è musulmano non può che essere missionario: non possiamo non desiderare che l'altro incontri Cristo, nostra pace, possibilità di letizia e salvezza dal male.

Ciò, ovviamente, senza impazienze né atteggiamenti di proselitismo superficiale e mosso da motivi di meschina egemonia politica. Ciò che deve importare sempre, è la persona.

Comunque vi possono essere campi di collaborazione tra cristiani e musulmani (almeno quei musulmani che cercano con sincerità di obbedire a Dio, Infinito e Trascendente), come è già stato in sede ONU, pensiamo alla difesa della vita contro l'aborto, o alla difesa della famiglia naturale.

In buona sostanza i cristiani ancora una volta sono investiti di un compito cui la Storia li ha abituati: far conoscere Cristo a chi non lo conosce, ma parlando a dei musulmani, far conoscere il Gesù dei Vangeli che loro nel Corano conoscono in modo molto diverso.

Ecco, concludendo vorrei che si potesse realizzare questo sogno: un giorno, magari anche domani, quando vi capiterà di incontrare e di parlare con un musulmano, fategli una proposta. Ditegli con grande semplicità: io ti regalo il mio Vangelo, tu mi regali il tuo Corano, e ci ritroviamo quando li abbiamo letti e ci scambiamo qualche esperienza, cominciamo a conoscerci.

Vedete, il problema a volte sarebbe semplice da risolvere. Con un pizzico di umiltà San Francesco di Assisi era quasi riuscito a convertire il Sultano nel 1219 quando era al seguito della V Crociata. Lui era pieno di Spirito Santo. Impariamo da lui e confidiamo nel Signore.

I DIRITTI UMANI

la mappa dei diritti umani secondo l'Assemblea dell'ONU

 

QUESTO EVENTO CI RIGUARDA TUTTI. OGGI, 13 OTTOBRE 2013, NEL VANGELO VIENE RACCONTATO IL MIRACOLO DEI DIECI LEBBROSI. GESU' DICE AL LEBBROSO SANATO: "VA', LA TUA FEDE TI HA SALVATO".

Ritengo opportuno fare una riflessione al riguardo. In questi giorni ho tentato di far conoscere l'evento che stiamo organizzando, ad alcuni amici medici, infermieri, sanitari delle varie specialità, con risultati stupefacenti. Allora, mentre è abbastanza naturale che un medico ateo o agnostico risponda che lui ai miracoli non ci crede, sono rimasto sconvolto dalle persone che frequentano la chiesa alla domenica, magari sono anche operatori di pastorale, animatori ..... e via testimoniando, che con molta determinazione affermano che i miracoli non esistono e quindi non sono interessati all'evento.

Per me che ho passato anni nel mondo della ricerca biomedica, come statistico, è sembrata un'idiozia senza pari. Cioé, il rifiutarsi di ascoltare la relazione scientifica su di un miracolo, o guarigione straordinaria non spiegabile scientificamente, oggi, da parte di chi opera nella medicina.Veramente mi è parso paradossale da parte di chi la medicina dovrebbe conoscerla e così anche il funzionamento del corpo umano, compreso il cervello.Avere una posizione così assurdamente preclusiva,non fa onore né alla cultura scientifica né tantomeno a quella umana. Ma, queste persone sanno che l'emisfero destro governa circa 64.000 funzioni fisiologiche del corpo umano? Sono al corrente che ogni dieci anni le conoscenze sulle centinaia di ormoni, di enzimi, di aminoacidi, di proteine, che sovraintendono a quelle funzioni, vengono rivoluzionate? Perché volersi precludere conoscenze empiriche dimostrate clinicamente?

È un mistero della volontà il rifiutarsi di conoscere l'evidenza scientifica. Parlo soprattutto per chi la fede dovrebbe averla, vista la loro frequentazione, anche ai sacramenti. Mah!

PARROCCHIA DELL’ANNUNCIAZIONE IN OLMO DI MARTELLAGO
DOMENICA 20 OTTOBRE 2013
SOLENNE CELEBRAZIONE EUCARISTICA PER LA DOMENICA DEL MALATO
ORE 15 30

La Vergine Maria quando è apparsa a Bernadette Soubirous nella grotta di Lourdes, in riva al fiume Gave, il 18 febbraio 1858 durante la terza apparizione, disse alla ragazza: "Non le prometto di renderla felice in questo mondo, ma nell'altro". Era il modo scelto da Maria per comunicare a Bernadette quanto avrebbe patito su questa terra prima di salire al Cielo. Tutti noi siamo consapevoli del nostro destino finale, e pensando a tutte le persone sofferenti, nel corpo e nell'anima, vogliamo inserirci in questo percorso di offerta dei nostri dolori per portarli a Gesù, pregandolo che dalla Croce ci aiuti a portare la nostra croce nella quotidianità. Con questi pensieri vi invitiamo a partecipare a questa stimolante celebrazione per pregare insieme, e per vivere un momento di grande emozione ascoltando la vicissitudine umana e religiosa del nostro caro amico Vittorio.

michieli a olmo

Il dottor Mario Botta che presenterà il caso clinico con l'ausilio di diapositive e risultati diagnostici pre e post miracolo, è un cardiochirurgo milanese che fa parte della Associazione dei medici del Santuario di Lourdes. Un medico che ne ha viste e ne vede di guarigioni senza spiegazioni scientifiche allo stato attuale delle conoscenze, tutti gli anni. 

CHIESA DI OLMO      LA MADONNA A LOURDES

La chiesa di Olmo dedicata alla       La Madonna nella grotta di Lourdes 

Annunciazione del Signore                         

 DOPO L’UNZIONE DEGLI INFERMI SEGUIRÀ LA TESTIMONIANZA DI VITTORIO MICHELI, 63° MIRACOLATO DI LOURDES ALLA PRESENZA  DI MEDICI E DEL PERSONALE UNITALSI

logo UNITASLI             caritas parrocchiale  

Il pomeriggio si concluderà con un momento conviviale per tutti i partecipanti.

 

 

 

 

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