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Martedì, 03 Settembre 2013 20:53

LA PREGHIERA CONTRO LA TERZA GUERRA MONDIALE

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Papa Francesco durante l'Angelus di domenica 1 settembre


Ha toccato il cuore di tante persone in Siria l'appello del Papa alla pace, rivolto domenica all'Angelus. Papa Francesco ha espresso "grande sofferenza e preoccupazione" parlando di "una guerra tra fratelli". Ha fatto appello alla "comunità Internazionale perché si mostri più sensibile" verso quella che ha definito "la tragica situazione" in Siria e ha chiesto che la comunità internazionale "metta tutto il suo impegno per aiutare la amata Nazione siriana a trovare una soluzione ad una guerra che semina distruzione e morte". Della forte commozione in Siria per l'appello di Papa Francesco e del possibile ruolo della comunità internazionale, ne ha parlato anche mons. Antoine Audo, vescovo di Aleppo dei Caldei e presidente di Caritas Siria.
Anche il Gran mufti di Siria, Ahmad Badreddin Hassou, leader spirituale dell'islam sunnita in Siria, è rimasto profondamente colpito dall'appello del Papa per la pace in Siria, pronunciate dell'Angelus di domenica 1 settembre, e ha espresso il desiderio di essere presente in San Pietro per la veglia di preghiera per la pace in Siria, annunciata da Papa Francesco per sabato 7 settembre. Il mufti ha detto alla sua comunità a Damasco di "accogliere l'appello, esteso da Papa a tutte le religioni, a pregare per la pace in Siria". I musulmani siriani saranno invitati a pregare per la pace il 7 settembre, in comunione e simultaneamente al Papa, nelle moschee a Damasco e in tutto il territorio nazionale.
Secondo il mufti, "tutti avvertono che il Papa è un padre, che ha a cuore il futuro del popolo siriano tutto e che vuole proteggere tutta la società siriana, nelle sue diverse componenti, perché non sia distrutta da divisioni religiose e dal radicalismo". I musulmani siriani vedono il Papa come "vero leader spirituale, libero da interessi politici, individuali o collettivi, come leader che parla per il vero bene del popolo siriano". I gruppi musulmani, le comunità tribali, i drusi, gli ismaeliti e le altri componenti della società siriana si uniranno alla preghiera.

Anche i patriarchi e i leader cristiani delle Chiese medio orientali si uniscono alla preghiera di pace per la Siria, pronunciata ieri da Papa Francesco durante l'Angelus. L'appello del Santo Padre - riferiscono diversi leader delle Chiese orientali "ha fatto breccia nei cuori a tutti i livelli, nei vescovi e nei semplici fedeli. Le comunità cristiane in Siria, in Medio Oriente e nella diaspora sono felici e di preparano a unirsi al digiuno e alla preghiera".
In particolare - informa l'agenzia Fides - il patriarca maronita di Beirut, il cardinale Bechara Rai, ha fatto visita ieri pomeriggio al patriarca greco ortodosso di Antiochia, Youhanna Yazigi. I due leader si sono detti "profondamente confortati dall'appello del Papa", ed hanno quindi confermato il loro impegno a sensibilizzare le rispettive comunità per la comune preghiera e chiesto "a tutti i paesi stranieri, nella regione o più lontani, di adoperarsi per risolvere il conflitto attraverso mezzi politici, diplomatici e pacifici".
Come si legge in una dichiarazione congiunta diffusa dopo l'incontro, per il cardinale Rai e il patriarca Yagizi è "inaccettabile che qualcuno distrugga la vita dei siriani"; pertanto i due leader si dicono "contrari a qualsiasi intervento armato straniero in Siria", anche perché - sottolineano - la guerra "non porta altro che distruzione e rovina".
"Noi cristiani nel mondo arabo – affermano – abbiamo contribuito a costruire la nostra cultura e le nostre società, una civiltà di convivenza e moderazione". Pertanto, prosegue il comunicato, "vogliamo sempre parlare la lingua del dialogo e della pace". In conclusione, i due patriarchi ribadiscono che i cristiani in Medio Oriente "non saranno mai strumento di guerra e del traffico di armi", ma anzi il loro unico dovere sarà "costruire una società basata sul rispetto, sull'amore, sulla cooperazione con il prossimo".

La Chiesa di Venezia ha raccolto immediatamente l'appello lanciato domenica all'Angelus da Papa Francesco che ha indetto, per il prossimo sabato 7 settembre - vigilia della ricorrenza della Natività di Maria, Regina della Pace - una "giornata di digiuno e di preghiera per la pace in Siria, in Medio Oriente e nel mondo intero". Mons. Francesco Moraglia ha dato disposizioni perché nei vicariati e nelle parrocchie si organizzino incontri di preghiera in sintonia con quanto sollecitato dal Papa.


Ora, tentiamo di capire ciò che sta succedendo in Siria da alcuni anni a questa parte. Il fatto che dopo almeno due anni di guerra civile il premio Nobel per la pace, Barack Obama presidente degli Stati Uniti, abbia deciso di intervenire militarmente in Siria dopo i presunti attacchi con agenti chimici a Damasco, fa sorgere delle domande sulla realtà di quella guerra civile.
Come è noto il dittatore Bashar al-Assad è un esempio eclatante di come venga intesa la democrazia nei paesi musulmani: non esiste in quei paesi il termine democrazia come viene inteso in Occidente. Le fantomatiche "primavere arabe" che i media occidentali hanno contrabbandato come conquista della democrazia si sono rivelate per quel che sono: una banale sostituzione di una dittatura laica, come in Tunisia, in Libia e in Egitto, con una dittatura fondamentalista islamica. Anche in Siria sta succedendo la stessa cosa. Solo che per i cristiani la situazione è molto più drammatica, in quanto i terroristi delle varie fazioni islamiste li hanno da subito presi come il primo bersaglio, da eliminare dal territorio siriano. Mentre con i dittatori laici come Gheddafi e Mubarak, i cristiani avevano una certa libertà religiosa, con gli islamisti assolutamente no. I cristiani o devono fuggire o devono essere eliminati.

                                chiesa decastata in siria 1         chiesa devastata in siria 2

                          Immagini di alcune chiese cristiane devastate dai fondamentalisti islamici in Siria

L'invito di Papa Francesco, pertanto è quanto mai opportuno e doveroso, e in linea con molti dei messaggi che la Madonna continua a donare ai veggenti di Medjugorie. Ci stiamo inoltrando in un panorama di guerra globale in Medio Oriente che vedrà coinvolte tutte le nazioni dell'area. La Siria è aiutata dall'Iran sciita, mentre le fazioni guerrigliere sul suo territorio sono di diretta emanazione dell'Arabia Saudita, patria del sunnismo islamico e del fondamentalismo wahabita. Nel Libano esistono due eserciti in equilibrio precario, quello statale e quello degli Hezbollah filo iraniani, che hanno ammassato un arsenale bellico enorme proprio al confine con Israele nel territorio dove operano i nostri soldati italiani per conto dell'ONU. In tutti questi paesi poi, sono attivi i gruppi di guerriglia legati alla famigerata Al Qaeda, la quale ha gruppi di fuoco attivi in tutto il Nord Africa e cellule dormienti, ma pronte a intervenire, in tutta Europa. Russia e Cina si oppongono all'azione di guerra proclamata dagli Usa e dalla Francia, l'Italia, per il momento, si sta "godendo" i frutti della tragica guerra contro Gheddafi proclamata dalla Francia, con l'invasione di decine di migliaia di migranti disperati che partono prevalentemente dalle coste libiche.
Ecco, questa è in sintesi la situazione politica e credo non si debba essere granché esperti di strategie economiche e militari per prevedere quale impatto avrà il bombardamento della Siria in tutto quello scacchiere e qui da noi.
Se aggiungiamo a tutto ciò il fatto che Israele si trova al centro del teatro bellico, ebbene, mi sembra quanto mai necessaria una grande preghiera di intercessione verso Dio Padre Onnipotente per salvare quei popoli e noi stessi da una catastrofe che si delinea sempre più probabile nel suo avverarsi.

Letto 11651 volte Ultima modifica il Martedì, 03 Settembre 2013 21:10

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