Giovedì, Luglio 18, 2019
Gianfranco Trabuio - pubblicista -

Il fascino della cultura degli schiavi africani deportati nelle Americhe ha da sempre provocato un profondo interesse nelle nostre culture tradizionali. 

Basti pensare alle radici sulle quali si è innestata la sofferenza dei neri in quei territori tutti di matrice culturale cristiana, sia di origine cattolica come nel Sud America o di origine variamente protestante in prevalenza nel Nord America.

Oggi l'Europa si trova a vivere da tempo un periodo di transizione verso una cultura che tende a cancellare le proprie radici cristiane e anche giudaiche, se vogliamo. E' in atto da qualche decennio, da parte dei poteri che decidono le sorti del mondo, un grande lavoro di destrutturazione della tradizione occidentale così come l'abbiamo conosciuta fino alla rivoluzione del "famigerato" '68. Il nuovo che avanza, dal punto di vista culturale, possiamo benissimo definirlo un tempo nel quale le coordinate culturali sono molto identificabili nell'individualismo e nel relativismo.

Da qualche tempo, però, è in atto una rivoluzione silenziosa da parte delle popolazioni africane provenienti dalle nazioni ex coloniali dove il Cristianesimo si era radicato fino alla loro indipendenza. Le radici cristiane di quei territori hanno germinato numerose gemme maturate all'interno dei seminari di formazione religiosa e oggi molti sacerdoti africani sono presenti sempre più numerosi anche in diverse diocesi italiane, non solo in Vaticano tra le gerarchie ecclesiatiche.

Così anche nella Parrocchia dell'Annunciazione di Olmo-Martellago da tre anni è stato presente un sacerdote proveniente dalla Tanzania: don Straton Dithenya, oggi dottore in Diritto Canonico. Laurea conseguita all'Università Marcianum fondata al tempo del patriarcato del Cardinale Angelo Scola e retta da docenti dell'Università della Santa Croce di Roma. 

Don Straton è stato un sacerdote molto apprezzato dai parrocchiani per la sua umiltà e per la sua discrezione. Per tutti e tre gli anni di presenza in parrocchia ha partecipato con assiduità e grande disponibilità agli incontri di preghiera del lunedì sera organizzati dal Gruppo di devozione alla Divina Misericordia, portando la sua testimonianza e la sua benedizione.

Ora, in prossimità del suo ritorno in Tanzania la comunità ha organizzato una serata del tutto speciale. Sabato 17 novembre alle ore 20.45 in Oratorio ci sarà una manifestazione musicale realizzata dal SOUL LIBERATION CULTURAL GOSPEL - PEACE & FREEDOM. Un gruppo di cantanti tutti provenienti dall'Africa che si esibirà in un concerto sui temi della sofferenza durante la schiavitù americana e della nostalgia per il ritorno alla terra natale proiettata, questa nostalgia, in chiave biblica verso la Gerusalemme celeste.

NUOVA LOCANDINA JPG

 

LOGO SOUL LIBERATION CULTURAL GOSPEL

 

 

 gruppo gospel foto

 

 

 

 

 

 

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