Martedì, Aprile 20, 2021
Gianfranco Trabuio

Gianfranco Trabuio

DIALOGO

È molto importante in questa circostanza per una riflessione sul dialogo con l’Islam, dare anche una panoramica di carattere cronologico su ciò che ci differenzia a partire dal calendario!

Allora il nostro calendario è quello Gregoriano introdotto dal Papa Gregorio XIII (1502 – 1585), nel XVI secolo.
Per noi oggi è il 25 Gennaio 2016, memoria liturgica della conversione di Paolo di Tarso;
Per gli ebrei, invece, oggi è il 15 del mese di Shevat dell’anno 5776;
Per i musulmani, invece, è il 14 del mese di Rabi at-Thani dell’anno 1437.

!CONOSCERE PER DIALOGARE!

Ecco, vorrei che fosse chiaro fin dall’inizio di questa nota quanto sia strategico per il nostro futuro il tema del dialogo con l’Islam. È talmente importante e foriero di così tante conseguenze che non possiamo non conoscere questo fenomeno nelle sue implicazioni sociali e non solo religiose.

Vorrei cominciare ad affrontare il tema della relazione partendo dalle considerazioni che il Papa Benedetto XVI ha fatto nel suo famoso discorso all’Università di Regensburg il 12 settembre 2006, ovvero, il rapporto tra la ragione e Dio. Il Papa ha sottolineato come non agire secondo la ragione umana significa non rifarsi alla natura dei rapporti che vi sono tra Dio e l’uomo. 

benedetto xvi a ratisbona

Papa Benedetto XVI durante la sua lezione all'Università di Ratisbona (Regensburg)

La natura filosofica del ragionamento del Papa è contenuta solo in questa considerazione. Tutto quanto è successo dopo, è stato un abile gioco mediatico strumentalizzato dalla stampa, soprattutto italiana, e volto a mettere in cattiva luce il ragionamento illuminato del Santo Padre, espungendo una sola frase da un ragionamento stupendo e perfetto nella sua precisione filosoficamente geometrica.

Ma entriamo subito nel merito del tema del dialogo per tentarne una sua definizione, precisando che questo tema, insieme con quello della pace, è stato straordinariamente esaltato dalla nostra civiltà cristiana.
Purtroppo alcune espressioni troppo abusate, a un certo punto perdono di significato, ecco quindi la necessità di precisarne il contenuto semantico.

Dialogo, dal greco δία-λογος, non ha semplicemente il significato letterale di “attraverso il discorso”, bensì un processo tra interlocutori che tendono a conseguire una qualche conoscenza, una qualche verità.
Quindi il termine dialogo, assume il significato profondo e filosoficamente impegnativo di percorso verso la conoscenza della verità.
Qualunque sia la materia di discussione, presume che l’obiettivo sia definito e accettato da parte dei partecipanti al processo dialogico.

Quanto scriverò non ha la pretesa della esaustività e dell’approfondimento necessario per conoscere un fenomeno come quello di cui stiamo parlando.
Lo dovete ritenere un primo approccio, realistico e documentato.
Non vi racconterò una favola, come sono soliti fare alcuni accademici che girano a tenere conferenze sull’Islam con le linee guida del politicamente corretto. Si limitano, purtroppo, a un racconto favolistico e romantico su Maometto e sui suoi seguaci.
L’Islam è fenomeno così complesso e multiforme nelle sue concrete manifestazioni che possiamo dire, senza essere banali, contiene tutto (della realtà dell’uomo e della storia) e anche il suo contrario.
Nel Corano c’è la pace, ma c’è anche la guerra.
Nell’Islam religioso, ci sono i mistici, i sufi, immersi nella divinità, ma anche il fondamentalismo terrorista.
Ribadisco l’importanza di sapere di cosa si parla quando si affrontano i temi di una fede religiosa.


INTRODUZIONE.
Quanto scriverò in questa nota riguarda la concezione islamica della religione, molto più che la storia dell'Islam nei suoi risvolti materiali (politici, economici, fattuali).
Molti cristiani, ancora oggi, tendono a sottovalutare le differenze tra la loro fede, di cui spesso hanno una conoscenza approssimativa e superficiale, e la religione islamica. Tanto, tutt'e due credono in Dio...
Emblematico di questo atteggiamento inconsapevole e acritico fu il caso di una suora, che, a una nota radiotrasmissione, ebbe a dire una volta "Preghiamo per la chiesa musulmana" (sic!). O come quel sacerdote bergamasco che durante la Santa Messa alla presenza di una rappresentanza musulmana, ha invitato a pregare il Padre Nostro con i musulmani. Per i musulmani Allah ha 99 attributi, cioè 99 nomi, ma manca quello di padre!
La verità è che invece esistono, accanto ad alcune analogie, profonde differenze, che è bene cogliere, come imprescindibile condizione a un vero dialogo, e non come ostacolo ad esso.

UN DIVERSO PUNTO DI PARTENZA.
Per il Cristianesimo punto di partenza è l'avvenimento storico di Dio fattosi uomo. Un avvenimento incontrabile, sperimentabile. Una vita nuova, incontrabile storicamente.
Per l'Islam la predicazione di un uomo, Muhammad, che sostiene di avere avuto una visione angelica, da cui avrebbe ricevuto un messaggio di Allah (Dio).
In un caso, un Uomo che ha detto di essere Dio, e ha operato in modo da rendere credibile questa affermazione.
Nell'altro caso, un uomo che ha ammesso di essere soltanto un uomo (e come tale si è comportato, affidando alla spada la diffusione del suo messaggio), ma ha preteso di aver ricevuto una rivelazione.
In Cristo, Dio si è fatto vicino all'uomo, si è reso incontrabile, ha in qualche modo e in un certo senso azzerato la sua infinita distanza.
Con Muhammad invece Dio resta lontano, abissalmente lontano, impenetrabilmente lontano.
Nell'un caso lo si può chiamare Padre, Padre buono, un Padre che ama i suoi figli. Nell'altro non lo si può mai nominare adeguatamente, ogni familiarità è impossibile e blasfema, e l'uomo non è figlio, ma servo, schiavo di un Dio lontano nella Sua irraggiungibile maestà.
Abbiamo detto che Cristo ha operato in modo da rendere credibile la sua affermazione di essere Dio: lo ha fatto dimostrando una conoscenza dell'uomo, una passione per il suo bene, una capacità di dominare la realtà (i miracoli), quali mai si erano viste. E di tutto questo almeno un po’ tutti i cristiani, nella misura della loro santità, sono partecipi: pensiamo a santa Teresa d’Avila, a San Francesco di Assisi, a San Giovanni Bosco.

UN DIVERSO MODO DI CONCEPIRE DIO
Trinità di amore, comunione di Persone per il Cristianesimo, solitaria unicità per l'Islam. Se Dio è mistero trinitario, allora Egli è amore, pienezza di amore, vita, fuoco. Solo in questo caso siamo certi che Dio non abbia bisogno della sua creatura. Se invece Dio fosse un solitario, una sola Persona, chi ci potrebbe impedire di pensare che Egli ha creato altri esseri razionali per un suo bisogno (in termini banali, per avere della compagnia)? Ma, si dirà da parte islamica, è bestemmia dire che Dio è trino, poiché Egli è l'unico: certo che Dio è Uno, ed è Unico, ma la vera bestemmia, o almeno una riduzione a una nostra misura non è proprio il concepire la sua unità al modo umano, secondo una misura razionalistica e naturalistica?
Proprio perché Dio è Mistero Egli va infinitamente al di là della nostra immaginazione e della nostra ragione. L'unico limite che si pone è la contraddizione, ma il Mistero trinitario non è contraddizione, è mistero. Un mistero già annunciato, del resto, dal mistero della unità del molteplice che constatiamo a livello creaturale.

LA NECESSITÀ DELLA REDENZIONE.
Per l'Islam il PECCATO ORIGINALE non è altro che una certa smemoratezza dell'uomo, una dimenticanza del patto originario. Qualcosa di non poi molto grave, insomma. L'uomo non ha bisogno della grazia. La sua volontà è forte, è capace di osservare interamente la legge morale. Da un punto di vista non solo cristiano, ma semplicemente razionale, questa visione è superficiale, non spiega tutti i fattori della realtà : non sembra ragionevole dire che tutto il male che c'è nella storia, gli omicidi, le cattiverie, le stragi, i genocidi, le ruberie, le infedeltà e quant'altro, sia dovuto a una dimenticanza del patto originario, tale da non intaccare in profondità la conoscenza e la volontà umane. Per l'Islam basta ricordare tale patto per essere quali Dio ci vuole: il Profeta non avrebbe detto cose davvero nuove, ma ricorderebbe all'uomo ciò che da sempre egli sa.

A noi, cristiani, sembra invece che la portata del male che si incontra nella vita e nella storia umane gridi l'impossibilità per l'uomo di essere buono e giusto con le sole sue forze. Ci vuole una grazia, ci vuole un dono dall'alto, per poter sanare la nostra volontà malata, ferita dal peccato. Solo la Grazia di Cristo, procurataci dalla sua passione redentrice, può lavarci dal male e renderci capaci di verità e di bene.

IL MODO DI CONCEPIRE LA VITA ETERNA.
La vita eterna è un paradiso di delizie terrene per l'Islam.
La comunione con Dio per il Cristianesimo.
Per l'Islam Dio resterà per sempre lontano e inaccessibile.
Per il Cristianesimo gli eletti saranno resi partecipi di Dio, in qualche modo anzi diventeranno Dio, per grazia: per quanto è possibile infatti la natura umana sarà trasfigurata, ad immagine di Cristo, Uomo-Dio.
Giudichi ognuno se ciò che più ci può rendere felici sono i piaceri, l'abbondanza di cose, l'avere, o non piuttosto l'essere, l'essere amici del Mistero buono che ha fatto tutte le cose, vederLo e amarLo, essendo da Lui amati e innalzati a partecipare della Sua mensa. Un bambino non è felice perché ha tanti giocattoli, ma perché sua mamma e suo papà gli vogliono bene. Potrebbe essere felice una umanità, sia pure resa immortale e incorruttibile, in un giardino di delizie terrene, non vedendo il volto di Dio, stando lontano da un Dio, le cui intenzioni intime gli sfuggirebbero per l'eternità, e che pertanto potrebbe per l'eternità essere sospettato di celare un beffardo, ultimamente maligno sorriso di scherno?

UNA DIVERSA STIMA DELLA RAGIONE.
Il Cristianesimo, soprattutto cattolico, valorizza pienamente la ragione: esso ha solennemente dichiarato che nessun dogma può contraddire la ragione, e ha condannato il fideismo come eresia. Eretico è infatti affermare che occorre rinunciare alla ragione per credere. E questo perché il Mistero che si è rivelato in Cristo è "un Dio Verace e senza malizia", non un ingannatore, che si diverta a tendere tranelli alle sue creature. Dio è buono, e verace: non mente e non inganna. Non inganna la sua creatura razionale, facendole credere vero ciò che tale non è: se la creatura usa bene di ciò di cui il Creatore l'ha dotata, tra cui la sua ragione, essa trova la verità, e tale verità non potrà pertanto entrare in conflitto con la Verità rivelata direttamente da Dio stesso.
Per questo il Cristianesimo ha incentivato la filosofia, valorizzando il pensiero a lui precedente, ed ha promosso una grandioso e secolare sviluppo della razionalità filosofica, di cui le Summae del XIII secolo, ma non solo esse, sono imponente documentazione.
Averroè ???!!

AVERROE particolare del trionfo di san tommaso di abdrea di bonaiuto santa maria novella firenze

                                Averroé, particolare del dipinto del trionfo di San Tommaso, di Andrea di Bonaiuto

nella Chiesa di Santa Maria Novella in Firenze

Non altrettanto si può dire dell'Islam. Dopo l'11 settembre 2001 ( la devastazione delle Torri Gemelle a New York) alcuni hanno continuato a ripetere: Averroè! Averroè! Averroè è la prova dello splendore filosofico dell'Islam! Ma probabilmente non hanno la minima idea di che cosa avesse davvero detto Averroè, che non era un filosofo islamico ortodosso, negando tesi essenziali del credo musulmano, come l'immortalità personale e la creazione "nel tempo". Ma più in generale non mi sembra un caso che non si possa citare un solo filosofo (degno di nota, almeno) islamico che fosse anche ortodosso. Non solo Averroè, ma nemmeno Avicenna, Al Gazali, Al Farabi, filosofi fioriti in terra islamica, erano ortodossi (dal punto di vista della ortodossia islamica, ma anche da un punto di vista semplicemente teistico). Non esiste un S. Agostino islamico, non esiste un S.Tommaso islamico, non esiste un solo personaggio che abbia edificato una sintesi in cui fede (islamica) e ragione si armonizzassero: un caso?

Non credo sia un caso: infatti per l'Islam a tal punto Dio è lontano e irraggiungibile dalla sua creatura, che ciò che di Lui la nostra ragione può sapere è sospeso al suo totale arbitrio, è sospeso ad un arbitrio totalmente non-verificabile.

Secondo il Cristianesimo Dio si è fatto Uomo, accondiscendendo alla modalità conoscitiva umana, e cercando di conquistare la nostra libera e consapevole persuasione, mostrandosi, agli occhi e al pensiero, come Presenza che corrisponde al desiderio di piena felicità.

Secondo l'Islam invece Dio, invece che incarnarsi, si incarta: si incarta nel Corano, Testo Sacro da accettare ciecamente (prendere o lasciare!), senza che la ragione umana possa davvero chiedere dei motivi di credibilità. Il Corano si accetta o si rifiuta, ma non si discute in alcun modo.

A differenza della Bibbia, che è testimonianza della Rivelazione (pur essendo in qualche modo essa stessa evento sacro, Corpo biblico di Cristo, per dirla con Origene), il Corano è la Rivelazione. Al punto tale da non poter essere tradotto, né sottoposto a esame storico-critico (come invece la Bibbia ha accettato, e in modo vincente, di essere).

La figura del genio, tipica di certa letteratura araba, pensiamo alle Mille e una notte, è metafora poetica di questo concetto: un divino talmente al di là della nostra ragione, da essere capriccioso e imprevedibile, essenzialmente ambiguo, ora buono ora cattivo, scivolando con grande spregiudicatezza ora nell'uno ora nell'altro atteggiamento. Ora, si potrà dire che Dio non è un genio, tuttavia ci sembra significativo il darsi di una figura del genere, che non ha alcuna cittadinanza in una cultura di matrice ebraico-cristiana, dove ci sono gli angeli, fedeli a Dio, e univocamente buoni, e i diavoli, ribelli a Dio, e univocamente cattivi.

LA SCELTA DEI MEZZI DI DIFFUSIONE.
Il Cristianesimo si diffonde col martirio dei suoi membri, che si lasciano uccidere dai Romani per testimoniare la divinità di Cristo.
L'Islam si diffonde con la spada, uccidendo coloro che gli si oppongono.
Il Cristianesimo si lascia uccidere, e testimonia con ciò la sua forza. L'Islam uccide, e confessa così la sua debolezza, la sua impotenza a convincere con altri sistemi che non siano violenza.

Che d'altronde nell'Islam ci sia una vena di violenza lo si vede bene oggi, con quello che accade in molti dei paesi islamici, dove i cristiani sono sottoposti a una spietata persecuzione, di cui si parla molto poco e con distacco, perché bisogna tener buoni i fornitori di petrolio. Solo gli ultimi Papi hanno gridato contro il genocidio dei cristiani nell’indifferenza delle istituzioni mondiali.
Non è un caso, probabilmente, se è vero che nel Corano si trovano espressioni come le seguenti:

«Vi è imposta la guerra anche se ciò possa spiacervi» (sura II, versetto 216).
«Uccidete gli idolatri dovunque li troviate; catturateli, assediateli, fateli cadere nelle imboscate» (IX, 5).
«Ammazzateli dovunque essi si incontrino!» (II, 191).
«Combatteteli fino a che non vi sia più ribellione e che la religione sia quella del Dio» (II, 193).
«Sia che voi andiate incontro alla morte, sia che vi ammazzino, verso il Dio sarà certamente il vostro ritorno» (III, 158). «Non voi li avete trucidati, è il Dio che li ha uccisi» (VIII, 17).
«Combattete contro coloro che non credono in Dio e nel Giorno Estremo, e che non ritengono illecito quel che Dio e il Suo Messaggero han dichiarato illecito. Combattete, fra quelli cui fu data la Scrittura (ebrei e cristiani, ndr), coloro che non praticano la vera religione. Combatteteli finché non paghino il tributo, uno per uno, e finché non siano umiliati» (IX, 29).
«Non tentennate, non cedete, non invocate "Pace, pace!", mentre siete i più forti» (XLVII, 35).
NOTA BENE
Si conviene che non sia auspicabile inchiodare l'Islam (in quanto tale) a queste tesi, cristallizzandone per così dire, l'identità nella sua versione peggiore: occorre favorire quanto possibile una evoluzione dell'Islam, che faccia leva sulle personalità più moderate e che aiuti a interpretare e rivedere tali aspetti, rendendo l'Islam più pacifico e tollerante. Ed esistono di fatto nel mondo islamico, soprattutto arabo-islamico, personalità sinceramente desiderose di ciò. D'altro canto non si può nemmeno tacere su ciò che finora l'Islam è stato e su come è stato interpretato il suo messaggio dai suoi seguaci storici: sono gli stessi musulmani moderati a non volerlo e a rimproverare agli occidentali una strana miopia in proposito.

sharia manifestazione

Esempio di integrazione sociale intesa da musulmani europei in una manifestazione in Inghilterra

IL RAPPORTO RELIGIONE/STATO.
La Chiesa si pone da sempre, pur con possibilità di tradimenti, in termini dialettici verso lo Stato; nell'Islam invece non c'è possibilità di distinguere un potere spirituale da quello politico: l'idea di califfato è quella di una stretta unità tra potere politico e potere spirituale.
Si obbietterà che nel Medioevo il potere della Chiesa era intrecciato a quello politico, ricordando il concetto di sacro Romano Impero e i vescovi-conti, ma anche in quel periodo esisteva una distinzione e anzi una contrapposizione tra i due poteri, politico ed ecclesiastico, per quanto intrecciati essi fossero. Non vi fu mai una figura di Papa-Imperatore anche solo lontanamente paragonabile a un Califfo. Non capire questo vuol dire non avere intelligenza dei termini che si usano. E la commistione creatasi coi vescovi-conti (poco prima dell'anno Mille) venne molto presto sentita come inaccettabile dal movimento per la libertas Ecclesiae, che già nel 1059 produceva una forte reazione (con lo Statutum de electione papae) e con Gregorio VII affrontò in modo deciso l'ingerenza del potere imperiale nella vita della Chiesa. Certo, tutta la storia del medioevo europeo è storia di rapporto tra Chiesa e Stato, ma precisamente di rapporto: tra due entità distinte.
Nell'Islam invece non si prevede alcuna distinzione tra "ciò che è di Cesare e ciò che è di Dio". E la religione coranica ha una fortissima impronta giuridica e sociale, nel senso che è concepita per essere applicata a regola di una società civile e politica.

CONCLUSIONE.
Come si vede le differenze non sono poche né lievi. Per un cristiano è bene esserne consapevole, ricordando quanto la Chiesa ha sempre insegnato, ossia che non vi è salvezza se non in Cristo, Uomo-Dio, crocifisso e risorto, (si veda anche la Dichiarazione Dominus Jesus, circa l'unicità e l'universalità salvifica di Gesù Cristo e della Chiesa, documento dottrinale emesso dalla Congregazione per la Dottrina della Fede il 6 agosto 2000, a firma dell'allora prefetto della Congregazione, il cardinale Joseph Ratzinger futuro papa Benedetto XVI contro l'indifferentismo e il relativismo religioso, che equiparano il Cristianesimo alle religioni).
Perciò l'atteggiamento del cristiano verso chi è musulmano non può che essere missionario: non possiamo non desiderare che l'altro incontri Cristo, nostra pace, possibilità di letizia e salvezza dal male. Ciò, ovviamente, senza impazienze né atteggiamenti di proselitismo superficiale e mosso da motivi di meschina egemonia politica: ciò che deve importare, sempre, è la persona.

Comunque vi possono essere anche dei campi in cui cristiani e musulmani (almeno quei musulmani che cercano con sincerità di obbedire a Dio, Infinito e Trascendente) possono essere uniti, e ciò è già stato realtà (in varie conferenze dell'ONU): pensiamo alla difesa della vita contro l'aborto, o alla difesa della famiglia naturale; in generale cristiani e musulmani dovrebbero dialogare senza preconcetti o rancori, ma anche sulla base di chiarezza e sincerità reciproca. È una sfida che si può e che vale la pena affrontare.

martiri cristiani di oggi        papa francesco e i martiri di oggi

Esempio di convivenza religiosa come intesa dagli islamisti

Lunedì, 04 Gennaio 2016 16:41

GIUBILEO DELLA MISERICORDIA, PARTENZA!!!!

giovanni paolo 2 suor faustina e gesù misericordioso

Il giubileo della Misericordia è da poco iniziato e già molto se ne parla, soprattutto nelle chiese dove i fedeli ricevono catechesi un po' impegnative con l'invito a guardare l'immagine della Divina Misericordia come Gesù l'ha commissionata alla suora polacca Maria Faustina Kowalska (1905 - 1938), oggi santa per volere dell'altro grande santo polacco, il Papa Giovanni Paolo II. Questa suora, vissuta tutta la vita religiosa nel convento di Cracovia-Lagievniki, oggi si trova a vivere un anno di gloriosa fama grazie alle continue visioni e dialoghi avuti sia con Gesù che con sua madre Maria, fatti conoscere prima alla Chiesa cattolica e poi al mondo dall'allora vescovo ausiliare di Cracovia monsignor Karol Wotila.

Tra il 1965 e il 1967 si svolse a Cracovia il processo informativo relativo alla sua vita e alle sue virtù, la causa fu promossa dall’allora vescovo ausiliare di Cracovia, Karol Wojtyła. Nel 1968 iniziò a Roma il processo di beatificazione che si concluse nel dicembre del 1992. Fu beatificata da Papa Giovanni Paolo II in piazza San Pietro a Roma il 18 aprile 1993 (Domenica in Albis) e proclamata santa il 30 aprile 2000 (Domenica in Albis). Le sue reliquie si trovano nel "Santuario della Divina Misericordia" a Cracovia-Lagievniki.
Papa Giovanni Paolo II scrisse una enciclica: Dives in Misericordia, la seconda del suo pontificato (1980), interamente dedicata alla devozione appresa dall'umile suora polacca. Nell’occasione della canonizzazione il Papa ha stabilito per la prima volta la Festa della Divina Misericordia, da celebrarsi ogni anno nella prima domenica dopo Pasqua (Domenica in Albis).

Questa sintesi era necessaria per aprire una finestra di stupende meraviglie sul significato del Giubileo dedicato alla Misericordia di Dio. La storia della Salvezza nella nostra religione cattolica parte dall'Antico Testamento per concretamente realizzarsi con la venuta di Gesù, e non c'è periodo migliore per ricordarci di questo attributo di Dio che meditarlo durante le festività natalizie.

bambino Gesù

Questa statua di Gesù Bambino proviene da Betlemme e porta al collo nel reliquiario d'argento una scheggia della roccia della Grotta della Natvità

A questo punto è di grande importanza, per entrare dentro al mistero della Misericordia Divina, riportare per esteso il documento preparato dal Vaticano in occasione della canonizzazione di suor Faustina.

Il 30 aprile 2000, II Domenica di Pasqua, alle ore 10, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha celebrato l'Eucaristia sul sagrato della Patriarcale Basilica Vaticana ed ha proceduto alla Canonizzazione della Beata MARIA FAUSTYNA KOWALSKA, vergine, delle Suore della Beata Vergine Maria della Misericordia.

La nuova Santa con la testimonianza della sua vita ci invita a mantenere la nostra fede e la nostra speranza fisse in Dio Padre, ricco di misericordia, che ci ha salvati con il sangue prezioso del suo Figlio risuscitato dai morti e vivente in eterno.
Suor Maria Faustina, l'apostola della Divina Misericordia, appartiene oggi al gruppo dei santi della Chiesa più conosciuti. Attraverso di lei il Signore manda al mondo il grande messaggio della Misericordia Divina e mostra un esempio di perfezione cristiana basata sulla fiducia in Dio e sull'atteggiamento misericordioso verso il prossimo.
Suor Maria Faustina nacque il 25 agosto 1905, terza di dieci figli, da Marianna e Stanislao Kowalski, contadini del villaggio di Glogowiec. Al battesimo nella chiesa parrocchiale di Swinice Warckie le fu dato il nome di Elena. Fin dall'infanzia si distinse per l'amore alla preghiera, per la laboriosità, per l'obbedienza e per una grande sensibilità alla povertà umana. All'età di nove anni ricevette la Prima Comunione; fu per lei un'esperienza profonda perché ebbe subito la consapevolezza della presenza dell'Ospite Divino nella sua anima. Frequentò la scuola per appena tre anni scarsi. Ancora adolescente abbandonò la casa dei genitori e andò a servizio presso alcune famiglie benestanti di Aleksandrów, Lódz e Ostrówek, per mantenersi e per aiutare i genitori.
Fin dal settimo anno di vita sentiva nella sua anima la vocazione religiosa, ma non avendo il consenso dei genitori per entrare in convento, cercava di sopprimerla. Sollecitata poi da una visione di Cristo sofferente, partì per Varsavia dove il 1 agosto del 1925 entrò nel convento delle Suore della Beata Vergine Maria della Misericordia. Col nome di Suor Maria Faustina trascorse in convento tredici anni nelle diverse case della Congregazione, soprattutto a Cracovia, Vilno e Plock, lavorando come cuoca, giardiniera e portinaia.
All'esterno nessun segno faceva sospettare la sua vita mistica straordinariamente ricca. Svolgeva con diligenza tutti i lavori, osservava fedelmente le regole religiose, era concentrata, silenziosa e nello stesso tempo piena di amore benevolo e disinteressato. La sua vita apparentemente ordinaria, monotona e grigia nascondeva in sé una profonda e straordinaria unione con Dio.
Alla base della sua spiritualità si trova il mistero della Misericordia Divina che essa meditava nella parola di Dio e contemplava nella quotidianità della sua vita. La conoscenza e la contemplazione del mistero della Misericordia di Dio sviluppavano in lei un atteggiamento di fiducia filiale in Dio e di misericordia verso il prossimo. Scriveva: O mio Gesù, ognuno dei Tuoi santi rispecchia in sé una delle Tue virtù; io desidero rispecchiare il Tuo Cuore compassionevole e pieno di misericordia, voglio glorificarlo. La Tua misericordia, o Gesù, sia impressa sul mio cuore e sulla mia anima come un sigillo e ciò sarà il mio segno distintivo in questa e nell'altra vita. (Quaderno IV, 7).
Suor Maria Faustina fu una figlia fedele della Chiesa, che essa amava come Madre e come Corpo Mistico di Cristo. Consapevole del suo ruolo nella Chiesa, collaborava con la Misericordia Divina nell'opera della salvezza delle anime perdute. Rispondendo al desiderio e all'esempio di Gesù offriva la sua vita in sacrificio. La sua vita spirituale si caratterizzava inoltre per l'amore all'Eucarestia e per una profonda devozione alla Madre di Dio della Misericordia.
Gli anni della sua vita religiosa abbondarono di grazie straordinarie: le rivelazioni, le visioni, le stigmate nascoste, la partecipazione alla passione del Signore, il dono dell'ubiquità, il dono di leggere nelle anime umane, il dono della profezia e il raro dono del fidanzamento e dello sposalizio mistico. Il contatto vivo con Dio, con la Madonna, con gli angeli, con i santi, con le anime del purgatorio, con tutto il mondo soprannaturale fu per lei non meno reale e concreto di quello che sperimentava con i sensi. Malgrado il dono di tante grazie straordinarie era consapevole che non sono esse a costituire l'essenza della santità. Scriveva nel «Diario»: Né le grazie, né le rivelazioni, né le estasi, né alcun altro dono ad essa elargitola rendono perfetta, ma l'unione intima della mia anima con Dio. I doni sono soltanto un ornamento dell'anima, ma non ne costituiscono la sostanza né la perfezione. La mia santità e perfezione consiste in una stretta unione della mia volontà con la volontà di Dio (Quaderno III, 28).

Divina Misericordia Eugeniusz Kazimirowski 1934

Immagine della Divina Misericordia che Gesù le ha commissionato di far dipingere. Autore Eugenio Kazimirowski
Il Signore scelse Suor Maria Faustina come segretaria e apostola della sua misericordia per trasmettere, mediante lei, un grande messaggio al mondo. "Nell'Antico Testamento mandai al Mio popolo i profeti con i fulmini. Oggi mando te a tutta l'umanità con la Mia misericordia. Non voglio punire l'umanità sofferente, ma desidero guarirla e stringerla al Mio Cuore misericordioso" (Quaderno V,155).

La missione di Suor Maria Faustina consisteva in tre compiti:
Avvicinare e proclamare al mondo la verità rivelata nella Sacra Scrittura sulla Misericordia di Dio per ogni uomo.
Implorare la Misericordia Divina per tutto il mondo, soprattutto per i peccatori, in particolar modo con le nuove forme di culto della Divina Misericordia indicate da Gesù: l'immagine di Cristo con la scritta: Gesù confido in Te, la festa della Divina Misericordia nella prima domenica dopo Pasqua, la coroncina della Divina Misericordia e la preghiera nell'ora della Divina Misericordia (ore 15). A queste forme di culto e anche alla diffusione dell'adorazione della Misericordia il Signore allegava grandi promesse a condizione dell'affidamento a Dio e della prassi dell'amore attivo per il prossimo.
Ispirare un movimento apostolico della Divina Misericordia con il compito di proclamare e implorare la Misericordia Divina per il mondo e di aspirare alla perfezione cristiana sulla via indicata da Suor Maria Faustina. Si tratta della via che prescrive un atteggiamento di fiducia filiale, l'adempimento della volontà di Dio e un atteggiamento di misericordia verso il prossimo.
Oggi questo movimento riunisce nella Chiesa milioni di persone di tutto il mondo: le congregazioni religiose, gli istituti secolari, i sacerdoti, le confraternite, le associazioni, le diverse comunità degli apostoli della Divina Misericordia e le persone singole che intraprendono i compiti che il Signore ha trasmesso a Suor Maria Faustina.
La missione di Suor Maria Faustina è stata descritta nel «Diario» che lei redigeva seguendo il desiderio di Gesù e i suggerimenti dei padri confessori, annotando fedelmente tutte le parole di Gesù e rivelando il contatto della sua anima con lui. Il Signore diceva a Faustina: Segretaria del Mio mistero più profondo, ... il tuo compito più profondo è di scrivere tutto ciò che ti faccio conoscere sulla Mia misericordia, per il bene delle anime che leggendo questi scritti proveranno un conforto interiore e saranno incoraggiate ad avvicinarsi a Me (Quaderno VI, 67). Quest'opera infatti avvicina in modo straordinario il mistero della Misericordia Divina; «Il Diario» affascina non soltanto la gente comune ma anche i ricercatori che scoprono in esso una fonte supplementare per le loro ricerche teologiche. «Il Diario» è stato tradotto in varie lingue, tra cui inglese, francese, italiano, tedesco, spagnolo, portoghese, russo, ceco, slovacco e arabo.
Suor Maria Faustina, distrutta dalla malattia e dalle varie sofferenze che sopportava volentieri come sacrificio per i peccatori, nella pienezza della maturità spirituale e misticamente unita a Dio, morì a Cracovia il 5 ottobre 1938 all'età di appena 33 anni.  La fama della santità della sua vita crebbe insieme alla diffusione del culto alla Divina Misericordia sulla scia delle grazie ottenute tramite la sua intercessione. Negli anni 1965-67 si svolse a Cracovia il processo informativo relativo alla sua vita e alle sue virtù e nel 1968 iniziò a Roma il processo di beatificazione che si concluse nel dicembre del 1992. Fu beatificata da Giovanni Paolo II in piazza San Pietro a Roma, il 18 aprile 1993. Le spoglie di Suor Faustina si trovano nel santuario della Divina Misericordia a Cracovia-Lagievniki.

Ora, per le persone che rimangono colpite dalle notizie di stampa, della radio e della televisione, e poco riescono a capire cosa sia tutto questo parlare della Misericordia, è opportuno dedicare due righe all'evento. 

Gesù nei dialoghi con suor Faustina ha detto chiaramente e in più riprese che per accedere alla Sua Misericordia è indispensabile ricorrere ai suoi sacerdoti nel Sacramento della Confessione, oggi chiamato Riconciliazione. 

La cultura religiosa di oggi diffusa dai media, e molte volte anche da "ecclesiastici post-moderni", è molto carente sull'argomento. Si va dalle correnti di origine luterana-protestante che sostengono non esistere il Sacramento della Confessione, ai teologi di varia estrazione, ma anche sedicenti cattolici, che negano addirittura l'esistenza dell'inferno, luogo definito con chiarezza da Gesù nei Vangeli.

Ecco allora venirci in aiuto proprio Gesù in una delle visioni che suor Faustina ha avuto e che puntualmente ha descritto nel suo Diario:

santa faustina e linferno

 

 

Giovedì, 24 Dicembre 2015 11:14

LETTERA AL NIPOTE PER NATALE

Care corrispondenti e cari lettori,

l'altro giorno una nonna mi ha fermato manifestandomi la sua amarezza perché i nipoti, pur cresciuti in ambiente cristiano, non avrebbero fatto il Natale di Gesù, e non sapendo come fare per comunicare loro un messaggio di fede, mi ha chiesto se io potevo scriverle un pensiero per i nipoti.

Ecco questo è il mio messaggio

Caro nipote,

                da tempo stavo maturando l’idea di scriverti un poche di righe per lasciarti in eredità anche qualche mio pensiero.

        Oggi il mondo che ti aspetta è molto diverso da quello che io ho vissuto, una volta era molto sviluppato il senso religioso della vita, quasi tutti erano consapevoli che l’uomo è fatto di due dimensioni, quella corporale e quella spirituale. Questo fatto oggi è stato cancellato dalle mode e dal sistema di vita molto concentrato solo sulla prima. La storia insegna che quando l’uomo vive la propria esistenza solo sul corpo, la mente e il cuore soffrono e vanno incontro a disturbi che le medicine non guariscono.

In questo Natale vorrei tanto che tu fossi consapevole che Gesù Bambino viene per comunicarci che non siamo fatti solo di corpo. Gesù nasce per portare all’umanità un messaggio nuovo, messaggio di salvezza e di salute. Salvezza per l’eternità verso il Paradiso e salute fisica per vivere in equilibrio tutta la vita, dando spazio sia alle necessità corporali come a quelle spirituali.

Pensa a come sarebbe il mondo oggi se non ci fosse stato il Natale di Gesù. Tutta l’arte, dalla musica alla scultura, dalla pittura alla letteratura sarebbe un deserto di vuoto culturale. Da duemila anni l’umanità si nutre di questo evento straordinario, nasconderlo o negarlo non è da persone sagge, addirittura rifiutarlo è da persone che vogliono farsi del male.

Concludo augurandoti che nella tua vita trovi spazio questo evento, che nel tuo cuore Gesù Bambino trovi la calda accoglienza della tua capanna.

                                                       Nonna Luigina

Olmo, Natale 2015

ADORAZIONE DEI PASTORI di Matthias Stomer 1600 1650

MATTHIAS STOMER 1600-1650: ADORAZIONE DEI PASTORI

Sabato, 19 Dicembre 2015 18:05

NATALE DI STRADA

NATALE DI STRADA JPEG

A TUTTE LE PERSONE CHE MI LEGGONO ARRIVI QUESTA PREGHIERA DA RECITARE PER QUESTO NATALE.

ABBIAMO BISOGNO DI PREGARE PER AVERE IL DONO DELLA PACE NEL NOSTRO CUORE E TRA GLI UOMINI.

 

Giovedì, 10 Dicembre 2015 16:07

L'IGNORANZA DEL NATALE CRISTIANO E L'ISLAM

 IL PRESEPE DEI CONIGLI

"Il presepe dei conigli" di Gerolamo dai Libri (1474 - 1555) Museo di Castelvecchio di Verona

In queste ultime settimane grande sconcerto e preoccupazione nel popolo cristiano hanno provocato le roventi polemiche sulla opportunità o meno di ricordare il Natale di Gesù, sia nelle scuole ma anche nei luoghi pubblici.

Le azioni belligeranti contro la rappresentazione sacra dell’evento narrato col presepio sono iniziate nel mondo della scuola pubblica, sono proseguite nelle scuole private cattoliche, hanno continuato a livello politico per  terminare addirittura con qualche vescovo cattolico e alcuni preti cattolici.

La venuta di Gesù Bambino a questo mondo è prima di tutto un evento storico narrato dalle persone che lo hanno vissuto, non è un’invenzione di qualche struttura religiosa  che se ne è appropriata in modo truffaldino. Nella storia dell’Occidente cristiano-romano e in quello dell’Oriente cristiano-bizantino,  l’evento della nascita del Messia, Salvatore-Redentore dell’umanità, viene ricordata da duemila anni e non ci sono mai state contrarietà religiose e culturali che ne impedissero la memoria.

Anzi, ci vorrebbero libri per raccontare le produzioni pittoriche, le sculture, le musiche ispirate dal Natale di Gesù. Creazioni meravigliose che nei secoli hanno voluto rappresentare la Bellezza di Dio.

Da qualche decennio a questa parte all’approssimarsi del 25 dicembre è tutto un fiorire di azioni, supportate artatamente dai media anticattolici e laicisti, sulla necessità di non fare memoria col presepio della nascita di Gesù, perché questo evento potrebbe disturbare l’equilibrio emotivo di chi del Natale non gliene frega nulla, ma soprattutto delle persone di altre fedi religiose, in particolare i musulmani che nelle nostre scuole sono ormai numerosi.

Ora, mentre per i laicisti è chiaro l’intento di ridicolizzare la fede dei cattolici con il tentativo ripetuto di cancellare dalla Storia la memoria di Cristo che evidentemente li disturba parecchio; anche perché sono secoli che ci tentano e non ci riescono; l’intento è meno chiaro per i musulmani, che sono persone di grande fede nella loro religione.

Pochi sanno che il Corano, il libro sacro dell’Islam,  parla di Gesù (chiamandolo in arabo Isa) e che fa riferimento al suo concepimento verginale. È poco noto anche che Maria è l’unica donna menzionata per nome nel Corano. Alla vigilia del santo Natale ritengo quanto mai necessario descrivere cosa dice il sacro Corano riguardo al Natale di Gesù Cristo.

Benedetto XVI, a suo tempo,  ha avvertito di un tipo di «dialogo interreligioso mal compreso» che «porta alla confusione o al sincretismo». Il Papa il 19 novembre 2011 nel viaggio apostolicoin Benin (Africa Occidentale) nel palazzo presidenziale di Cotonou, ha parlato ai rappresentanti delle istituzioni della repubblica, il corpo diplomatico e i rappresentanti delle principali religioni, ha invitato a cogliere la retta intenzionalità del vero dialogo tra le religioni: esso deve riconoscere l’importanza della «conoscenza, dell’approfondimento e della pratica della propria religione». Benedetto XVI ha spiegato che il vero campo d’incontro tra le religioni è quello della «cooperazione nel campo sociale o culturale che può aiutare le persone a comprendersi meglio e a vivere insieme serenamente». «Cristiani e Musulmani dovrebbero andare oltre la tolleranza, consapevoli delle loro differenze, ma anche consapevoli delle cose che hanno in comune, ed essere per questo grati a Dio».

Per il Corano, la nascita di Gesù è «un segno di Dio», ed essi concordano con i veri cristiani sul «messaggio teocentrico» e spirituale dell’evento natalizio.

Mentre nella letteratura islamica sulla nascita di Maometto, si evidenzia che la sua prima biografia è stata scritta circa 150 anni dopo la sua morte da Ibn Ishak, per Gesù le cose stanno molto diversamente. Questa biografia tardiva ha diversi parallelismi con i racconti della nascita di Gesù nei Vangeli, e non corrisponde neanche alla sensibilità dei musulmani ortodossi perché con il suo intento di esaltare la figura di Maometto tradisce ciò che sarebbe un vanto per i musulmani, ovvero, la scelta da parte di Allah del profeta senza meriti precedenti. Per i credenti islamici, tra cui l’islamologo Tilman Nagel, viene spiegato che per i musulmani e soprattutto per il Corano «Maometto non è altro che un uomo normale. Il Corano lo dice esplicitamente [cf. Sura 7,184]».

LA GROTTA DI BETLEMME

La Grotta nella Basilica della Natività a Betlemme

Di Gesù il Corano lo menziona in 15 delle 114Sure coraniche. Il testo della sura 19 racconta il concepimento e il parto miracoloso di Gesù e il suo primo discorso a Maria. Per gli esperti di esegesi si evidenzia la somiglianza nella distinzione tra i racconti coranici e quelli apocrifi dello pseudo-evangelo di Matteo e il proto-evangelo di Giacomo. È bello e coinvolgente  leggere a mo’ di  confronto i racconti della nascita di Gesù nei Vangeli e nel Corano.

E allora da dove viene tutta questa contrapposizione del mondo laicista, nella scuola, nelle istituzioni e finanche nella Chiesa Cattolica, dove qualche vescovo e qualche prete invitano a non fare il presepio per non disturbare i musulmani?

Mi pare che al fondo delle azioni di disturbo da parte di questi potentati ci sia solo una notevole dose di ignoranza e di improvvisazione.

Utile è ricordare a tutte le persone amanti del dialogo, come strumento di reciproca conoscenza, la reazione ragionata e documentata dei 138 sapienti islamici che hanno scritto la famosa lettera al Papa Benedetto XVI  sulla «parola comune», dopo le reazioni scomposte e violente, alimentate dai media occidentali a seguito della famosa lezione magistrale tenuta dal Papa Benedetto XVI all’Università di Regensburg  durante la sua vista in Germania il 12 settembre 2006. In quella occasione il Papa aveva citato un famoso brano riportato dall’imperatore di Costantinopoli, Manuele 2° Paleologo, nel suo libro “I dialoghi con un persiano”, libro dimenticato da molti, ma conosciuto dagli storici.

Il libro riporta dei ragionamenti tra un sapiente musulmano, di origine persiana, e l’imperatore stesso, intorno alle caratteristiche fondamentali delle due religioni, e l’imperatore aveva fatto presente, mettendolo in dubbio, come potesse essere una buona religione, quella musulmana, che ha visto il suo profeta Maometto macchiarsi del sangue dei nemici, ebrei in particolare.

Probabilmente, il culmine dell’argomentare di Manuele II si trova nell’espressione: «Il non agire secondo ragione è alieno da Dio» (VII, 3). Questa convinzione accompagna certamente l’intera tradizione cristiana da sempre; la sua concettualizzazione, comunque, trova terreno fecondo ai tempi di Alberto Magno e Tommaso d’Aquino.

Ricordo che la riflessione del Papa ai docenti dell’Università di Regensburg, dove lui aveva insegnato da giovane sacerdote, riguardava la ragionevolezza della fede religiosa, e che non si poteva certamente ritenere ragionevole una fede religiosa, come la islamica, che prevedeva di dare la morte ai civili con i kamikaze, e ai musulmani che cambiavano religione, con la lapidazione.

Ragione e fede devono riprendere inevitabilmente il loro cammino comune. Benedetto XVI, a più riprese, ha ribadito che questa strada non solo permette al cristianesimo di essere fecondo nella via dell’evangelizzazione, ma consente anche ai non credenti di accogliere il messaggio di Gesù Cristo, come ipotesi carica di senso e decisiva per l’esistenza.

La lettera si può intitolare “Una parola comune tra noi e voi”, e riporta la data del 13 ottobre 2007, a conclusione del mese di Ramadan.

Sotto certi aspetti si tratta di un vero e proprio evento straordinario. Tutte le diverse espressioni dell’Islam mondiale hanno messo la loro firma su quella lettera: sciiti, sunniti, rappresentanti delle più piccole realtà musulmane, compresi i famosi sufi, i mistici dell’Islam, ritenuti degli eretici dalla ortodossia sunnita.

In conclusione:

ai presidi, agli insegnanti, ai vescovi e ai preti che non vogliono disturbare i musulmani col presepio e ai giornalisti notoriamente non avvezzi a documentarsi presi dalla foga dell’illico et immediate: leggetevi il Corano e imparate a conoscere l’antropologia culturale islamica!

La Sura3 che ispira il titolo della lettera va letta per vedere la portata del passo e gli spazi di vera possibilità di incontri tra i credenti di Allah e i credenti in Gesù Cristo.

NATIVITA DI FILIPPO LIPPI

"La Natività" di Filippo Lippi, frate domenicano (1406 - 1469), Museo civico di Prato

 

 

Lunedì, 30 Novembre 2015 17:09

LUNA D'AUTUNNO

LUNA D’AUTUNNO

         Vagabondo per la campagna

         questo scorcio d’autunno siderale

         mostra una luna piena enorme

         illumina splendente questi passi

         e penso

         e medito

         noi su questa terra immersa nel cielo

         universo di pensieri

         tutti d’amore

         e sogno

         con te sulle rocce

         incantati di bellezza

         al calore dei nostri sguardi.

LUNA PIENA TRECIME 20050116 small

Luna piena sulle tre cime di Lavaredo

            Finalmente, in questi ultimi anni, alcuni storici cominciano ad esaminare le ragioni delle spietate persecuzioni contro i cristiani già dai primi decenni del primo secolo dopo Cristo. Cominciamo in ordine cronologico da Gerusalemme per arrivare a Roma, per poi ritornare a Gerusalemme.

            È noto da molte fonti storiche, compresi gli Atti degli Apostoli, che i seguaci di Gesù furono immediatamente perseguitati dai Giudei, addirittura Saulo di Tarso prima della conversione aveva assistito al martirio di Stefano, e Saulo era giudeo praticante non v’è dubbio. Negli Atti al cap. XXIV vers. 5, si fa menzione di Paolo, allora convertito e grande predicatore itinerante che viene portato davanti al tribunale romano a Cesarea dove viene accusato dal sommo sacerdote Anania con queste parole: “Abbiamo scoperto che quest’uomo è una peste, fomenta continue rivolte tra tutti i Giudei ed è a capo della setta dei Nazirei”.

santo stefano protomartire

Questo cenno è importante per capire come mai già nel 35 d.C. il Senato di Roma proclamava il Cristianesimo superstitio illicita, superstizione proibita, e quindi che: non licet esse Christianos, non si poteva essere cristiani.

Quel che è strano è però che fino a Nerone (37-68 morto suicida) i cristiani godevano di una benevola neutralità da parte delle istituzioni imperiali. Tiberio (42 a.C.-37) addirittura aveva proposto che Gesù Cristo fosse inserito nel Pantheon degli dei romani, scontrandosi però col Senato che era competente per la consecratio.

            Adesso però, recenti studi condotti da Marta Sordi (1925-2009) ordinario di Storia Greca e Storia Romana alla Cattolica di Milano, consentono di aprire uno squarcio sulle origini della persecuzione di Nerone e dei suoi successori.

Nel suo ultimo libro: “Impero Romano e Cristianesimo. Scritti scelti.”, edito dall’Institutum Patristicum Augustinianum (Gennaio-Aprile 2008), la studiosa documenta come le pressioni esercitate da Poppea, novella sposa di Nerone e di inclinazione religiosa giudeizzante, vennero proprio dal Sinedrio giudeo che estendeva la sua autorità su tutte le comunità ebraiche, e fu provocato dalla massiccia conversione al cristianesimo delle popolazioni della Grecia e dell’Asia minore.

I giureconsulti giudei ebbero facile gioco in tutto questo, bastò ricordare a Nerone come il cristianesimo fosse superstitio illicita e come non licet esse Christianos, e accusare i cristiani di essere i fomentatori delle sedizioni antimperiali per scatenare l’odio omicida dell’imperatore che continuò con i suoi successori fino al 313 d.C. con l’editto dell’imperatore Costantino che mise fine alle violenze contro i seguaci di Cristo.

 Persecuzione dei cristiani acquaforte di Jan Luyken 1649 1712scala

La persecuzione dei cristiani, acquaforte di Jan Luyken (1649-1712)

            Ora, è importante fare una semplice riflessione sulle persecuzioni contro i cristiani, in tutte le epoche. Anche oggi i cristiani vengono perseguitati e uccisi: perché? Forse a causa della parola di Cristo, forse perché predicano l’amore e il perdono reciproco, forse perché affermano che Dio è misericordia e giustizia, forse perché si occupano dei poveri, degli indifesi, dei miserabili, dei lebbrosi, dei malati di AIDS, perché costruiscono scuole e ospedali? Perché? Perché tutto l’odio dei credenti di altre religioni, e degli atei e degli agnostici, si concentra contro i seguaci di Cristo? Perché anche le Istituzioni europee, che pur sono nate dalla cultura politica di grandi uomini di fede cristiana, rinnegano la propria storia e preferiscono annegarla in un oceano di relativismo e di indifferenza, cancellando se potessero tutta la storia, la cultura, le opere d’arte, la musica, la pittura, l’architettura, l’ambiente. Eh sì, anche questo bisogna ricordare: le bonifiche e l’agricoltura europea sono nate intorno ai monasteri delle varie regole benedettine e non dalle rivoluzioni filosofiche.

A questo punto è importante riprendere il cammino iniziale che ci ha portato da Gerusalemme a Roma, per ritornare a Gerusalemme. E andiamo a vedere cosa successe nella distruzione della città invasa dall’esercito persiano di Cosroe II nel 614 d.C.. Anche qui ci viene in soccorso la storia documentata dai cronisti dell’epoca, che narrano come gli israeliti esiliati a Babilonia dal 135 d.C. dopo la seconda rivolta contro i romani, col divieto assoluto di farvi ritorno, pensarono di approfittare della loro potenza economica per indurre l’imperatore persiano a conquistare la Gerusalemme cristiana che apparteneva all’impero bizantino cristiano. E così in quell’anno 614 l’esercito persiano, appoggiato dalle comunità ebraiche della Galilea, invase la città santa che era una fiorente e ricca comunità cristiana, ricca di chiese e di monasteri, con le basiliche del Santo Sepolcro a Gerusalemme e della Natività a Betlemme. Tutto fu distrutto e depredato, ad eccezione della Basilica della Natività, perché i persiani vi trovarono l’effigie dei Re Magi in un bassorilievo di marmo, e vedendo che erano rappresentati con i costumi della Mesopotamia, ravvisandone i loro antenati, si fermarono e la risparmiarono. Solo per questo ancora oggi possiamo godere dell’unico gioiello rimasto nella Terra Santa risalente ai primi anni del cristianesimo.

Poiché i persiani erano in gran parte politeisti, erano anche liberali in fatto di altre religioni, e cercavano solo il bottino prezioso delle chiese, quindi la distruzione che ci fu, gli storici dell’epoca, la attribuiscono agli israeliti che così potevano rientrare nella loro città senza conservare le memorie del Cristo loro profeta disconosciuto, condannato e ucciso con la crocifissione.

Ma non è finita qui. La furia travolse anche gli uomini, e migliaia di battezzati furono fatti schiavi dai persiani e venduti ai facoltosi ebrei che procedettero al loro massacro.

Le fonti storiche sono precise su questo e parlano della piscina Mamilla vicina alla porta di Giaffa. In questi ultimi anni nella Gerusalemme diventata tutta città israeliana, la speculazione edilizia ha messo le mani su Mamilla diventato nel tempo un borgo arabo, che viene raso al suolo per costruirci  un quartiere residenziale ebraico e l’albergo Hilton. Ma grande è stata la sorpresa quando si sono accinti a prosciugare quanto restava dell’antica piscina Mamilla, ecco comparire una cappella bizantina con una croce e la scritta in greco: “Solo Dio conosce i loro nomi”. Sotto la cappella lo scavo è andato avanti e ha portato alla luce migliaia di scheletri umani, tragica testimonianza del massacro dell’anno 614 d.C.. Il celebre  archeologo israeliano Ronny Reich ha studiato il ritrovamento e ha confermato trattarsi dei resti dei battezzati comprati dagli ebrei per essere sterminati.

piscina mamilla come si presentava prima dei lavori

Piscina Mamilla come si presentava prima degli scavi

Immediatamente le comunità cristiane di Gerusalemme hanno chiesto che quell’angolo della Mamilla venisse conservato come memoriale. Ma ancora oggi, purtroppo, i credenti in Cristo da quelle parti non godono di tanta considerazione da fermare una speculazione edilizia, e la richiesta neanche è stata presa in considerazione.

mamilla scavi e protesta del Wiesenthal Center

Piscina Mamilla e la protesta del Centro Wiesenthal contro la distruzione della memoria dei martiri

Le ruspe hanno asportato terra e ossa dei martiri, e poiché per la religione ebraica non può esserci contatto tra vivi e morti, non si è costruito più il nuovo insediamento ebraico ma un grande parcheggio sotterraneo: il Mamilla Pool Parking, dove oggi chi visita la città santa può andare a parcheggiare tranquillamente ignorando il tutto, perché in nessuna guida turistica viene fatto cenno all’evento storico. Una censura davvero strana per la nostra cultura post-moderna, secondo la quale solo il Papa e la Chiesa di Roma devono chiedere scusa all’umanità per i loro errori. Tutti gli altri, filosofi, politici, dittatori, religioni di tutti i tipi non si devono scusare di  nulla.

Forse ce l’hanno con i seguaci di Cristo perché Lui ha lasciato detto che la “verità vi farà liberi”, mentre in molti sognano ciascuno per sé la propria dittatura contro la libertà degli altri.

la verità vi farà liberi

LA PARROCCHIA DELL'ANNUNCIAZIONE DI OLMO-MARTELLAGO E IL GRUPPO DI DEVOZIONE ALLA DIVINA MISERICORDIA INVITANO I FEDELI A UNA SERATA SPECIALE PER L'APERTURA DELL'ANNO GIUBILARE DELLA MISERICORDIA.

logo anno santo in italianogesu confido in te

Lunedì 16 Novembre 2015 alle ore 20.30 nella chiesa parrocchiale, dopo la recita della Coroncina della Divina Misericordia, fra Remigio Battel, francescano cappuccino, parlerà dell'Anno Santo della Misericordia illustrando due personalità straordinarie, anche loro frati francescani cappuccini:

SAN LEOPOLDO MANDIC E SAN PIO DI PIETRELCINA

ministri della Misericordia nel sacramento della Riconciliazione (Confessione).

SAN LEOPOLDO MANDIC                                        SAN PIO DI PIETRELCINA

Papa Francesco ha disposto che le spoglie mortali dei due santi siano esposte nella Basilica di San Pietro a Roma all'inizio della Quaresima del 2016, dal 5 al 10 Febbraio.

L'evento al quale vi invitiamo per il 16 Novembre, è straordinario perché avremo in chiesa, per la circostanza, importanti reliquie dei due Santi che saranno venerate al termine della riflessione di fra Remigio.

L'obiettivo della serata è quello di rinnovare nella coscienza dei fedeli il ruolo del Sacramento della Riconciliazione per poter accedere alla Misericordia del Padre.

VI ASPETTIAMO NUMEROSI, RICCHI DI FEDE E DI MISERICORDIA

Reliquia Padre Pio PER IL SITO

RELIQUIARIO CONTENENTE NEL PALMO DELLA MANO UN' ESCARA (SANGUE ESSICATO) DI UNA STIMMATA DI SAN PIO DI PIETRELCINA. QUESTA RELIQUIA SARA' VENERATA IL 16 NOVEMBRE INSIEME A UNA RELIQUIA DI SAN LEOPOLDO MANDIC.

 

 

Giovedì, 29 Ottobre 2015 13:44

FOGLIE

Qualche tempo, fa durante una pausa di lavoro presso l'Ospedale Umberto I° di Mestre, mi addentrai nel parco di Villa Querini, una delle residenze storiche della città, mi sedetti su una panchina sotto le fronde di un acero secolare, era d'ottobre e improvvisamente, come per magia, una pioggia di foglie colorate d'autunno mi avvolse provocando dentro di me un'emozione che più tardi misi su carta e che ora vi offro, sicuro che anche condividere quei sentimenti è poesia.

FOGLIE

Ho visto le foglie d’autunno

cadere nel sole

baciava la terra brumosa

il sole

il vento non c’era

e l’alito di vita ultimo

spirava  con la foglia

in quel cielo profondo

e bambini lontani

di grida empivano

quel vuoto di cielo.

Volevo essere una foglia

posarmi leggera sull’erba

tornare alla terra materna

sotto i raggi dell’ultimo sole.

Questa poesia si è classificata terza assoluta al Concorso Internazionale di Poesia "Premio Trasimeno" (Perugia) 5 agosto 2010.

FOGLIE CADENTI

Ecco il parco e l'acero vestito d'autunno

Lunedì, 28 Settembre 2015 14:03

DA SAN FRANCESCO A PAPA FRANCESCO

 

minidip

LA PARROCCHIA DI SANTA MARIA ASSUNTA DI TESSERA

INVITA TUTTI SABATO 3 OTTOBRE

ALLE ORE 20 45 NELLA SALA PARROCCHIALE

CONFERENZA SUL TEMA

DA SAN FRANCESCO A PAPA FRANCESCO

DALL’INCONTRO CON L’ISLAM ALLA LAUDATO SI’   

                san francesco di assisi 2               papa FRANCESCO E LAUDATO SI

PER CAPIRE I FATTI DI OGGI BISOGNA CONOSCERE GLI EVENTI DI IERI

RELATORE: prof. Gianfranco Trabuio, pubblicista

Partecipa Fra Adriano Contran ofm, Commissario della Custodia Francescana di Terra Santa per il Triveneto.

Sarà presentato anche il fumetto storico-artistico dell’incontro tra Francesco di Assisi e il Sultano nel 1219 durante la quinta crociata, disegnato da Francesco Lucianetti e scritto da Gianfranco Trabuio.

Fumetto copertina volantino Congresso 2013 ATS

 


                                                                      

 

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