Domenica, Ottobre 17, 2021
Gianfranco Trabuio

Gianfranco Trabuio

Venerdì, 24 Settembre 2021 11:49

CANTI VENEZIANI

 

Questa è una comunicazione importante per gli amanti della poesia e di Venezia, ed è anche un invito alla presentazione che ci sarà il 29 settembre come da locandine .

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Questo canzoniere è una raccolta di poesie scritte negli anni della mia attività professionale a Venezia, alcune di queste sono state premiate in concorsi nazionali e internazionali, in particolare quelli banditi dall'Associazione Amici dell'Umbria ai quali mi lega una simpatia particolare.

Canti Veneziani l'ho dedicato a un mio grande amico e mentore: il poeta veneziano Mario Stefani, ritornato al creatore ancora venti anni fa. Un'amicizia che ha portato, su mio consiglio, una giovane studentessa cafoscarina a laurearsi in lettere moderne con una tesi sul poeta vivente Mario Stefani, Mario all'epoca aveva 51 anni ed era nel pieno della sua attività artistica con riconoscimenti importanti anche in Europa, in particolare in Francia dove le sue poesie sono state tradotte.

I libri sono in vendita presso la libreria San Michele di Mestre in via Poerio o direttamente on-line presso l'editore Piazza di Silea sul sito: www.piazzaeditore.it.

Il ricavato della vendita andrà all'Istituto Effeta di Betlemme in Palestina dove le nostre Suore Dorotee Figlie dei Sacri Cuori di Vicenza da 50 anni insegnano a parlare ai bambini sordomuti palestinesi, ma non a gesti come vediamo in televisione. Chi frequenta l'Istituto delle Suore al termine va a lavorare parlando normalmente: un miracolo frutto del genio di San Giovanni Antonio Farina vescovo di Treviso e di Vicenza e fondatore di quella Famiglia religiosa che annovera anche Santa Maria Bertilla Boscardin, conosciuta e amata in tutto il Veneto soprattutto negli ambienti ospedalieri.

 

EFFETà FOTO COMPLETA web

Logo dell'istituto creato da Suor Ginetta Aldegheri maestra dei bambini sordomuti palestinesi.

  

 

            Qualche tempo fa mi occupavo della Terra Santa come vice presidente del Movimento Amici di Terra Santa del Triveneto, che era stato voluto dall’allora vescovo di Treviso monsignor Antonio Mistrorigo, Priore dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme per la diocesi di Treviso, e fondato dal frate francescano minore Padre Aldo Tonini Commissario della Custodia Francescana di Terra Santa per il Triveneto.

monsignor Mistrorigo 

Monsignor Antonio Mistrorigo            

Con Padre Aldo ci fu una collaborazione profonda e insieme abbiamo realizzato non solo alcuni pellegrinaggi nella Terra di Gesù ma anche numerosi convegni annuali sui temi del francescanesimo e della presenza francescana in quei luoghi. Addirittura sotto la sua guida abbiamo realizzato, con il grande artista padovano Francesco Lucianetti, un fumetto storico sulla vicenda dell’incontro tra Francesco d’Assisi e il sultano Malek Al Kamel nel 1219 nel pieno della quinta crociata, un’opera d’arte che nel 2015 ha ricevuto il primo premio al concorso nazionale del fumetto organizzato tra vari enti tra cui l’Amministrazione Provinciale di Rovigo.

            Padre Aldo era un frate con una profonda spiritualità che a mio avviso lo qualificava come un mistico, una persona immersa nella divino-umanità di Gesù Redentore. Molte sono le persone che avendolo conosciuto da vicino possono dare testimonianza di questo mio pensiero.

            Ebbene, un giorno il caro Padre Aldo mi chiede se gli scrivo una relazione su alcuni aspetti connessi alla comunicazione e alla preghiera e così mi accinsi a scrivergli le note che seguono.

padre aldo per articolo

           Padre Aldo Tonini o.f.m. Commissario della Custodia Francescana di Terra Santa

Carissimo padre Aldo,

                                               ti mando alcune notizie di carattere culturale sulle intuizioni che scaturiscono dalla mia esperienza di ricercatore-statistico nei campi della comunicazione di natura spirituale.

            Da anni, ormai, mi occupo di comunicazione, vuoi per motivi di carattere professionale legati al ruolo di dirigente d’azienda avendo a che fare con gruppi di lavoro piuttosto ampi e con professionalità eterogenee, ma anche per la mia sensibilità correlata alla mia cultura cristiana e allo studio dei mistici.

            Ho iniziato ad approfondire lo studio sugli aspetti scientifici della comunicazione avvicinandomi alla programmazione neurolinguistica (PNL) ancora nel 2001, successivamente, nel 2004, ho conseguito un Advanced Master in PNL, a Nizza, in Francia, presso un Istituto internazionale riconosciuto dallo Stato francese.

            Il mondo della PNL nasce attorno al 1970 nella Università della California (USA), a Santa Cruz. Due brillanti giovani laureati, seguivano ognuno per conto proprio dei maestri di terapie psicologiche. Il primo John Grinder laureato in linguistica, il secondo Richard Bandler  laureato in informatica.

I maestri che loro seguivano erano: Fritz Perls, fondatore della teoria psicologica della “Gestalt”, Virginia Satir fondatrice della terapia familiare e il grande e fondamentale Milton Hyland Erickson, esperto della ipnosi clinica applicata alla psicoterapia.

            Ora, i due giovani per caso si incontrarono e cominciarono a  studiare con modelli matematici il modo di lavorare dei tre maestri, ovvero, resero paradigmatici i loro modelli di argomentazione e quindi riproducibili per chiunque altro volesse cimentarsi con quegli ambiti terapeutici.

            Da qui le intuizioni si susseguirono in modo vertiginoso, furono fatte altre scoperte nel mondo delle neuroscienze che confermavano le scoperte empiriche fatte dai due ricercatori. In pochi anni, circa dieci, nasce una scuola di PNL (come venne chiamata da Grinder e da Bandler), e da loro ebbe inizio lo sviluppo stupendo che questo modello di comunicazione e di terapia ha avuto in tutto il mondo, in particolare nel mondo della psicoterapia e nel mondo dell’economia aziendale, per le naturali ricadute sia sulla frontiera della comunicazione esterna (marketing), ma, soprattutto, nella gestione dei gruppi di lavoro.

            Il successo si estese a molti altri ambienti, ovviamente, in particolare quello dello sport, a causa dei modelli linguistici utilizzati idonei ad agire a livello profondo per la conquista degli obiettivi sfidanti.

            Uno dei paradigmi della PNL è, ad esempio, il seguente: “Non esiste niente di impossibile, se uno ci è arrivato può arrivarci anche un altro”, basta copiare il modello delle convinzioni radicate nel cervello di chi ce l’ha fatta.

            Un altro può essere: “Non si può non comunicare”, oppure ancora: “Il risultato della comunicazione non sta nelle parole che uno dice ma nella reazione di chi le riceve”, oppure: “La mappa non è il territorio”, e così via …..

            Ma il bello della PNL è che lo sviluppo di questa è andato di pari passo con lo sviluppo delle scoperte delle neuroscienze intorno alle funzionalità del cervello. Sono ancora moltissime le scoperte da fare intorno a questo organo, ma finora tutte confermano e rafforzano le intuizioni di base della PNL.

            Il modo di funzionare del nostro cervello è affascinante, e molti altri studiosi si sono cimentati su questa nuova frontiera della conoscenza del corpo dell’uomo.

            Per correttezza ti cito una stupenda espressione del nostro fondatore San Francesco:

FAI ATTENZIONE A COME PENSI E A COME PARLI

PERCHÉ POTREBBE TRASFORMARSI NELLA PROFEZIA

DELLA TUA VITA.      (San Francesco d’Assisi)

 

            Anche San Francesco ebbe questa intuizione profondissima: al nostro cervello si può parlare e farlo lavorare per raggiungere gli obiettivi che ognuno di noi si dà.

            Successivamente a questi miei studi ho approfondito l’altro tema stimolante delle costellazioni familiari. Eccezionale strumento di indagine psicologica scoperto da un sacerdote tedesco: Bert Hellinger.

            Questo notevole uomo di scienza ha intuito che il mondo è un conglomerato di energie potenziali che non si distruggono mai, ovvero, ognuno di noi rappresenta un mondo di energia (probabilmente di natura elettromagnetica), e tutto quanto noi siamo rimane nel mondo. I nostri avvenimenti non si cancellano.

            Ecco, allora, la grande scoperta di Hellinger: una persona di grande sensibilità  e spiritualità può essere in grado di guidare un gruppo di persone alla scoperta o alla riscoperta della propria storia familiare, inducendo i partecipanti al gruppo di terapia a rendersi permeabili al mondo delle energie del passato, rivivendole nelle generazioni precedenti, anche fino alla settima generazione.

            L’originalità e la potenza ai fini terapeutici è la combinazione delle costellazioni familiari con la PNL. Infatti, il conduttore del gruppo utilizza i modelli di comunicazione mutuati dalla PNL per la risoluzione dei blocchi o dei traumi  che si riverberano al presente sulla persona che comunica il suo problema al gruppo.

            Si verifica che una delle persone del gruppo fa presente un suo problema, una sua paura, un suo blocco e la guida del gruppo la invita a scegliere tra i presenti le persone che secondo lei sembrano più idonee ad interpretare gli attori coinvolti nella sua storia.. Poi la  persona si ritira dalla scena e il gruppo, come per incanto, comincia ad interagire al suo interno sotto la guida del terapeuta, il quale deve avere un’esperienza enorme per poter, di volta in volta, pilotare gli eventi che naturalmente si srotolano sulla scena.

            Tutto questo si verifica oggi in molti contesti, dove persone particolarmente sensibili ed esperte guidano dei gruppi verso la risoluzione-rimozione dei problemi comunicati al loro interno.

            Il passo successivo, del quale desidero renderti edotto, è l’abbinamento, a queste, delle scoperte fatte da padre Pellegrino Ernetti, famoso frate benedettino ed esorcista, presso l’isola di San Giorgio a Venezia.

            Padre Ernetti è diventato famoso per una sua invenzione, peraltro mai divulgata al mondo della scienza, sulla  intercettazione di quel flusso di energia del quale ti ho prima cennato. Sembra che lui abbia prodotto un “aggeggio”, ovviamente elettronico, in grado di catturare quelle energie e di poterle leggere come avvenimenti del passato. Di più non sono in grado di dirti, col tempo vedrò di approfondire queste conoscenze. Però, le scoperte di padre Ernetti sono talmente rivoluzionarie  che, secondo me, danno la spiegazione non solo al mondo di Bert Hellinger (che forse ha conosciuto), ma anche al mondo dei mistici e alle loro vicissitudini umane nel rivivere e nel descrivere puntualmente certi avvenimenti del passato.

            Di recente ho cominciato a leggere le vite di Santa Teresa di Lisieux, di San Giovanni della Croce e di Santa Teresa d’Avila, con lo scopo di conoscere meglio queste anime elette. Ma il mio obiettivo non è semplicemente di natura agiografica o di crescita  spirituale. Mi interessa capire le loro intuizioni, i loro racconti, le loro esperienze in ordine proprio a quelle intuizioni di cui sopra.

            Per esempio, gli scritti della beata Caterina Emmerich, o la biografia di Gesù scritta da Maria Valtorta, in che relazione stanno con le intuizioni del padre Ernetti?

            Secondo me le relazioni esistono, sono profonde ed afferiscono  a tutto quel mondo dello spiritualismo religioso, immerso nell’infinito di Dio.

Però qualcosa di ancora più interessante mi viene offerto da un pensiero del monaco trappista Thomas Merton nel suo libro “Vita e santità” edito da Lindau nel 2009, e riguarda proprio la comunicazione tra l’uomo e la divinità nella quale siamo immersi e che noi semplicemente chiamiamo preghiera.

Ecco quanto scrive questo grande mistico morto a causa di un incidente domestico nel 1968 all’età di 53 anni:

Tuttavia sorge la domanda: l’uomo moderno, confuso ed esausto da un’infinità di parole, opinioni, dottrine e slogan, è psicologicamente capace della chiarezza e fiducia necessarie per pregare validamente?

Non è ingannato e assordato dalla gara delle propagande tanto da non essere più capace di una fede semplice e profonda?

È vero che lo spirito umano è stato degradato e corrotto dal cinico abuso dei mezzi di comunicazione. È stato ridotto alla condizione di una macchina che risponde automaticamente alle parole che le sono fornite.

Una macchina di questo genere è assolutamente incapace di fede divina senza un processo di  radicale risanamento e restaurazione.

È quindi essenziale operare il rinnovamento cristiano nella società perché l’uomo possa ricuperare la capacità di credere.”

           

            Ecco, padre Aldo, penso proprio che il percorso da approfondire non sia tanto di natura “esoterica” come potrebbe sembrare, ma di un grande afflato mistico immerso nella divino-umanità del Cristo Redentore. Ovvio che su questo tema sarebbe necessaria un’ulteriore e stupenda ricerca sul significato della nostra esistenza. Ritorniamo all’origine del pensiero greco: “cosa ci facciamo su questa terra, da dove veniamo e, soprattutto, dove siamo diretti”.

            Grazie per avermi letto pazientemente, e che il nostro padre serafico ci aiuti in questo cammino di crescita, ci conduca  a comunicare alle  nostre comunità le intuizioni  profonde che danno ragione del nostro essere su questa terra.

san francesco di assisi 2

San Francesco di Assisi

                                                                                 

Mercoledì, 18 Agosto 2021 11:40

LETTERA DI UN UOMO ALLA FIGLIA

Qualche tempo fa insieme a mia moglie Mara, ormai in Paradiso, abbiamo organizzato col solito nostro entusiasmo una conferenza a Olmo nel nostro oratorio parrocchiale, invitato eccellente il medico anestesista e rianimatore Matteo Penzo, divulgatore e praticante delle "Cinque Leggi Biologiche" del medico tedesco Ryke Geerd Hamer.

Si è presentato con la lettera che segue scritta da Albert Einstein alla figlia.

 LETTERA DI ALBERT EINSTEIN ALLA FIGLIA (Consegnata dal dott. Matteo Penzo)    

matteo penzo

Vi lascio la lettera di un Uomo per sua figlia, una lettera che sento "mia". Non è un Uomo qualunque, ma un essere umano che ha avuto il coraggio di essere un Uomo, sempre.

 

“Colui che segue la folla non andrà mai più lontano della folla. Colui che va da solo sarà più probabile che si troverà in luoghi dove nessuno è mai arrivato. In un recinto di somari possono starci solo somari. Non ci resta che "scegliere" ogni giorno dove stare, con chi stare, cosa pensare e cosa provare.

Quando proposi la teoria della relatività, pochissimi mi capirono e anche quello che rivelerò a te, ora, perché tu lo trasmetta all'umanità si scontrerà con l'incomprensione e i pregiudizi del mondo. Comunque ti chiedo che tu lo custodisca per tutto il tempo necessario, anni, decenni, fino a quando la società sarà progredita abbastanza per accettare quel che ti spiego di seguito.

Vi è una forza estremamente potente per la quale la Scienza non ha trovato una spiegazione formale. E' una forza che comprende e gestisce tutte le altre, ed è anche dietro qualsiasi fenomeno che opera nell'universo e che non è ancora stato individuato da noi.

Questa forza universale è l'Amore. Quando gli scienziati erano alla ricerca di una teoria unificata dell'Universo dimenticarono la più invisibile e potente delle forze. L'amore è Luce, visto che illumina chi lo dà e chi lo riceve. L'amore è Gravità perché fa in modo che alcune persone si sentano attratte da altre. L'amore è Potenza, perché moltiplica il meglio che è in noi e permette che l'umanità non si estingua nel suo cieco egoismo. L'amore svela e rivela. Per amore si vive e si muore. Questa forza spiega il tutto e dà un senso maiuscolo alla vita. Questa è la variabile che abbiamo ignorato per troppo tempo, forse perché l'amore ci fa paura, visto che è l'unica energia dell'universo che l'uomo non ha imparato a manovrare a suo piacimento.

Per dare visibilità all'amore, ho fatto una sostituzione nella mia più celebre equazione. Se invece di E = mc2 accettiamo che l'energia per guarire il mondo può essere ottenuta attraverso l'amore (m) moltiplicato per la velocità della luce al quadrato, giungeremo alla conclusione che l'amore è la forza più potente che esista, perché non ha limiti.

Dopo il fallimento dell'umanità nell'uso e nel controllo delle altre forze dell'universo, che si sono rivolte contro di noi, è arrivato il momento di nutrirci di un altro tipo di energia. Se vogliamo che la nostra specie sopravviva, se vogliamo trovare un significato alla vita, se vogliamo salvare il mondo e ogni essere senziente che lo abita, l'amore è l'unica e l'ultima.

Forse non siamo ancora pronti a fabbricare una "bomba d'amore", un artefatto abbastanza potente da distruggere tutto l'odio, l'egoismo e l'avidità che affliggono il pianeta.

Tuttavia ogni individuo porta in sé un piccolo ma potente generatore d'amore la cui energia aspetta solo di essere rilasciata. Quando impareremo a dare e ricevere questa energia universale, Figlia cara, vedremo come l'amore vince tutto, trascende tutto e tutto può, perché l'amore è la quintessenza della vita. Sono profondamente dispiaciuto di non averti potuto esprimere ciò che contiene il mio cuore, che per tutta la mia vita ha battuto silenziosamente per te. Forse è troppo tardi per chiedere scusa, ma siccome il tempo è relativo, ho bisogno di dirti che ti amo e che grazie a te sono arrivato all'ultima risposta.”  Albert Einstein

Aggiungo : l'Amore ? 2500 nA (nano ampère) in treni d'onda a frequenze di 8 Hz (hertz), a circa 30 microV (microvolt) con un campo magnetico di 30 microT (microtesla). Esattamente opposti alla Paura. È solo una questione di scegliere. Da che parte far scorrere l'energia. La Biologia è duale : maschio o femmina, giorno o notte, vita o morte...tu da che parte stai ?

Perché ci siamo conosciuti ? Io e voi ? Voi e le persone che conoscete ? Chi vi sta intorno ... Ecco la risposta:

'Le persone vengono sempre nella nostra vita per una ragione, per una stagione, per un attimo o per tutta la vita. Quando saprai perché, saprai anche cosa fare con quella persona. Quando qualcuno è nella tua vita per una ragione, di solito è per soddisfare un bisogno che hai espresso. È venuto per assisterti attraverso una difficoltà, per darti consigli e supporto, per aiutarti fisicamente, emotivamente o spiritualmente. Può sembrare come un dono del cielo e lo è. È li per il motivo per cui tu hai bisogno che ci sia. Quindi senza nessuno sbaglio da parte tua o nel momento meno opportuno questa persona dirà o farà qualcosa per portare la relazione ad una fine...qualche volta se ne va ... qualche volta muore ... qualche volta si comporta male e ti costringe a prendere una decisione. Ciò che devi capire è che il tuo bisogno è stato soddisfatto, il tuo desiderio realizzato, il suo lavoro finito. La tua preghiera ha avuto una risposta ed ora è il momento di andare avanti.

C'è chi resta nella tua vita per una stagione, perché è arrivato il tuo momento di crescere, condividere e imparare ... ti porta un'esperienza di pace o ti fa semplicemente ridere ... può insegnarti qualcosa che non hai mai fatto ... spesso ti dà un'incredibile quantità di gioia. Credici, è vero ... ma è solo per una stagione.

Le relazioni che durano tutta la vita ti insegnano lezioni che durano tutta la vita, cose che devi costruire al fine di avere solide fondamenta emotive ... il tuo lavoro è accettare la lezione, amare la persona e usare ciò che hai imparato in tutte le altre relazioni o momenti della tua vita. Si dice che l'amore è cieco ma l'amicizia no.

Grazie per essere una parte della mia vita che sia una ragione, una stagione o tutta la vita."

Buona Vita
Un abbraccio a tutti
Matteo

"Se porterete alla luce quello che è dentro di voi, quello che porterete alla luce vi salverà. Se non porterete alla luce quello che è dentro di voi, quello che non porterete alla luce vi distruggerà...

. . .Colui che cerca non desista dal cercare fino a quando non avrà trovato. Quando avrà trovato sarà turbato, quando sarà turbato si stupirà e sarà Re su tutto..."

Vangeli Apocrifi di Hamman

"...Preoccupati più della tua coscienza che della tua reputazione. La coscienza è ciò che sei Tu, la reputazione è ciò che gli altri pensano di te. E quello che gli altri pensano di te ... è un problema loro..."

Charlie Chaplin

"Essere consapevoli di ciò che si prova dentro di sé, senza sentirsi sbagliati, è il passo fondamentale per essere padroni di se stessi"

Schopenhauer

Queste semplici riflessioni dovrebbero aiutarci tutti a prendere consapevolezza che il baricentro della nostra esistenza siamo noi stessi, siamo noi gli autori del nostro benessere o del nostro malessere.

Il periodo storico che stiamo vivendo sotto la cappa fantasmatica di un virus influenzale mai sequenziato clinicamente ma solo dedotto a livello sintomatico, dovrebbe forzare la comprensione delle origini delle tante forme patologiche delle quali è ignota la vera causa.

L'invito pressante che ci viene rivolto è quello di documentarsi per tentare di capire questa fenomenologia, leggere le pubblicazioni dei medici e scienziati che hanno collaborato con Hamer durante la sua vita può aiutarci tutti ad assumere la responsabilità nella gestione della nostra salute e nella comprensione delle cause delle "malattie".

Non possiamo delegare la nostra salute ai mezzi di comunicazione di massa che hanno lo scopo, ormai evidente, di produrre una ipnosi collettiva devastante per gli equilibri psichici  individuali e collettivi.

Auguriamoci di riuscire in questa impresa.

Per chi fosse interessato a conoscere la capacità protettiva delle usuali mascherine fatte passare per inibitori dell'accesso del virus in circolazione, rimando alla documentazione specialistica sul web dove si trovano sia le dimensioni del virus che la capacità filtrante delle mascherine e scoprire da che parte sta la "verità" scientifica.

Martedì, 10 Agosto 2021 09:34

PROMENADE A ROMA

Alcuni anni fa, non so quanti, andavo a Roma per lavoro, allora ero un dirigente della Giunta Regionale del Veneto ed ero referente per conto della mia Regione in certe aree di lavoro strategiche per la programmazione regionale.

Qualche volta capitava che dovevo fermarmi per un paio di giorni e così alla sera uscivo per una passeggiata romana, e certi angoli di Roma sono talmente suggestivi che mi hanno fornito il destro per scrivere qualcosa delle mie emozioni.

Quella che segue l'ho scritta in francese perché è una lingua che si presta a certe sfumature dolci e raffinate.

PROMENADE

Je pense à toi jeunesse

à tes yeux qui rient

en voyant le monde

mon monde

mon âme

qui se combat

entre desir

et douleur

ton desir

ma douleur

je pleure sur ce monde

sans toi

sans ta jeunesse vivante

sans tes yeux qui chantent

l'amour

seulement l'amour

dans ce moment

sous le ciel romain

je pense à toi et je t'aime.

 

ROMA E LA LUNA PIENA

 

Tento una versione in italiano.

PASSEGGIATA

Penso a te giovinezza

ai tuoi occhi ridenti

guardando il mondo

il mio mondo

la mia anima

che si contrasta

tra desiderio

e dolore

il tuo desiderio

il mio dolore

piango su questo mondo

senza te

senza la tua giovinezza vivace

senza i tuoi occhi che cantano

l'amore

solamente l'amore

in questo momento

sotto il cielo romano

io penso a te e ti amo.

 

 

 

Sabato, 10 Luglio 2021 17:13

MUSICA E POESIA PER TUTTI

A voi tutti amanti dell'arte e delle sue espressioni più suggestive, vi propongo un evento per Giovedì 22 luglio alla sera. 

Presso l'Oratorio della Parrocchia di Olmo a Martellago ci sarà una manifestazione così originale che ha già suscitato interesse e curiosità non solo tra gli appassionati d'arte: musica col violino e poesia dalla voce di un attore bravissimo.

Emozioni garantite.

Vi aspetto numerosi perché dopo un anno e mezzo di quarantena, anche culturale, finalmente un evento che può suscitare il desiderio di uscire di casa per andare in un ambiente protetto e fresco a passare un po' di tempo nel relax più stimolante con la musica e la poesia.

LOCANDINA ORATORIO OLMO JPG

 

Al termine della presentazione sarò con voi per un brindisi e prodotti idonei del Panifico Trabuio di Favaro Veneto. 

Il ricavato della vendita dei .libri sarà devoluto totalmente alla CARITAS parrocchiale che collabora per la buona riuscita del tutto.

 

A PRESTO......

 

Martedì, 23 Marzo 2021 16:01

ANDATE DA GIUSEPPE

MONASTERO DELLA VISITAZIONE, TREVISO.

CONFERENZA SU SAN GIUSEPPE. (a cura di Gianfranco Trabuio, pubblicista)

 

CON LA LETTERA APOSTOLICA  “PATRIS CORDE – CON CUORE DI PADRE”, papa Francesco ricorda il 150° anniversario della dichiarazione di San Giuseppe quale Patrono della Chiesa universale. Per l’occasione, dall’8 dicembre 2020 all’8 dicembre 2021 si terrà uno speciale “ANNO DI SAN GIUSEPPE”.

Era il 27 aprile 1865 quando papa Pio IX aderendo alla richiesta del Concilio Vaticano I, coronava San Giuseppe  con il titolo di Patrono della Chiesa universale (cattolica) e accordava per il mese di San Giuseppe (marzo) le stesse indulgenze  concesse per il mese di maggio dedicato alla Madonna. Successivamente l’8 dicembre 1870 papa Pio IX firmava il decreto Quemadmodum Deus (NELLA STESSA MANIERA CHE DIO)  che formalizzava la decisione.

san giseppe patrono della chiesa cattolica

G. Rollini, SAN GIUSEPPE, Basilica del Sacro Cuore, Roma

Giovedì, 07 Gennaio 2021 10:39

SAN FRANCESCO, RAMON LULL E L'ISLAM

 

 

RAMON LULL E IL DIALOGO INTERRELIGIOSO: ATTUALITÀ E INTUIZIONI PROFETICHE DI UN FRANCESCANO DEL 1300.

 ramon lull scrive

Il 4 febbraio 2019 ad Abu Dhabi, capitale dello Stato degli Emirati Arabi Uniti, c’è stato un evento che dovrebbe segnare una tappa importante per tutta l’umanità: Papa Francesco pontefice della Chiesa Cattolica romana con il Grande Imam dell’Università Al-Azhar, Ahmad Muhammad Al-Tayyib, a capo della corrente Sunnita dell’Islam mondiale, hanno firmato il “Documento sulla fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune”, basato sul “Principio del dialogo, rifiuto del terrorismo e di ogni violenza nel nome di Dio, promozione della donna, rispetto della natura”.

In questo documento si afferma che “La fede porta il credente a vedere nell’altro un fratello da sostenere e da amare”, che “le religioni non incitano mai alla guerra e non sollecitano sentimenti di odio, ostilità, estremismo, né invitano alla violenza o allo spargimento di sangue”, che “la libertà è un diritto di ogni persona”, che “si condanna il fatto di costringere la gente ad aderire a una certa religione o a una certa cultura”. Si definisce infine “un’indispensabile necessità riconoscere il diritto della donna all’istruzione, al lavoro, all’esercizio dei propri diritti politici”

Questo avvenimento mi ha portato dentro alla storia del Francescanesimo nella difesa della religione cristiana e nella tensione missionaria che ha animato i seguaci di Francesco di Assisi proprio a partire dalla sua vita come missionario, quando nel 1219 è partito alla volta di Damietta, 800 anni fa, per tentare di parlare di Gesù e del Vangelo al sultano Malek al-Kamel durante la quinta crociata.

(Vedi la storia narrata a fumetti sul sito www.gianfrancotrabuio.it)

PREMESSA.

Questo articolo giornalistico è centrato sul ruolo della Famiglia Francescana nella tutela dei territori che hanno visto la nascita, la predicazione, la passione, la morte e la risurrezione di Gesù di Nazareth con la sua ascensione al Cielo nella braccia del Padre, che dall’eternità lo aveva destinato alla Redenzione dell’umanità.

Per comprendere al meglio quale sia stato, e continui a essere, il significato di questa presenza francescana è necessario procedere con un salto logico che non è molto diffuso. A mio avviso l’approccio corretto è quello che ci può venire dalla “Teologia della Storia”, ovvero è necessario chiedersi quale sia il piano di Dio-Padre a partire dalla creazione del mondo e dell’uomo. Penetrando dentro a questo sistema forse è possibile trovare qualche pista di riflessione sul ruolo delle religioni e dei sistemi sociali che da queste sono stati generati.

Pensiamo al ruolo dell’Ebraismo e dell’Islamismo nelle interazioni con il Cristianesimo e a quali e quanti eventi si sono generati nei secoli e continuano a generarsi.

Conviene sempre chiedersi: “Ma Dio Padre cosa vuole da noi, seguaci di Gesù e credenti nella sua Parola?”

Come diceva un bravo sacerdote missionario al riguardo: “Le domande sono facili, le risposte sono difficili”.

Però, solo dalle domande riusciremo a entrare per qualche porta nel pensiero di Dio-Padre.

Oggi, per esempio, parliamo di questo grande seguace di Francesco di Assisi: RAMON LULL, che a queste domande ha dato delle risposte, per quei tempi, tanto profetiche quanto rivoluzionarie.

 

RAMON LULL: CHI È STATO COSTUI? E OGGI COSA RAPPRESENTA PER LA CRISTIANITÀ?

Su questo straordinario personaggio nato a Palma di Maiorca nel 1232 e morto nel 1315, si stanno scrivendo nuove pagine biografiche di grande attualità per gli eventi drammatici cui stiamo assistendo, in particolare a causa del fondamentalismo islamico che pretende di applicare alla lettera le sure del Corano. Ricordo che è molto studiato nelle Università spagnole ma non in quelle italiane, però l’Università francescana “Antonianum” di Roma ha tra le sue istituzioni un Centro di Studi Lulliani, segno della fama e della considerazione che, almeno in casa nostra, questo mitico apostolo di Cristo gode di un certo rispetto.

Ramon Lull è stato terziario francescano dopo essere stato sposato con figli e dopo aver ottenuto dalla moglie l’autorizzazione a farsi religioso. Nel 1850 Pio IX gli confermò il titolo di Beato, meritato per il coraggio nel vivere e predicare il Vangelo. Lo stesso Papa che quattro anni dopo l’8 dicembre 1854 proclamerà con la bolla Ineffabilis Deus il dogma dell’Immacolata Concezione.

L’anno 2016 è stato solennemente celebrato dalla diocesi di Maiorca (Spagna) per ricordare i 700 anni della morte del nostro Ramon Lull, e in questa ricorrenza sul sito www.assisiofm.it dei Frati minori dell'Umbria si trova pubblicata questa nota:

"Si avvicina il settimo centenario della morte del beato Raimondo Lullo, avvenuta il 29 giugno 1315. Molti centri accademici sono al lavoro per preparare pubblicazioni, convegni e simposi. Con grande stupore notiamo che studiosi di diverse religioni e culture si stanno mostrando particolarmente sensibili a tale appuntamento. È auspicabile, quindi, che gli stessi francescani e soprattutto l’OFS (Ordine Francescano Secolare) possano cogliere questa occasione per riscoprire l’importanza del filosofo, scrittore, teologo e terziario francescano Raimondo Lullo".

La presente realtà storica, sempre più caratterizzata da un società multietnica, multiculturale e multireligiosa, pone questioni e domande che possono diventare occasioni o sfide a seconda di come vengono affrontate.

Prima della sua morte il cardinale Jean Louis Tauran, presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, in una intervista realizzata dalla tv araba Al Jazeera aveva affermato: «Siamo riusciti a evitare lo scontro di civiltà, possiamo riuscire a evitare uno scontro dell’ignoranza».

Perché questo si realizzi, cercando nel passato esempi e correnti di pensiero che possano offrire elementi per una risposta adeguata, sempre più emergono la vicenda e gli insegnamenti di Raimondo Lullo.

Riguardo a questo rischio di scontro di ignoranze Papa Pio XI, riconoscendo che «la causa sia di molti danni […] derivava come necessaria conseguenza specialmente dal vicendevole ignorarsi, dalla poca stima e dai pregiudizi nati nel tempo dei lunghi dissidî», nell’enciclica Rerum orientalium dell’8 settembre 1928 volle promuovere gli studi orientali additando tra altri l’esempio di Raimondo Lullo.

Infatti papa Ratti, che per un periodo fu anche prefetto della Biblioteca Ambrosiana in cui sono custoditi importanti manoscritti lulliani, dopo aver menzionato Umberto di Romains e Ruggero Bacone, afferma: «Emulando i loro esempi, il celebre Raimondo Lullo, uomo di straordinaria erudizione e pietà, molte cose e con più vivace ardore, proprio dell’indole sua, chiese ai Nostri predecessori Celestino V e Bonifacio VIII, e ne ottenne parecchie, per quei tempi assai ardite, circa il modo di promuovere gli affari e gli studi Orientali; il designare, fra gli stessi Cardinali, uno che presiedesse a siffatti studi; infine del modo di intraprendere frequenti sacre missioni sia tra i Tartari, i Saraceni ed altri infedeli, sia fra gli scismatici, da ricondurre all’unità della Chiesa».

«Ma assai più celebre e più degno di speciale menzione è quello che, come si narra, per suggerimento ed esortazione di lui, sappiamo essersi decretato e promulgato nel Concilio Ecumenico di Vienne (anni 1311 – 1312) e da Clemente V, Nostro predecessore (1264 – 1314), (Clemente V passerà alla storia come il Papa che su pressione del re di Francia Filippo il Bello decretò la soppressione dell’Ordine dei Templari). In esso scorgiamo già quasi abbozzato il moderno Nostro Istituto Orientale: “Con l’approvazione di questo Sacro Concilio, abbiamo provveduto che si debbano erigere scuole delle diverse lingue qui appresso menzionate, ovunque si trovi a risiedere la Curia Romana, come pure nelle Università di Parigi, di Oxford, di Bologna e di Salamanca, (a carico del Papa, di Filippo il Bello, dei monasteri e del clero locale); ordinando che in ciascuno di tali luoghi si tengano professori cattolici, che abbiano sufficiente conoscenza delle lingue ebraica, greca, araba, e caldaica; vale a dire due periti di ciascuna lingua, perché vi reggano le scuole e traducano in latino con fedeltà libri da quelle lingue; altri poi insegnino agli altri con diligenza le lingue stesse e ne comunichino con l’accurato loro insegnamento la perfetta conoscenza, acciocché sufficientemente istruiti in tali lingue, possano produrre per grazia di Dio il frutto sperato, propagando salutarmente la fede fra gli stessi popoli infedeli …”».

Come possiamo notare, il coraggio, lo zelo e l’intraprendenza del nostro Ramon avevano convinto il Papa, i cardinali e i vescovi presenti a Vienne, a prendere innovative decisioni circa il modo di come andare in missione presso i popoli che o non conoscevano Cristo o gli erano contrarissimi come nel caso dei musulmani etichettati col termine in uso all’epoca di saraceni.

Certo, eravamo nel XIV secolo, pochi decenni dopo la morte di Francesco di Assisi e di Domenico Guzman, i due fondatori degli Ordini Mendicanti, quando migliaia di giovani da tutta Europa accorrevano per entrare dentro a quelle Famiglie religiose la cui massima aspirazione era il comandamento missionario.

Oggi, in tempo di apostasia dentro e fuori la Chiesa cattolica, sembra di capire, dai proclami delle nostre autorità ecclesiastiche che il comandamento missionario sia quasi un peccato da esorcizzare.

Della fama del nostro Ramon e del suo valore profetico ne abbiamo traccia in un’intervista che il giornalista Edoardo Castagna (Avvenire del 21 febbraio 2016) ha fatto al cardinale Gianfranco Ravasi dopo la morte di Umberto Eco. In questa il Cardinale ricorda come sia stato Umberto Eco a fargli scoprire Ramon Lull. Ravasi aveva ricevuto Eco quando era Prefetto della Biblioteca Ambrosiana di Milano e Eco cercava le pubblicazioni di Lull. Grande fu la sorpresa del Cardinale quando scoprì i numerosi scritti del Lull conservati presso quella prestigiosa biblioteca.

Qui riprendo un brano di quell’articolo per quanto è di nostro interesse

Dice il card. Ravasi di Umberto Eco: “ È invece forse meno noto il suo interesse per Raimondo Lullo, del quale l’Ambrosiana conserva una buona raccolta di codici. Ma la si può capire bene, perché Lullo è una figura capace di stabilire ponti di comunicazione anche con l’islam: conosceva l’arabo, aveva interesse per il dialogo... E poi il filosofo catalano era curioso, passava dalla disputa alla logica, dalla polemica alla cavalleria; fino al Libro del gentile e dei tre savi, quel dialogo tra un pagano e tre sapienti che si interrogava sulle religioni monoteistiche. Insomma, proprio quel grande spettro di curiosità che aveva lo stesso Eco»

Se dovesse sintetizzare la lezione di Umberto Eco, quale parola sceglierebbe? «Senza dubbio “curiosità”. Pur avendo una propria specializzazione e un proprio rigore, restava convinto della complessità del reale e voleva sempre guardare al di là delle proprie frontiere. D’altra parte la curiositas è, per sua natura etimologica, anche cura, passione, preoccupazione per qualcosa: non semplicemente volteggiare sulla realtà come una farfalla, ma anche ricerca di coinvolgimento. Come scriveva Rousseau nell’Emilio, si è curiosi solo nella misura in cui si è istruiti».

Anche qui, oggi, penso non sia un termine fuori campo definire il nostro Ramon come una persona attratta dalla conoscenza di mondi e di esperienze a lui sconosciuti ma che percepiva di grande interesse per la diffusione del Vangelo.

RAMON LULL icona

Ora, in questa prospettiva è stato pubblicato il volume “Raimondo Lullo, Il Libro del Gentile e dei tre Savi”, a cura di Sara Muzzi, traduzione italiana di Anna Baggiani (Letture cristiane del secondo millennio), Ediz. Paoline, Milano 2012. Di seguito riporto un’anticipazione della ampia “Introduzione “ di Sara Muzzi nota studiosa di questo insigne francescano.

“Con uno studio durato nove anni, Raimondo Lullo acquisì una buona conoscenza della lingua araba, dei princìpi dell’islam e della cultura araba. Ritiratosi poi sul Monte Randa, nel territorio di Llucmajor a Maiorca, per un periodo da dedicare alla contemplazione, ebbe la rivelazione ispiratrice «sulla forma e il modo» del libro migliore per la conversione degli infedeli.

Dopo la stesura di questo testo, Lullo venne chiamato a Montpellier dall’infante Giacomo e le sue opere vennero esaminate da un teologo francescano, che ne riconobbe la devozione. Sarà lo stesso Giacomo, divenuto Giacomo II di Maiorca, a fondare e a finanziare nel 1276 la scuola di specializzazione di Miramar, un luogo a picco sul mare sulla costa nord di Maiorca, propostagli da colui che era stato il suo precettore.

La ricerca di un’approvazione ufficiale ai suoi progetti impegnerà incessantemente il Dottore Illuminato negli anni successivi e per questo compirà numerosi viaggi. Solo in Italia se ne contano quindici: a Roma, a Genova, a Pisa, a Messina, a Rieti, a Anagni, a Napoli e probabilmente a Bologna. Anche Montpellier e Parigi, dove ottiene l’autorizzazione all’insegnamento, sono due città molto frequentate da Lullo, che si recò pure a Barcellona e compì viaggi missionari fino a Tunisi, a Bugia (l’odierna Bèjaia, provincia nel Nord dell’Algeria) e a Cipro.

La sua vita leggendaria lo porterà sino alla lapidazione, come vuole la tradizione non accertata, subìta a Bugia, da parte dei saraceni, e alla morte, nella Baia di Maiorca, come martire di Cristo. Siamo tra il dicembre del 1315 e il marzo del 1316, quando Lullo muore all’età di circa ottantaquattro anni e viene sepolto nella Basilica di San Francesco dell’odierna Palma di Maiorca.

I resti mortali “del Figlio Maggiore di Maiorca” – come viene venerato dai Maiorchini – si trovano nella Cappella di Nostra Signora della Consolazione, in un monumento sepolcrale gotico, illuminato dalle lampade votive della devozione popolare. La causa di canonizzazione, molto complessa a motivo del problema dell’ortodossia dottrinale dei suoi scritti, sta procedendo lentamente.

Dopo la sua morte, infatti, gli eccessi di alcuni gruppi di lullisti valenziani, influenzati dalle idee degli Spirituali, portarono l’inquisitore domenicano della Corona d’Aragona, Nicola Eimerich, a una campagna contro le dottrine di Lullo. Nel 1376 venne pubblicata una lista con cento articoli (Directorium Inquisitorum), in cui l’inquisitore condannava soprattutto il suo preteso razionalismo; questo fece scendere sull’intera opera l’ombra del sospetto di eresia.

L’autorità riconosciuta agli inquisitori ha influito anche sul riconoscimento ufficiale delle esemplari qualità di cristiano di Lullo. Con i lavori condotti dai maestri dell’ordine dei predicatori che costituirono la Commissione Armenegol nel 1386 (contrarissima all’inquisitore domenicano Eimerich che aveva condannato Lullo per eresia), da Amédée Pagès nel 1938, e nel 1997 da Josep Perarnau presso la Biblioteca Apostolica Vaticana, si è potuto vedere che siamo in presenza di personali rielaborazioni dell’inquisitore che aprono una doppia questione: una relativa alla fedeltà testuale degli articoli del Directorium Inquisitorium in relazione ai testi originali e una concernente la fedeltà al pensiero dell’autore.”

Come succede molte volte a chi si presenta con idee troppo brillanti e di alto impegno culturale e pastorale, viene negata dalle istituzioni la loro validità e possibilmente cancellata, salvo poi, a secoli di distanza venire ristabilite nella loro attualità. La Storia non è maestra di vita, però si ripete. E oggi nostro malgrado si sta ripetendo.

Ed è questa la conclusione che mi sento di fare: le Famiglie Francescane di oggi in quale conto tengono la lezione e l’esperienza di questo santo francescano?

Però, da poeta, non posso terminare che con una poesia del nostro Ramon:

"Non amare è morire.
Dimmi, o Pazza d'amore,
se il tuo Amato non ti amasse più,
che cosa faresti allora?
Io continuerei ad amare,
per non morire.
Perché non amare è morire.
Amare è vivere."

Beato Raimondo Lullo (dal “Il Libro dell’Amico e dell’Amato”)

Ecco, penso di poter concludere facendo tesoro delle intuizioni di questo seguace di San Francesco e insistendo sulla strada aperta da Papa Francesco, perché solo conoscendoci ci si può capire: “CONOSCERE PER DIALOGARE”.

ramon lull a majorca

Statua del Beato Ramon Lull all'ingresso della cattedrale di Majorca

BIBLIOGRAFIA.

Ramon Lull: “Poesie e versetti”, scelti da Eugenio Mele, prof. Maglione Editore, 1935, Roma.

Raimondo Lullo: “Il libro del Natale e Il Lamento della Filosofia”, Nardini Editore, Firenze, 1991.

Raimondo Lullo: “Il libro dell’Amico e dell’Amato”, Città Nuova editrice, Roma, 1991.

Sara Muzzi: “Raimondo Lullo. Opere e vita straordinaria di un grande pensatore medievale”, ETS, Edizioni Terra Santa, Milano, 2016.

Raimondo Lullo: “Il Libro del Gentile e dei tre Savi”, a cura di Sara Muzzi, traduzione italiana di Anna Baggiani (Letture cristiane del secondo millennio), Ediz. Paoline, Milano 2012

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