Mercoledì, Luglio 17, 2024

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Mercoledì, 10 Luglio 2024 15:58

CAPITELLO ALLA DIVINA MISERICORDIA

UN'OPERA D'ARTE A OLMO DI MARTELLAGO

 

PARROCCHIA DELL’ANNUNCIAZIONE IN OLMO-MARTELLAGO

GRUPPO DI DEVOZIONE ALLA DIVINA MISERICORDIA

 

STORIA DI UNA DEVOZIONE E DI UN CAPITELLO

 

Il Gruppo della devozione alla Divina Misericordia è sorto formalmente a ottobre 2010 su iniziativa di Mara Mariga, di alcune amiche e del marito Gianfranco Trabuio, dopo aver ricevuto l’autorizzazione del parroco, don Tarcisio Milani, che a sua volta l’aveva richiesta al Vicario Generale della diocesi di Treviso.

L’idea era maturata a seguito di una omelia che don Tarcisio aveva tenuto durante una Santa Messa officiata al capitello della Madonna, alla fine di maggio, in via Calvi e riguardante la preghiera di intercessione.

Così, sulla scorta di quella importante riflessione sulla preghiera di intercessione un gruppo di persone devote alla Divina Misericordia hanno iniziato un cammino di preparazione, che si è concluso a ottobre con l’inizio della devozione nella chiesa parrocchiale.

Gli antefatti che hanno portato alla nascita di questo Gruppo di devozione sono nell’ordine:

  1. I pellegrinaggi effettuati al Santuario della Madonna di Rosa a San Vito al Tagliamento, officiato dai frati francescani minori, dove negli anni ’50 padre Raimondo Padrin aveva fondato il Segretariato Nazionale della Divina Misericordia, e dove pubblicava un notiziario in migliaia di copie divulgato in tutta Italia e in particolare agli emigrati friulani. I pellegrinaggi erano guidati da fra Aldo Tonini o.f.m. all’epoca Commissario della Custodia Francescana di Terra Santa, coadiuvato da Gianfranco Trabuio vicepresidente della Associazione Amici di Terrasanta del Triveneto. Associazione fondata dal vescovo di Treviso monsignor Antonio Mistrorigo quando era priore dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro per il Veneto.
  2. Il 6 marzo 1959 il Santo Uffizio emanava un decreto col quale vietava che si praticasse la devozione alla Divina Misericordia poiché sosteneva non essere di natura soprannaturale le rivelazioni che Gesù aveva fatto a suor Faustina Kowalska. Questo non impediva ai laici del Segretariato Nazionale della Divina Misericordia di San Vito al Tagliamento di continuare nella loro attività.
  3. Successivamente nel 1978 e poco prima di essere eletto papa, il cardinale Karol Wojtila arcivescovo di Cracovia indusse il Santo Uffizio a revocare il decreto che vietava la devozione alla Divina Misericordia alla luce delle scoperte fatte sulle rivelazioni di Gesù a suor Faustina.
  4. Suor Faustina Kowalska morì a 38 anni nel 1938. Il 22 febbraio 1931 scrisse nel suo Diario come Gesù apparendole benedicente e con i due raggi bianco e rosso che gli uscivano dal costato, le ordinava di far dipingere su tela quell’immagine come le appariva e di divulgare al mondo la devozione alla Sua Divina Misericordia. Gesù le disse anche che voleva che quell’immagine venisse benedetta nella prima domenica dopo Pasqua e che quella doveva essere la Festa della Misericordia divina.
  5. Papa Giovanni Paolo 2° il 18 aprile 1993 proclamava beata suor Faustina e la proclamava santa il 30 aprile 2000, anno del Grande Giubileo. Ambedue quelle domeniche erano quelle in Albis poi divenute della Divina Misericordia.
  6. Alla canonizzazione quel giorno a Roma era presente Mara con altre persone devote che poi iniziarono il cammino di devozione nella parrocchia dell’Annunciazione in Olmo.

Pertanto dall’ottobre 2010 a oggi il gruppo si è sempre trovato in chiesa tutti i lunedì sera alle 20.30 per pregare e per imparare a conoscere la nostra religione. Ogni lunedì sera vengono portate alla Divina Misericordia le intenzione di preghiera nella forma della intercessione. Le persone attualmente partecipi a questa devozione provengono sia da Olmo che da Maerne e da Trivignano.

Ogni lunedì sera il responsabile del gruppo, Gianfranco Trabuio, prepara una pista di riflessione che contiene sia canti che preghiere e meditazioni sulle scritture o sulle vite dei santi.

PERCHÉ UN CAPITELLO.

A febbraio 2023 Gianfranco lasciandosi ispirare dallo Spirito ebbe l’idea di realizzare un’opera che potesse ricordare la moglie Mara per le sue importanti e numerose iniziative a beneficio della Parrocchia dell’Annunciazione di Olmo.

Quando a seguito di un sondaggio tra i parrocchiani nel 1983 emerse la necessità di avere una vera chiesa accogliente per la popolazione che stava aumentando grazie alle nuove lottizzazioni urbanistiche, il parroco don Franco Zanon, coadiuvato dai suoi collaboratori, decise di assegnare il progetto della nuova chiesa all’architetto e frate francescano minore fra Angelo Polesello, si presentarono subito enormi difficoltà finanziarie per poter procedere alla costruzione.

Fu così che Mara e Gianfranco ebbero l’idea di realizzare in quegli anni numerose iniziative commerciali volte a ricavare le lire per poter pagare le imprese nella costruzione.

Molti, ricordano ancora le mostre dell’artigianato orientale in collaborazione con l’azienda Graziano Zurlo di Cittadella, le mostre dei tappeti persiani in collaborazione con i fratelli Orler di Favaro Veneto, addirittura un anno dedicato al mercatino dell’antiquariato di Badoere dove insieme agli amici Cristina e Paolo Bernardi veniva venduta l’oggettistica di pregio fornita anche dai parrocchiani. A queste iniziative seguivano altre numerose tutte volte a consegnare al parroco il ricavato sostanzioso per il progetto così bello e importante che oggi si può ammirare.

Una in particolare fu realizzata in occasione del Giubileo dell’anno 2000, quando fu commissionata all’architetto Francesco Lucianetti il conio di una medaglia commemorativa in argento e in bronzo che fu venduta con successo a collezionisti e parrocchiani, su prenotazione. Nell’anno 2000 ricorreva anche il giubileo della fondazione della Parrocchia avvenuta nel 1975.

Ora, il prototipo di quella medaglia si trova incastonato nella parete ovest della chiesa a memoria della coincidenza dei due giubilei.

Con queste premesse a febbraio 2023 Gianfranco propose al parroco don Tarcisio Milani l’idea di costruire un capitello dedicato alla Divina Misericordia per ricordare Mara Mariga, da edificare nell’aiuola prospiciente l’abitazione della famiglia in via Tito Speri all’altezza del civico 27, tutto finanziato dalla famiglia Trabuio.

Don Tarcisio approvò l’idea con entusiasmo affermando che così finalmente anche Olmo poteva avere un capitello.

Sulla scorta di questa importante decisione Gianfranco ha contattato l’architetto Massimiliano Manchiaro, noto anche per la sua multiforme attività artistica, il quale con altrettanto entusiasmo ha accettato la proposta e dopo una settimana aveva già realizzato il plastico del capitello.

Da subito Massimiliano ha affermato che per la sua opera non intendeva essere compensato perché l’idea era troppo bella e stimolante per la sua creatività, e infatti l’opera è certamente originale e ricca di simboli che saranno illustrati nel prosieguo della storia in questo libretto.

E da qui è iniziato il percorso amministrativo per chiedere al Comune di Martellago la concessione in uso della porzione di aiuola e l’autorizzazione per la edificazione del manufatto. Il percorso si è concluso a ottobre 2023 con la firma della convenzione stipulata tra il Comune e la famiglia Trabuio.

L’architetto Manchiaro, poi, ha scelto l’impresa del signor Ulisse Minello per la parte muraria e il signor Ulisse Minello ha scelto l’azienda DR di Sauro De Rossi per la costruzione metallica.

A questo punto non rimaneva che decidere quale tipo di immagine porre al’interno della costruzione. Dopo una breve analisi del problema Gianfranco ha proposto a Massimiliano che si poteva ben adattare al progetto artistico un mosaico che rappresentasse Gesù Misericordioso, e l’artista ha condiviso in pieno l’idea.

 Il bello dell’impresa arriva adesso. Dove trovare il mosaicista per l’esecuzione dell’immagine?

Riandando ai trascorsi pellegrinaggi alla Madonna di Rosa di San Vito al Tagliamento con Mara e fra Aldo Tonini con gli Amici di Terra Santa, Gianfranco si ricordò degli stupendi mosaici realizzati negli altari del Santuario e in particolare quello dedicato alla Divina Misericordia. Così dopo gli opportuni contatti con la signora del Segretariato Nazionale della Divina Misericordia è stato rintracciato l’autore: il maestro Rino Pastorutti, già direttore per 40 anni della Scuola Mosaicisti del Friuli di Spilimbergo. E così a questo valente artista è stata commissionata l’opera che con raro entusiasmo è stata realizzata. Infatti col Maestro e Gianfranco si è creata una empatia così forte che solo se guidati dall’ispirazione divina si può formare.

Il Maestro col figlio Sergio sono attualmente impegnati in opere musive in tutto il mondo talmente alta e la loro preparazione tecnica e la loro creatività artistica.

CAPITELLO 1 Copy 3

Nel prosieguo dei lavori di costruzione del sacello l’architetto Manchiaro ha suggerito a Gianfranco che sulla parete metallica ci potevano stare incisi dei versi di alcune sue poesie e così il poeta ha scelto alcuni versi di queste poesie scritte e pubblicate nei canzonieri dell’autore.

Eccole:

FOGLIE, pubblicata nella raccolta “La terra, la laguna, l’amore”, editrice Rebellato, Fossalta di Piave, 1984.

Ho visto le foglie d’autunno

cadere nel sole

baciava la terra brumosa

il sole

il vento non c’era

e l’alito di vita ultimo

spirava  con la foglia

in quel cielo profondo

e bambini lontani

di grida empivano

quel vuoto di cielo.

Volevo essere una foglia

posarmi leggera sull’erba

tornare alla terra materna

sotto i raggi dell’ultimo sole.

AQUERÒ (Lourdes) pubblicata nella raccolta Primavera di speranza, editrice Piazza di Silea, 2010

Sempre folle è la corsa

all’andata come al ritorno

i pensieri turbano la vita

il quotidiano disastrato

vivere alla rincorsa stanca

cerchi quel rifugio tra i monti

la quiete dei boschi intorno

il gorgoglio frusciante del rio

ecco il dono di Aquerò

la pace

la preghiera

come un immenso monastero

e lì ci incontriamo

noi vagabondi

il cuore rigonfio dei nostri pensieri

dei nostri dolori

e uniamo insieme le voci

di lode e di pianto

abbracciati in una catena

di mani e di cuori

così la supplica sale al cielo

rapida come le volute dell’incenso

le porta al Padre

e delle voci rimane l’eco

dentro i nostri cuori

affranti e spossati

ma c’è una speranza.

 

Un pensiero del parroco don Tarcisio Milani

Una speciale dimora nel territorio

Sono profondamente felice di veder realizzato un nuovo Capitello nel territorio di questa Comunità di Olmo, dedicato alla “Divina Misericordia”. E’ una piccola “dimora” vicina e prossima alle nostre case che ci dice che non siamo mai soli o dimenticati, ma che c’è una presenza misteriosa che ci accompagna e ci dà luce e speranza nel nostro cammino.

Un capitello che incontriamo nelle nostre strade, spesso vissute in modo frettoloso, presi come siamo da tanti impegni, attività e corse è un dono bello, inaspettato e prezioso che ci dà l’opportunità di incontrarci e di vivere autentiche relazioni.

A noi uomini e donne post moderni, ci aiuta a riscoprire sempre di più l’importanza di uno sguardo dentro di noi per nutrirci e alimentarci di valori umani e religiosi per il nostro vissuto quotidiano e a rispondere al nostro cuore inquieto e sempre in ricerca ai tanti interrogativi che la vita ci pone.

La dedica al “Dio della Misericordia”

E’ una dedica suggestiva, speciale e puntuale, ricca di motivi e di messaggi per ognuno di noi. La parola “Misericordia” coniuga insieme “miseria e cuore”. Tutti noi facciamo l’esperienza del nostro limite e della nostra fragilità, specie dentro questa società smarrita, violenta e purtroppo disumana in cui sembra prevalere l’odio e la violenza alla fraternità, al rispetto dell’altro e alla cura reciproca.

Nel contempo c’è un “Cuore”: lo sguardo di Dio. Non è il volto di un Dio che condanna, che punta il dito e che giudica noi peccatori, ma è un Dio che mostra tenerezza, delicatezza e pazienza che apre i nostri cuori alla Riconciliazione. E’ una mano aperta e accogliente che desidera rialzarci e aprirci, ricca di fiducia e coraggio per il  nostro nuovo domani (“alzati e cammina” è una parola  diffusa nella bocca di Gesù).

La devozione alla “Divina Misericordia” è stata una grande e centrale intuizione nella vita della santa Faustina Kowalska, religiosa polacca e profondamente e fortemente caldeggiata dal papa Giovanni Paolo II nel suo ministero papale.

Vorrei esprimere il mio e della parrocchia grazie riconoscente per chi ha  sognato e pensato il Capitello, per chi ha dato la disponibilità del terreno, per chi l’ha progettato e per chi l’ha costruito.

 

La voce del progettista e direttore dei lavori, architetto Massimiliano Manchiaro

«Trasmettete al mondo il fuoco di Gesù Misericordioso. Siate per tutti un segno della sua presenza in mezzo a voi».  

Papa Francesco consegna un compito importante nel 90° della manifestazione di Gesù a Santa Faustina Kowalska, l’apostola della Divina Misericordia, che nella cella del convento di Płock della Congregazione delle suore della Beata Vergine Maria della Misericordia, ricevette dal Signore l’impegno di rendere universale l’immagine della “Divina Misericordia” dipingendo un quadro con la didascalia: “Gesù confido in te”. 

Il messaggio lasciato in eredità a Santa Faustina è chiaro: bisogna amplificare nel mondo questo culto che ha nel sentimento della misericordia e della totale fiducia nel figlio di Dio il suo primo motore.  Il culto della “Divina Misericordia” trova la sua prima e concreta attuazione nella venerazione dell’Immagine di Gesù Misericordioso.

Quanto detto è pienamente in linea con il messaggio che San Giovanni Paolo II pronunciò nel 2002 presso il Santuario della Divina Misericordia: «Il fuoco della misericordia deve essere comunicato al mondo. Nella misericordia di Dio il mondo troverà la pace e l'uomo la felicità». 

Queste le parole alla base e fondamento dell’idea progettuale!

Nel luogo, individuato in una piccola porzione di verde pubblico esistente in via Tito Speri (circa 18 mq), l’amico Gianfranco mi chiede di progettare un capitello votivo che riporti al suo interno la sacra immagine della “Divina Misericordia”.

La composizione architettonica privilegia la migliore visibilità e riconoscibilità del manufatto con il minimo utilizzo di area pubblica, sfruttando pure la presenza di un marciapiede ad est.

Quindi ho intenzionalmente allontanato il manufatto dal filo interno del marciapiede esistente ruotandolo in senso Nord-Ovest e Sud-Est per aumentare il raggio di visione di fronte all’immagine sacra ed allontanare l’elemento di disturbo visivo costituito dal palo di illuminazione esistente che in tal modo viene preservato nella sua attuale posizione come pure l’aiuola divisionale.

                      

Su questa griglia ortogonale ruotata ho impostato la forma triangolare del capitello; chiaro riferimento alla Trinità. La sua forma isoscele aumenta la tensione emotiva verso l’alto.

Il triangolo è dunque il fondamento statico dell’alzato, ma per alleggerirne l’anima e porre in evidenza la figura centrale della Divina Misericordia, la superficie viene sottoposta ad una serie di forature che seguono le linee di tensione interne al materiale.

La protezione dell’immagine sacra, verso nord, viene assicurata da una superficie realizzata con una doppia parete in AQUAPANEL, trattato con un intonaco a doppio strato su rete minerale appositamente studiato e preparato dalla ditta FASSA BORTOLO di Spresiano (TV).

La pannellatura si raccorda con un sistema a zanche in acciaio al basamento in cemento armato con finitura superficiale al quarzo e con tinta grigia chiara. Il basamento sporge leggermente dal dado di fondazione per aumentare il senso di leggerezza e “sospensione” del capitello. 

Il fronte sud è stato completato da una lastra in metallo trattata tipo CORTEN sulla quale viene simulata la crescita di una ramificazione vegetale dalla quale “fioriscono” frasi poetiche estratte dalle opere del committente.

L’inserimento urbano del manufatto è completato dalla sistemazione dell’area contermine rimanente, sino alla concorrenza dei 18 mq convenzionati, mediante la piantumazione di arbusti a lenta crescita e la realizzazione di un sistema drenante perimetrale atto a garantire la protezione delle superfici del capitello dalla pioggia di rimbalzo.

           

Simulazione di studio da nord

          vista da nord

 

Il fulcro della composizione è costituito dalla “camera sacra” ove è collocata l’immagine a mosaico della Divina Misericordia.

Per questa importante impresa ci siamo affidati alle abili e sapienti mani del maestro mosaicista Rino Pastorutti, già insegnante di tecnica musiva presso varie scuole di mosaico di Spilimbergo oltre che Direttore della prestigiosa Scuola di Mosaico della città friulana.

La “trama metallica” disgregata nei fori, ci accompagna lentamente alle forme “luminose” e cangianti delle tessere colorate che, accostate le une alle altre, si compongono nell’emozione luminosa costituita dall’ordito musivo.

La severa forma triangolare della struttura diventa quindi congruente con l’arte più profonda espressa dal mosaico: «…un’arte severa e disciplinata, dove tutto deve essere predisposto sin dall’inizio e non può avere a che fare con il caso o con l’automatismo, tanto è affascinante tanto è difficile…» M° Gino Severini

                                

UN PENSIERO DALL’INTERNO DELL’OFFICINA, Federica Fontana

 FERRO

È così freddo, rigido, forte…. Eppure, qualcuno l’ha scelto per donarti riparo

dalle intemperie.

Proprio per te Gesù che hai scelto di fermarti da noi, di visitarci e incontrarci

nei cuori.

Come sono strani i tuoi modi,

occasioni inaspettate in cui tu bussi.

Ci possiamo provare mentre nella tua maestosa e silenziosa presenza testimoni Misericordia, Invito a confidare in Misericordia, invito a confidare in te.

Nei frastuoni e nelle fatiche immense delle nostre vite,

Tu silenzioso e luminoso apri il Tuo costato

ed irradi sangue e acqua per placare questo rumore….

Hai bisogno che Ti custodiamo,

Hai bisogno delle nostre mani per sorreggerTi,

perché hai trovato spazio in quest’ angolo di Paese

che da anni si raccoglie inginocchiandoSi davanti a Te.

Resta Gesù, noi confidiamo in Te.

Possano i nostri figli, i nostri nipoti, le generazioni future conoscere

il Tuo infinito amore.

Possano le preghiere qui incise e bullonate nel ferro restare sigillate

tanto che brilleranno nei giorni di sole quanto nei giorni di pioggia

e accoglieranno il fedele pellegrino che camminando troverà ristoro.

Incrocerà i Tuoi occhi ed il Tuo cuore e riscalderai i suoi pensieri

come altrettanto alzerai ad altare questa semplice e fredda lamiera.

 

 

UN POETA DI PASSAGGIO, Livio De Rossi

 Preghiera-poesia

“ Giunge dal Cielo l’ ispirazione di un’ anima buona

ed il marito s’ impegna a testimoniare con l’ opera umana

il Divin che si cela nel Sacro Nirvana.

Dar prova a riprodur in ferro, in acciaio , in mosaico multicolore

l’ immagine soprannaturale di Nostro Signore

e vennero artefici ispirati a darsi convegno

Intenti a studiar l’ ambizioso disegno.

Molto operarono con il senno

molto operarono con la mano

e l’ opera che vedete è il risultato di un impegno cristiano.

E la fede che alberga nei cuori di loro

Li spronò , li guidò al capolavoro.

Oh popolo, ferma davanti al bel capitello il tuo passo, di grazia

chiedine con fede all’ effigiato Signore

umilmente in preghiera la grazia.

Se soffre il tuo cuore di qualche disgrazia , di qualche dolore

fermati a segnarti con la croce

chiedendo al Signore la grazia con umil voce.

Concorsero alla creazione del celestial monumento

il fabbro coi familiari suoi e gl’ operai ispirati dal religioso sentimento.

In lungo pregare

perché scenda la suprema benedizione sul loro operare.

Chè non manchi della Sua assistenza

la Divina Provvidenza

a concorrere in nostra azione

l’ opera della Divina Redenzione.”

 

 IL MAESTRO DEL MOSAICO

                   foto pastorutti trabuio 1

                 Il maestro Rino Pastorutti mentre illustra a Gianfranco la sua strategia

 ... “ L’arte del mosaico è caratterizzata dall’unione armonica di pezzetti di vetro combinati in modo da formare un disegno una immagine su una superfice.

    Le proprietà del mosaico sono permanenza del colore e durata nel tempo del materiale.

    L’uso del mosaico risale alla preistoria ed è il prodotto di una cultura raffinata, eseguito da maestri di grande esperienza e abilità…”

    Queste sono le espressioni usate per la presentazione al convegno di New York sul mosaico e sulla attività nel campo musivo del M°. Spilimberghese Rino         Pastorutti autore di questa opera che oggi inauguriamo.

    L’esecuzione musiva si riallaccia all’antica tecnica del lavoro in sito, esecuzione diretta “su

    legante sabbia – calce”.

    Anticamente prima dello studio dei vari leganti cementizi, tutto veniva svolto direttamente, in sito, nel nostro caso è stata usato come supporto una rete in fibra di vetro (indistruttibile) si

mettono in evidenza, affondando a una a una, le tessere sul legante, l’irregolarità della struttura, della superfice non liscia, ha come risultato una leggera modulazione, una variabilità nella

riflessione della luce <ciò infonde “Vita” al nostro mosaico>.

    Il materiale usato nel nostro caso sono tessere in “smalto musivo” chiamato propriamente vetro per mosaici e ci si aggancia alla comparsa del vetro con particolare riferimento al 300 a.c. in

Egitto nella città di Alessandria (mosaici ancora ben visibili e conservati nel tempo) quindi

materiale indistruttibile.

    ...L’arte del mosaico è un linguaggio universale che permette a diverse culture, popoli e comunità di condividere emozioni e esperienze.

    Da mille anni è il veicolo più spontaneo e prezioso con cui il cristianesimo, e il cristianesimo orientale in modo particolare, parla a tutti i suoi fedeli.

                                                                                            

L’ARTIGIANO COSTRUTTORE, Ulisse Minello

Quando sono stato coinvolto in questo progetto, il progettista e la committenza mi hanno detto che cercavano un “artigiano con la vocazione dell’artigiano” e ho capito subito che il lavoro, seppure limitato nelle dimensioni, richiedeva una certa dose di esperienza e molta attenzione.

Anche in questo caso una volta esaminati i disegni esecutivi, io e il mio collaboratore Marco abbiamo cominciato a vedere l’oggetto nella nostra immaginazione, quasi come una creatura che necessita di attenzioni; assieme ne abbiamo studiato i particolari tenendo conto degli spazi, dei dislivelli, della struttura del terreno.

Quindi ci siamo messi al lavoro.

Mi sono procurato i materiali necessari, ho eseguito lo scavo per le fondamenta, perché la costruzione fosse solida, resistente, duratura; quindi sono passato a ragionare sull’armatura metallica, per calcolarne la forma più consona alla sagoma strutturale e l’adeguato copriferro.

Ogni passaggio costruttivo, nel mio lavoro, ha la sua importanza, ed ogni materiale ha la sua dignità: va scelto con cura e devi conoscerlo in tutti i suoi aspetti, perché ha comportamenti e risposte strutturali irripetibili.

Il capitello della Divina Misericordia è stata una piacevole sfida costruttiva e come sempre avviene nulla è stato lasciato al caso. Tuttavia anche nel mio lavoro di artigiano edile vi è stato spazio per una misurata improvvisazione e anch’essa è stata orientata all’insieme, all’armonia del tutto: le rifiniture, i bordi e gli spigoli, l’intreccio degli interstizi che, rendendola preziosa, incastonano la struttura metallica del capitello come un diamante in un gioiello. Insomma: ho utilizzato materie grezze, conglomerati inerti, e vi ho infuso vita, dignità.

Ed ecco l’opera compiuta; il risultato è lì, davanti agli occhi di tutti. Una bella opera corale per un’importante testimonianza sacra!

Sono sicuro che anche in questo caso il bel risultato ottenuto sia la testimonianza più vera di una tensione che ha animato questo mio intervento sin dall’inizio e cioè la tensione a fare bene ed al meglio il mio lavoro.

 

Note biografiche su Suor Faustina

Maria Faustina (in polacco Maria Faustyna) Kowalska, al secolo Helena Kowalska (Głogowiec25 agosto 1905 – Cracovia5 ottobre 1938), è stata una religiosa polacca, appartenente alla congregazione delle Suore della Beata Vergine Maria della Misericordia, propagatrice della devozione a Gesù misericordioso; nel 2000 è stata canonizzata da papa Giovanni Paolo II. Viene venerata in tutto il mondo come l'Apostola della Divina Misericordia.

Biografia

Nacque in Polonia da Marianna Kowalska e Stanislao Kowalski, terza di dieci figli, fu battezzata con il nome di Elena nella chiesa parrocchiale di San Casimiro. La famiglia era molto religiosa ed Elena fu educata cristianamente. La sua vocazione religiosa si manifestò fin dall'età di sette anni. Poté frequentare una scuola solo per poco più di tre anni. Ancora adolescente lasciò la famiglia per lavorare come domestica ad Aleksandrów e a Łódź, provvedendo così al proprio sostentamento e aiutando la famiglia.

A 18 anni chiese ai genitori il permesso di entrare in convento, ma la famiglia necessitava del suo aiuto e quindi non acconsentì. Faustina cercò di ubbidire ai genitori e partecipò alla vita mondana trascurando le ispirazioni interiori della grazia. Nel suo Diario racconta che un giorno, mentre era a un ballo insieme alla sorella, ebbe una visione di Gesù flagellato che le disse: «Quanto tempo ancora ti dovrò sopportare? Fino a quando mi ingannerai?»[1]. Subito dopo si decise per la vita religiosa.

Dopo essere stata respinta da molti conventi, finalmente, il 1º agosto 1925, fu ammessa nella Congregazione delle Suore della Beata Vergine Maria della Misericordia a Varsavia. Il 30 aprile del 1926 iniziò il noviziato, ricevendo l'abito e il nome di "Suor Maria Faustina". Nella Congregazione visse tredici anni, soggiornando in diverse case, in particolare a Cracovia, Płock, e Vilnius. Ebbe due direttori spirituali: don Michał Sopoćko, a Vilnius, e padre Józef Andrasz S.I. a Cracovia. Svolse mansioni di cuoca, giardiniera e portinaia e osservò fedelmente la regola religiosa. Adottò uno stile di vita severo e i digiuni indebolirono la sua salute, già cagionevole. Si ammalò di tubercolosi e dovette essere ricoverata due volte in un sanatorio vicino a Cracovia.

Di carattere riservato, i devoti le attribuiscono un'intensa vita mistica: nel suo Diario scrive che Gesù le attribuisce l'appellativo di "Segretaria della Divina Misericordia". Nel 1938 aggiunge di aver avuto un dialogo con Dio, in cui si lamenta del fatto che la sua congregazione non abbia nemmeno una santa, e riceve questa risposta: "...Tu la sei" (Diario 1650). La morte la colse "nel giorno della sua crociata", il 5 ottobre dello stesso anno a Cracovia, alle ore 22:45, all'età di 33 anni.

La Chiesa cattolica ritiene che abbia ricevuto in vita molte grazie straordinarie: le rivelazioni, le visioni, le stigmate nascoste, la partecipazione alla passione del Signore, il dono dell'ubiquità, il dono di leggere nelle anime, il dono della profezia e il raro dono del fidanzamento e dello sposalizio mistico; il contatto vivo con Dio, con la Madonna, con gli angeli, con i santi e con le anime del purgatorio. Malgrado il dono di tante grazie straordinarie scriveva nel "Diario": "Né le grazie, né le rivelazioni, né le estasi, né alcun altro dono ad essa elargito la rendono perfetta, ma l'unione intima della mia anima con Dio. I doni sono soltanto un ornamento dell'anima, ma non ne costituiscono la sostanza né la perfezione. La mia santità e perfezione consiste in una stretta unione della mia volontà con la volontà di Dio" (Diario p. 380).

Beatificazione e canonizzazione

Tra il 1965 e il 1967 si svolse a Cracovia il processo informativo relativo alla vita e alle virtù: la causa fu promossa dall'allora vescovo ausiliare di Cracovia, Karol Wojtyła. Nel 1968 iniziò a Roma il processo di beatificazione, che si concluse nel dicembre del 1992. Fu beatificata da papa Giovanni Paolo II in piazza San Pietro, a Città del Vaticano, il 18 aprile 1993, e proclamata santa il 30 aprile 2000. Le sue reliquie si trovano nel "Santuario della Divina Misericordia" a Cracovia.

Il miracolo per la canonizzazione

Per la canonizzazione della beata Faustina Kowalska, la Chiesa cattolica ha ritenuto miracolosa la guarigione di padre Ronald Pytel, avvenuta nel 1995 a Baltimora. Padre Pytel, nato a Baltimora nel gennaio 1947, era diventato parroco della locale chiesa del Santo Rosario, che era anche santuario diocesano della Divina Misericordia.

Nel 1995 gli venne diagnosticata una stenosi aortica, con calcificazione del ventricolo sinistro. Dal momento che ogni minimo sforzo gli provocava affanno, decise di farsi operare il 14 giugno dello stesso anno. L'intervento, consistente nella sostituzione della valvola aortica con una protesi meccanica, sembrava riuscito, ma un mese dopo sorsero complicazioni: comparve una sindrome post-pericardiotomica, con versamento pleuro-pericardico. A quarantotto anni gli fu vietato ogni sforzo, e gli venne consigliato di lasciare l'incarico, con una previsione, inoltre, di pochi anni di vita.

Padre Pytel era stato fin da bambino devoto a suor Faustina Kowalska. Nella sua chiesa si celebrava, il 5 ottobre di ogni anno, nel giorno anniversario della morte di suor Faustina, una giornata di preghiera. Il 5 ottobre 1995, al momento delle preghiere per la guarigione, alcuni sacerdoti carismatici pregarono insieme a padre Pytel, tenendo sul suo capo una reliquia dell'allora beata Faustina. A un certo punto gli fecero baciare la reliquia e il parroco cadde a terra come paralizzato. Quando si rialzò dopo qualche minuto, si dimostrò completamente guarito. I medici che lo visitarono successivamente considerarono inspiegabile il recupero totale e improvviso dell'efficienza fisica.

Il caso fu sottoposto alla Congregazione per le cause dei santi che, il 20 dicembre 1999, promulgò il decreto sul miracolo, confermando che la guarigione rapida, completa e duratura, non era spiegabile per la scienza.

La Divina Misericordia

La fama della sua santità crebbe insieme alla diffusione del culto alla Divina Misericordia e per le grazie ottenute tramite la sua intercessione. Il 22 febbraio 1931 suor Faustina scriveva nel suo Diario: «La sera, stando nella mia cella, vidi il Signore Gesù vestito di una veste bianca: una mano alzata per benedire, mentre l'altra toccava sul petto la veste, che ivi leggermente scostata lasciava uscire due grandi raggi, rosso l'uno e l'altro pallido. [...] Gesù mi disse: "Dipingi un'immagine secondo il modello che vedi, con sotto la scritta: Gesù confido in Te! Desidero che quest'immagine venga venerata [...] nel mondo intero. Prometto che l'anima che venererà quest'immagine non perirà. [...] Voglio che l'immagine [...] venga solennemente benedetta nella prima domenica dopo Pasqua: questa domenica deve essere la Festa della Misericordia.»

Dipinto originale dell’artista Eugeniusz Kazimirowski eseguito nel 1934 secondo le indicazioni di suor Faustina

Papa San Giovanni Paolo II scrisse un'enciclicaDives in Misericordia, la seconda del suo pontificato (1980), interamente dedicata alla devozione appresa dall'umile suora polacca ed è stato lui che l'ha proclamata santa, il 30 aprile 2000. In quell'occasione il Papa ha stabilito per la prima volta la Festa della Misericordia, da celebrarsi ogni anno nella prima domenica dopo Pasqua.

La Coroncina alla Divina Misericordia

particolare di Gesù

                                           Particolare del mosaico 

 

In una rivelazione privata nel 1935 Gesù avrebbe chiesto a suor Faustina una particolare forma di preghiera detta "Coroncina alla Divina Misericordia". La misericordia di Dio, la grazia della conversione e del perdono dei peccati, soprattutto nell'ora della morte, sarebbero stati concessi all'anima che avesse recitato la coroncina della divina misericordia: «La mia misericordia avvolgerà in vita e specialmente nell'ora della morte le anime che reciteranno questa coroncina».

La Coroncina alla Divina Misericordia dettata da Gesù a suor Faustina Kowalska:

(Per la recita si usa una normale corona del rosario)

Nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

Si inizia con: il Padre Nostro, l'Ave Maria e il Credo.

Credo:

Io credo in Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra; e in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte; salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente; di là verrà a giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna. Amen.

Sui (5) grani maggiori del rosario si dice:

Eterno Padre, io Ti offro il Corpo e il Sangue, l'Anima e la Divinità del Tuo dilettissimo Figlio e Signore Nostro, Gesù Cristo, in espiazione dei nostri peccati e di quelli di tutto il mondo.

Sui (50) grani minori del rosario si dice:

Per la Sua dolorosa Passione, abbi misericordia di noi e del mondo intero.

Alla fine si dice per tre volte:

Santo Dio, Santo Forte, Santo Immortale, abbi pietà di noi e del mondo intero.

Alla fine si dice:

O Sangue ed Acqua che scaturiste dal Cuore di Gesù come sorgente di misericordia per noi, confido in te!

Nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

Le Promesse di Gesù Misericordioso:

Con questa coroncina otterrai qualsiasi grazia, se quello che chiedi è conforme alla Mia volontà.

La Mia Misericordia avvolgerà in vita e specialmente nell'ora della morte le anime che reciteranno questa coroncina.

I sacerdoti la raccomandino a chi vive nel peccato come una tavola di salvezza.

Se verrà recitata accanto a un moribondo, Mi metterò fra il Padre e l'anima agonizzante non come giusto Giudice, ma come Salvatore Misericordioso.

L'ORA DELLA MISERICORDIA:

Gesù ha raccomandato di recitare la coroncina nell'ora della propria morte, ossia le 3 del

pomeriggio, che Lui stesso ha chiamato un'ora di grande misericordia per il mondo intero.

"In quell'ora dice Gesù non rifiuterò nulla all'anima che Mi prega per la Mia Passione".

L'IMMAGINE DI GESU’ MISERICORDIOSO:

L'anima che venererà questa immagine non perirà, già su questa terra Prometto la vittoria sui suoi nemici e sarà difesa come Mia gloria nell'ora della morte.

LA FESTA DELLA DIVINA MISERICORDIA:

L'anima che la prima domenica dopo Pasqua si confesserà e riceverà degnamente la santa comunione, dopo aver fatto per 9 giorni a partire dal Venerdì Santo una novena usando la Coroncina alla Divina Misericordia, riceverà la grande grazia della remissione totale di tutte le pene e dei castighi.

LA DIFFUSIONE DEL CULTO DELLA DIVINA MISERICORDIA:

A tutti sono dirette due promesse, la prima riguarda la protezione materna in tutta la vita e la

seconda riguarda l'ora della morte:

"Tutte le anime che adoreranno la Mia misericordia e ne diffonderanno il culto, queste anime

nell'ora della morte non avranno paura, la Mia misericordia le proteggerà in quell'ultima lotta".

Suor Faustina con Gesù misericordioso

Nel Santuario della Divina Misericordia di Santo Spirito in Sassia a Roma, a lato della Piazza San Pietro.

Canti collegati alla devozione alla Divina Misericordia

Inno alla Divina Misericordia 

Gesù, io credo in Te,

Gesù, io spero in Te,

Gesù, io amo Te,

Gesù, confido in Te,

Canterò la tua Misericordia,

il più grande attributo di Dio;

in eterno di fronte a tutto il popolo

la Tua Misericordia canterò!

Due sorgenti sono scaturite

come raggi dal cuore di Gesù,

non per gli Angeli né per gli Arcangeli,

ma per i peccatori le donò!

Peccatore, no, non dubitare,

ma confida e credi in Lui,

che il passato vissuto nel peccato,

in una vita santa cambierà.

O Maria, noi siamo tutti tuoi

intercedi con Suor Faustina,

e le grazie della Misericordia,

il tuo Figlio divino elargirà!

 

Madonna Nera


C’è una terra silenziosa
dove ognuno vuol tornare
una terra e un dolce volto
con due segni di violenza:
sguardo intenso e premuroso
che ti chiede di affidare
la tua vita e il tuo mondo
in mano a Lei.

Madonna, Madonna Nera,
è dolce esser tuo figlio!
Oh lascia, Madonna Nera,
ch’io viva vicino a te.

Lei ti calma e rasserena,
lei ti libera dal male
perché sempre ha un cuore grande
per ciascuno dei suoi figli;
Lei ti illumina il cammino
se le offri un po’ d’amore
se ogni giorno parlerai
a Lei così:

Questo mondo in subbuglio
cosa all’uomo potrà offrire?
Solo il volto di una Madre
pace vera può donare.
Nel tuo sguardo noi cerchiamo
quel sorriso del Signore
che ridesta un po’ di bene
in fondo al cuor.

 foto gruppo cerimonia SITOCopy

Foto al termine della cerimonia di consacrazione del capitello con gli attori dell'opera, il parroco don Tarcisio Milani e il sindaco Andrea Sacacrola

 

Pubblicato in DEVOZIONI RELIGIOSE

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