Domenica, Novembre 27, 2022
Giovedì, 23 Aprile 2015 16:44

15° COMPLEANNO PER IL MUSEO NELLE NUVOLE A CIBIANA DI CADORE

Scritto da
Vota questo articolo
(1 Vota)

                                       

15° COMPLEANNO DEL PROGETTO MESSNER-MONTE RITE A CIBIANA DI CADORE: IL MUSEO TRA LE NUVOLE DIVENTERA' UN PRODOTTO DI CULTO?

forte di monte rite

Uno scorcio del Forte Monte Rite con vista sul Monte Pelmo

Il "museo tra le nuvole", la grande intuizione di Reinhold Messner, il mito vivente degli 8000 è oggi una realtà consolidata nel panorama delle mete culturali e turistiche del Bellunese sulla cima del Monte Rite in quel di Cibiana di Cadore.

I lavori di ripristino del forte e della caserma costruiti in occasione della prima guerra mondiale hanno visto migliaia di amanti della natura e dell’arte salire in questi 15 anni di attività, sulla cima del Monte Rite. L’anniversario  non poteva passare sotto silenzio perché mi ha visto protagonista nello studio della realizzazione come risposta al bailamme delle polemiche con gli ambientalisti-protezionisti che sempre sparano a zero sul loro idolo di un tempo, la loro guida spirituale.

Al fondo delle polemiche c'è sempre un fondo di verità ma anche tanta disinformazione.

Proprio intuendo in anticipo questa confusione polemica quando ero titolare dell’insegnamento  di Statistica del Turismo nel corso di laurea in Economia del Turismo dell'Università di Venezia, ho seguito come relatore una tesi dal titolo: "Il museo delle Dolomiti a Cibiana di Cadore: storia e strategia per un prodotto di culto", durante l’Anno Accademico 2000-2001.

MESSNER E TRABUIO picture

Reinhold Messner e il prof. Trabuio a Cibiana

 La studentessa Elena Miazzo che si è laureata all’epoca, e brillantemente con il massimo dei voti, ha sviluppato con originalità la genesi del Museo, ricostruendo la storia del forte a 2200 metri di quota da dove a 360 gradi si dominano la Val Zoldana, la Valle del Boite, la Valle del Piave. Uno scenario mozzafiato per la bellezza estasiante che spazia dal Pelmo alle Tofane, dall'Antelao al Sassolungo di Cibiana, dal Bosco Nero al Tamer e alla Moiazza fino al Civetta. Gli amanti dell'alpe dolomitica hanno avuto modo  di gratificarsi al loro arrivo sulla cima dove il forte ospita un museo permanente di arte e storia dell'alpinismo, su queste montagne che hanno incantato i primi escursionisti inglesi alla fine del 1800. Un ottimo rifugio offre vitto e alloggio a chi arriva sulla cima e vuole godersi le albe e i tramonti che mai vedrà in altri luoghi. Fanno compagnia agli escursionisti i famosi yak, provenienti dalle montagne himalaiane, e voluti fortemente da Messner per rivitalizzare l’ambiente alpino una volta dedicato ai pascoli e alle malghe.

MESSNER E ELENA

Reinhold Messner con la studentessa Elena Miazzo, Floriano Prà e Eusebio Zandanel

Ritengo simpatico e originale riportare la prefazione di Elena alla sua tesi di laurea:

La stesura della tesi è stata solo una parte della mia avventura! Fui avvisata dal prof. Trabuio quando mi chiese se ero un’ avventuriera, in tal caso avrei potuto iniziare il mio lavoro, lui già probabilmente sapeva cosa mi aspettava!

Ma prima di decidere se iniziare questo progetto, andai in visita a Cibiana e fui subito colpita da quel paesino tra magnifiche montagne. Fu facile decidere, anche perché un po' avventuriera lo sono. Passo dopo passo, sono stata aiutata da molte persone, prima di tutti il prof. Gianfranco Trabuio, abitante estivo di Cibiana, che mi è stato utile sia nelle ricerche del materiale che nelle interviste agli esperti in quanto alcuni di loro già li conosceva, quindi è stato più facile mettermi  in contatto per intervistarli. Un grazie particolare va al sig. Quirino Da Col così cortese da mettere a mia disposizione un vecchio libro, praticamente introvabile, e che mi ha fatto avere un primo incontro con il prof. Guido De Zordo con il quale ho fatto una prima chiacchierata in un giorno di festa nel mese di maggio. Il prof. De Zordo mi ha procurato il progetto del Museo e dato la possibilità di incontrare Reinhold Messner e di salire con lui in cima al Monte Rite.

Reinhold Messner mi ha concesso un po' del suo tempo prezioso per l’intervista che gli abbiamo fatto insieme col prof. Trabuio.

Un ringraziamento va al sig. Umberto Olivotti, fotografo ufficiale in questa mia dissertazione, che ha avuto tanta pazienza e che mi ha insegnato a conoscere le Dolomiti, e al Grand'Ufficiale Lucillo Bianchi dal quale ho avuto alcuni suggerimenti utili per la stesura della tesi, e che mi ha raccontato molte altre cose su Cibiana che ho dovuto tralasciare per ovvi motivi di tempo e contesto. Il sig. Angelo Zanettin  grazie al quale ho potuto incontrare e intervistare il sig. Domenico Belfi che è stato molto gentile e disponibile sebbene impegnato nel suo lavoro. Non posso dimenticarmi del proprietario dell'albergo Remauro, Romano Di Maria e la sua mamma che sono stati infinitamente cortesi. La sig.ra De Feo, seppur da pochi giorni eletta sindaco di Forno di Zoldo è stata disponibile e pronta a rispondere alle mie domande. Un grazie al C.A.l di Padova e al suo bibliotecario. Un grazie infinito lo devo alla famiglia Corsini, che mi ha appoggiato di cuore e non solo …………………..

Ma il museo e il Monte Rite diventeranno un prodotto di culto?

IL RIFUGIO COL RISTORANTE DEL MUSEOIL FORTE MUSEO

Scorcio del forte col rifugio                                Scorcio del forte con le torri di osservazione

Sembra proprio di sì. I requisiti ci sono tutti: c'è il celebrante che viene identificato con le Dolomiti e il forte, che connotano il mito della fondazione in una storia irripetibile; c'è l'eroe identificato con Reinhold Messner che ha dato vita all'idea e al prodotto; ci sono gli spettatori che vengono identificati con la tribù originaria, i primi a collaborare con l'eroe e a sostenerlo; infine, ci saranno gli adepti, tutte le persone che mosse dalla forza del celebrante e dell'eroe saliranno la montagna per godere e gustare natura, arte e pace.

Va sottolineata con emozione la trasformazione di un forte, strumento di guerra e di morte, in museo dell'arte e della pace immerso in una natura di grande storia e di grande evocazione.

Le conclusioni cui la tesi ha portato sono proprio queste, e per raggiungerle è stato seguito un percorso originale. Col metodo  Delphi sono state intervistate in due riprese alcune personalità di spicco delle valli sottostanti il Monte Rite. Dai sindaci di Cibiana di Cadore, Forno di Zoldo, al presidente della Comunità montana della Valle del Boite e sindaco di Vodo di Cadore; all'assessore alla cultura di Cortina d' Ampezzo e al direttore del Parco delle Dolomiti d'Ampezzo; a un grande naturalista di Pieve di Cadore, al presidente del CAI di Belluno, all'assessore regionale al turismo e all'ex assessore regionale alle politiche comunitarie,  e infine alcuni esponenti di spicco del bellissimo e famoso paese di Cibiana di Cadore (paese dei murales che narrano la storia vissuta dalla comunità).

IL BOSCONERO DAL FORTEGLI YAK  AL PASCOLO

Vista sul magnifico Gruppo del Bosco Nero         Pascolo sulla neve per gli yak

Ecco sinteticamente illustrato il contenuto del lavoro originale. Possiamo dire con sicurezza che alla cima del Monte Rite si arriva a piedi, ma per gli anziani e i disabili è disponibile una navetta che consente di percorrere i sette chilometri che conducono dal Passo Cibiana al museo delle Dolomiti. Tutti devono avere la possibilità di contribuire alla costruzione del "culto".

UN ANGOLO DEL MUSEO DENTRO AL FORTE

Uno scorcio del Museo nelle sale del forte di Monte Rite

Questa tesi di laurea è lì a dimostrare l’importanza culturale, storica e artistica di questa iniziativa, nata dalle idee di un eroe moderno, che ha sfidato la natura e che ne rispetta l’arcana potenza e l’immortale fascino, tracciando il cammino per tutti gli uomini moderni, che troppo spesso si dimenticano di rendere il giusto omaggio alla natura che li circonda.

IL FORTE COL CIVETTA

Vista stupenda dei gruppi del Civetta e del Coldai dalla sommità del forte  con le originali torri di osservazione

 

 

Letto 4445 volte Ultima modifica il Giovedì, 23 Aprile 2015 17:27

2 commenti

  • Link al commento Manuela Sabato, 02 Maggio 2015 18:06 inviato da Manuela

    Le montagne, il posto più in alto per sentirsi vicino a Dio. Da montanara trentina mi sono ritrovata varie volte a contemplare il mondo da lassù e assorta nei miei pensieri credo di aver recitato anche qualche preghiera nel silenzio della natura e sentendomi nella serenità più assoluta. Iniziativa molto originale da portare a termine. Manuela

    Rapporto
  • Link al commento Antonella Venerdì, 24 Aprile 2015 10:53 inviato da Antonella

    bellissimoooo!

    Rapporto

Lascia un commento