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Mercoledì, 08 Giugno 2016 14:46

COME FERDINANDO DI LISBONA DIVENTÒ ANTONIO DI PADOVA. In evidenza

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Gianfranco Trabuio, pubblicista.

È sempre opportuno conoscere la storia dei nostri santi per capirne appieno la loro vocazione e il loro percorso di santificazione.

Nei miei lunghi anni di pratica religiosa non ho mai udito un’omelia su sant’Antonio che ne spiegasse la genesi. Accanto a considerazioni di carattere agiografico ho ascoltato anche delle evidenti falsità storiche, l’ultima che ho avuto modo di ascoltare afferma che Ferdinando di Lisbona si è fatto francescano per amore della povertà predicata da Francesco di Assisi.

SANTANTONIO DI PADOVAIcona bizantina del Santo di Padova

Ora, per fare chiarezza su come Ferdinando, monaco agostiniano, si sia fatto francescano, pubblichiamo una sintesi della vera storia come raccontata da lui e dai testimoni del tempo.

PER NON DIMENTICARE: anche otto secoli fa i cattolici venivano assassinati dai musulmani.

Nella nostra religione cattolica ogni giorno facciamo memoria, nella celebrazione della Santa Messa, dei Santi e dei Martiri che hanno segnato tappe fondamentali nella costruzione della Chiesa Cattolica nel mondo.

Poiché sul Santo di Padova poco si conosce, ritengo utile dare qualche cenno storico su come quel Santo frate sia arrivato in Italia dal Portogallo.

Francesco di Assisi nel 1217 aveva organizzato l'Ordine Francescano in province e provvide a mandare missionari in tutte le principali nazioni d'Europa. Nel famoso Capitolo generale delle stuoie, celebrato alla Porziuncola, nella Pentecoste del 1219, diede licenza ai frati Ottone sacerdote, Berardo suddiacono, e ai conversi Vitale, Pietro, Accursio, Adiuto, di andare a predicare il Vangelo ai saraceni del Marocco, mentre egli si sarebbe recato con i crociati in Palestina per visitare i Luoghi santi e convertire gl'infedeli, pur ignorandone la lingua. È molto bello ricordare che per Francesco la Provincia di Oltremare, la Terra di Gesù e dei suoi apostoli, era considerata la Perla delle Province.

Dopo aver ricevuto la benedizione del santo fondatore, i sei missionari si diressero a piedi verso la Spagna. Giunti nel regno di Aragona, Vitale, superiore della spedizione, cadde malato, ma ciò non impedì agli altri cinque figli di S. Francesco di proseguire il loro cammino sotto la guida di Berardo.

Arrivarono nella capitale del Marocco, dove iniziarono a predicare nelle piazze col crocifisso in mano. Il sultano del Marocco immediatamente li fece imprigionare e dopo violenze di ogni tipo e vista la loro determinazione a non abiurare la loro fede in Cristo Gesù, personalmente tagliò loro la testa, lasciando i poveri corpi al ludibrio dei fanatici musulmani. Era il 16 gennaio 1220.

i protomartiri francescani 16 gennaio 1220

Piero Casentini: il Sultano del Marocco taglia la testa ai cinque frati francescani

Don Pietro Fernando, Infante del re del Portogallo, che si trovava a Marrakech, fece costruire due casse d'argento di diversa grandezza. Si servì della più piccola per deporvi le teste, della più grande per deporvi i corpi degli uccisi in odio alla fede cattolica.

Quando ritornò in Portogallo, egli portò con sé le preziose reliquie dei cinque protomartiri francescani e le depose nella chiesa di Santa Croce a Coimbra, dove sono ancora venerate. Fu in quella occasione che Ferdinando di Lisbona si sentì talmente acceso dall'amor di Dio che decise di abbandonare l'Ordine dei Canonici Agostiniani per abbracciare quello dei Frati Minori, e andare in Marocco a predicare Cristo ai musulmani seguendo l’esempio dei frati francescani. Non arriverà mai in Marocco perché una tempesta portò la nave sulle coste della Sicilia, da dove risalendo la penisola arrivò ad Assisi, dove conobbe Francesco, che avendo apprezzato la sua intelligenza, la sua dottrina e la sua arte oratoria, lo incaricò di istruire i suoi frati.

fernando accoglie le reliquie dei 5 protomartiri a coimbra

Ferdinando di Lisbona accoglie le spoglie dei cinque protomartiri nella Cattedrale di Coimbra

Diventerà il grande sant’Antonio di Padova, il taumaturgo e teologo che tanto lustro darà all’Ordine di Francesco di Assisi. Alla notizia del martirio dei cinque suoi figli, Frate Francesco, che si trovava al seguito della quinta Crociata, disse in un trasporto di riconoscenza verso Dio: "Ora posso dire che ho veramente cinque fratelli minori". Il Papa Sisto IV li canonizzò nel 1481.

PREGHIERA DEI SI QUAERIS A SANT’ANTONIO:

SE CERCHI I MIRACOLI

(traduzione del "Si quaeris")

Se cerchi i miracoli, ecco messi in fuga la morte, l'errore, la calamità e il demonio; ecco gli ammalati divenir sani.

 Il mare si calma, le catene si spezzano; i giovani e i vecchi chiedono e ritrovano la sanità e le cose perdute.

 S'allontanano i pericoli e scompaiono le necessità: lo attesti chi ha sperimentato la protezione del Santo di Padova.

 Il mare si calma, le catene si spezzano; i giovani e i vecchi chiedono e ritrovano la sanità e le cose perdute.

 Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo come era nel principio ora e sempre nei secoli dei secoli, amen.

 Il mare si calma, le catene si spezzano; i giovani e i vecchi chiedono e ritrovano la sanità e le cose perdute.

                    

Sant'Antonio, prega per noi.

E saremo fatti degni delle promesse di Cristo.

Preghiamo
O Dio, il ricordo di sant'Antonio, dottore evangelico della Chiesa, allieti la tua famiglia, affinché, forte del suo spirito, meriti di godere un giorno la felicità eterna del cielo. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Letto 10684 volte Ultima modifica il Mercoledì, 08 Giugno 2016 18:40

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