Martedì, Aprile 20, 2021
Gianfranco Trabuio

Gianfranco Trabuio

Martedì, 22 Settembre 2015 18:17

A DON DANIELE NEL DECIMO DI ORDINAZIONE SACRA

A DIECI ANNI (per don Daniele Panzeri)

 DON DANIELE

L’aria giovane è rimasta

dentro allo sguardo penetrante

quale spirito ti ha mosso

su questi sentieri impervi

la vetta si vede

ma lontana

inaccessibile

Dio non sempre si fa vedere

ma hai buone guide

don Bosco

don Orione

magari il vecchio parroco

la famiglia generosa

ricca di valori profondi

l’umanità

quella sofferente e in ricerca

ti sprona continuamente

incessantemente

e tu

camminatore senza fatiche

ti lasci condurre

hai scelto un Maestro unico

una guida sicura

e tu avanzi verso l’alto

e molti hanno scelto

e ti seguono

e innamorati del Cristo

in colonna ordinata e orante

insistono con te nella luce lontana

un giorno

tutti insieme

nella gioia

quella luce improvvisamente

abbaglierà lo sguardo

e sarà Paradiso.

cime di luce 1

 

CI TROVIAMO CON DON DANIELE TUTTI INSIEME PER FARE FESTA  DOMENICA 18 OTTOBRE 2015 PRESSO LA CHIESA DI SAN PIO X A MARGHERA ALLE ORE 14 PER LA RECITA DEL ROSARIO E PER LA CELEBRAZIONE DELLA SANTA MESSA CON LE PREGHIERE DI GUARIGIONE E DI LIBERAZIONE

PARROCCHIA DELL’ANNUNCIAZIONE IN OLMO DI MARTELLAGO
14 Settembre 2015 ore 20 30
GRUPPO DI DEVOZIONE ALLA DIVINA MISERICORDIA.
14 settembre Esaltazione della Santa Croce
15 settembre Beata vergine Maria Addolorata
17 settembre Impressione delle stimmate di san Francesco di Assisi
Brevi riflessioni sulle feste elencate.


Esaltazione della Santa Croce. La festa in onore della Croce venne celebrata la prima volta nel 335, in occasione della “Crucem” sul Golgota, e quella dell'"Anàstasis", cioè della Risurrezione. La dedicazione avvenne il 13 dicembre. Col termine di "esaltazione", che traduce il greco hypsòsis, la festa passò anche in Occidente, e a partire dal secolo VII, essa voleva commemorare il recupero della preziosa reliquia fatto dall'imperatore Eraclio nel 628. Della Croce trafugata quattordici anni prima dal re persiano Cosroe Parviz, durante la conquista della Città santa, si persero definitivamente le tracce nel 1187, quando venne tolta al vescovo di Betlem che l'aveva portata nella battaglia di Hattin.
La celebrazione odierna assume un significato ben più alto del leggendario ritrovamento da parte della pia madre dell'imperatore Costantino, Elena. La glorificazione di Cristo passa attraverso il supplizio della croce e l'antitesi sofferenza-glorificazione diventa fondamentale nella storia della Redenzione: Cristo, incarnato nella sua realtà concreta umano-divina, si sottomette volontariamente all'umiliante condizione di schiavo (la croce, dal latino "crux", cioè tormento, era riservata agli schiavi) e l'infamante supplizio viene tramutato in gloria imperitura. Così la croce diventa il simbolo e il compendio della religione cristiana.
La stessa evangelizzazione, operata dagli apostoli, è la semplice presentazione di "Cristo crocifisso". Il cristiano, accettando questa verità, "è crocifisso con Cristo", cioè deve portare quotidianamente la propria croce, sopportando ingiurie e sofferenze, come Cristo, gravato dal peso del "patibulum" (il braccio trasversale della croce, che il condannato portava sulle spalle fino al luogo del supplizio dov'era conficcato stabilmente il palo verticale), fu costretto a esporsi agli insulti della gente sulla via che conduceva al Golgota. Le sofferenze che riproducono nel corpo mistico della Chiesa lo stato di morte di Cristo, sono un contributo alla redenzione degli uomini, e assicurano la partecipazione alla gloria del Risorto.

 esaltazione della santa croce

Il quadro rappresenta nel suo insieme l'immagine stupenda e ricca di significato: il Padre che sostiene il Figlio crocifisso, Maria Santissima e l'apostolo Giovanni.

Impressione delle stimmate di San Francesco. Il Serafico Padre San Francesco nutrì, fin dalla sua conversione, una fervidissima devozione a Cristo Crocifisso, devozione che diffuse sempre con le parole e la vita.
Nel settembre del 1224, mentre sul monte della Verna era immerso nella meditazione, il Signore Gesù, con un prodigio singolare, gli impresse nel corpo le Stimmate della sua Passione. Papa Benedetto XI concesse all'Ordine Francescano di celebrare annualmente il ricordo.

Francesco, mediante le sacre Stimmate, prese l’immagine del Crocifisso.

Dalla «Legenda minor» di san Bonaventura (Quaracchi, 1941, 202-204).
Francesco, servo fedele e ministro di Cristo, due anni prima di rendere a Dio il suo spirito, si ritirò in un luogo alto e solitario, chiamato monte della Verna, per farvi una quaresima in onore di san Michele Arcangelo. Fin dal principio, sentì con molta più abbondanza del solito la dolcezza della contemplazione delle cose divine e, infiammato maggiormente di desideri celesti, si sentì favorito sempre più di ispirazioni dall’alto.
Un mattino, verso la festa dell’esaltazione della santa Croce; raccolto in preghiera sulla sommità del monte, mentre era trasportato in Dio da ardori serafici, vide la figura di un Serafino discendente dal cielo. Aveva sei ali risplendenti e fiammanti. Con volo velocissimo giunse e si fermò, sollevato da terra, vicino all’uomo di Dio. Apparve allora non solo alato ma anche crocifisso.
A questa vista Francesco fu ripieno di stupore e nel suo animo c’erano, al tempo stesso, dolore e gaudio. Provava una letizia sovrabbondante vedendo Cristo in aspetto benigno, apparirgli in modo tanto ammirabile quanto affettuoso ma al mirarlo così confitto alla croce, la sua anima era ferita da una spada di compaziente dolore.
Dopo un arcano e intimo colloquio, quando la visione disparve, lasciò nella sua anima un ardore serafico e, nello stesso tempo, lasciò nella sua carne i segni esterni della passione, come se fossero stati impressi dei sigilli sul corpo, reso tenero dalla forza fondente del fuoco.
Subito incominciarono ad apparire nelle sue mani e nei suoi piedi i segni dei chiodi; nell’incàvo delle mani e nella parte superiore dei piedi apparivano le capocchie, e dall’altra parte le punte. Il lato destro del corpo, come se fosse stato trafitto da un colpo di lancia, era solcato da una cicatrice rossa, che spesso emetteva sangue.
Dopo che l’uomo nuovo Francesco apparve insignito, mediante insolito e stupendo miracolo, delle sacre stimmate, discese dal monte. Privilegio mai concesso nei secoli passati, egli portava con sé l’immagine del Crocifisso, non scolpita da artista umano in tavole di pietra o di legno, ma tracciata nella sua carne dal dito del Dio vivente.

san francesco di assisi riceve le stimmate

San Francesco riceve le stimmate dal Serafino mandatogli da Gesù. La vocazione di Francesco era quella di essere simile in tutto al Cristo sofferente.

LODATE IL SIGNORE PERCHÉ È GRANDE, ETERNA È LA SUA MISERICORDIA

VIENI SPIRITO SANTO VIENI

Vieni, Spirito Santo, vieni,
soffio di vita, vieni,
Spirito Santo, vieni.

IN TE RINASCERÒ DALL'ALTO,
NELLE TUE MANI COME IL VENTO
CHE SOFFIA DOVE VUOLE MA NON SO
DI DOVE VIENE E DOVE VA.

Vieni, Spirito Santo, vieni,
dentro al mio cuore, vieni,
Spirito Santo, vieni.
Rit.
Vieni, Spirito Santo, vieni,
forza di vita, Vieni,
Spirito Santo, vieni.
Rit.
Vieni, Spirito Santo, vieni,
sulla tu chiesa, vieni,
Spirito Santo, vieni. (SULLA FAMIGLIA) (SUI NOSTRI FIGLI) (SUI SACERDOTI) (SUGLI AMMALATI) (SULLA NOSTRA PARROCCHIA)

INTENZIONI DI PREGHIERA

RECITA DELLA CORONCINA DELLA DIVINA MISERICORDIA
LITANIE DELLA DIVINA MISERICORDIA

PAUSA DI MEDITAZIONE PERSONALE

Preghiera

O Dio, Padre di eterna misericordia,
fa' che convertano a te i nostri cuori,
perché nella ricerca dell'unico bene necessario
e nelle opere di carità fraterna
siamo sempre consacrati alla tua lode.
Per il nostro Signore Gesù Cristo che vive e regna in unità con il Padre e con lo Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli. Amen

Madonna Addolorata
CORONCINA DEI 7 DOLORI DELLA VERGINE
La Madonna disse a Marie Claire, una delle veggenti di Kibeho prescelta per propagandare la diffusione di questa coroncina dei 7 dolori:
“ Ciò che vi chiedo è il pentimento. Se reciterete questa coroncina meditando, allora avrete al forza di pentirvi. Oggigiorno molti non sanno più chiedere perdono. Essi mettono di nuovo il Figlio di Dio sulla croce. Per questo ho voluto venire a ricordarvelo, soprattutto qui in Ruanda, perché qui ci sono ancora persone umili che non sono attaccate alla ricchezza e ai soldi”. (31.5.1982)
“ Ti chiedo di insegnarla al mondo intero..., pur restando qui, perché la mia grazia è onnipotente”. 15.8.1982)
Il 9 Agosto 1982, la Madonna piange ed i veggenti piangono con Lei, perché manifestava loro inquietanti immagini del futuro: terribili battaglie, fiumi di sangue, cadaveri abbandonati, un abisso spalancato.
Queste Apparizioni sono state ufficialmente riconosciute dalla Chiesa il 29.6.2001.

MADONNA ADDOLORATA

Immagine dell'Addolorata con le spade dei 7 dolori vissuti da Maria a partire dalla Presentazione al profeta Simeone e fino alla deposizione dalla croce.

MARIA SANTISSIMA

O Maria santissima, dolce madre di Gesù
Stendi il tuo manto sopra la terra
Rendi sicuro il cammino quaggiù. Ave ave Maria, ave ave Maria.
O Maria santissima, sei l’eletta del Signor
Salva i tuoi figli portali al cielo
Sorreggi tu la speranza nel cuor. Ave ave Maria, ave ave Maria.
O Maria amabile, doni al mondo il Salvator
Tutti i credenti accolgano Cristo
E regni sempre tra i figli l’amor. Ave ave Maria, ave ave Maria.


INVOCHIAMO LA BENEDIZIONE DEL SIGNORE con la formula di san Francesco: Il Signore ci benedica e ci custodisca, mostri a noi il suo volto e abbia misericordia di noi. Rivolga il suo volto verso di noi e ci dia pace. Nel nome del Padre, del Figlio e dello spirito Santo. Amen

DON DANIELE PANZERI CON GLI AMICI DELLA DEVOZIONE ALLA DIVINA MISERICORDIA DI OLMO DI MARTELLAGO

INVITANO TUTTI I DEVOTI

LUNEDÌ 7 settembre 2015 ORE 20 PRESSO IL SANTUARIO DELLA MADONNA DELLE GRAZIE a Robegano (sulla strada che da Maerne porta a Noale), per un incontro di spiritualità con celebrazione della Santa Messa in occasione della Festa della Natività della Beata Vergine Maria.

Il cuore di Gesù è tutto amore e misericordia

madonna delle grazie robegano w giovanni paolo 2 suor faustina e gesù misericordioso

 

 

 

 

 

LA LITURGIA SARÀ PRESIEDUTA DA DON DANIELE PANZERI, sacerdote orionino, con la presenza di don Filippo Facchin, rettore del Santuario e consisterà nella recita della Coroncina della Divina Misericordia, nella celebrazione della santa Messa, con preghiere di guarigione e liberazione e con la finale benedizione eucaristica. L’incontro di spiritualità sarà accompagnato dai gioiosi canti del Rinnovamento carismatico cattolico.

 

 

PAPA FRANCESCO CI INVITA A TESTIMONIARE LA VENUTA DELLO SPIRITO SANTO SUI DISCEPOLI DI GESÙ IN PROSSIMITA' DEL GIUBILEO DELLA MISERICORDIA.

Misericordia la chiave per aprire il cuore a Dio e al prossimo

Domenica, 09 Agosto 2015 15:31

DEVOZIONE DEL 10 AGOSTO 2015 PER L'ASSUNTA

PARROCCHIA DELL’ANNUNCIAZIONE IN OLMO DI MARTELLAGO

GRUPPO DI DEVOZIONE ALLA DIVINA MISERICORDIA.

10 Agosto 2015 ore 20 30  

COME AVVENNE LA PROCLAMAZIONE DEL DOGMA DELL’ASSUNTA

Conoscere la Storia aiuta a capire i fatti che si sono verificati. In questa breve devozione prendiamo in considerazione come la Vergine della Rivelazione si sia manifestata a Roma, a Bruno Cornacchiola e ai suoi tre figli.

Bruno aveva partecipato giovanissimo, come volontario, alla guerra di Spagna, militando dalla parte dei marxisti. Lì aveva conosciuto un protestante tedesco che gli aveva inculcato un odio feroce per il Papa e il cattolicesimo. Così, nel 1938, mentre si trovava a Toledo, comprò un pugnale e sulla lama incise: «A morte il Papa!». Ritornato a Roma nel 1939 si fece “battista” (setta protestante) e successivamente entrò nella setta fondamentalista protestante degli “avventisti del settimo giorno”, che propugnano un odio viscerale contro tutto ciò che è proclamato dalla Chiesa Cattolica, compresa un’avversione particolare contro la Madonna.

Un cenno a ciò che avvenne viene dato tra poche righe, quello che è straordinario è mettere in evidenza, e su questo siamo invitati a meditare, come la Madonna scelga le persone più incredibili, a volte, per manifestare la sua tenerezza di madre per la Chiesa e per l’umanità, che sempre più si allontana dalla fede e dal magistero della Chiesa stessa.

Chi desideri approfondire l’evento storico, si colleghi al sito:

 http://www.madonnadelletrefontane.it

Le persone devote del Sacro Cuore di Gesù, troveranno nella storia di quest’uomo un fatto prodigioso collegato ai primi nove venerdì del mese. Un motivo in più per approfondire gli eventi miracolosi delle Tre Fontane.

10 Agosto: santa Chiara di Assisi, (1194 – 1253). Ha appena dodici anni Chiara, nata nel 1194 dalla nobile e ricca famiglia degli Offreducci, quando Francesco d'Assisi compie il gesto di spogliarsi di tutti i vestiti per restituirli al padre Bernardone. Conquistata dall'esempio di Francesco, la giovane Chiara sette anni dopo fugge da casa per raggiungerlo alla Porziuncola. Il santo le taglia i capelli e le fa indossare il saio francescano, per poi condurla al monastero benedettino di S.Paolo, a Bastia Umbra, dove il padre tenta invano di persuaderla a ritornare a casa. Si rifugia allora nella Chiesa di San Damiano, in cui fonda l'Ordine femminile delle «povere recluse» (chiamate in seguito Clarisse) di cui è nominata badessa e dove Francesco detta una prima Regola. Chiara scrive successivamente la Regola definitiva chiedendo ed ottenendo da Gregorio IX il «privilegio della povertà». Per aver contemplato, in una Notte di Natale, sulle pareti della sua cella il presepe e i riti delle funzioni solenni che si svolgevano a Santa Maria degli Angeli, è scelta da Pio XII quale protettrice della televisione. Erede dello spirito francescano, si preoccupa di diffonderlo, distinguendosi per il culto verso il SS. Sacramento che salva il convento dai Saraceni nel 1243.

 12 Agosto santa Francesca Giovanna de Chantal (Digione, Francia, 1572 - Moulins, Francia, 13 dicembre 1641) La vita di Giovanna Frémiot è legata indissolubilmente alla figura di Francesco di Sales, suo direttore e guida spirituale, e di cui fu seguace e al tempo stesso ispiratrice e collaboratrice. Nata a Digione nel 1572, a vent'anni sposò il barone de Chantal, da cui ebbe numerosi figli. Rimasta vedova, avvertì sempre di più il desiderio di ritirarsi dal mondo e di consacrarsi a Dio. Sotto la guida di Francesco di Sales, diede vita a una nuova fondazione intitolata alla Visitazione e destinata all'assistenza dei malati. L'Istituto si diffuse rapidamente nella Savoia e nella Francia. Ben presto seguirono Giovanna, diventata suor Francesca, numerose ragazze, le Visitandine, come erano chiamate e universalmente note le suore dell'Isituto. Prima della sua morte, avvenuta a Moulins il 13 dicembre del 1641, le case della Visitazione erano 75, quasi tutte fondate da lei. È sepolta nella chiesa della Visitazione ad Annecy insieme a san Francesco di Sales.

 Tra le più note figlie dell'Ordine religioso da lei fondato è la mistica del Sacro Cuore di Gesù Margherita Maria Alacoque visitandina del monastero di Paray-le-Monial.

 14 agosto, san Massimiliano Maria Kolbe  (8.1.1894 – 14.8.1941) Frate francescano conventuale, innamorato della Madonna, fondò la Milizia dell’Immacolata.  Massimiliano fu beatificato il 17 ottobre 1971 da papa Paolo VI e canonizzato il 10 ottobre 1982 da papa Giovanni Paolo II, suo conterraneo. Il giorno della canonizzazione, papa Wojtyła nell'omelia lo definì «santo martire, patrono speciale per i nostri difficili tempi, patrono del nostro difficile secolo» e «martire della carità». Alla cerimonia era presente anche Francesco Gajowniczek, l'uomo che aveva salvato dalla morte nel campo di concentramento di Auschwitz.

15 agosto, solennità della Assunzione della Beata vergine Maria, finalmente il1° novembre 1950 Papa Pio XII dà la solenne proclamazione: “dichiariamo e definiamo essere dogma da Dio rivelato che: l'immacolata Madre di Dio sempre vergine Maria, terminato il corso della vita terrena, fu assunta alla gloria celeste in anima e corpo”. Pochi anni prima, 12 aprile 1947, la Madonna era apparsa a Bruno Cornacchiola presso l’abbazia trappista delle Tre Fontane e gli aveva detto: «Il mio corpo non marcì, né poteva marcire. Mio Figlio e gli angeli mi vennero a prendere al momento del mio trapasso...». Con queste parole Maria si presentava anche come Assunta in Cielo in anima e corpo.

 

 LODATE IL SIGNORE PERCHÉ È GRANDE, ETERNA È LA SUA MISERICORDIA

 

CANTO: SPIRITO SANTO SOFFIO DI VITA

Spirito Santo soffio di vita, Spirito Santo soffio di fuoco,

Spirito Santo consolator, scendi su di noi.

Vieni o Spirito  tra noi, abita nei cuor

Vieni o Spirito d’amor, noi ti attendiam.  RIT:

Spirito di santità, Spirito di verità,

Spirito di carità, scendi su di noi.  RIT.

Crea un cuore nuovo in noi che possiam bruciare per te,

il Tuo Spirito d’amor scenda su di noi.  RIT.


INTENZIONI PER LA PREGHIERA DI INTERCESSIONE DA ENUNCIARE PUBBLICAMENTE

UN MINUTO DI RACCOGLIMENTO PER LE INTENZIONI PERSONALI

CORONCINA DELLA DIVINA MISERICORDIA

PREGHIERA DI GUARIGIONE (da recitare in particolare dopo la Comunione eucaristica)

“Gesù, il Tuo sangue puro e sano circoli nel mio organismo malato, e il Tuo corpo puro e sano trasformi il mio corpo malato e pulsi in me una vita sana e forte, se è la Tua santa volontà” (dal Diario di Santa Faustina Kowalska, pag. 376)

CANTO

SPIRITO DI GESÙ EFFUSO IN NOI (4 VOLTE)

CORPO DI GESÙ DONATO A NOI  (4VOLTE)

SANGUE DI GESÙ DONATO A NOI    (4 VOLTE)

CUORE DI GESÙ DONATO A NOI      (4 VOLTE)

CUORE DI MARIA DONATO A NOI    (4 VOLTE)


PAUSA DI MEDITAZIONE PERSONALE

Preghiera
O Dio, Padre di eterna misericordia, fa' che convertano a te i nostri cuori,  perché nella ricerca dell'unico bene necessario e nelle opere di carità fraterna siamo sempre consacrati alla tua lode.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen .

 

 

 Canto: Dell'aurora tu sorgi più bella

Dell'aurora Tu sorgi più bella,

coi tuoi raggi fai lieta la terra,

e fra gli astri che il cielo rinserra,

non v'è stella più bella di Te.   

                      RIT. Bella tu sei qual sole,

                               bianca più della luna;

                               e le stelle più belle

                              non son belle al par di Te. (bis)

 T'incoronano dodici stelle,

ai tuoi piedi hai l'ali del vento,

e la luna si curva d'argento;

il tuo manto ha il colore del ciel.                   RIT.

 Gli occhi tuoi son più belli del mare,

la tua fronte ha il colore del giglio,

le tue gote baciate dal Figlio

son due rose e le labbra son fior.      RIT.


INVOCHIAMO LA BENEDIZIONE DEL SIGNORE con la formula di san Francesco:  Il Signore ci benedica e ci custodisca, mostri a noi il suo volto e abbia misericordia di noi. Rivolga il suo volto verso di noi e ci dia pace. Nel nome del Padre, del Figlio e dello spirito Santo. Amen

assunta del tiziano

  L’Assunzione del Tiziano nella basilica dei Frari a Venezia

Mercoledì, 05 Agosto 2015 18:18

INVITO SPECIALE A CIBIANA DI CADORE

PER CAPIRE I FATTI DI OGGI BISOGNA CONOSCERE GLI EVENTI DI IERI

       Logo aggiornato Comune di Cibiana                        TAULA DEI BOS 

                

VENERDÌ 28 AGOSTO ALLE ORE 21 PRESSO IL TAULÀ DEI BOS A MASARIÈ

PRESENTAZIONE DEL FUMETTO STORICO-ARTISTICO DELL’INCONTRO TRA FRANCESCO DI ASSISI E IL SULTANO MALEK AL-KAMEL NEL 1219 DURANTE LA QUINTA CROCIATA

Fumetto copertina volantino Congresso 2013 ATS

Con gli autori arch.to Francesco Lucianetti e prof. Gianfranco Trabuio, partecipa Fra Adriano Contran ofm, Commissario della Custodia Francescana di Terra Santa per il Triveneto. 

 

Caro Sindaco,
desidero fare alcune considerazioni sul proclama poco cattolico del sacerdote veneto di Spoleto contro i Veneti definiti razzisti e xenofobi nel manifesto appeso sul portone della sua chiesa domenica scorsa. Vede, Gesù come è spiegato nel Vangelo ha prima di tutto accolto i peccatori. Papa Francesco ha appena proclamato un Giubileo per ricordare che Dio è misericordia, prima di tutto.  Il proclama nasce dalla reazione dei suoi cittadini all'improvvisazione del Ministero e del Prefetto.

manifesto di DON FORMENTON

Manifesto affisso sul portone della chiesa di Spoleto officiata da don Formenton

Don Formenton forse non ricorda cosa hanno fatto i Veneti 100 anni fa, allora unico esempio in Italia, realizzando i princìpi contenuti nella Rerum Novarum di Papa Leone XIII. I parroci veneti, con l'aiuto del beato Giuseppe Toniolo, con i laici cattolici veneti, a partire dalla Provincia di Treviso, hanno realizzato: le leghe bianche dei braccianti, le casse rurali, le cooperative bianche di mutuo soccorso, in alternativa all’ideologia marxista con le sue leghe rosse o le cooperative rosse che ancora oggi la fanno da padrone in molti settori economici, e, come è cronaca dimenticando l’antica radice, diventando strumenti di corruzione come qualunque altra azienda di produzione e di servizi . Oggi la Chiesa cattolica nelle sue espressioni pubblicistiche dimostra di non avere più autonomia culturale sulla sua dottrina sociale e si appoggia culturalmente all'ideologia marxista. I preti veneti sembra si vergognino della loro storia gloriosa. Il popolo veneto, tanto per citare un numero, è quello che fornisce il più alto numero di missionarie e missionari nel mondo, rispetto agli abitanti.
I Veneti hanno nel loro patrimonio ontogenetico l'accoglienza e la generosità. Se si sono arrabbiati, lo hanno fatto contro uno stato italiano inesistente e incapace di gestire qualunque fenomeno, non ce l'hanno certamente contro i profughi o gli immigrati. Tanto è vero che le famose ACLI (una volta cattoliche e ispirate alla dottrina sociale della Chiesa Cattolica e oggi in mano alla cultura marxista), pochi anni fa hanno condotto una bellissima rilevazione sociologica a livello nazionale, chiedendo agli immigrati come si trovassero nella terra italiana. La ricerca era fatta su base provinciale. Ebbene, gli immigrati hanno dichiarato che la provincia dove si trovavano meglio era quella di Treviso! Pensi un po', nella patria del leghismo ai tempi di Zaia e Gentilini!
Caro Sindaco, vorrei concludere dando un suggerimento a don Formenton e a quei preti e cattolici che strombazzano a vanvera contro i Veneti: "Imparassero da Papa Francesco", il quale l'anno scorso ha invitato i vescovi italiani e i ministri generali degli ordini religiosi ad accogliere gli immigrati nei loro seminari, visto che notoriamente sono vuoti al 95% della loro capacità ricettiva. Invito, peraltro, non ricevuto o rifiutato.

Papa Francesco Evangeli gaudium

 Ecco la fonte dove trovare le indicazioni del Papa sulla evangelizzazione nel secolo delle nuove povertà

Ecco, penso che se questo si realizzasse il popolo veneto darebbe una mano volentieri alla Chiesa Cattolica, visto che lo Stato italiano ha dato prova, Ministero e Prefetti in primis, di non avere capacità organizzative e idee per affrontare un'emergenza epocale come questa.

Se nelle canoniche venete di oggi ci fossero preti ispirati dalla dottrina sociale dei santi papi, a partire da Leone XIII, e i laici dei consigli pastorali fossero animati dalla cultura del “pregare” e del “fare” invece di quella del “discorrere” riguardo alle nuove povertà, alla cultura del niente e alla libertà senza contenuti, certo troverebbero fior di altri laici pronti a mettersi in gioco per porre rimedio alla strapotenza dei centri della finanza che reggono i destini dell’umanità. Questo non significa essere marxisti, semplicemente avere le radici là dove Cristo ha insegnato. Capire il Vangelo, per cortesia.
Cordiali saluti.
Gianfranco Trabuio, pubblicista.

Mercoledì, 15 Luglio 2015 09:58

DEDICATA ALL'AMORE

  ESTATE                                                              

  rocce e ruscello

        

         L’estate che avanza

         ci lascia esausti

         nelle nostre speranze

         siamo assetati di tenerezze

         e anche se lontani

         esiste questa sorgente carsica

         che calma la sete

         ci fa sognare

         momenti lontani

         tra le rocce e i ruscelli

         dove sull’erba

         lasciamo le orme

         delle nostre carezze

Mercoledì, 24 Giugno 2015 18:51

I SANTI E LE CROCIATE

Recentemente si è tenuto a Treviso, presso il Commissariato della Custodia Francescana di Terra Santa per il Triveneto, il XXVI Congresso del Movimento Amici di Terra Santa.

26 CONVENGO 2015 LOCANDINA INVITO

Il tema scelto dagli organizzatori, quanto mai stimolante, riguardava la figura di San Luigi IX re di Francia, Crociato e patrono dei Terziari Francescani, nell’ottavo centenario della sua nascita. L’occasione era quanto mai propizia per fare un “a fondo” sulle crociate di ieri e di oggi e si concludeva con una domanda: “I Francescani salveranno ancora l’Europa?”

Per i lettori interessati rinvio agli articoli pubblicati su questo blog proprio sui temi indicati e che finora hanno ricevuto migliaia di visite, segno certo e inequivocabile dell’interesse su questi argomenti tanto poco conosciuti quanto storicamente falsati dalla pubblicistica contemporanea, anche in casa cattolica. Ci sono correnti di pensiero, anche in casa francescana, che tentano di screditare il contributo dei santi e dei martiri francescani e non, nella difesa dell’Europa cristiana dalle devastazioni delle guerre sante islamiche avvenute nei secoli scorsi. Si veda al riguardo su questo blog la cronologia degli assalti islamici all’Europa, dalla morte del profeta Muhammad fino ai nostri giorni. Ora, con l’istituzione del Califfato da parte dei fondamentalisti sunniti ricordo, per la precisione cronachistica, che il califfo Abu Bakr al-Baghdadi il 5 luglio 2014 nella moschea di Mosul ha invitato i musulmani alla conquista della capitale della cristianità: “Questo è il mio consiglio per voi. Se lo seguirete, conquisterete Roma e diventerete padroni del mondo, con la volontà di Allah”.

Fatta questa doverosa premessa, in questo articolo desidero illustrare tre figure di santi della Chiesa Cattolica legati in modo particolare al periodo storico in cui sono avvenute le Crociate, proclamate dai papi e organizzate dai re e dai nobili europei dell’epoca

SAN NICASIO DE BURGIO. (Caccamo 1135 – Corni di Hattin 1187)

SAN NICASIO

San Nicasio de Burgio

I fratelli Ferrandino e NICASIO abbracciarono la vita religiosa come membri dell'Ordine Ospedaliero dei Cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme, conosciuto oggi come Ordine di Malta. I due fratelli pronunziarono come frati laici i tre voti religiosi di Povertà, Castità e Obbedienza e il quarto voto di "restare in armi" per dedicarsi al conforto degli afflitti, all'assistenza dei pellegrini e degli ammalati e alla difesa dei territori cristiani della Terra Santa, aderendo pienamente allo spirito dell'Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Gerusalemme, che aveva come princìpi ispiratori la difesa della fede, l'assistenza ai pellegrini e agli ammalati, l'impegno alla solidarietà, alla giustizia, alla pace, sulla base dell'insegnamento della dottrina evangelica, in stretta comunione con la Santa Sede, attraverso una carità operosa e dinamica, sostenuta dalla preghiera.

Essi risposero all'appello del Gran Maestro dei Gerosolimitani, Ruggero Des Moulins, che sollecitava presso i prìncipi cristiani l'aiuto per la liberazione della Terra Santa. Nel 1185, imbarcatisi a Trapani al seguito di Ruggero Des Moulins che ritornava a Gerusalemme scortato da due galere del Re Guglielmo II, partirono per la Terra Santa, dove, secondo lo spirito dell'Ordine, prestarono il loro servizio agli ammalati e ai pellegrini nell'Ospedale di San Giovanni di Gerusalemme. Nel 1187 il Sultano 
alā al-Dīn (Saladino), il cui regno si estendeva dal deserto libico alla valle del Tigri circondando su tre fronti i regni crociati, il 30 Giugno invase il regno di Gerusalemme, i Cristiani, dopo aver difeso il castello di Tiberiade, decimati e allo stremo, si rifugiarono sopra una collina chiamata Corni di Hattin, dove il 4 Luglio vennero definitivamente sconfitti, fatti prigionieri e poi consegnati ai carnefici. In questa battaglia, che si concluse con la resa di Tiberiade e di Tolemaide, rimasero uccisi Ruggero Des Moulins e gran parte degli Ospitalieri. Anche San Nicasio che era capitano al seguito di Ruggero Des Moulins fu fatto prigioniero durante la battaglia di Hattin e, poiché si rifiutò di rinnegare Cristo, fu decapitato, in odio alla fede, alla presenza del Sultano Saladino. (Ricordo a quanti non conoscono il Corano, libro sacro dell’Islam-Parola di Allah, che in guerra i prigionieri dei musulmani non hanno via di scampo: o si convertono o vengono decapitati. Proprio come oggi  ci mostrano le televisioni con i video mandati in onda dagli integralisti islamici). Quando l'Arcivescovo di Tiro, Josias, giunto a Palermo nell'estate del 1187, diede la notizia dell'uccisione dei fratelli Ferrandino e Nicasio al Re Guglielmo II, questi si stracciò i lussuosi vestiti di seta, indossò un saio e andò in ritiro penitenziale per quattro giorni. Nicasio fu venerato come Martire sin dai primi anni dopo la sua morte, e ciò prova che morì come cristiano in difesa di Cristo e della fede. San Nicasio fu quindi un Crociato che testimoniò la propria fede con il martirio, dando così l'esempio di come vivere nello spirito delle beatitudini evangeliche, che egli si era impegnato a realizzare, vestendo l'abito dei Cavalieri Gerosolimitani (la croce ottagonale bianca, segno delle otto beatitudini), in quanto seppe abbandonare gli agi della sua casa per diventare povero nel nome del Signore, accettando le afflizioni di un lungo viaggio in Terra Santa, per servire Cristo negli ammalati e nei pellegrini con la mitezza di chi, affamato e assetato della giustizia, desiderava ridare ai cristiani la gioia di poter venerare i luoghi in cui era vissuto il Salvatore, e ciò come frutto della misericordia verso il prossimo, cioè dell'amore che fu la sua forza nella persecuzione, affrontata per portare la pace laddove questa veniva negata con la violenza ai cristiani.

SAN FRANCESCO DI ASSISI. (Assisi 1181 – Assisi 1226).

san francesco di assisi riceve le stimmate

San Francesco riceve le stigmate

Su questo Santo rinvio i lettori alla notevole mole di pubblicazioni che lo vedono protagonista, anche su questo sito.

La Chiesa cattolica lo ricorda ancora oggi con grande enfasi come il fondatore di uno dei famosi Ordini Mendicanti, insieme a San Domenico Guzman di Calaruega, e come il Santo che ha riformato la Chiesa dal di dentro. In questo articolo desidero proporlo come il coraggioso missionario che insieme a Fra Illuminato di Rieti nel 1219 partì per l’Egitto durante la V Crociata per tentare di andare a parlare al Sultano Malek al-Kamel, con l’intento di fargli conoscere Gesù Cristo. Su questo episodio così emblematico della spiritualità di San Francesco e così poco conosciuto negli ambienti cattolici, due anni fa, ho pubblicato in collaborazione con il bravo artista padovano Francesco Lucianetti, un bellissimo fumetto che narra la vicenda storica desunta dalle Fonti Francescane e che trovate in questo sito citato nei particolari.

Poiché di San Francesco si sono appropriati diversi movimenti culturali falsificando la vera natura dell’opera realizzata da questo rivoluzionario credente, ritengo doveroso fare alcune precisazioni storiche. Prima di tutto che Francesco ha avuto come sua missione particolare quella di diventare simile a Cristo durante la sua vita terrena, infatti terminerà la sua vita ricevendo sul monte de La Verna le stigmate del Crocifisso, diventando veramente un Alter Christus.

Per evitare lo stravolgimento del VERO SAN FRANCESCO riporto dai numeri 2690 e 2691 delle Fonti Francescane l'intero illuminante episodio dell’incontro con il Sultano a Damietta,  e bisogna ricordare che questo brano è stato scritto da frati che hanno vissuto insieme a san Francesco, quindi sono più affidabili di chi oggi vorrebbe delegittimare il loro racconto, a vantaggio di una propria personale visione della vita, ma che non c'entra poi molto con il pensiero di san Francesco. Ecco dunque il brano dai RICORDI DI FRATE ILLUMINATO DI RIETI:

2690  Diceva il ministro generale (san Bonaventura), che frate Illuminato, già compagno di san Francesco nella sua missione dal sultano d'Egitto, era solito narrare questi episodi.  Mentre Francesco era alla corte, il sultano volle mettere alla prova la fede e la devozione che egli mostrava d'avere verso il Signore nostro crocifisso. Un giorno fece stendere nella sala delle udienze uno splendido tappeto, decorato per intero con un motivo geometrico a forma di croce, e poi disse ai presenti: “ Si chiami ora quell'uomo, che sembra essere un cristiano autentico; se per venire fino a me calpesterà con i suoi piedi questi segni di croce intessuti nel tappeto, l'accuseremo di fare ingiustizia al suo Signore; se invece si rifiuta di venire, gli domanderò perché commette questa scortesia di non venire fino a me ”.

 Chiamato, Francesco, che era pieno di Dio e da questa pienezza era bene istruito su quanto doveva fare e su quanto doveva dire, andò dritto dal sultano. Quegli, ritenendo d'aver motivo sufficiente per rimproverare l'uomo di Dio perché aveva fatto ingiuria al suo Signore Gesù Cristo, gli disse: “ Voi cristiani adorate la croce, come segno speciale del vostro Dio; perché dunque non hai avuto timore a calpestare questi segni della croce disegnati sul tappeto? ”. Rispose il beato Francesco: Dovete sapere che assieme al Signore nostro furono crocifissi anche due ladroni. Noi possediamo la vera croce del Signore e Salvatore nostro Gesù Cristo, e questa noi l'adoriamo e la circondiamo della più profonda devozione. Ora, mentre questa santa e vera croce del Signore fu consegnata a noi, a voi invece sono state lasciate le croci dei due ladroni. Ecco perché non ho avuto paura di camminare sui segni della croce dei ladroni. Tra voi e per voi non c'è nulla della santa croce ”.

2691  Il sultano gli sottopose anche un'altra questione: “ Il vostro Signore insegna nei Vangeli che voi non dovete rendere male per male, e non dovete rifiutare neppure il mantello a chi vi vuol togliere la tonaca, ecc. Quanto più voi cristiani non dovreste invadere le nostre terre, ecc. ”. Rispose il beato Francesco: Mi sembra che voi non abbiate letto tutto il Vangelo. Altrove, infatti, è detto: Se il tuo occhio ti è occasione di scandalo, cavalo e gettalo lontano da te. E con questo ha voluto insegnarci che se anche un uomo ci fosse amico o parente, o perfino fosse a noi caro come la pupilla dell'occhio, dovremmo essere disposti a separarlo, ad allontanarlo, a sradicarlo da noi, se tenta di allontanarci dalla fede e dall'amore del nostro Dio Proprio per questo, i cristiani agiscono secondo giustizia quando invadono le vostre terre e V1 combattono, perché voi bestemmiate il nome di Cristo e vi adoperate ad allontanare dalla religione di lui quanti più uomini potete. Se invece voi voleste conoscere, confessare e adorare il Creatore e Redentore del mondo, vi amerebbero come se stessi ”.  Tutti gli astanti furono presi da ammirazione per le risposte di lui.

13 SALUTO FRANCESCO E SULTANO

Francesco e il Sultano, pagina del fumetto di Lucianetti e Trabuio

Ritornando alla pubblicazione del fumetto storico su questo episodio desidero informare i cultori della materia che mi sono avvalso anche degli Atti della Giornata di Studio realizzata a Firenze dalla Biblioteca Francescana “Stanza delle Laudi” il 25 settembre 2010, in particolare dei contributi di Fra Pacifico Sella o.f.m., di John Tolan e di Franco Cardini.

SAN LUDOVICO (LUIGI IX) RE DI FRANCIA. Poissy, Francia, 25 aprile 1214 - Tunisi, 25 agosto 1270

Luigi IX, sovrano di Francia, nacque il 25 aprile 1214 in Poissy. Incoronato re di Francia, Luigi si assunse il compito, davanti a Dio e agli uomini, di diffondere il Vangelo. Nel 1244, Luigi cade in un forte attacco di una malattia che già lo perseguitava da tempo ed arriva a perdere conoscenza tanto che molti lo credono morto e la regina madre invia a Pontoise, dove egli si trova, le Reliquie reali affinché il re le possa toccare. Appena ripreso da quello stato e appena è in grado di parlare, racconta l’amico Joinville, chiede soltanto di diventare crociato. Le reazioni all’annuncio di questo voto sono di diversa natura, come, del resto, in quel secolo era in fase di mutamento lo spirito stesso con cui si affrontava l’argomento delle crociate dopo che i numerosi fallimenti avevano portato ad un forte scoraggiamento nella classe politica. Un trovatore, invece, interpreta l’entusiasmo popolare per un Luigi crociato e, nei testi della sua propaganda si meraviglia che un uomo “leale e integro, esempio di saggezza e di rettitudine” che conduce “una vita santa, linda, pura, senza peccato e senza macchia” si sia fatto crociato quando i più intraprendevano le crociate per fare penitenza. Ma per Luigi, che spinge all’estremo la fede che gli è stata inculcata, la crociata non è che il coronamento della retta condotta di un principe cristiano. Così, il 12 giugno 1248, Luigi va a Saint Denis a prendere l’orifiamma, (l'Orifiammaera lo stendardo reale dei Re di Francia. In origine la bandiera sacra dell'Abbazia di Saint-Denis, la bandiera era rossa o arancione-rosso e sventolava su una lancia) la tracolla e il bordone dalle mani del cardinale legato, segni della sua intima convinzione dell’identità tra crociata e pellegrinaggio.

orifiamma dei re di francia Orifiamma, stendardo dei re di Francia

La crociata si apre in Egitto presso la città di Damietta, dove attaccò con successo i Saraceni. Ma una terribile pestilenza decimò l'esercito crociato, colpendo lo stesso re. Assalito nuovamente dai Turchi, venne sconfitto e fatto prigioniero. Alla liberazione, avvenuta un mese dopo la cattura, previo pagamento di un riscatto molto oneroso, il cappellano reale racconta la dignità e il coraggio dimostrati dal re durante la prigionia: Luigi pensa anzitutto agli altri crociati prigionieri, rifiuta qualsiasi dichiarazione contraria alla propria fede cristiana e sfida perciò la tortura e la morte.

Dopo essere stato rilasciato, proseguì come pellegrino per la Terra Santa, dove compì numerose opere di bene. Tornato in Francia, il suo confessore, consigliere e primo biografo, Goffredo di Beaulieu, ne racconta i sentimenti in modo mirabile: “Dopo il suo felice ritorno in Francia, i testimoni della sua vita e i confidenti della sua coscienza videro fino a qual punto egli cercò di essere devoto verso Dio, giusto verso i suoi sudditi, misericordioso verso gli infelici, umile verso se stesso e come fece ogni sforzo per progredire in tutte le virtù. Come l’oro è superiore in valore all’argento, così il suo nuovo modo di vivere, portato con sé dalla Terrasanta, superava in santità la sua vita precedente; eppure in gioventù, egli era sempre stato buono, innocente ed esemplare”.

 Governò con giustizia e cristiana pietà, fondando l'Università della Sorbona a Parigi e preparando una nuova crociata.  Ma a Tunisi una nuova epidemia colpì l'esercito. Luigi IX, sentendosi morire, si fece adagiare con le braccia aperte come sulla croce e sopra un letto coperto di cenere e cilicio, dove spirò. Era il 25 agosto del 1270.

Sainte Chapelle Basse Sainte Chapelle Upper

Sainte Chapelle inferiore                                                                      Sainte Chapelle superiore

 Ma la fama della santità di re Luigi IX è ancor più amplificata dalla sua devozione alle reliquie della passione di Cristo. Venuto a sapere che l’imperatore latino di Costantinopoli, Baldovino II, per far fronte ai debiti contratti vuole vendere la reliquia della corona di spine portata da Gesù nella salita al Calvario, immediatamente mette mano al tesoro del regno per poterla acquisire e diventare così il più importante tra i re cattolici europei. La corona di spine gli costa la cifra enorme di centotrentacinquemila lire torinesi, la porta a Parigi e in pochi anni edifica quella meravigliosa custodia regale che sarà la Sainte Chapelle. La costruzione di questo stupendo simulacro gotico gli costerà quarantamila lire torinesi. Valutate un po’ la differenza tra le due cifre e traetene le conclusioni.

La Sainte Chapelle ancor oggi è visitabile, non è più luogo sacro dalla Rivoluzione francese, ma nell’Ile de la Cité sulla Senna, insieme alla cattedrale di Notre Dame, racconta della storia di Francia quando la religione cattolica era un vanto per i regnanti e per il popolo.

Re Luigi IX era un grande seguace della spiritualità di San Francesco di Assisi, favorì gli ordini mendicanti francescani e domenicani ed elevò il livello intellettuale dell’Università della Sorbona, portandovi i più grandi teologi dei due ordini. Parigi così divenne il centro europeo degli studi di teologia. Celebre divenne la disputa tra il francescano Giovanni Duns Scoto (fatto beato da papa San Giovanni Paolo II) e i domenicani intorno al dogma dell’Immacolata Concezione. (Si legga su questo sito la storia bellissima di questo dogma nell’articolo: “La Madonna ci parla”)

Proprio per questo suo amore per il Santo di Assisi, re Luigi IX è stato proclamato co-patrono dell’Ordine Francescano Secolare (I Terziari)

Sarà papa Bonifacio VIII con la bolla Gloria laus a pronunciare la canonizzazione solenne di Luigi IX e a fissarne la festa nel giorno della sua morte, il 25 agosto.

La conclusione di questa breve rassegna sui Santi nelle Crociate è un invito a conoscere la storia gloriosa della cristianità medievale nello sforzo di recuperare al culto i luoghi della vita, della predicazione, della passione e morte di Gesù, della sua risurrezione. La terra di Gesù era stata conquistata e devastata a partire dall’anno 638 dagli eserciti musulmani e per secoli i credenti in Gesù sono stati, e continuano a essere perseguitati e uccisi nel nome di Allah.

Contrariamente a quanti affermano che le crociate sono state una “vergogna” per la Chiesa di Roma, altri, me compreso, sostengono che se non ci fossero state le crociate i regni e i principati europei non si sarebbero consolidati nei due secoli di attuazione dei tentativi di riprendere possesso dei Luoghi Santi, e non sarebbero state possibili le epiche difese dell’Europa dagli assalti continui degli eserciti turchi.

Ricordo il ruolo dei frati francescani nella difesa di Belgrado con san Giovanni di Capestrano (anno 1456), nella difesa di Vienna col beato Marco d’Aviano (1683). Faccio anche memoria per i più curiosi di san Lorenzo di Brindisi e di san Giacomo delle Marca, francescani pure loro.

Questo cenno è importante farlo perché a causa dell’apostasia dilagante in casa cattolica è in atto la "cancellazione" di queste figure di santi francescani dalla memoria degli stessi ordini religiosi.

SAN GIOVANNI DA CAPESTRANO MARCO DAVIANO

San Giovanni di Capestrano                                    Beato Marco d'Aviano

Lunedì, 25 Maggio 2015 15:55

LA SACRA DI SAN MICHELE

SACRA DI SAN MICHELE sito

La Sacra di San Michele, Abbazia Benedettina dell'anno 1000                

La salita è lunga

la cima ogni tanto scompare

quando arriviamo è un sogno

sembra un girone dantesco

tutto roccia e pinnacoli grotteschi

non c’è armonia

è tutto solenne

enorme espressione dello spirito

e

lentamente saliamo i gradini

interminabili passi verso l’alto

dentro l’abbazia

opera dell’uomo e dono divino

dalla porta esoterica zodiacale

entriamo in questa basilica sul monte

emozioni antiche di santi consunti

ci avvolgono nei loro misteri

andiamo verso la roccia puntuta

sommità di granito

con le radici che si disperdono

profonde

al centro della terra

e lì tocchiamo con le mani il culmine

un’esplosione quantica di energia

ci avvolge

ci sconvolge

abbracciati alla roccia

immersi nell’amore.

statuasan michele

Statua dell'Arcangelo Michele, bronzo dorato, scultura di Doss Moroder, anno 2005

                                       

15° COMPLEANNO DEL PROGETTO MESSNER-MONTE RITE A CIBIANA DI CADORE: IL MUSEO TRA LE NUVOLE DIVENTERA' UN PRODOTTO DI CULTO?

forte di monte rite

Uno scorcio del Forte Monte Rite con vista sul Monte Pelmo

Il "museo tra le nuvole", la grande intuizione di Reinhold Messner, il mito vivente degli 8000 è oggi una realtà consolidata nel panorama delle mete culturali e turistiche del Bellunese sulla cima del Monte Rite in quel di Cibiana di Cadore.

I lavori di ripristino del forte e della caserma costruiti in occasione della prima guerra mondiale hanno visto migliaia di amanti della natura e dell’arte salire in questi 15 anni di attività, sulla cima del Monte Rite. L’anniversario  non poteva passare sotto silenzio perché mi ha visto protagonista nello studio della realizzazione come risposta al bailamme delle polemiche con gli ambientalisti-protezionisti che sempre sparano a zero sul loro idolo di un tempo, la loro guida spirituale.

Al fondo delle polemiche c'è sempre un fondo di verità ma anche tanta disinformazione.

Proprio intuendo in anticipo questa confusione polemica quando ero titolare dell’insegnamento  di Statistica del Turismo nel corso di laurea in Economia del Turismo dell'Università di Venezia, ho seguito come relatore una tesi dal titolo: "Il museo delle Dolomiti a Cibiana di Cadore: storia e strategia per un prodotto di culto", durante l’Anno Accademico 2000-2001.

MESSNER E TRABUIO picture

Reinhold Messner e il prof. Trabuio a Cibiana

 La studentessa Elena Miazzo che si è laureata all’epoca, e brillantemente con il massimo dei voti, ha sviluppato con originalità la genesi del Museo, ricostruendo la storia del forte a 2200 metri di quota da dove a 360 gradi si dominano la Val Zoldana, la Valle del Boite, la Valle del Piave. Uno scenario mozzafiato per la bellezza estasiante che spazia dal Pelmo alle Tofane, dall'Antelao al Sassolungo di Cibiana, dal Bosco Nero al Tamer e alla Moiazza fino al Civetta. Gli amanti dell'alpe dolomitica hanno avuto modo  di gratificarsi al loro arrivo sulla cima dove il forte ospita un museo permanente di arte e storia dell'alpinismo, su queste montagne che hanno incantato i primi escursionisti inglesi alla fine del 1800. Un ottimo rifugio offre vitto e alloggio a chi arriva sulla cima e vuole godersi le albe e i tramonti che mai vedrà in altri luoghi. Fanno compagnia agli escursionisti i famosi yak, provenienti dalle montagne himalaiane, e voluti fortemente da Messner per rivitalizzare l’ambiente alpino una volta dedicato ai pascoli e alle malghe.

MESSNER E ELENA

Reinhold Messner con la studentessa Elena Miazzo, Floriano Prà e Eusebio Zandanel

Ritengo simpatico e originale riportare la prefazione di Elena alla sua tesi di laurea:

La stesura della tesi è stata solo una parte della mia avventura! Fui avvisata dal prof. Trabuio quando mi chiese se ero un’ avventuriera, in tal caso avrei potuto iniziare il mio lavoro, lui già probabilmente sapeva cosa mi aspettava!

Ma prima di decidere se iniziare questo progetto, andai in visita a Cibiana e fui subito colpita da quel paesino tra magnifiche montagne. Fu facile decidere, anche perché un po' avventuriera lo sono. Passo dopo passo, sono stata aiutata da molte persone, prima di tutti il prof. Gianfranco Trabuio, abitante estivo di Cibiana, che mi è stato utile sia nelle ricerche del materiale che nelle interviste agli esperti in quanto alcuni di loro già li conosceva, quindi è stato più facile mettermi  in contatto per intervistarli. Un grazie particolare va al sig. Quirino Da Col così cortese da mettere a mia disposizione un vecchio libro, praticamente introvabile, e che mi ha fatto avere un primo incontro con il prof. Guido De Zordo con il quale ho fatto una prima chiacchierata in un giorno di festa nel mese di maggio. Il prof. De Zordo mi ha procurato il progetto del Museo e dato la possibilità di incontrare Reinhold Messner e di salire con lui in cima al Monte Rite.

Reinhold Messner mi ha concesso un po' del suo tempo prezioso per l’intervista che gli abbiamo fatto insieme col prof. Trabuio.

Un ringraziamento va al sig. Umberto Olivotti, fotografo ufficiale in questa mia dissertazione, che ha avuto tanta pazienza e che mi ha insegnato a conoscere le Dolomiti, e al Grand'Ufficiale Lucillo Bianchi dal quale ho avuto alcuni suggerimenti utili per la stesura della tesi, e che mi ha raccontato molte altre cose su Cibiana che ho dovuto tralasciare per ovvi motivi di tempo e contesto. Il sig. Angelo Zanettin  grazie al quale ho potuto incontrare e intervistare il sig. Domenico Belfi che è stato molto gentile e disponibile sebbene impegnato nel suo lavoro. Non posso dimenticarmi del proprietario dell'albergo Remauro, Romano Di Maria e la sua mamma che sono stati infinitamente cortesi. La sig.ra De Feo, seppur da pochi giorni eletta sindaco di Forno di Zoldo è stata disponibile e pronta a rispondere alle mie domande. Un grazie al C.A.l di Padova e al suo bibliotecario. Un grazie infinito lo devo alla famiglia Corsini, che mi ha appoggiato di cuore e non solo …………………..

Ma il museo e il Monte Rite diventeranno un prodotto di culto?

IL RIFUGIO COL RISTORANTE DEL MUSEOIL FORTE MUSEO

Scorcio del forte col rifugio                                Scorcio del forte con le torri di osservazione

Sembra proprio di sì. I requisiti ci sono tutti: c'è il celebrante che viene identificato con le Dolomiti e il forte, che connotano il mito della fondazione in una storia irripetibile; c'è l'eroe identificato con Reinhold Messner che ha dato vita all'idea e al prodotto; ci sono gli spettatori che vengono identificati con la tribù originaria, i primi a collaborare con l'eroe e a sostenerlo; infine, ci saranno gli adepti, tutte le persone che mosse dalla forza del celebrante e dell'eroe saliranno la montagna per godere e gustare natura, arte e pace.

Va sottolineata con emozione la trasformazione di un forte, strumento di guerra e di morte, in museo dell'arte e della pace immerso in una natura di grande storia e di grande evocazione.

Le conclusioni cui la tesi ha portato sono proprio queste, e per raggiungerle è stato seguito un percorso originale. Col metodo  Delphi sono state intervistate in due riprese alcune personalità di spicco delle valli sottostanti il Monte Rite. Dai sindaci di Cibiana di Cadore, Forno di Zoldo, al presidente della Comunità montana della Valle del Boite e sindaco di Vodo di Cadore; all'assessore alla cultura di Cortina d' Ampezzo e al direttore del Parco delle Dolomiti d'Ampezzo; a un grande naturalista di Pieve di Cadore, al presidente del CAI di Belluno, all'assessore regionale al turismo e all'ex assessore regionale alle politiche comunitarie,  e infine alcuni esponenti di spicco del bellissimo e famoso paese di Cibiana di Cadore (paese dei murales che narrano la storia vissuta dalla comunità).

IL BOSCONERO DAL FORTEGLI YAK  AL PASCOLO

Vista sul magnifico Gruppo del Bosco Nero         Pascolo sulla neve per gli yak

Ecco sinteticamente illustrato il contenuto del lavoro originale. Possiamo dire con sicurezza che alla cima del Monte Rite si arriva a piedi, ma per gli anziani e i disabili è disponibile una navetta che consente di percorrere i sette chilometri che conducono dal Passo Cibiana al museo delle Dolomiti. Tutti devono avere la possibilità di contribuire alla costruzione del "culto".

UN ANGOLO DEL MUSEO DENTRO AL FORTE

Uno scorcio del Museo nelle sale del forte di Monte Rite

Questa tesi di laurea è lì a dimostrare l’importanza culturale, storica e artistica di questa iniziativa, nata dalle idee di un eroe moderno, che ha sfidato la natura e che ne rispetta l’arcana potenza e l’immortale fascino, tracciando il cammino per tutti gli uomini moderni, che troppo spesso si dimenticano di rendere il giusto omaggio alla natura che li circonda.

IL FORTE COL CIVETTA

Vista stupenda dei gruppi del Civetta e del Coldai dalla sommità del forte  con le originali torri di osservazione

 

 

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