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STORIA DEL COMMISSARIATO DI TERRA SANTA DI VENEZIA

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ORIGINI E  STORIA DEL COMMISSARIATO DI TERRA SANTA DI VENEZIA.

Alcune note redatte nel 1992 a margine del 600.mo anniversario della costituzione del Commissariato di Terra Santa a Venezia.

LOGO CUSTODIALE

Logo della Custodia Francescana di Terra santa.

Il VI centenario dell'istituzione del Commissariato di Terra Santa di Venezia è occasione propizia per riandare alle origini di quella singolare attrazione del mondo cristiano verso i "Luoghi Santi",come comunemente veniva chiamata la terra che aveva visto la vicenda umana di Gesù che è ormai una componente fissa dello stesso "costume" cristiano. E poiché per secoli quell'attrazione ha trovato espressione ad opera della Serenissima Repubblica di Venezia, è ovvio che la rievocazione si incentri - dopo brevi cenni sulle sue origini antiche - sulle vicende che hanno fatto di Venezia la capitale della peregrinatio, il pellegrinaggio per eccellenza, il "passaggio di vita", destinato a determinare, nei fortunati che riuscivano a compierlo, una conversione profonda.   .

La vicenda passa attraverso il turbine delle crociate e si assesta nell'assetto assunto dall'Orientsotto l'Islam.

Il ruolo svolto per secoli dalla Serenissima, dapprima nell'ambito delle Crociate, poi nell'organizzazionee nella gestione del grande Pellegrinaggio in terra musulmana, rappresenta un capitolo solo apparentemente marginale della sua lunga storia, mentre costituisce - oltre che uno straordinario esempio di continuità dell'azione politica ed amministrativa - il frutto ed il collaudo della sua straordinaria potenza ed importanza nella scena politica orientale e mondiale.

Dopo la fine delle Crociate l'attività della Serenissima di protezione e di assistenza alla peregrinatio dura ininterrotta - pur tra i vari "protettorati", prima di Napoli e Spagna e poi di Francia - fino al "tremendo zorno del dodeze", quel 12 maggio 1797, in cui per voto del suo Maggior Consiglio la Repubblica cadde.

La stabilità della situazione negli ultimi secoli rende interessante il suo formarsi attraverso una trama che intreccia le vicende "domestiche" (specie del tremendo confronto tra Venezia e Genova) con la situazione internazionale, nel rapporto col mondo islamico.

 

San Francesco della Vigna del Canaletto
La chiesa-convento di san Francesco della Vigna, dipinta dal Canaletto.
In questo convento ebbe sede fin dal 1392 il Commissariato della Custodia Francescana di Terra Santa.

 

La celebrazione del sesto centenario della costituzione del Commissariato veneziano di Terra Santa, sottolinea l'importanza storica di una primogenitura e richiama i valori che ne hanno giustificato l'istituzione e tuttora ne giustificano l'esistenza. Il grande “passaggio", il pellegrinaggio per eccellenza, ha sempre suscitato un fascino straordinario in molti cristiani, facendone nelle varie epoche, volta a volta: un ideale di vita, l'occasione o la confessione di una radicale conversione, o anche solo una fonte di guadagno, se non di svago, vestito di interesse religioso. Certo è che in epoche in cui il "valore" religioso era ben più significativo di quanto non lo sia oggi, anche il pellegrinaggio aveva altro significato - oltre che altre difficoltà e onerosità - di oggi. Nel Pellegrinaggio Venezia ha sempre unito alla confessione della fede la tutela di interessi commerciali, o anche di "rappresentanza", in Oriente, del mondo cristiano. Ecco che l'istituzionalizzazione, la consacrazione giuridica di una rappresentanza "ufficiale" degli interessi religiosi e politici legati al Pellegrinaggio, ha trovato attuazione - tra le primissime - a Venezia, nel 1392, col rilascio della procura di "commissario" da parte del Custode di Terra Santa, fra Gerardo, Calveti Chaudet, a Ruggero Contarini.

In un trattato di diritto veneziano si legge: "Commissario è quello alla cui fede fu commessa la cura di una persona, di una cosa, e l'esecuzione d'una commissione: deriva dal latino committere, che tra gli altri sensi contiene anche quello di raccomandare all'altrui fede. Appresso noi, con quella parola si comprendono generalmente i Tutori, ed i Curatori". Nella terminologia giuridica veneziana, pertanto, "Commissario", significava "incaricato", procuratore o curatore generale degl'interessi di una persona o istituzione. Il suo traslato avrebbe dovuto fare, (e si disse per secoli), commissarìa (come da Avogadore si disse avogadorìa, da Rettore rettoria, da Provveditore provveditorìa); il termine attuale suona alquanto improprio, anche per quel vago sapore di poliziesco che sottende.

Il primo "Commissario" di Terra Santa, nell'accezione veneziana del termine, fu Ruggero Contarini. La famiglia Contarini era una delle dodici cosiddette famiglie "apostoliche", formanti il ceppo più antico della nobiltà veneziana; esse sarebbero state individuate e catalogate perché "avrebbero eletto, nel lontano anno 697, il leggendario primo doge, Paoluccio, che la tradizione ha soprannominato Anafesto". Una casata illustre, che ha dato alla Repubblica vari dogi e molti tra i massimi governanti; una famiglia molto legata alla religione, che diede alla Chiesa alti dignitari, molti cardinali e vari patriarchi; taluno dei cui figli è anche salito agli onori degli altari, mentre altri, come accade in ogni grande dinastia (e la cosa non deve recar meraviglia spaziando la vita dell'illustre casata per oltre una decina di secoli) finirono la vita  sul patibolo come grassatori e banditi "illustri".

 Un fratello di Ruggero Contarini, quel Giovanni che troveremo a Oxford nel 1393, fu Patriarca di Costantinopoli dal 1409 al 1451.

Del primo commissario, Ruggero Contarini, si hanno poche notizie biografiche e familiari, si sa che nel 1397 aveva numerosa prole e nel1404 contava in casa una "brigada" di dieci figli tra cui cinque femmine. Nel 1405 rifiutò il “carico" (come si diceva allora) di "bailo" presso il Re di Cipro, ma accettò quella di "ofizial a veder le raxon de la guerra"

Non è dimostrabile che sia mai andato in Oriente, a differenza di altro suo fratello noto, Andrea, che incarnava il tipo del mercante veneziano viaggiatore. È ben probabile che, come accadeva solitamente nelle grandi famiglie veneziane, mentre Giovanni e Andrea erano all'estero", (il primo per ministero ecclesiastico, il secondo per traffici), Ruggero sia rimasto in patria a dirigere interessi mercantili della famiglia.

Nel 1392 Ruggero Contarini era stato nominato da Fra Gerardo "commissario" di Terra Santa per il territorio della Repubblica Veneta. Questa nomina venne legalizzata nel marzo del 1393, con la ratifica notarile, quando fra Gerardo giunse a Venezia col Principe inglese Enrico di Lancaster, (futuro re Enrico IV d'Inghilterra), reduce dal Pellegrinaggio in Terra Santa. Ecco come il "commissario" descrive, (dando notizia dell'evento qui commemorato), il conferimento della commissarìa, in una lettera del 19 aprile 1393 al fratello Giovanni, in quel tempo a Oxford:

"el Vardian de Santa Jeruxalem è vegnudo de qui [a Venezia] chon questa gallia (nave mercantile) del fio del ducha de Lanchastro: el qual (Vardian) de (ci) aveva mandà una prechura de so man, et qui de (ce) l'à fata per man de noder molto anple. Jesu Christo, che nasiè et morì in quelli santiluogi, de (ci) fazaadovrar a far quello sia la soa voluntade. El dito Vardian è partido de qui chon quel Signor, et penso chon la grazia de Dio vu el vedarè in quelle parte, sì che porè raxionar chon lui".

Dalla lettera possiamo anche arguire che l'incarico, certo particolarmente stimato a Venezia, dove affluivano tutti i Pellegrini che andavano o tornavano dall'Oriente, sia stato disimpegnato con zelo e abnegazione; egli certo benemeritò della "causa" affidatagli, dal momento che gli venne riconosciuta la facoltà di nominare nel testamento il successore. Il testamento di Ruggero porta la data del 22 maggio 1415 e nomina nello stesso incarico il nipote Carlo, figlio d'un altro fratello, Giacomo, morto di peste nel 1400.

A tutt’oggi non si riesce a sapere quando a Venezia, al posto dei laici secolari, incominciassero dei religiosi, francescani s’intende, a occuparsi in modo diretto e sistematico delle cose spettanti ai Luoghi Santi.

Un nuovo dato ben sicuro e chiaro, riguardante Venezia, è la disposizione del Capitolo generale dell’Ordine tenuto nel 1523, con il quale viene stabilito che i Frati in partenza per la Terra Santa, o di ritorno dalla medesima, dovessero presentarsi al “Commissario Gerosolimitano residente a Venezia”.

Col secolo XVI il ruolo e le funzioni del Commissariato Veneto di Terra Santa si va precisando sempre meglio sotto l’aspetto giuridico-religioso, come dimostra la documentazione d’archivio. Un chiaro indice dell’importanza del Commissariato Veneto di Terra Santa, lungo i secoli XVI e XVII, si trova nella legislazione francescana dell’epoca.

Inoltre, è proprio in quel periodo che la sua notorietà si diffonde in Europa per il fatto che sapeva rendersi utile con opportune e fidate informazioni e prestazioni a chi andava in Terra Santa. Negli archivi si trovano testimonianze scritte nelle relazioni di viaggio di pellegrini di tutte le nazioni europee.

Naturalmente, non sono mancate le difficoltà. Una di queste proveniva, quasi sistematicamente, da certe ingerenze del governo della Serenissima. È noto, infatti che nel ‘600 e ‘700 il cosiddetto giurisdizionalismo veneziano si faceva sentire in tutti i settori ecclesiastici e religiosi. Ciò nonostante , i Padri Commissari hanno saputo destreggiarsi in modo tale da poter assolvere il proprio compito con dignità e generosità, come lo può confermare la documentazione acquisita. Un significativo riconoscimento in proposito, con valore emblematico, si trova in una relazione inviata nel 1775 da Gerusalemme alla Santa Sede, nella quale si legge che il “più puntuale a mandare esattamente quello che viene richiesto è il Commissario di Venezia”.

E già che sono stati nominati i Padri Commissari è bene aggiungere che in quei secoli ben cinque Commissari di Venezia erano stati in precedenza incaricati della Custodia dei Luoghi Santi, a significare il ruolo strategico che il Commissariato di Venezia svolgeva nell’economia generale della gestione dei pellegrinaggi e delle collette per aiutare i frati e i cristiani di quelle terre.

La caduta della Repubblica di Venezia il 12 maggio 1797, e la devastazione conseguente dell’impero napoleonico con la soppressione degli Istituti religiosi e il saccheggio di tutte le opere d’arte contenute nei monasteri e nei conventi della Repubblica, da parte delle armate al seguito di Napoleone, hanno causato un inesorabile declino di ogni attività del Commissariato di Terra Santa. Solo la solerzia e l’acume, tipicamente francescani, del Padre Antonio Bravin, ha consentito di mantenere, per oltre 50 anni dal 1806 al 1856, l’Ufficio del Commissariato così da poterlo trasmettere al suo successore. 

L’ultimo secolo e mezzo, pur tenendo conto delle inevitabili mutazioni dei tempi e delle situazioni, l’attività del Commissariato Veneto di Terra Santa non ha conosciuto vere soste o calo sensibile nello svolgimento dei suoi impegni.

Venendo ai decenni più vicini a noi, ci si trova di fronte a cronaca vissuta, che la si può sintetizzare in alcune constatazioni.

 

chiesa votiva di trevisoLa chiesa-convento della Chiesa Votiva a Treviso, dove dal 1988 ha sede il Commissariato della Custodia Francescana di Terra Santa per il Triveneto.

 

Continua sempre con impegno l’attività propria di ogni Commissariato di Terra Santa, vale a dire la raccolta di offerte per i Luoghi Santi e la divulgazione-promozione della conoscenza di quelle terre e della loro storia. Inoltre si è andata sviluppando l’organizzazione dei pellegrinaggi in Terra Santa, come mezzo potente per una migliore conoscenza del Vangelo e delle necessità di oggi per quelle popolazioni di antica fede cristiana.

Dal 1988 la sede del Commissariato, dal convento di San Francesco della Vigna a Venezia, si è trasferita presso il convento della Chiesa Votiva a Treviso con l’insediamento dell’attuale Commissario padre Aldo Tonini, anzi la denominazione attuale è Commissariato Triveneto di Terra Santa.

Dal 2 febbraio 1988, giorno del trasferimento, si è attivato anche il Movimento Amici di Terra Santa del Triveneto, grazie alla volontà dell’allora vescovo di Treviso mons. Antonio Mistrorigo, all’epoca priore dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme.

Il significato della celebrazione

La commemorazione del sesto centenario della nomina del primo "Commissario" vuole rievocare l'evento con brevi cenni storici, cercando di collocarlo nel contesto in cui ebbe luogo.

L'istituzionalizzazione dell'interesse diretto e organico per il Pellegrinaggio, comportò la cura assidua e continuativa degli interessi sia dei Luoghi Santi che dei Francescani, che ne furono per secoli gli unici custodi.

La Commissarìa si inquadra perfettamente nell'opera assidua della Serenissima Repubblica di Venezia, che esercitò per lunghi secoli una specie di "delega" generale del mondo cristiano per la difesa del nome cristiano, in pace e in guerra, presso la Sublime Porta e nel mondo musulmano.

L'attuale "Commissariato" vorrebbe riaprire quel solco glorioso, per continuare a essere seme di interesse e di amore per i luoghi che furono la culla del Salvatore.

 

padre aldo tonini commissario
Fra Aldo Tonini ofm, attuale Commissario.

 

Fonti:

 “COMMISSARIATO DI TERRA SANTA DI VENEZIA”,a cura di Ivone Cacciavillani, stampato presso la Dipro di Roncade (TV) nel mese di settembre 1992.

“COMMISSARIATO VENETO DI TERRA SANTA – CENNI STORICI”. Pro manuscripto. A cura di p. Metodio Brlek. Gerusalemme, 1993.

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