Domenica, Novembre 27, 2022
LE MIE POESIE

LE MIE POESIE (47)

Giovedì, 01 Novembre 2012 18:19

A TE D'AUTUNNO

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FRESCO D’AUTUNNO

 Ancora una volta ti ascolto

e questa notte lunga e fredda

mi porta lontano nei ricordi

sempre ti ho avuto nel cuore

nelle sofferte battaglie della vita

sei un amore sempre giovane

frizzante e gioioso come la primavera

ecco la bellezza di questo autunno

godersi la tenerezza dei dolci abbracci

i noccioli e i castagni gialli di foglie

ci fanno compagnia

ci ascoltano sussurrando nel vento

la loro saggezza ci abbaglia e ci consola

 

Domenica, 28 Ottobre 2012 18:50

DEDICATO A TE

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L’AUTUNNO NON È TRISTE

Questo mattino uggioso

con un sole sbiadito

illumina un liquidambar

autunno struggente

quanta nostalgia

l’arcobaleno dei colori

dall’arancio al rosso

al bruno al verde chiaro

mi abbaglia

mi guardo all’interno

anch’io nel mio autunno

inoltrato ormai verso l’inverno.

Mi piace specchiarmi

su quell’albero

ricco di memorie

e ti sogno

dentro a questi colori

ti guardo e ti illumino

donna

e spero

questa vecchia quercia

possa accoglierti ancora una volta

tra le fronde cadenti

all’alba del solstizio d’inverno.

 

Lunedì, 22 Ottobre 2012 18:40

DA ROMA

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ROMA E ............. BASTA

Il convento si innalza

sulla sommità dell'Esquilino

dall'alto della terrazza

Roma è silenziosa

stanotte solo il cielo stellato

attira lo sguardo

quanti puntini luminosi

volto lo sguardo e

una falce di luna

mi illumina

è crescente

e cammina sui colli

sogno su quella falce

seduto a rimirare

le nostre montagne

amate rocce

dove la dolomia

rifrange la nostra luce

la luna e io

illuminiamo quel sentiero

lassù verso il bivacco

dove tu in attesa ci accogli.

 

Martedì, 18 Settembre 2012 19:20

ATTESA E FINE

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ATTESA E FINE

 

È sempre così

ogni attesa è snervante

sei tu solo con l’oracolo

tu piccolo e timido

ti sovrasta una sentenza

ma non c’è una giuria

uno solo giudica

uno solo manda

e tu cammini verso la meta

forse vicina

sempre improvvisa

mi basterebbe tu fossi presente

quel giorno

mi prendessi per mano

come un bambino

mi accompagnassi alla soglia

e con uno sguardo smarrito

mi dicessi

“A presto”.

Martedì, 17 Luglio 2012 20:47

NUOVI ORIZZONTI

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NUOVI ORIZZONTI

 

MISTICA RIVIERA

 

 

È un ritorno lento

accidentato

questa notte che mi porta in Italia

e in silenzio mi preparo

un nuovo incontro nell’alba

eterea fanciulla

esci tra le ginestre e le palme

di questa riviera assonnata

è domenica

e subito cominciamo una danza

tra le dune e il mare

una cornamusa suona

melodie antiche e struggenti

è un rincorrersi di emozioni

di sguardi estasiati

di abbracci sfiorati

siamo due sufi erranti

e ci siamo trovati.

 

 

 

SOVRAMONTE

 

 

Lontano sulle colline

i fuochi della festa scemano

tutti hanno esaurito la carica

la fatica si fa sentire

solo noi ancora viviamo

ci siamo parlati con gli occhi del cuore

pochi cenni

e come un romanzo

si è srotolata davanti

una notte di tormenti

ma all’alba

un raggio di sole

entra nel cuore

ti avvolge di luce

ed è nuovo amore.

 

 

 

 

 

 

 

SAN GIORGIO

 

 

Hai gli occhi chiari

trasparenti come l’acqua

vivaci

come un ruscello di montagna

cinguettanti

come una capinera

hai ascoltato dei versi quel giorno

ritmati come una danza

ti sei incantata

e il tuo sguardo si è aperto

ingrandito

le lacrime calde

rigavano le guance

di gioia

di nostalgia. 

  

 

 

 

  

 

 

  SOGNO D’ESTATE

  

Sei arrivata dall’alpe

dai boschi di ontani

dai prati di calendula

e profumavi di rosa

amica lontana

come un’allodola trovi rifugio

tra le mie ampie ali

ti accolgo al canto di una sinfonia

tenero amore

e lento Morfeo ci prende

e ci involiamo

fino al risveglio.

 

 

 

 

                                      

 

 

 

FESTA SULLE COLLINE

            

Immagina una giornata di sole
su queste colline inondate di luce
e tu che scendi dall'alto
lungo un sentiero
i nostri antichi passi
camminandoti a fianco
guardarsi negli occhi
specchiarsi nel cuore
scoprirsi ancora in ricerca
poche parole
per avvolgerci nel tramonto
e ricordare l'amore.
  

 

 

 

  

 

   

PUNTA DELLA DOGANA

 

Eccomi amata Venezia

mia antica passione

sono qui in fondo

alla Punta della dogana

immagino questo transito

da un mondo all’altro

col solo pedaggio dell’amore

al pellegrino che arriva

viene chiesto dove va

e questo vecchio veliero a riva

ci aspetta

lui solo sa dove andare

bordeggiando sotto costa

verso porti d’Oriente

dove aromi piccanti

e profumi intensi

avvolgono i nostri pensieri

amore a distanza

mi manca il tuo approdo.

 

                              

 

 

 

CIME

 

Una giornata lontana dai monti

si fa sentire

sono come smarrito

senza orizzonte

senza una guida

una cima amica

un antico pino

un vecchio capitello

che valligiani di un tempo

hanno rigato

con le loro preghiere

dolce compagna

di scalate mai finite

sempre quel sentiero

fino a te mi conduce.

 

 

 

 

 

 

 

EL SITO

 

Gera un toco che gavevo un’idea

me gero messo in testa ‘na roba bea

anca mi, go dito, vogio esser moderno

tacarme col computer far vedar al mondo

tuto quelo che fasso quasi mi fosse un perno

de ‘sta banda de mentecati che a tuto tondo

me par de poder dir ze proprio fora de vada.

No te riessi a capir come che i fassa

i struca sti botoni co ‘na furia da mati

i ze tuti colegai co sti gran cerveloni

e no te ti incorzi come i riessa tuto d’un boto

farte vedar el mondo come fosse un casoto.

Maria vergoa, a go dito, anca mi voria

anca mi a far vedar me piasaria

tute le bele robe che go fato

a le amighe e agli amissi

che sempre me domanda

‘na poesia, ‘na preghiera, ‘na storia

par el piasser del lezer

de comoverse o de pianzer

e finalmente so riussio co’ gran fadiga

a metter insieme i tochi e  el maestro me ga dito

caro professor finalmente anca lu ga el sito.

(lujo, 2012)

 

 

 

 

BORESSI DA LOURDES

 

No ze fazile scriver versi

su un posto come questo

come fastu ispirarte in mezo

a ‘ste millere de persone

bona parte ruzine e piene de carioi.

Ma ‘na roba ze bela

nissun che se lagna

nissun che pianze

tuti soride e te varda

come ‘na roba strana.

Solo le cape ze randegose

e spissenghe,

poarete

e ze sente el peso

che tuto funziona

che nessun ze perda,

no le ga capio gnente

come al solito.

Come fastu inrabiarte

qua a Lourdes?

Ma no semo vegnui a trovar la Madona?

A pregar par le nostre magagne

e par quele del mondo?

E alora, se preghemo, se salvemo

e anca quei che se perde

parché i va de baucon

prima o dopo la Madona

a te i fa trovar in qualche canton.

 

 

 

 

 

 

 

ATTESA

 

 

Certamente dopo il temporale

viene il sereno

ma quanto durerà

lampi e tuoni spaventano

non siamo più abituati

la calma vita lontana dalla natura

ci ha tolto il gusto del rischio

non c’è più l’avventura

noi dentro a questa madre

ribelle e angosciata

abbiamo smarrito l’orizzonte

tutto è cupo

tutto annebbiato

è l’attesa cara amica

è l’attesa

un giorno anche per te

si colorerà di azzurro

il nostro orizzonte.

 

 

 

 

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