Martedì, Febbraio 07, 2023
Lunedì, 31 Ottobre 2022 16:20

SERATA DI MUSICA E POESIA

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Sarà una serata ricca di emozioni quella che stiamo organizzando presso l'Oratorio della nostra parrocchia dell'Annunciazione in Olmo di Martellago per la serata di Venerdì 11 novembre, memoria liturgica di San Martino di Tours.

Per ricordare mia moglie Mara abbiamo preso contatto con un grande e famoso musicista e compositore originario di Cibiana di Cadore, il maestro Oliviero De Zordo, al quale abbiamo proposto di venire a Olmo per un concerto nel quale si sarebbero alternati in una sinfonia i brani musicali da lui composti e eseguiti e alcune delle mie poesie pubblicate nei mie due ultimi canzonieri.

Oliviero, che è un grande amico, ha detto subito di sì e così abbiamo cominciato a lavorare a questo affascinante progetto.

È dal 1990 che la nostra famiglia vive alcune giornate di vacanza in quel suggestivo paese di montagna che è Cibiana di Cadore, dove con Mara abbiamo collaborato con quella comunità nella realizzazione di belle e importanti iniziative, molte delle quali con i parroci e con le autorità e le associazioni. Ricordo soltanto l'ultimo restauro della statua della Madonna del capitello che si trova a Passo Cibiana (Forcella Deona) realizzato magistralmente dal noto pittore Paolo Canciani da Dosson di Casier.

In quell'occasione, con un folto numero di amici provenienti dalla pianura e con i parrocchiani di Cibiana, abbiamo ricollocato, in processioe, la Madonna restaurata dentro al sacello ed è stata una grande festa.

Qualche anno prima avevo fatto realizzare da una mia studentessa cafoscarina la tesi di laurea sul Museo Messner del monte Rite dal titolo: "Il Museo Messner può diventare un oggetto di culto?"  Così in quella festosa cornice, durante il pranzo, il sindaco di Cibiana ha consegnato una targa di riconoscenza  alla brava dottoressa.

Questi piccoli cenni di cronaca per far capire quanto forte sia il legame della mia famiglia con quella Comunità.

Ecco perché il caro Oliviero si è detto subito disponibile e con entusiasmo alla proposta della serata di musica e poesia.

Per rendere più emozionante la serata Oliviero mi ha chiesto di fargli avere le mie poesie e così gli ho spedito i miei due ultimi libri:

CANTI VENEZIANI, edito da Piazza di Silea,

DE VITA SOLITARIA, edito da Aletti di Roma.

Il primo canzoniere l'ho dedicato al grande poeta veneziano Mario Stefani, morto nel 2001, che aveva presentato il mio primo libro di poesie "La terra, la laguna, l'amore" presso l'Ateneo Veneto a Venezia nel 1984 e del quale ero diventato amico e confidente. Addirittura una mia cara amica, studentessa di Cà Foscari, mi aveva chiesto consiglio per la sua tesi di laurea e io l'ho convinta a scrivere la sua tesi sul poeta Mario Stefani. La conclusione del lavoro è stato un successo ripreso dalla stampa. Era la prima volta che a Cà Foscari veniva discussa una tesi di laurea su un poeta vivente,era il 1989 e Mario aveva 51 anni.

Il libretto contiene  le poesie che Venezia mi ha ispirato nei lunghi anni della mia vita professionale in quella meravigliosa città. Ai miei figli, Giovanni e Antonella ho chiesto di collaborare nella confezione del libretto e così Giovanni ha redatto la prefazione, bellissima , con l'acume che gli è proprio, mentre Antonella ha curato la postfazione con il brio tipicamente veneziano che la caratterizza.

Il secondo canzoniere ha una storia tutta particolare e avventurosa. Ho accettato la proposta dell'editore Aletti di Roma,  perché una volta lette le mie poesie si è detto entusiasta e le avrebbe pubblicate nella sua collana I DIAMANTI. Aletti  è un personaggio famoso nel mondo della poesia e della letteratura, anche lui poeta e ricco di iniziative a livello imprenditoriale. Una volta fattami la proposta e da me accettata mi ha chiesto di scegliere un personaggio famoso per scrivere la prefazione di questa mia raccolta. Uno di questi era addirittura il noto attore e regista Alessandro Quasimodo, figlio del Nobel per la letteratura Salvatore, che avevo conosciuto in precedenza perché mi aveva registrato un dvd con sette delle mie poesie. Mi sono lasciato guidare dal mio istinto e ho scelto un personaggio a me sconosciuto: Hafez Haidar. È stata una scelta profetica, infatti Hafez è poeta anche lui, è di origine libanese ed è stato candidato al Nobel per la pace nel 2017, vive in Italia dove ha insegnato presso l'Univesità di Pavia. Così inizia la storia del secondo libretto che raccoglie alcune poesie dedicate a Mara e altre a Cibiana. Il titolo richiama una composizione del poeta Petrarca nella quale parlava della bellezza della solitudine che per me invece è un peso non da poco, e di questo malessere esistenziale parlo nelle mie poesie.

Un altro evento originale si è verificato alcuni giorni fa. Oliviero, che è una mente effervescente e mai ferma, mi ha telefonato per dirmi che insieme a lui in quella serata ci sarebbe stato un violoncellista che lo avrebbe accompagnato in alcuni brani, ebbene, questo musicista, Roberto Zandanel, è anche lui di Cibiana di Cadore.

Ecco, io vivo nel flusso degli eventi e penso che ci sia una regia in tutto questo. Per questo la serata, di armonie tra musica e poesia, dedicata a Mara si profila all'orizzonte come una serata speciale alla quale penso che gli amanti dell'arte e della cultura troveranno soddisfazione per le emozioni che certamente li coinvolgerà.

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Venerdì, 24 Settembre 2021 11:49

CANTI VENEZIANI

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Questa è una comunicazione importante per gli amanti della poesia e di Venezia, ed è anche un invito alla presentazione che ci sarà il 29 settembre come da locandine .

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Questo canzoniere è una raccolta di poesie scritte negli anni della mia attività professionale a Venezia, alcune di queste sono state premiate in concorsi nazionali e internazionali, in particolare quelli banditi dall'Associazione Amici dell'Umbria ai quali mi lega una simpatia particolare.

Canti Veneziani l'ho dedicato a un mio grande amico e mentore: il poeta veneziano Mario Stefani, ritornato al creatore ancora venti anni fa. Un'amicizia che ha portato, su mio consiglio, una giovane studentessa cafoscarina a laurearsi in lettere moderne con una tesi sul poeta vivente Mario Stefani, Mario all'epoca aveva 51 anni ed era nel pieno della sua attività artistica con riconoscimenti importanti anche in Europa, in particolare in Francia dove le sue poesie sono state tradotte.

I libri sono in vendita presso la libreria San Michele di Mestre in via Poerio o direttamente on-line presso l'editore Piazza di Silea sul sito: www.piazzaeditore.it.

Il ricavato della vendita andrà all'Istituto Effeta di Betlemme in Palestina dove le nostre Suore Dorotee Figlie dei Sacri Cuori di Vicenza da 50 anni insegnano a parlare ai bambini sordomuti palestinesi, ma non a gesti come vediamo in televisione. Chi frequenta l'Istituto delle Suore al termine va a lavorare parlando normalmente: un miracolo frutto del genio di San Giovanni Antonio Farina vescovo di Treviso e di Vicenza e fondatore di quella Famiglia religiosa che annovera anche Santa Maria Bertilla Boscardin, conosciuta e amata in tutto il Veneto soprattutto negli ambienti ospedalieri.

 

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Logo dell'istituto creato da Suor Ginetta Aldegheri maestra dei bambini sordomuti palestinesi.

  

Sabato, 10 Luglio 2021 17:13

MUSICA E POESIA PER TUTTI

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A voi tutti amanti dell'arte e delle sue espressioni più suggestive, vi propongo un evento per Giovedì 22 luglio alla sera. 

Presso l'Oratorio della Parrocchia di Olmo a Martellago ci sarà una manifestazione così originale che ha già suscitato interesse e curiosità non solo tra gli appassionati d'arte: musica col violino e poesia dalla voce di un attore bravissimo.

Emozioni garantite.

Vi aspetto numerosi perché dopo un anno e mezzo di quarantena, anche culturale, finalmente un evento che può suscitare il desiderio di uscire di casa per andare in un ambiente protetto e fresco a passare un po' di tempo nel relax più stimolante con la musica e la poesia.

LOCANDINA ORATORIO OLMO JPG

 

Al termine della presentazione sarò con voi per un brindisi e prodotti idonei del Panifico Trabuio di Favaro Veneto. 

Il ricavato della vendita dei .libri sarà devoluto totalmente alla CARITAS parrocchiale che collabora per la buona riuscita del tutto.

 

A PRESTO......

 

Martedì, 01 Dicembre 2020 17:50

NATALE SMARRITO

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NATALE SMARRITO
Questo è un augurio natalizio per questo Natale tragicamente diverso da quelli vissuti finora.
Il mondo che fa di tutto per cancellare i valori della nostra antropologia culturale ebraico-cristiana dove la nascita di Gesù di Nazareth ha segnato il discrimine della Storia, raccoglie oggi i frutti di questa dissennata filosofia antiumana.
L'eredità della filosofia greca, la saggezza dei grandi mistici che hanno lasciato un patrimonio straordinario di cultura e di umanesimo realistico, non esiste più.  I "padroni del mondo" hanno deciso di tagliare, in nome della modernità e del progresso, tutte le radici sulle quali per secoli l'umanità si è nutrita, è cresciuta e ha realizzato le conquiste che ci hanno portato quel benessere che inutilmente l'Europa ha tentato di portare ad altri continenti.
Hanno preso il sopravvento le filosofie anticristiane per eccellenza a partire dal Rinascimento, quando l'uomo è stato considerato solo un corpo e non anche uno spirito. Per secoli la antropologia culturale sull'uomo si è basata sull'assurdo filosofico che l'uomo non abbia anche una parte divina nel suo essere ed è stato ridotto a un ammasso di cellule e reazioni chimiche. Oggi viviamo con i risultati raggiunti da questi fondamenti antiumani: niente valori basati ontologicamente sull'uomo creatura di Dio, solo corpo senz'anima. E quando si elimina l'esistenza dell'anima come essenza sostanziale della creatura umana a livello di massa critica, l'uomo è destinato alla autodistruzione.
Oggi chi governa il mondo si fonda su questi assunti filosofici: eliminare Cristo dalla Storia pensando di costruire una nuova umanità e un nuovo ordine mondiale, questo è il GRANDE RESET che stiamo vivendo drammaticamente in questi ultimi anni.
 
Ecco, allora che ho ritenuto importante e utile pubblicare questo augurio natalizio proprio in questo periodo di disperazione per milioni di persone. E' una supplica a Gesù Bambino al quale chiediamo ancora una volta di starci vicino per sostenerci nel nostro arduo cammino e gli chiediamo il dono della Speranza.
 
GROTTA DI BETLEMME
 
POESIA
 
MDONNA E BAMBINO
 
                                    CROCE DI GERUSALEMME
 
Le quattro immagini in sequenza vogliono essere una rappresentazione storico-cultural-religiosa: 

LA PRIMA è una vista sulla Grotta della Natività che si trova nella Basilica di Betlemme dove oltre 2000 anni fa Maria di Nazareth ha dato alla luce l'Emmanuele, Dio con noi, come era stato annunciato ancora nel giardino dell'Eden da Dio Padre e in seguito profetizzato da Isaia 750 anni prima;

LA SECONDA è una mia poesia-preghiera che nel 2004 ha avuto un importante riconoscimento in un concorso internazionale di poesia e che è pubblicata nella mia terza raccolta "PRIMAVERA DI SPERANZA"  edita nel 2010 da Piazza Editore di Silea;

LA TERZA è una stupenda maternità che mi ha inviato fra Adriano Contran o.f.m., già Commissario della Custodia Francescana di Terra Santa del Triveneto, ed è una supplica alla Madonna che ci ha dato Gesù, simbolo della speranza per tutta l'umanità in cammino verso l'eternità;

infine LA QUARTA rappresenta la famosa "Croce di Gerusalemme" storica insegna dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme al quale mi onoro di appartenere.

A VOI TUTTI CHE LEGGETE UN AUGURIO FRATERNO DI BUON NATALE NELLE VOSTRE FAMIGLIE E NELLE VOSTRE COMUNITA'.

Martedì, 17 Settembre 2019 16:31

EVENTO UNICO DA NON PERDERE

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Questo è un invito che mi permetto di rivolgere a tutti con un certo sano orgoglio.

Come ormai è consuetudine da quando mia moglie Mara se ne è andata dove Dio l'ha chiamata, noi della famiglia organizziamo un evento artistico-culturale di notevole livello. Quest'anno avremo nella nostra chiesa dell'Annunciazione di Olmo-Martellago la grande soddisfazione di avere una corale alpina di grande scuola e tradizione: il CORO VALLE FIORITA di Cereda di Cornedo Vicentino. Abbiamo chiesto al Maestro Nicola Soldà di portarci canti che sono anche preghiere perché intrisi della spiritualità tipica degli ambienti alpini e naturalistici. Poiché i componenti del complesso corale sono praticamente originari della terra vicentina del grande maestro Bepi De Marzi, la loro esibizione risentirà di quella grande scuola e buona parte dei canti saranno il frutto della vena poetica del grande Bepi. Ecco perché l'invito che rivolgo è pressante: capita raramente di partecipare a eventi di così notevole impatto emotivo e ritengo che ne ricaverete, insieme con noi, grande gioia e commozione.

VI ASPETTIAMO NUMEROSI!!!

locandina per il 27 settembre 2019 page 0006

 

 

 

Sabato, 08 Dicembre 2018 17:53

CONCORSI DI POESIA

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Come tutti gli anni a dicembre arriva l'appuntamento con i prestigiosi premi nazionali di poesia promossi dalla ASSOCIAZIONE AMICI DELL'UMBRIA e patrocinati dalla Regione Umbria e dalla Provincia di Perugia.

Qust'anno ho desiderato partecipare ad almeno due di questi incontri che già in passato mi hanno dato belle soddisfazioni letterarie, il primo è il PREMIO TRASIMENO del Comune Castiglione del Lago, i riconoscimenti del quale saranno consegnati il 28 dicembre presso il Palazzo della Corgna; il secondo è il PREMIO SESTO PROPERZIO DEL COMUNE DI SPELLO, che in passato mi è stato assegnato come Primo Premio, i riconoscimenti di quest'altro prestigioso concorso saranno consegnati il 30 dicembre presso la Sala Prampolini della Pro Spello.

In ambedue le cerimonie ci sarà un recital delle poesie premiate con attori professionisti. 

DICEMBRE INCONTRI 2018 1

DICEMBRE INCONTRI 2018

E adesso ai miei amici lettori propongo la lettura delle due poesie premiate.

SUL TORRENTE RITE A CIBIANA DI CADORE

11 AGOSTO 2018

L’immagine di quella roccia salda e imponente

investita dalla violenza impetuosa del torrente

manda un’effervescenza di spruzzi e rigurgiti d’acqua

ma quella roccia mai si sposterà

solo quando una tempesta d’acqua

smuoverà una roccia più grande

forse riuscirà a spostarla.

Mi vedo in quel masso tenace

che la violenza degli eventi della mia vita

non ha spostato

sono ancora fermo

come una prova di resistenza con la vita

ho bisogno di una tempesta

per far fluire quella roccia

che ancora resiste.

 

E ancora, l'altra poesia scritta ad Assisi: 

 

SANTA MARIA DEGLI ANGELI

Era d’inverno all’ombra del Subasio

Francesco ci aveva chiamati

e fratello amore si era manifestato

negli sguardi curiosi e profondi

donna di cuore

vibrazioni di sogno

ci ricordano le tenerezze

che rimandano a una vita fa

lontani su quelle colline

raccolti sotto gli ulivi

e l’olio della vita

ha colmato la nostra ansia d’amore.

Assisi, 13 gennaio 2018

 

 

 

 

 

Lunedì, 25 Giugno 2018 13:33

CONCERTO D'AMORE E RIFLESSIONE

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locandina sito

PREMESSA.

Ci sono occasioni nella vita che vale la pena di cogliere al volo. Certamente un evento di questo livello è talmente accattivante che lasciarlo perdere per motivi legati alla stagione non è molto opportuno. Quattro professionisti di una delle orchestre più importanti d'Italia non arrivano a Olmo per effetto del caso, è un segno inequivocabile che il disegno è un po' più ampio. 

Noi della famiglia saremmo oltremodo gratificati dalla vostra partecipazione, Mara dal suo osservatorio guarderà con interesse e curiosità e commossa  quanto faremo quella sera.

I musicisti insieme con noi abbiamo scelto questa straordinaria composizione di Franz Joseph Haydn proprio per fare un parallelo ideale tra l'exitus del Nostro Signore Gesù Cristo e quello di ciascuno di noi. Anche Mara ha vissuto con intensità emotiva nella luce del Signore questo passaggio e, per chi le è stato vicino, ha anche avuto parole di speranza.

Il libretto di sala conterrà quanto sarà ora descritto, per donare a tutti i partecipanti un momento di riflessione e di approfondimento su questa straordinaria interpretazione musicale del grande compositore austriaco, che per molti anni ha vissuto nella reggia dei principi Esterhazy in Ungheria dove ho avuto modo di passare con uno dei discendenti qualche anno fa. Era nota al tempo di Haydn come la copia della reggia di Versailles.

INTRODUZIONE AL CONCERTO
La devozione alle "Sette parole di Gesù Cristo sulla croce" risale al XII secolo. In essa vengono riunite quelle parole che secondo la tradizione dei quattro Vangeli sono state pronunciate da Gesù sulla croce allo scopo di trovarne motivi di meditazione e di preghiera. Attraverso i francescani essa attraversò tutto il Medioevo e furono collegate alla meditazione sulle "Sette ferite di Cristo" e reputate rimedio contro i "Sette vizi capitali".
Le ultime parole di una persona sono particolarmente affascinanti. Per noi essere vivi significa stare in comunicazione con gli altri. In questo senso, la morte non è solo la fine della vita, è silenzio per sempre. Pertanto ciò che diciamo davanti al silenzio imminente della morte è particolarmente rivelatore. Leggeremo con questa attenzione le ultime parole di Gesù, come quelle annunciate dal Verbo di Dio prima del silenzio della sua morte. Sono le sue ultime parole sul Padre suo, su di sé e su di noi, che proprio perché ultime hanno una singolare capacità di rivelare chi è il Padre, chi è lui e chi siamo noi. Queste ultime sette parole la tomba non le inghiottì. Esse vivono ancora. La nostra fede nella Risurrezione significa che la morte non riuscì a far tacere il Verbo di Dio, che egli ha infranto per sempre il silenzio della tomba, di qualunque tomba, e che per questo le sue sono parole di vita per chiunque le accoglie. 

Le sette ultime parole del nostro Redentore in croce o Le sette ultime parole di Cristo sulla croce.
La composizione fu commissionata da don José Sáenz de Santa María per le celebrazioni del Venerdì Santo nella chiesa della Santa Cueva di Cadice (Spagna), nel 1786, ove si teneva una particolare cerimonia in occasione dei riti cristiani della Passione. Nella chiesa completamente oscurata da pesanti panni scuri apposti alle finestre, il celebrante recitava in latino le sette parole(brevi frasi) che la tradizione cristiana ricorda come le ultime pronunciate da Gesù sulla croce. Dopo l'enunciazione di ogni parola il celebrante ne proponeva un commento al quale seguiva un intervento musicale in funzione meditativa.

 .

CADICE SANTA CUEVA

L'oratorio della Santa Cueva a Cadice.

QUARTETTO D’ARCHI – MUSICISTI
VIOLINO: Michele Lot. Si diploma al Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia nel 1984 col massimo dei voti e la lode, sotto la guida di Renato Zanettovich.
Si perfeziona con i maestri Piero Farulli, Paolo Borciani e Dario De Rosa. Vince 12 concorsi di musica da camera, alcuni internazionali. Dal 1984 insegna violino presso il Conservatorio “Agostino Steffani” di Castelfranco Veneto, formando affermati allievi ora impegnati in importanti orchestre.
Ha suonato in tutti i teatri del mondo, ricordiamo solo la Tonhalle di Zurigo, la Carnegie Hall di New York, il Musikverein di Vienna, il Liceu di Barcellona e il Concertgebouw di Amsterdam.


VIOLINO: Fulvio Furlanut. Compie gli studi musicali presso il Conservatorio “C. Pollini” di Padova, diplomandosi col massimo dei voti e ottenendo una borsa di studio quale miglior diplomato dell’anno. Continua a perfezionarsi partecipando alle “masterclass” del Maestro Victor Liebermann al Conservatorio di Utrecht (Olanda).
Nel 1999 dopo audizione viene invitato quale Primo Violino dall’Orchestra Sinfonica Toscanini.
Nel 2001 vonce il Concorso presso l’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna, con la quale collaborerà fino al 2008. Nel luglio dello stesso anno vince il concorso come Assistant Concertmaster nell’Orchestra “Gran Teatro La Fenice” di Venezia.
Ha suonato in tutti i principali Teatri italiani e per i più famosi Festivals Internazionali collaborando con importanti artisti: Mstislav Rostropovich, Riccardo Muti, Riccardo Chailly, Georges Prêtre, Sir John Eliot Gardiner, Daniel Harding, Myung Whun Chung, Eliahu Inbal, Juraj Valchua, Christian Thielemann.


VIOLA: Ilario Gastaldello. Ha compiuto gli studi musicali diplomandosi in Viola presso il Conservatorio “B. Marcello” di Venezia e successivamente diplomandosi in Composizione presso il Conservatorio “J. Tomadini”.
Si è laureato in Lettere con tesi di argomento musicologico presso l’Università Cà Foscari di Venezia.
Affermatosi in occasione di rassegne e concorsi in ambito nazionale, ha ricoperto il ruolo di prima viola nell’Orchestra del Teatro La Fenice di Venezia, dopo aver seguito corsi di perfezionamento tenuti da affermati musicisti (Asciolla, Bashmet).
Svolge attività concertistica in ambito cameristico e talvolta solistico, affrontando repertori storicamente diversi (dal periodo barocco al ‘900).
Attualmente è docente di Viola al Conservatorio “J. Tomadini” di Udine.


VIOLONCELLO: Nicola Boscaro. Diplomatosi nel 1984 al Conservatorio “B. Marcello” di Venezia col massimo dei voti sotto la guida di Adriano Vendramelli, è stato primo violoncello della RAI di Torino, della Filarmonica di Udine, dell’Orchestra da Camera di Padova, e della Filarmonia Veneta.
Dal 1985 è concertino dei violoncelli a La Fenice di Venezia. Nell’ambito della musica da Camera ha collaborato con Giovanni Guglielmo, Giuliano Carmignola, Mario Brunello, Roberto Baraldi, e con il “Triodellarco” ha all’attivo concerti in Giappone, Repubblica Ceca, in Slovacchia, in Austria, in Ungheria e in Italia.

Struttura dell'opera
La struttura della composizione, come stabilita nelle esecuzioni contemporanee, è la seguente:
• Introduzione (Maestoso e adagio) in Re minore
• Sonata I (Largo) in Si♭ maggiore, Pater, dimitte illis, quia nesciunt quid faciunt (Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno)
• Sonata II (Grave e cantabile) in Do minore, Hodie mecum eris in Paradiso (Oggi sarai con me in Paradiso)
• Sonata III (Grave) in Mi maggiore, Mulier, ecce filius tuus (Donna, ecco tuo figlio)
• Sonata IV (Largo) in Fa minore, Deus meus, Deus meus, utquid dereliquisti me? (Mio Dio, mio Dio, perché mi hai abbandonato?)
• Sonata V (Adagio) in La maggiore, Sitio (Ho sete)
• Sonata VI (Lento) in Sol minore, Consummatum est (Tutto è compiuto)
• Sonata VII (Largo) in Mi♭ maggiore, In manus tuas, Domine, commendo spiritum meum (Padre, nelle tue mani rimetto il mio spirito)
• Terremoto (Presto e con tutta la forza) in Do minore.

DEVOZIONE DELLE ULTIME SETTE PAROLE DI GESÙ CRISTO SULLA CROCE


PRIMA PAROLA
"PADRE, PERDONA LORO, PERCHÉ NON SANNO QUELLO CHE FANNO" (Lc 23,34)
La prima parola che Gesù pronuncia è un'invocazione di perdono che egli rivolge al Padre per i suoi crocifissori. Il perdono di Dio significa che osiamo affrontare ciò che abbiamo fatto. Osiamo ricordare tutto della nostra vita, con i fallimenti e le sconfitte, con le nostre debolezze e la mancanza d'amore. Osiamo rammentare tutte le volte in cui siamo stati meschini e ingenerosi, la bassezza morale delle nostre azioni.


SECONDA PAROLA
"IN VERITÀ IO TI DICO: OGGI SARAI CON ME NEL PARADISO" (Lc 23,43)
La tradizione è stata saggia a chiamarne uno "buon ladrone". È una definizione appropriata, poiché lui sa come impossessarsi di ciò che non è suo: "Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno" (Lc 23,42). Mette a segno il più strabiliante colpo della storia: ottiene il Paradiso, la felicità senza misura, e lo ottiene senza pagare per entrarvi. Come possiamo fare noi tutti. Dobbiamo solo apprendere ad osare i doni di Dio.


TERZA PAROLA
"DONNA, ECCO TUO FIGLIO! ECCO TUA MADRE!" (Gv 19,2627)
Nel Venerdì Santo vi è stata la dissoluzione della comunità di Gesù. Giuda lo ha venduto, Pietro lo ha rinnegato. Sembra che tutte le fatiche di Gesù per edificare una comunità siano fallite. E nel momento più buio, vediamo questa comunità nascere ai piedi della croce. Gesù dà alla madre un figlio e al discepolo prediletto una madre. Non è una comunità qualunque, è la nostra comunità. Questa è la nascita della Chiesa.


QUARTA PAROLA
"DIO MIO, DIO MIO, PERCHÉ MI HAI ABBANDONATO?" (Mc 15,34)
Improvvisamente per la perdita di una persona cara la nostra vita ci appare distrutta e senza scopo. "Perché? Perché? Dov'è Dio ora?". E noi osiamo essere terrorizzati nel renderci conto che non abbiamo nulla da dire. Ma se le parole che affiorano sono di assoluta angoscia, allora ricordiamo che sulla croce Gesù le fece sue. E quando, nella desolazione, non sappiamo trovare nessuna parola, nemmeno per gridare, allora possiamo prendere le sue parole: "Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?".


QUINTA PAROLA
"HO SETE" (Gv 19,28)
Nel Vangelo di Giovanni, Gesù incontra la donna samaritana a un pozzo del patriarca Giacobbe e le dice: "Dammi da bere". Al principio e alla fine del racconto della sua vita pubblica, Gesù ci chiede con insistenza di soddisfare la sua sete. Ecco come Dio viene a noi, sotto le spoglie di una persona assetata che ci chiede di aiutarlo a dissetarsi al pozzo del nostro amore, qualunque sia la qualità e la quantità di tale amore.


SESTA PAROLA
"TUTTO È COMPIUTO" (Gv 19,30)
"È compiuto!". Il grido di Gesù non significa solo che tutto è finito e che ora lui morirà. È un grido di trionfo. Significa: "è completato!". Ciò che lui dice letteralmente è: "È reso perfetto" All'inizio dell'Ultima Cena l'evangelista Giovanni ci dice che "avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine", cioè all'estremo delle sue possibilità. Sulla croce vediamo tale estremo, la perfezione dell'amore.


SETTIMA PAROLA
"PADRE, NELLE TUE MANI CONSEGNO IL MIO SPIRITO" (Lc 23,46)
Gesù ha pronunciato le sue ultime sette parole che invocano il perdono e che conducono alla nuova creazione della "Domenica di Pasqua". E poi riposa in attesa che finisca questo lungo sabato della storia e giunga finalmente la domenica senza tramonto, quando l'umanità intera entrerà nel suo riposo. "Allora Dio nel settimo giorno portò a termine il lavoro che aveva fatto e cessò nel settimo giorno da ogni suo lavoro" (Gen 2,2).

Martedì, 11 Luglio 2017 06:17

PER RICODARE MARA

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locandina2 corretta

Il concerto vocale e strumentale che vi propongo e al quale vi invito fraternamente nasce dal desiderio di rendere un tributo di riconoscenza a Mara Mariga che Dio Padre ha deciso di portarsi nel suo Cielo giusto un anno fa.
C’è uno stretto legame psicologico e spirituale tra il percorso che Mara ha fatto durante la sua malattia e il sogno degli schiavi africani degli Stati meridionali del Nuovo Mondo, dalla Lousiana all’Alabama, dal Texas alla Carolina del Sud, che consiste nel sogno del ritorno alla terra d’origine.
Per noi cattolici si tratta del ritorno a Dio creatore, all’incontro con Gesù il Figlio amato che ha redento l’umanità dal peccato d’origine e che ci accoglie nelle sue braccia amorose al termine della nostra vita terrena. Ognuno di noi è consapevole di questo percorso e lo sono, soprattutto, le persone che compiono questo cammino nella sofferenza e nel dolore offrendosi come partecipazione alla Passione di Cristo per la redenzione dell’umanità.
Ecco, Mara ha fatto con profonda fede questo percorso, non c’è persona che non abbia ricevuto benefici spirituali dalla sua vicinanza. Amiche, amici, sacerdoti, religiose e religiosi sono stati contagiati dalla sua finezza psicologica e religiosa. Noi, io come marito e i nostri figli Giovanni e Antonella con i loro coniugi, siamo stati avvolti teneramente in questa atmosfera di offerta silenziosa e interiormente raccolta.
Il suo è stato un cammino di avvicinamento alla meta, alla nostra Gerusalemme celeste. Mara era innamorata della Terra Santa dove avevamo fatto insieme un paio di pellegrinaggi e dove avevamo respirato l’aria di Gesù, avevamo meditato le sue parole e camminato sulle sue strade.
Tutti noi, amanti di quei luoghi santi, esprimiamo il desiderio di morire in quella terra per essere sepolti là nella valle del Cedron, dove essere pronti nel momento del Giudizio Universale per entrare nella gloria della risurrezione nella Gerusalemme celeste.
Immaginiamo, ora, lo stesso percorso spirituale fatto dagli schiavi africani deportati dalle loro regioni sulla costa atlantica dell’Africa dai negrieri per lavorare nelle piantagioni degli agricoltori americani negli stati del sud.
Pensiamo alle sofferenze, alle umiliazioni e alle violenze subite da parte di chi li aveva comprati sui mercati africani prima di imbarcarli sulle navi delle potenze coloniali per rivenderli nelle terre del nuovo mondo.
Ecco, l’origine del dolore che viene espresso nei canti della spiritualità nera intrisa del sogno del ritorno alla terra d’origine.
Il Gospel è semplicemente un canto religioso, gospel significa Vangelo, ed è quindi la traduzione in parole e ritmi africani del messaggio di Gesù e del percorso della Storia della salvezza.
Mi sembra importante al riguardo fare una riflessione pensando alla teologia della storia, il senso da dare a questi eventi di deportazione di milioni di africani schiavi in un mondo univocamente motivato dalla ricchezza, questi schiavi vengono “utilizzati” da Dio Padre per la conversione del mondo. È importante riflettere sul piano di Dio nella storia dell’uomo. Dio sceglie i poveri, gli umili, i diseredati per costruire la storia della salvezza. Gli schiavi africani hanno vissuto secondo lo Spirito e non secondo la carne e ci hanno lasciato questi capolavori di grande spiritualità e profonda fede cristiana.
Il parallelo tra questa loro sofferenza e quella raccontata prima di Mara sta proprio nella espressione lirica del ritorno verso la Gerusalemme raccontata magistralmente nei primi libri della Bibbia. Gli africani vivono sulla loro pelle e dentro al loro cuore, il dolore patito dalla lontananza dalla terra natia ed esprimono con parole tanto commoventi e profondamente religiose questi sentimenti. Emozioni senza tempo, perché i canti del dolore e della nostalgia si perdono nell’eco dell’eternità.

PROGRAMMA DEI CANTI:

  1. WE SHALL OVERCOME - Spiritual
  2. AMEN - Gospel
  3. AMAZING GRACE
  4. GIVE ME THAT OLD TIME RELIGION -Gospel
  5. SOMETIME I FEEL - Spiritual
  6. DIDN'T MY LORD DELIVER DANIEL - Spiritual
  7. CLIMBING JACOB'S LADDER - Gospel
  8. GO TELL IT ON THE MOUNTAIN - Gospel
  9. SISTER ACT - Spiritual
  10. KUMBAYA - Spiritual
  11. JOSHUA FIT THE BATTLE OF JERICHO - Gospel
  12. YOU RAISE ME UP - Spiritual
  13. TOTAL PRAISE - Gospel

 Sassofono: Maestro Giovanni Masiero

Tastirera: Maestro Gianluca Carnio

Direttore: Maestra Rossella Bottacin

 

Domenica, 31 Luglio 2016 11:43

dedicata a Mara

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DEDICATA A MARA.

E te ne sei andata
in silenzio
come sempre
le azioni più importanti le facevi nel segreto   
era d'estate
e la lavanda del parco
profumava fin dentro la stanza
eri bella col volto rilassato
come la tua anima
a vivere d'accordo col male
inesorabile
e tu ormai avevi accettato
la speranza ogni tanto tornava
e tu sorridevi
a questo vecchio badante che
come una bambina ti coccolava
e ti lasciavi baciare sulle labbra
le lunghe notti
mano nella mano
nel grande lettone
sognavamo ancora nuove imprese
il corpo era consumato
ma non l'anima
e ora cara la mia mammina
sono qui solo
nelle notti ormai senza luce
vascello fantasma senza porto
navigo a vista
portando nel cuore i tuoi segreti
ormai diventati misteri.

                                                                                                                       ritratto di mara pulito  

Gianfranco, il tuo vecchio del cuore

Olmo, 31 luglio 2016