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Martedì, 23 Maggio 2017 18:19

APPUNTI STORICI PER CAPIRE LO SPIRITO DI ASSISI, OGGI.

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 PREMESSA

Lo scenario politico che si apre in questo scorcio del 2017 ci fa intravvedere situazioni sempre più drammatiche con riguardo al tema della pace nel mondo. Guerre interminabili e conflitti interetnici continuano a primeggiare sul media system, ma quello che è tragico è la noncuranza di quel sistema di comunicazione quando gli eventi violenti vengono perpetrati sulle comunità cristiane. Si ha la percezione netta che usare violenza, di ogni tipo, contro i cristiani non faccia più rabbrividire i benpensanti e gli intellettuali da salotto, i quali però si agitano in modo grottesco se qualcuno si permette di far notare le contraddizioni dell'ideologia islamica riguardo al tema della violenza e della sottomissione alla legge della Sharia di intere popolazioni.

 Non si può analizzare la attuale situazione sul dialogo religioso tra Chiesa Cattolica e Islam se non si parte dalla storia. Tutti i tentativi di impostare il dialogo tra questi due mondi come se non ci fosse il passato, è come pulire il pavimento nascondendo la polvere sotto il tappeto: è inutile e dannoso per tutti e due, e per le sorti del mondo.

Purtroppo quando le fedi religiose si identificano con la politica degli Stati e con la gestione del potere economico, non è facile intraprendere un percorso virtuoso che possa portare al rispetto reciproco e alla convivenza pacifica.

L'incontro mondiale di Assisi tra i capi religiosi (18 - 22 settembre 2016), voluto da Papa Francesco, ha fatto segnare ancora una volta il coraggio della Chiesa Cattolica nel convocare le religioni a parlare della pace  nel mondo. Cosa dovrebbero fare gli uomini di fede votati alla santità se non costruire la pace? Il Papa cattolico ancora una volta ha chiesto perdono per le violenze del passato perpetrate dagli uomini della Chiesa cattolica. Giustamente. Chiedere perdono, da un punto di vista pedagogico e psicologico, è sempre un’operazione vincente. Riconoscere i propri peccati fa parte della pedagogia della dottrina della Chiesa e del Vangelo.

Il Papa  Francesco, però, doveva fare anche un’altra operazione culturale: invitare  gli altri capi religiosi a chiedere perdono alla Chiesa cattolica per tutte le violenze attuate dai loro fedeli contro i fedeli della Chiesa cattolica e di tutte le altre confessioni religiose. SOLO E SOLTANTO quando tutti avranno il coraggio di domandare perdono reciprocamente si potrà avviare la conversione dei cuori, e da questa passare al rispetto e alla convivenza, diversamente questi incontri rimangono eventi giornalisticamente importanti ma poco utili per l’obiettivo finale, che è quello della pace nel mondo e della giustizia economica tra le nazioni.

Oggi è quanto mai urgente arrivare a questa consapevolezza. Purtroppo in un recente incontro romano tra i volontari che operano in Terra Santa e per la Terra Santa, si è avuta la percezione  che fare presente ai musulmani e agli ebrei la necessità di percorrere la strada del perdono reciproco sia politicamente scorretto. È politicamente corretto e accettato solo se è la Chiesa cattolica a chiedere perdono, gli altri possono tranquillamente continuare a esercitare la violenza che più gli conviene contro i seguaci di Gesù Nazareno. Lo vediamo a Betlemme e nei territori palestinesi, lo vediamo in India, lo vediamo in Egitto, lo vediamo in Indonesia, lo vediamo in Iraq e in Libano, in Siria e nei paesi Africani dove l'Islam domina con intenti persecutori contro i cristiani. Di quanti martiri ha ancora bisogno la Chiesa cattolica per poter affermare nei riguardi di questi violenti che nessuna violenza ha mai portato alla pace?

I violenti non sono dei pazzi isolati, hanno sempre dietro di loro un potere religioso e politico che li spinge verso la violenza e che li protegge.

Ecco perché è quanto mai attuale ritornare a parlare della figura di Francesco di Assisi e della sua Regola. Come è stato scritto in precedenza in una mia relazione al XXI Congresso degli Amici di Terra Santa del Triveneto, Francesco non è mai stato un pacifista, come lo dipingono i miti politicamente corretti delle marce della pace che ad Assisi ogni anno raccolgono migliaia di persone: ecologisti, cattolici di varie sfumature, sindacalisti, politici dichiaratamente appartenenti alla nebulosa della sinistra marxista, e persone di orientamento politico che propongono la negazione dei famosi valori non negoziabili tanto cari alla dottrina di Benedetto XVI, come il diritto alla vita e il diritto alla famiglia come voluta da Dio Creatore.

Francesco è stato un uomo di pace ed è andato al seguito della quinta Crociata nel 1219 per convertire il Sultano Malek el Kamil, e per convincere i crociati a fermarsi di fronte all’inutile guerra. Francesco era andato dal Sultano consapevole che rischiava la vita, ma il suo obiettivo era più grande della sua stessa vita: portare la parola di Gesù, quella del Vangelo. Gesù ha insegnato il perdono e la misericordia e non la violenza contro gli uomini di altre religioni. Che Dio sarà mai quello che invita a uccidere i credenti di altre fedi? Quale paradiso può aspettarsi un omicida?

13 SALUTO FRANCESCO E SULTANO

L'incontro tra Francesco e il Sultano, dal fumetto "S. Francesco e il Sultano", disegni di Francesco Lucianetti e testi di Gianfranco Trabuio, postfazione del prof. fra Pacifico Sella o.f.m., edizioni Ancilla, anno 2013.

Ecco, a queste domande ancor oggi dobbiamo tentare di dare una risposta, e non c’è esperienza storica che ci possa aiutare meglio delle storie dei martiri francescani, assassinati dai seguaci del profeta Muhammad, a partire dai famosi cinque protomartiri del Marocco.

È necessario evidenziare con insistenza che Francesco era arso dal desiderio del martirio, lui voleva morire martire per Cristo, e questa sua aspirazione era maturata ancora nel 1211 quando era partito, per predicare il Vangelo nella Siria dei monaci stiliti, e dove i musulmani avevano come sommo impegno quello di uccidere chi avesse tentato di convertire al Vangelo qualche credente in Allah. Però la nave si incagliò sulle coste della Croazia.

Un’altra  volta, ancora,  il nostro Francesco aveva tentato di raggiungere la Terra di Gesù, inutilmente.

Nonostante i due insuccessi patiti, organizzato l'Ordine in province (1217), egli provvide a mandare missionari in tutte le principali nazioni d'Europa. Nel famoso Capitolo generale delle stuoie, celebrato alla Porziuncola, nella Pentecoste del 1219, diede licenza ai frati Ottone sacerdote, Berardo suddiacono, e ai conversi Vitale, Pietro, Accursio, Adiuto, di andare a predicare il Vangelo ai saraceni del Marocco, mentre egli si sarebbe recato con i crociati in Palestina per visitare i Luoghi santi e convertire gl'infedeli, pur ignorandone la lingua. È molto bello ricordare che per Francesco la Provincia di Oltremare, la Terra di Gesù e dei suoi apostoli, era considerata la Perla delle Province.

Dopo aver ricevuto la benedizione del santo fondatore, i sei missionari si diressero a piedi verso la Spagna. Giunti nel regno di Aragona, Vitale, superiore della spedizione, cadde malato, ma ciò non impedì agli altri cinque figli di S. Francesco di proseguire il loro cammino sotto la guida di Berardo. Dopo diverse peripezie e patimenti subiti dai musulmani di Spagna, riuscirono ad arrivare nella capitale del Marocco, dove iniziarono a predicare nelle piazze col crocifisso in mano. Il sultano del Marocco immediatamente li fece imprigionare e dopo violenze di ogni tipo e vista la loro determinazione a non abiurare la loro fede in Cristo Gesù, il sultano stesso tagliò loro la testa, lasciando i poveri corpi al ludibrio dei fanatici musulmani. Era il 16 gennaio 1220.

protomartiri francescani di piero casentini

I cinque protomartiri francesani del pittore Piero Casentini nella Chiesa di Sant'Antonio di Padova a Terni

 MISSIONE DI FRANCESCO IN TERRA SANTA.

Parliamo di Francesco come uomo di pace in contrapposizione alla vulgata moderna di Francesco visto come pacifista. Oggi, Francesco è stato catturato dall’ideologia marxista-ambientalista come si riscontra nella famosa Marcia della pace di Assisi. È assolutamente ridicolo e blasfemo che le associazioni che la organizzano parlino di Francesco pacifista, quando quelle stesse associazioni propugnano l’ideologia dell’uccisione dei bambini non ancora nati, la distruzione della famiglia naturale con la valorizzazione delle famiglie omosessuali.

Francesco non è un pacifista. Non bisogna fare confusione tra chi predica la pace e chi fa le sfilate fomentando l’odio contro sistemi sociali e legislazioni di ispirazione cristiana.

Francesco  non ha mai predicato l’odio contro nessuno.

Questa precisazione e distinzione tra francescanesimo e pacifismo è strategica perché quando si va ad analizzare la storia delle Crociate è indispensabile che la storia sia conosciuta.

Infatti la storiografia di ispirazione marxista e buona parte degli intellettuali cattolici disinformati danno la croce addosso alla Chiesa quando si parla delle Crociate. Si fanno affermazioni tanto pericolose quanto prive di fondamento, quando si afferma che oggi l’islam è incattivito con l’Occidente cristiano perché ci sono state le Crociate.

Perché sono nate le Crociate? Questa è la domanda che prima di tutte ha bisogno di risposte.

Dall’anno 638 dopo Cristo e dopo sei anni dalla morte di Maometto, i musulmani avevano già conquistato e occupato militarmente e politicamente la Terra di Gesù, e poi la Siria, il Libano e tutto il Nord Africa. Gli invasori musulmani mica sono andati a conquistare le terre cristiane con l’intento di predicare il Corano. Sono andati con la determinazione degli eserciti che devastano e uccidono e con l’idea fissa di convertire tutto il mondo all’Islam.

Allora, perché sono nate le Crociate? Cerchiamo di dare qualche informazione storicamente fondata. Intanto gli abitanti di quelle terre, conquistate con la guerra, potevano ancora praticare la religione cristiana a patto di pagare una tassa onerosa (Al Dhimma) alla moschea. Ma nel 1009, il sultano Al Hakim rase al suolo il Santo Sepolcro, la meravigliosa ed enorme basilica costantiniana voluta da Elena, la madre dell’imperatore Costantino, subito dopo il famoso editto di Milano del 313 dopo Cristo.

I pellegrini cristiani che andavano nei luoghi di Gesù dovevano pagare un pedaggio consistente per potervi accedere. Quando Al Hakim fa radere al suolo il Santo Sepolcro, la situazione, per i pellegrini, diventa ancora più drammatica, vengono assassinati e depredati ancor prima di arrivare alle rovine della tomba di Cristo. Questo evento così rivoltante e tragico ha dato luogo in Europa,  a un movimento di opinione politica e militare teso a riconquistare alla cristianità i luoghi della passione di Cristo.

Questo fatto è  importante per rendere comprensibile la situazione attuale in quelle terre.

L’Islam non è mai stata una religione di pace, non esiste nell’Islam la cultura del dialogo. Noi cristiani abbiamo la cultura del dialogo, la cultura della pace. Dall’altra parte c’è il desiderio di sopraffazione.

Quando Francesco nel 1210 va dal Papa Innocenzo III a farsi autorizzare a raccogliere attorno a sé degli amici che condividano la scelta radicale evangelica, ha in mente un obiettivo strategico per il suo Ordine, che è la missione. Il Francescanesimo nasce missionario.

Il desiderio più grande di Francesco viene realizzato nel 1217 con il capitolo della Porziuncola dove Francesco divide i territori da evangelizzare in Province, e tra queste c’è anche la Provincia d’Oltremare per portare la parola di Cristo ai saraceni, ben sapendo che i frati rischiavano la vita andando in quei territori. Anzi, al riguardo l’auspicio di Francesco era quello di morire martire a causa del Vangelo. La Provincia d’Oltremare è quella che Francesco ama di più. Il suo anelito profondo di portare Cristo ai saraceni lo fa arrivare nel 1219 a Damietta al seguito della V Crociata.

Francesco va in missione portando con sé la croce di Cristo e nello stesso periodo in cui è a Damietta gli arriva la notizia drammatica che cinque suoi frati erano stati assassinati in Marocco per ordine del sultano di quei territori. Francesco dirà che finalmente poteva dire di aver avuto cinque frati minori. Dove sta la minorità francescana? Sta nell’umiltà e nella donazione di sé, nella negazione di sé per farsi servi di tutti.

Francesco aveva a cuore che i suoi frati fossero proprio così. I cinque protomartiri francescani davano la rappresentazione efficace dell’idea francescana di servizio, della sacralità del dono della vita per testimoniare Cristo. Non erano andati con la spada a convertire i musulmani, ma con la croce.

Francesco ha un ruolo straordinario nella storia della Chiesa di Roma. Insieme a san Benedetto, Francesco è tra i fondatori dell’Europa cristiana. Francesco  ha mandato i suoi frati a predicare Cristo in giro per il mondo senza possedere nulla. Erano testimoni originari di Cristo: servite, non fatevi servire. Questo ha rivoluzionato la storia della Chiesa. San Francesco insieme a san Benedetto è tra i patroni dell’Europa e tra i promotori della rinascita cristiana dell’Europa.

Il ruolo del movimento francescano nella salvaguardia dell’Europa è stato straordinario. L’Islam non si è fermato alla conquista dei luoghi santi, l’Islam voleva sottomettere tutta l’Europa, e per secoli con invasioni successive ha tentato di farlo.

Noi come europei e come cristiani abbiamo un debito di riconoscenza enorme nei riguardi dei confratelli di san Francesco. Se l’Europa, oggi, è ancora cristiana lo dobbiamo ai Santi francescani che hanno animato spiritualmente gli eserciti cristiani andando in prima fila con la croce a sostenere la difesa dalle aggressioni degli eserciti turchi.

Ricordiamo san Giovanni da Capestrano, san Lorenzo da Brindisi, san Giacomo della Marca e il beato Marco d’Aviano.

Ecco perché è importante il ruolo del  movimento francescano nella difesa dell’Europa cristiana, ancora oggi.

Oggi, le guerre tradizionali non ci sono più, prendendo il sopravvento  il terrorismo dei kamikaze. Però il ruolo di san Francesco ancora oggi è strategico. Ricordiamo, ancora, che Francesco non è un pacifista come inteso oggi, è un uomo di pace. L’uomo di pace non ha paura di professare la propria fede, è un uomo coraggioso perché annuncia Cristo in un mondo che gli è ostile. Francesco è un uomo straordinariamente coraggioso perché va dal Sultano a parlargli di Cristo, intanto che  i suoi frati vengono assassinati dai musulmani.

Il sultano lo ha ascoltato perché Francesco è andato con la croce  a parlargli di Cristo, un uomo fatto martire crocifisso come tanti altri martiri.

Cristo è il primo martire della Chiesa, ecco perché è importante che noi acquisiamo consapevolezza del nostro ruolo nella storia. Ecco perché Francesco è importante. Ci insegna la forza del dialogo con la croce in mano, forti della consapevolezza della nostra storia. Ma la nostra storia è la storia di Cristo, noi dobbiamo testimoniare Cristo. È lui che ci dà la forza. Ed è vincente la croce di Cristo, anche se ci uccidono, anche se diventiamo martiri.

In Cristo è la nostra forza, questo ci fa capire san Francesco.

IL CROCIFISSO DI SAN DAMIANO

Il Crocifisso di San Damiano ad Assisi

Francesco nella sua regola invita i suoi frati, quando vanno tra i musulmani, a mettersi a servizio nella carità, a non litigare, e solo quando capiscono che l’altro è un credente, parlargli di Gesù e della sua Parola.

 Un credente in Dio non può essere un credente in un dio che vuole la morte degli altri. Emblematici sono i due accadimenti storici citati in precedenza, il martirio in Marocco dei cinque frati rappresenta lo scontro di due sistemi, sembra un vicolo cieco; Damietta, invece, rappresenta l’incontro tra due veri credenti. Ne consegue che un vero credente in Dio non può volere la morte di nessuno, non usa la violenza per far prevalere la propria posizione.

Francesco, ancora oggi ci insegna come si va tra i musulmani, nel servizio della carità e solo quando si capisce che l’altro è un credente gli si può parlare di Gesù e della sua Parola.

Ancora oggi noi siamo chiamati a osservare questa regola, a interpretare il nostro ruolo, proprio per consentire la salvaguardia dei nostri fratelli cristiani di Terra Santa.

Letto 1718 volte Ultima modifica il Martedì, 23 Maggio 2017 19:14

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