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Mercoledì, 29 Gennaio 2014 15:49

INNO DI UN BAMBINO MAI NATO

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Domenica 2 febbraio 2014 la Chiesa italiana celebra la 36a "Giornata per la Vita". E' dal 1978 che su indicazione di Papa Paolo VI, la prima domenica di febbraio viene solennemente celebrata come "Giornata per la Vita", quest'anno la coincidenza temporale del 2 febbraio coincide con la festa liturgica della Presentazione di Gesù Bambino al tempio, al profeta Simeone, e in tutte le chiese italiane ci saranno manifestazioni per rinnovare l'impegno della Chiesa e dei laici per la promozione e la tutela della vita nascente.

PAOLO VI 2

Papa Paolo VI promotore della Giornata per la Vita

 

Generare futuro

I figli sono la pupilla dei nostri occhi... Che ne sarà di noi se non ci prendiamo cura dei nostri occhi? Come potremo andare avanti?". Così Papa Francesco all'apertura della XXVIII Giornata Mondiale della Gioventù ha illuminato ed esortato tutti alla custodia della vita, ricordando che generare ha in sé il germe del futuro. Il figlio si protende verso il domani fin dal grembo materno, accompagnato dalla scelta provvida e consapevole di un uomo e di una donna che si fanno collaboratori del Creatore. La nascita spalanca l'orizzonte verso passi ulteriori che disegneranno il suo futuro, quello dei suoi genitori e della società che lo circonda, nella quale egli è chiamato ad offrire un contributo originale. Questo percorso mette in evidenza "il nesso stretto tra educare e generare: la relazione educativa si innesta nell'atto generativo e nell'esperienza dell'essere figli", nella consapevolezza che il bambino "impara a vivere guardando ai genitori e agli adulti". 

 

NATALE SEMPRE

Un caro amico frate francescano, anziano e molto vivace, mi ha dato questa stupenda poesia sul Natale di un bambino mai nato. È un’amara e sofferta riflessione di una madre cui fa seguito una serie di versi commoventi scritti da Gesù, e si chiude in modo inaspettato.

        Un coro di bambini, vestiti di gioia, cantano gloria e pace. Ma il suono di campane s’infrange come un’onda al davanzale. Mi scuote un singhiozzo e un nodo in fondo al petto: nel mio appartamento pesa la noia, non tace il mio tormento, la stanza è sempre vuota per quante cose io ci metta dentro.

        In questo vuoto in cui più non ti aspetto, sento il tuo tempo crescere, come qualcuno ti avesse adottato: adesso avresti un anno.   Oh! Potessi incontrarti e chiederti perdono, offrirti almeno un dono di Natale!    Una lacrima di luce dall’imposta socchiusa bagna dolcemente la mia stanza, e preme la finestra perché si apra al chiarore come ad un pianto. “Sei tu?”

“Oh! Era così povero,

e non aveva nulla;

l’ho stretto tra le braccia,

gli ho offerto la mia culla;

gli ho dato per coprirlo

un mantello di stelle,

per giocare, una festa

di fratelli e di sorelle.

Sì, l’ho adottato io,

gli ho dato il nome mio.

Tu non sapevi: i poveri

sono me stesso, i piccoli

li porto sempre appresso:

quello che fate a loro

l’avete fatto a me.

Credi all’amore. È il solo

che sappia perdonare ……

Io, che per farti vivere

ho scelto di morire.

Vivi e non più peccare!”     

Sento la sua presenza al davanzale:

“Aprimi la finestra, anche per noi oggi è Natale!

CENTRO DI AIUTO ALLA VITA

 

 

Logo di un Centro di aiuto alla Vita che illustra in modo quanto mai suggestivo il significato della poesia affidatami da fra Bernardino o.f.m.

Letto 3895 volte Ultima modifica il Mercoledì, 29 Gennaio 2014 16:50

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