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Sabato, 13 Febbraio 2016 20:23

DIO, LE ONDE GRAVITAZIONALI E L'ATEISMO In evidenza

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La recente scoperta dell’esistenza delle “onde gravitazionali”, cui anche gli scienziati italiani hanno dato un contributo importante, ha dato conferma delle ipotesi di Albert Einstein (1879 – 1955) circa la teoria della relatività generale che hanno rivoluzionato le conoscenze intorno alla creazione del mondo e dell’uomo.

La Fisica è la disciplina che studia tutto ciò che accade nel mondo che ci circonda, dalla meccanica all’idraulica, dall’elettrologia al magnetismo, dall’astrofisica all’astronautica, dall’energia nucleare alla fisica quantistica e via analizzando.

ONDE GRAVITAZIONALI

Modello di rappresentazione dell'universo e l'effetto della scoperta


Gli scienziati che più hanno studiato l’infinitamente piccolo e l’infinitamente grande, hanno sempre avuto davanti, oltre alle loro ipotesi scientifiche, anche l’altra grande ipotesi, o domanda: “Ma Dio esiste? Questo mondo che noi studiamo e nel quale facciamo scoperte sempre più importanti per conoscerlo nelle leggi che lo governano, è stato creato da qualcuno o si è creato da solo?”
Non vi racconto in questa riflessione le conversioni all’esistenza di Dio creatore da parte di numerosi scienziati, soprattutto negli ultimi anni. Scienziati, in particolare, che hanno rivoluzionato le conoscenze delle leggi che governano il mondo che ci circonda: fisici, biologi, chimici, medici, neuroscienziati, psicologi, psichiatri, ecc.. Desidero soltanto portare alla vostra attenzione il pensiero di Albert Einstein, di religione ebraica, intorno alla risposta che lui ha tentato di dare a quella domanda.

einstein

Albert Einstein in un'immagine nel suo studio

È necessario fare una premessa di carattere culturale riguardo a queste scoperte. Vedete, tutti noi sappiamo, per le conoscenze che abbiamo acquisito negli anni, come il mondo della Scuola, dei Giornali, delle Radio e delle Televisioni, sia pervaso quasi totalmente dall’ateismo militante e dall’avversione viscerale verso tutto ciò che parla di Dio e delle religioni. Il 90% degli insegnanti del nostro sistema scolastico, dalle elementari all’università, è di formazione atea o agnostica, gli studenti e i laureati che escono da questo sistema e che affrontano la vita sono a loro volta vittime di questo impianto culturale. Il vuoto di senso della vita che pervade queste persone lo vediamo nei loro atteggiamenti e nel loro lavoro: molte energie votate alla derisione e all’offesa di chi ha una fede nel Dio creatore.
Pensate solo a ciò che scrivono certi giornali e alle trasmissioni radio-televisive, a ciò che gira nei social network: una continua dissacrazione degli argomenti di carattere religioso con l’intento manifesto di sradicare il più possibile la fede nel trascendente, innanzi tutto se di origine cattolica.
Ebbene, vediamo insieme, ora, il pensiero di Albert Einstein intorno a questo tema, partendo proprio dalle sue teorie rivelatesi finora vere e scoperte in gran parte dopo la sua morte dalla Fisica sperimentale, e che hanno rivoluzionato non solo le conoscenze scientifiche ma anche e soprattutto il nostro modo di vivere nella quotidianità.
C’è un aspetto che sfugge in tutta questa vicenda sulla scoperta delle onde gravitazionali. Il media system in questi giorni non ha dato alcuna rilevanza a un fatto che Einstein riteneva assolutamente sorprendente e cioè che la mente umana, tramite equazioni matematiche, sia in grado di ipotizzare l’esistenza di fenomeni fisici mai visti e il fatto che la realtà fisica dell’universo mostri di essere stata “costruita” proprio così, con perfetta razionalità matematica.
La matematica è una costruzione della mente umana, e allora, come è possibile che un’equazione astratta costruita dalla nostra intelligenza si ritrovi poi esattamente riprodotta nelle leggi fisiche che governano l’universo: dalla nostra Terra alle galassie lontane milioni di anni luce?
Il Cosmo (in greco sarebbe l’Universo creato) non è stato certo prodotto dall’uomo, però è governato dalle ferree leggi matematiche elaborate dalla mente dell’uomo, questo fatto è stato dichiarato un “miracolo” proprio da Einstein che ne era immensamente stupefatto. Nella famosa lettera al filosofo e matematico Maurice Solovine nel 1952 gli scriveva così: “Lei trova strano che io consideri la comprensibilità della natura come un miracolo o un eterno mistero. Ebbene, ciò che ci dovremmo aspettare, a priori, è proprio un mondo caotico del tutto inaccessibile al pensiero. Ci si potrebbe aspettare che il mondo sia governato da leggi soltanto nella misura in cui interveniamo con la nostra intelligenza ordinatrice: sarebbe un ordine simile a quello alfabetico, del dizionario, laddove il tipo d’ordine creato ad esempio dalla teoria della gravitazione di Newton ha tutt’altro carattere. Anche se gli assiomi della teoria sono imposti dall’uomo, il successo di una tale costruzione presuppone un alto grado d’ordine del mondo oggettivo, e cioè un qualcosa che, a priori, non si è per nulla autorizzati ad attendersi. È questo il miracolo che vieppiù si rafforza con lo sviluppo delle nostre conoscenze. È qui che si trova il punto debole dei positivisti e degli atei di professione, felici solo perché hanno la coscienza di avere, con pieno successo, spogliato il mondo non solo degli dèi, ma anche dei miracoli”
In perfetta consonanza con Einstein, un altro premio Nobel per la Fisica nel 1974, Antony Hewish, astronomo ha affermato: “Dall’osservazione scientifica arriva un messaggio molto chiaro. E il messaggio è questo: l’universo è stato prodotto da un essere intelligente”.
Proprio queste affermazioni ci autorizzano a parlare della certezza razionale dell’esistenza di Dio.
Un altro tassello va aggiunto. Il più importante filosofo dell’ateismo contemporaneo, Antony Flew (1923 – 2010), proprio grazie a Einstein, in suo lavoro nell’anno 2004, ha rinnegato l’enorme mole delle sue ricerche precedenti, proclamando la certezza razionale dell’esistenza di Dio creatore. Così scriveva: <<Einstein credeva chiaramente in una fonte trascendente della razionalità del mondo, che definì variamente: "mente superiore", "spirito superiore illimitabile", forza ragionante superiore", forza misteriosa che muove le costellazioni">>.

il bambino di einstein

Il bambino curioso di Einstein 

È la conferma di quanto la Chiesa cattolica ha affermato nel Concilio Vaticano Primo: l’uomo con la semplice intelligenza può arrivare alla certezza dell’esistenza di Dio.
Certamente la fede cristiana è altra cosa, è la Rivelazione dell’incarnazione del Figlio di Dio, Gesù, ma alla certezza razionale dell’esistenza di Dio si può arrivare con la semplice ragione, basti pensare al più grande filosofo dell’antichità: Aristotele, e alla più grande mente della modernità: Einstein.
Che cosa non c’è stato in Albert Einstein? È mancato l’incontro cristiano, cioè il momento in cui; grazie ad un avvenimento preciso, per aiuto dello Spirito e per libertà personale, dice la Chiesa; l’uomo prende in seria considerazione il fatto che quel Dio così evidente, ma così lontano, si sia voluto rivelare agli uomini. Ancora, il più importante esponente dell’ateismo scientifico degli ultimi anni, Antony Flew, convertitosi nel 2004 arrivava ad intuire questo: «Certamente la figura carismatica di Gesù è così speciale che è sensato prendere in seria considerazione l’annuncio che lo riguarda. Se Dio si è davvero rivelato è plausibile che lo abbia fatto con quel volto». Einstein, per le circostanze della sua vita, non è invece arrivato fino a qui, ma tuttavia in una intervista del 1929 ha commentato: «Nessuno può leggere i Vangeli senza sentire la presenza attuale di Gesù. La sua personalità pulsa ad ogni parola. Nessun mito può mai essere riempito di una tale vita».
Un altro pensiero di Einstein ci aiuta a comprendere in profondità il pensiero che lo animava: “Non sono ateo e non credo di potermi definire panteista. Sono nella stessa posizione di un bambino che entra in un’enorme biblioteca piena di libri scritti in molte lingue. Il bambino sa che qualcuno deve aver scritto quei libri. Non si sa come, non si comprendono le lingue in cui sono stati scritti. Il bambino sospetta vagamente un ordine misterioso nella collocazione dei libri, ma non sa quale sia. Questo, mi pare, è l’atteggiamento anche del più intelligente degli essere umani nei confronti di Dio”.
Da questo si comprende la sua posizione di scienziato: “Voglio sapere come Dio ha costruito questo mondo .... Voglio conoscere i suoi pensieri”.
Atteggiamento stupendo e profondo che solo uno scienziato libero da schemi ideologici può manifestare, e che solo in questo modo è in grado di realizzare ipotesi teoriche e sperimentarle in laboratorio per conoscere le chiavi del funzionamento dell’universo.
Una posizione opposta a quella di certi divulgatori mediatici di oggi, e molto gettonati dalle televisioni e dai giornaloni della cultura massonica-anticlericale, tuttora aderenti all’ottocentesca ideologia positivista e quindi allergici alla parola “Dio”. Uno scienziato libero da quel pattume polveroso di pregiudizi ideologici non può che arrivare alle conclusioni razionali di Einstein.
Il caso Einstein spiega perché un altro grande scienziato, profondamente cattolico, Louis Pasteur, fondatore della microbiologia, poteva dire: “Poca scienza allontana da Dio, ma molta scienza riconduce a Lui”.
Ecco, ritengo di aver fatto opera di chiarezza sull’approccio corretto di chiunque si occupi di scienza, impariamo dal bambino di Einstein e diamoci da fare per capire la lingua con la quale Dio creatore ha costruito questo universo che l’uomo non finirà mai di esplorare.

VIRGO in provincia di pisa per le onde gravitazionali

Vista dell'impianto VIRGO nei pressi di Pisa dove sono state fatte le scoperte 

Letto 3573 volte Ultima modifica il Sabato, 13 Febbraio 2016 21:28

1 commento

  • Link al commento Manuela Domenica, 14 Febbraio 2016 20:28 inviato da Manuela

    Se mi permetto di sviolinare un po' è per la grande stima che provo nei tuoi confronti prof. E' così istruttivo leggere i tuoi articoli che sarebbe opportuno farli conoscere su più larga scala e non solo a chi conosce il tuo sito. Che so, magari nelle scuole, qualche conferenza con insegnanti di religione che non hanno più nessuna fantasia nel farsi ascoltare dai ragazzi a cui fanno lezione e che invece optano per altre attività piuttosto che seguire l'ora di religione. So che conferenze ne tieni già molte, secondo me sarebbe bello proprio l'incontro con i giovani spronarli ad avere una visione diversa dal solito. Grazie comunque per tutto

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