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Venerdì, 16 Novembre 2012 14:51

L'ANNO DELLA FEDE. A CHI SERVE?

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ANNO DELLA FEDE

L’ANNO DELLA FEDE. A CHI SERVE?

Papa Benedetto XVI quando ha indetto l’anno delle Fede aveva certamente chiaro il momento di grande difficoltà che la Chiesa cattolica e i suoi fedeli stanno attraversando. La crisi morale dell’Occidente cristiano, la crisi economica mondiale, la crisi demografica dell’Europa, l’aggressività e la violenza del fondamentalismo religioso islamico, rappresentano un concentrato di problemi che sono il risultato dei decenni di filosofie e di prassi nate dal relativismo morale e dall’indifferentismo religioso.

Gli anni del post Concilio Vaticano II sono stati caratterizzati proprio dalla nascita di quei movimenti culturali e politici che hanno preparato le basi legislative per la distruzione della famiglia (legge sul divorzio), la distruzione della vita (leggi sull’aborto e sulla eutanasia), la selezione degli embrioni per avere una razza perfetta, come ai tempi del nazismo.

Tutto questo impianto legislativo ha provocato una rivoluzione nella morale e uno scardinamento nei valori della fede cattolica.

Oggi uccidere un figlio che sta  nascendo nel grembo materno è diventato un diritto.

Madre Teresa di Calcutta, oggi beata, nel suo discorso a Stoccolma nel 1979 quando le consegnarono il premio Nobel per la pace aveva profetizzato che questa legislazione avrebbe avuto conseguenze nefaste per l’umanità. Così diceva: “Io sono soltanto una povera donna che prega. Pregando, il Signore Gesù mi ha riempito il cuore di amore e così ho potuto amare i poveri con l'amore di Dio». Poi si fermò un istante, alzò la corona del rosario e aggiunse: «Pregate anche voi, e Dio vi riempirà il cuore di amore e così potrete vedere bene i poveri che avete attorno e potrete amarli con il cuore di Dio!».

«La vita è il più grande dono di Dio. È per questo che è penoso vedere quanto accade oggi: la vita viene volontariamente distrutta dalle guerre, dalla violenza, dall'aborto. E noi siamo creati da Dio per cose più grandi: amare ed essere amati! Il più grande distruttore di pace nel mondo è l’aborto. Se una madre può uccidere il proprio figlio nella culla del suo grembo, chi potrà fermare me e te nell'ucciderci reciprocamente?”

Noi oggi siamo testimoni di quella profezia

È naturale che quella rivoluzione culturale abbia intaccato anche le strutture della Chiesa cattolica. La grande fuga dai seminari diocesani e dalle famiglie religiose è stata la prima e immediata conseguenza.

Ecco da dove nasce l’iniziativa del Papa Benedetto XVI, che ha scelto come motivo fondante il 50° anniversario dell’inizio del Concilio Vaticano II e il 20° anniversario della pubblicazione del Catechismo della Chiesa cattolica.

Benedetto XVI, consapevole della gravità delle conseguenze sociali, politiche e religiose, insite in quell’impianto culturale devastante, ha chiamato a raccolta tutta la Chiesa cattolica, proclamando a tutto il mondo l’esigenza di una nuova evangelizzazione.

Oggi, quando i credenti praticanti sono ridotti a meno del 10% della popolazione, risulta quanto mai indispensabile far conoscere Cristo a chi non lo ha mai conosciuto e  a chi si è dimenticato di averlo incontrato.

Ecco lo scopo dell’Anno della Fede dentro al progetto di nuova evangelizzazione.

Ritengo utile inserire in questo contesto una breve indicazione del Papa sui presupposti metodologici che possono essere attuati per ricreare le condizioni per lo sviluppo armonico della nuova Europa alla luce delle sue radici.

Qualche mese fa, Benedetto XVI è stato in visita a un monastero benedettino: Serra san Bruno, in Calabria.

Queste sono le sue parole: “I monasteri hanno nel mondo una funzione molto preziosa, direi indispensabile.
Se nel medioevo essi sono stati centri di bonifica dei territori paludosi, oggi servono a "bonificare" l’ambiente in un altro senso: a volte, infatti, il clima che si respira nelle nostre società non è salubre, è inquinato da una mentalità che non è cristiana, e nemmeno umana, perché dominata dagli interessi economici, preoccupata soltanto delle cose terrene e carente di una dimensione spirituale.
In questo clima non solo si emargina Dio, ma anche il prossimo, e non ci si impegna per il bene comune.
Il monastero invece è modello di una società che pone al centro Dio e la relazione fraterna. Ne abbiamo tanto bisogno anche nel nostro tempo.”

Il Vecchio Continente, ha constatato, il Papa, è oggi “alla ricerca della propria identità”.

Per creare “un’unità nuova e duratura”, sono ovviamente importanti gli strumenti politici, economici e giuridici, ma occorre soprattutto “suscitare un rinnovamento etico e spirituale che attinga alle radici cristiane del Continente, altrimenti non si può ricostruire l’Europa”.

Il Papa si aspetta come risultato di quest’anno di preghiera e di riscoperta della figura di Gesù e del suo Vangelo, che  i credenti assumano un ruolo di fermenti vitali per la rigenerazione di un mondo sempre più in crisi, che aspetta con ansia che il nero orizzonte in cui siamo ridotti, si trasformi lentamente, ma con sicurezza, verso un’aurora di speranza che provochi nell’umanità un ripristino dei valori che hanno consentito  la nascita e lo sviluppo della nostra Europa, da dove è partita per il mondo l’energia per la crescita di tutti i popoli.

Gesù non vuole dei buoni ammiratori, Gesù vuole fermamente dei bravi imitatori.

 

Letto 4640 volte Ultima modifica il Sabato, 24 Agosto 2013 10:10

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