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Domenica, 25 Agosto 2013 16:30

PAPA FRANCESCO SALUTA I FRATELLI MUSULMANI ALLA FINE DEL RAMADAN

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Papa francesco saluta i fratelli musulmani
Papa Francesco durante l'Angelus del saluto ai fratelli musulmani

In tutto il mondo ha fatto scalpore, qualche settimana fa, il saluto che Papa Francesco ha rivolto ai musulmani che festeggiavano la chiusura del mese di Ramadan, dedicato dal Corano alla preghiera, alla penitenza e alla carità, oltre che al digiuno.

Ricordo che per la religione musulmana il mese del digiuno deve essere rigorosamente osservato solo durante il giorno. Al calar del sole il pio musulmano può riprendere le sue abitudini, anzi, vi si può dedicare con ancora più entusiasmo.

A me questo saluto ai “fratelli musulmani”, così semplicemente enunciato, ha fatto riflettere su come noi “fratelli cristiani” siamo considerati da loro. Forse è opportuna qualche precisazione su come i musulmani considerano i cristiani, di qualunque confessione. Dai cattolici, agli ortodossi, al variegato e multiforme mondo protestante.

Per riprendere solo alcune notizie recenti, in merito alle rivolte egiziane, ricordo che sono state bruciate 49 chiese cristiane in Egitto da parte della organizzazione politico-religiosa che si chiama “Fratellanza Musulmana”. Sono state incendiate e distrutte una quantità, non precisabile, di attività commerciali proprietà di cristiani, comprese le loro case.

Forse il Papa avrebbe fatto bene a ricordare che anche Caino e Abele erano fratelli, e nella Bibbia è narrato come è andata a finire. Ora, mi sembra opportuno ricordare alle autorità ecclesiastiche preposte all’informazione e agli intellettuali che scrivono articoli sui giornaloni italiani anticlericali, che un livello minimo di obiettività giornalistica dovrebbe rendere giustizia almeno alla verità divulgata dai media. Ormai più nessuno prende posizione sugli eccidi dei cristiani nei paesi a maggioranza islamica. È normale che i cristiani vengano assassinati, le loro donne violentate, le loro case bruciate. A livello di mass media non è neanche più una notizia, è da duemila anni che succede! Ma che vogliono ancora questi cristiani?

chiesa bruciata in egitto             chiesa copta devastata in egitto
Chiese cristiane bruciate e devastate in Egitto dai Fratelli musulmani.

E allora per restare sull’argomento e per capire il livello di “fratellanza” dei fratelli musulmani cui il Papa ha indirizzato il suo saluto, riporto questo fatto di cronaca, quanto mai istruttivo. Con una precisazione importante: in Iran domina l’Islam sciita, non sunnita; per lunga tradizione chi cambia religione non viene condannato a morte come nell’Islam sunnita.

Iran: condannato a 10 anni di carcere perché distribuiva copie del Vangelo

Mohammad-Hadi Bordbar, convertito dall'islam al cristianesimo, ha distribuito 12.000 vangeli tascabili nel suo paese. La polizia iraniana lo ha arrestato per "crimini contro la sicurezza dello Stato"

Dieci anni di carcere: è la pena inflitta ad un uomo iraniano,Mohammad-Hadi Bordbar, detto "Mostafa", originario della città di Rasht, convertito dall'islam al cristianesimo, per aver distribuito copie del Vangelo nel suo paese.

L'accusa? “Crimine contro la sicurezza dello Stato”.

Mohammad-Hadi Bordbar persiano condannato
Mohammad-Hadi Bordbar, il cristiano persiano condannato

Secondo le notizie riferite dall'Agenzia Fides e dalla Radio Vaticana, emerge dagli atti giudiziari che l’uomo ha confessato di “aver lasciato l'islam per seguire il cristianesimo” e “considerando l'evangelizzazione un suo dovere, ha distribuito 12.000 vangeli tascabili”. Un vera colpa, anzi un reato in Iran.

Non solo: Mostafa, dopo aver ricevuto il battesimo, aveva avviato una "house church", un'assemblea di culto domestica in cui si svolgevano degli incontri di preghiera, giudicati dallo Stato iraniano come "illegali".  L'uomo è stato quindi arrestato il 27 dicembre 2012, a Teheran, dopo un blitz in casa sua. Insieme a lui, la polizia ha arrestato e interrogato per ore i circa 50 iraniani cristiani presenti alla riunione.

Nella sua abitazione. inoltre, è stato rinvenuto materiale "incriminante": ovvero film, libri, dvd, dischi di natura cristiana e più di 6.000 copie del Vangelo. Per Mostafa si è trattato del secondo arresto, dopo quello del 2009 "a causa" della sua conversione alla religione cristiana. Giudicato colpevole di apostasia, è stato poi liberato su cauzione.

Quello di Mohammad-Hadi Bordbar, purtroppo, non è l'unico caso di persecuzione religiosa in Iran.

L'agenzia iraniana cristiana “Mohabat News” ha segnalato a Fides anche l'episodio di Ebrahim Firouzi, un giovane cristiano iraniano, condannato ad un anno di carcere e due di esilio per “attività di evangelizzazione e distribuzione di Bibbie”. Secondo il tribunale della città di Robat-Karim, a Sud di Teheran, il gesto del giovane era “in opposizione al regime della Repubblica islamica dell'Iran”.

 Come Mostafa, anche Ebrahim Firouzi era “colpevole di atti criminali" per aver tenuto "incontri di preghiera in casa e diffuso i fra i giovani la dissolutezza e dubbi sui principi islamici”. Il giovane era stato arrestato nel marzo 2013.

Come ricordano le Ong “Barnabas team” e “Christian Solidarity Worldwide”, impegnate per la difesa dei cristiani nel mondo, negli ultimi anni l’interesse dei giovani iraniani verso il cristianesimo ha reso la conversione dall'islam un problema preoccupante per le autorità iraniane. 

20 Agosto 2013 (Zenit.org)

Letto 4777 volte Ultima modifica il Martedì, 27 Agosto 2013 17:37

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