Martedì, Novembre 24, 2020
Sabato, 05 Marzo 2016 17:17

RISTRUTTURARE LA CASA CRISTIANA RIVOLUZIONANDO L'ECONOMIA In evidenza

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- Da una palafitta a due piani a un edificio a tre piani... con ascensore -

PREMESSA.

Questo articolo, piuttosto lungo e denso di concetti e di strategie, è il condensato di uno studio fatto a più menti su un'ipotesi di Economia Cristiana che è stato di recente pubblicato e presentato in diverse sedi istituzionali provocando molto interesse. Si tratta di passare dalle analisi più sofisticate e inconcludenti ad azioni concrete nel più sano spirito veneto, quello che ha portato il Beato Giuseppe Toniolo a dare concretezza alle indicazioni di una enciclica papale: la Rerum Novarum di papa Leone XIII, 125 anni orsono.

Siamo pronti, noi di World Lab, ad aiutare Papa Francesco per una nuova enciclica e a metterci in campo per realizzare quanto troverete in questo articolo. Le riforme sono sempre nate dal basso, dalla sana esperienza di chi non ha avuto paura di rischiare.

L'allegoria

In letteratura è frequente l'uso di allegorie o metafore (denominate parabole, nel Vangelo) in quanto, se azzeccate, possono rivelarsi uno strumento di comunicazione particolarmente efficace, cioè in grado di trasmettere, con poche e semplici parole ma in modo chiaro e oltretutto facile da memorizzare, concetti relativamente complessi ad una audience anche ampiamente diversificata.
In questa breve nota viene utilizzata, con questo spirito, una metafora di carattere “edilizio” per trattare, appunto, un tema estremamente complesso, su cui risulterebbe particolarmente arduo discettare utilmente e senza ambiguità in poche righe, quale quello del legame fra le tre componenti, materiale, etica e spirituale della società, e questo con particolare riferimento al mondo cristianizzato.
Secondo tale metafora, non certo esente da una cruda quanto necessaria semplificazione, ogni società risulta dotata di un suo edificio virtuale dove è idealmente insediata, e che si potrebbe definire, con una sola parola, la sua cultura.
Trattasi di un edificio a tre piani, ognuno dei quali ospita i valori specifici su cui ogni società si regge, in cui al piano terra si situano quelli relativi agli aspetti tipicamente materiali o economici, mentre ai piani superiori si incontrano, salendo, dapprima quelli riguardanti le relazioni sociali e per ultimi quelli relativi al rapporto fra gli uomini e la sfera trascendente o divina.
Va da sé che i valori che caratterizzano i diversi piani, pur potendo differire da una società all'altra saranno, in ogni società data, internamente coerenti.
L'esistenza di questo edificio virtuale non impedisce, ovviamente, che i cittadini, nella realtà, si comportino in contrasto con i principi di un livello o l'altro vivendo in maniera incoerente e contraddittoria sia sul piano individuale che, talvolta, collettivo.
Come emerge dal sottotitolo, fra le varie tipologie di società quelle che, pur nella loro grande diversità, si sono formate sui principi Cristiani, vengono qui immaginate come dotate di un edificio, privo di piano terra, che si presenta pertanto come una sorta di palafitta a due piani.
Tale palafitta, restando nella nostra metafora, risulta altresì caratterizzata dal fatto che, mentre il secondo ed ultimo piano resta riservato, come idealmente immaginato, all'ambito spirituale, nel primo piano, assieme agli aspetti sociali convivono anche alcuni importanti principi attinenti alla sfera economica.
Il lettore, ricorrendo alla stessa metafora, può divertirsi ad immaginare come si possano configurare analoghi edifici a tre livelli propri ad altre società, forgiate da ideologie o da altre religioni, atee o teiste.
E' cosi che, ad esempio, l'edificio di una società Comunista potrà apparire, nell'immaginazione dei più, come un edificio dove tutto è ammassato al piano terra mentre i due piani superiori, privi di muri, mostrano la nuda ossatura.
L'edificio di una società Buddista potrà apparire anch'esso, come l'edificio Cristiano, a forma di palafitta, con la significativa differenza rispetto a questo, che tutti i valori sono situati al primo piano, cosicché anche il piano superiore, come il piano terra, rimane vuoto e spazzato dai venti.
Il lettore potrà scoprire infine che il solo edificio completo, ad oggi, è quello relativo alle società Islamiche, un edificio progettato una quindicina di secoli fa e che, malgrado la sua opinabile vivibilità, tuttora sembra reggere la sfida del tempo.
Oltre a ciò, il lettore potrà scoprire altresì che fra gli edifici menzionati, gli unici due a non assumere la foggia di una palafitta sono quello Comunista e quello Islamico, rispettivamente un'ideologia ed una religione monoteista dotate entrambe di una propria Economia, intesa come Sistema economico dove i ruoli dei singoli attori sono assai ben delineati, seppur molto diversi da un Sistema all'altro (basti pensare che nel Sistema Islamico la metà della popolazione attiva, quella femminile nella fattispecie, è impegnata nell'auto-produzione domestica di gran parte dei beni e servizi di consumo famigliare corrente i quali rimangono così al di fuori dell'ambito di azione del Mercato, mentre nel Sistema Comunista il Mercato è totalmente estromesso e tutto è prodotto dallo Stato cosicché l'insieme della popolazione attiva è trasformato, volente o nolente, in dipendente statale).
In altri termini, nessun'altra ideologia o religione, al di fuori delle due appena menzionate è dotata di un Sistema economico proprio, cioè coerente con i valori situati ai piani superiori del proprio edificio virtuale.
Un ultimo interessante esercizio consentito dalla nostra metafora al lettore, inserito, in un qualche modo, nel contesto di una Economia capitalista che ormai si è imposta su scala planetaria, consiste nel cercare di immaginare quali principi si possano coerentemente situare nei piani superiori dell'ipotetico edificio avente al piano terra una tale Economia visibilmente orientata alla distruzione in tempi brevi dell'intero ecosistema.
Sicuramente in un tale esercizio, il lettore si troverà immerso nell'orrore.
E la cosa si aggraverà ulteriormente se l'esercizio dovesse spingersi fino all'individuazione dell'Architetto a cui un tale edificio di valori si può verosimilmente far risalire.

L'economia in ambito Cattolico, fra allegoria e realtà

Fuor di metafora, e con riferimento specifico alla Chiesa cattolica, è un fatto che essa, fin dai primi secoli, ha cominciato ad elaborare la sua Dottrina, la quale, tenendo costantemente presente il legame fra l'uomo e Dio, non ha mancato di includere anche qualche aspetto etico figurante nel Vangelo, ma anche alcune posizioni di natura prettamente economica (riguardanti, ad esempio, la moneta, l'interesse sui prestiti, il commercio, il profitto e così via) , reputate coerenti con i precedenti in virtù della qualificata ed autorevole interpretazione dei testi sacri attribuita ai Padri della Chiesa che le hanno elaborate ed espresse.
Questa lunga opera, mai cessata nel corso dei secoli, ha permesso di selezionare e raccogliere un grande volume di materiale sicuramente prezioso per una eventuale iniziativa a venire, tesa all'edificazione di un edificio dottrinale completo e articolato, secondo la nostra metafora, su tre distinti piani.
I primi segni di una tale iniziativa si sono effettivamente manifestati sul finire dell'Ottocento.
In effetti, a seguito dei rapidi mutamenti sociali provocati dalla nascente rivoluzione industriale (fenomeno di una portata tale che, per fare il paio nell'intera Storia dell'Umanità, occorre risalire, secondo il noto economista L. Pasinetti, nientemeno che all'avvento dell'agricoltura) (1), nonché a seguito dei fermenti ideologici che cominciavano a germogliare in un tale contesto, la Chiesa, con l'Enciclica di Leone XIII, Rerum Novarum (Maggio 1891), ha dato avvio ad un riordino del primo piano dell'edificio Cattolico mettendo in particolare evidenza gli aspetti di più immediata rilevanza economica.
Ai detti elementi prettamente economici se ne sono poi aggiunti, sulla scia dell'iniziativa intrapresa da Leone XIII, molti altri, alcuni dei quali di grandissima importanza, a seguito di nove successive Encicliche: la Quadragesimus annus di Pio XI (1931) la quale, infrangendo un tabù, ha messo addirittura il dito su una delle principali cause dell'attuale deriva economica su scala mondiale consistente nella concentrazione in poche mani del controllo della moneta (2), la Mater et Magistra e la Pacem in Terris, di Giovanni XXIII (1961 e 1963), la Populorum Progressio e l'Octogesima Adveniens di Paolo VI (1967, 1971), la Laborem Exercens, la Sollicitudo Rei Socialis e la Centesimus Annus, di Giovanni Paolo II (1981, 1987) e la Caritas in Veritate, di Benedetto XVI (2009).
Nel loro insieme, tuttavia, questi elementi non sono stati reputati sufficienti alla formulazione di una vera e propria Dottrina Economica della Chiesa (DEC), costituita da un preciso Sistema economico e dalle relative Prassi in grado di dargli forma e di conservarne la struttura, e quindi sono rimasti incorporati nella sua Dottrina Sociale.
Gli architetti dell'edificio dottrinale Cattolico hanno insomma preferito lasciar provvisoriamente libero il piano terra, conferendo all'edificio la foggia di una palafitta.

Cosa che, del resto, hanno dovuto fare, e forse a maggior ragione, anche gli architetti degli edifici propri ad altre religioni.
Purtroppo ciò fa sì che fra i nudi pilastri delle numerose palafitte si possano insediare abusivamente, cosa che effettivamente accade, Sistemi economici che prendono forma in modo spontaneo, secondo le leggi della giungla, e che perciò risultano totalmente avulsi rispetto ai principi rivelati o sapientemente elaborati, situati ai piani superiori, con risultati non sempre desiderabili e spesso manifestamente indesiderati.
Al punto che, nel caso limite delle società Cristianizzate, il Sistema economico che si è abusivamente insediato alla base del loro edificio dottrinale è stato recentemente dichiarato da Papa Francesco come decisamente opposto ai principi di derivazione evangelica, rispettivamente indiretta e diretta, del primo e del secondo piano e dichiarato, senza mezzi termini, “Economia che uccide” (Evangelii Gaudium-53, 2013) in patente contrasto con il Vangelo, che è vita.
Ed è su queste premesse che, finalmente, prende avvio la sostanza della presente nota, consistente in informazioni di prima mano su recenti sviluppi della scienza economica, e conseguenti proposte operative, suscettibili di accendere nuove speranze in questi tempi bui di sconforto e di dilagante rassegnazione.

Segni concomitanti dell'avvento di tempi nuovi

LA DIGNITA DELLE NAZIONI COPERTINA

Cominciamo con il segnalare che nel Giugno del 2015, in provvidenziale concomitanza con l'Enciclica di Papa Francesco, Laudato si', è uscito su Amazon.it, a cura di un anonimo network denominato World-Lab facente capo al sito web “worldlabnetwork.ru”, un volumetto intitolato “La Dignità delle Nazioni” dal sottotitolo eloquente “Un inedito sistema economico per il terzo millennio”.
Questo libretto, scritto con un linguaggio comprensibile a tutti, contiene un inedito modo di guardare ai fenomeni economici il quale rappresenta, per quanto incredibile possa sembrare, una svolta significativa nella stessa Scienza economica.
Basti pensare che questa Scienza, fin dalla sua nascita (che si fa generalmente risalire al 1776, anno di pubblicazione del libro di Adam Smith “La Ricchezza delle Nazioni”), è stata incentrata, e continua stranamente ad esserlo, esclusivamente sul Mercato.
E non è quindi un caso se la realtà, in cui oggi tutti viviamo, si è trasformata in una vera e propria Società di Mercato, dove tutto è ridotto a merce che si vende e si compra col denaro, facendo di questo una sorta di nuova “divinità” che stabilisce il valore di tutto, dalle cose, natura inclusa, alle... persone! Basti ricordare lo sviluppo della pratica della vendita dei bambini nati dagli uteri di donne comperate per la riproduzione. Il che, per ogni uomo di buon senso, e soprattutto per un cristiano, “grida vendetta al cospetto di Dio”, per dirla con una nota espressione popolare.
Il nuovo sguardo rivolto al contesto economico offre, invece, un quadro ben diverso.
E, più precisamente, un panorama a 360 gradi che consente di visualizzare l'insieme di tutti i possibili modi di produrre e consumare, facendo del Mercato un modo, fra tanti altri, importante ma lungi dall'essere l'unico.
Non solo. “A monte” dei diversi modi sono stati identificati due Paradigmi economici fondamentali, dell'Eteronomia (produzione per terzi consumatori) e dell'Autonomia (auto-produzione), ai quali ognuno dei possibili modi di produrre e consumare fa necessariamente capo (tertium non datur).
Mentre il primo Paradigma è essenzialmente rappresentato dal Mercato (la Filantropia, che anch'essa ne fa parte, si occupa solamente dei consumatori non solvibili), il secondo comprende invece una pluralità di modi che si distinguono fra loro essenzialmente, ma non unicamente, dalla dimensione della collettività auto-produttrice.
Fra essi figura tanto l'auto-produzione domestica (riguardante la collettività più piccola, costituita dalla famiglia) che lo Stato (la collettività più grande, cioè quella nazionale), passando ovviamente per una serie di altri modi, compresi nella categoria del mutualismo, attivabili per iniziativa privata e riguardanti l'ampia gamma delle collettività intermedie, di cui alcuni sono noti, quali le Cooperative di utenza, le Mutue previdenziali ed assicurative, mentre altri sono tuttora inediti.
E, fra quest'ultimi, il Distretto di Sviluppo Locale (DSL), ottenuto da World-Lab attraverso un processo di ottimizzazione della sua “attrattività” presso i potenziali soci lavoratori e/o utenti, sulla diffusione del quale, come ampiamente dimostrato nel libro “La Dignità delle Nazioni”, è lecito riporre notevoli speranze di cambiamento, oggi urgente data la conclamata pericolosità del Sistema economico trionfante, sia per l'uomo che per l'intero ecosistema.
Un fondamentale risultato di questo nuovo approccio all'Economia, di cui vedremo subito le conseguenze pratiche, consiste nell'uscita dal “falso dilemma” che ha ingabbiato il dibattito sociale e politico nell'ultimo secolo e che, purtroppo, ha pesantemente influenzato anche le menzionate Encicliche alla base dell'attuale Dottrina Sociale della Chiesa, consistente nella scelta fra Stato e Mercato, erroneamente tradotta nella scelta fra proprietà Pubblica e Privata dei “mezzi di produzione”.
Non sfuggirà a nessuno il fatto che, una volta imprigionato il dibattito della società civile in tale gabbia e considerate le inefficienze dello Stato, particolarmente evidenti quando questo si fa carico di ambiti produttivi diversi da quello dei servizi collettivi di sua stretta competenza, l'avvento della Società di Mercato promossa da potenti forze coalizzate da interessi comuni, diventa fatale.
E, con essa, tutte le sue deleterie conseguenze sulla collettività quali il nichilismo verso il quale essa è cinicamente convogliata e in cui sta drammaticamente sprofondando riducendosi sempre più alla “società servile” profetizzata un secolo fa da Hilaire Belloc (3).

LA DIGNITA DELLE NAZIONI RETROCOPERTINA
Ma una volta aperta tale gabbia, ed è ciò che World-Lab ha fatto, appare evidente che l'attività pubblica può essere confinata all'ambito di sua esclusiva competenza senza, per questo, dover affidare la totalità dell'attività privata al Mercato come parrebbe necessario stando al citato “falso dilemma” (stranamente popolare presso l'intellighenzia e da questa curiosamente diffuso con solerzia).
In effetti la Società civile, attraverso l'iniziativa privata, è perfettamente in grado di attivare, seguendo le linee tracciate da Worl-lab nel citato illuminante libretto, ben altre modalità di produzione-consumo di efficienza pari e, con riferimento al menzionato DSL, addirittura superiore al Mercato, ma caratterizzate da positività sociali e ambientali di cui il Mercato e lo Stato, lasciati operare in tandem senza altri contrappesi, risultano pericolosamente carenti.
Più precisamente nel citato volumetto, proprio attribuendo ai vari modi di produzione e consumo “vecchi” (Mercato e Stato) e “nuovi” (tra cui alcuni oscurati e altri, come detto, inediti) gli ambiti produttivi ad essi più congeniali, viene delineato e presentato ciò che la Chiesa non ha finora mai potuto formulare esplicitamente. E cioè un inedito Sistema economico, denominato Tradizionale Dinamico Rigenerativo, il quale prende forma con la diffusione di una Prassi (DSL) destinata a sviluppare un nuovo importante pilastro nell'economia vigente, depurando, per questa via, il Mercato dai suoi aspetti più deleteri legati alla sua debordante ipertrofia (come avviene anche nell'Economia Islamica, ma senza il ricorso a precetti religiosi praticabile solo negli Stati confessionali o teocratici).
Un Sistema che è in grado di impiegare tutte le risorse umane disponibili, fino ad oggi considerata prerogativa del Collettivismo, in un regime di libera iniziativa privata, fino ad oggi propagandata come prerogativa del Capitalismo.
Un Sistema in grado di garantire, diversamente da quelli menzionati, la sostenibilità sociale ed ambientale senza privare le persone, indipendentemente dal sesso, della dignità umana.
Un Sistema, dunque, assolutamente inedito, incentrato sulla persona e sulla natura, conformemente all'Ecologia integrale promossa dall'Enciclica Laudato si', nel quale ognuno è potenzialmente in grado di partecipare all'attività produttiva in qualità di shareholder o socio (l'esatto opposto di quanto avviene nella citata “società servile”), e che quindi, grazie a queste sue caratteristiche, risulta in totale coerenza con la Dottrina Sociale della Chiesa.
Un Sistema, soprattutto, che nasce, come ben illustrato da World-Lab, attraverso il Patrocinio di un Ente morale e che, quindi, la Chiesa può contribuire a realizzare essendo, anzi, l'Istituzione di gran lunga più adeguata a tal fine, tanto in ragione dei valori etici da essa veicolati che della sua presenza su scala mondiale.
Insomma, nel giugno del 2015, si è prodotta una singolare sincronicità (fenomeno, così denominato da Jung, di natura a-causale e, allo stesso tempo, difficilmente interpretabile come casuale perfino dai non credenti): fra il possente grido d'allarme lanciato, attraverso l'Enciclica Laudato si', dal successore di Pietro e principale leader spirituale del mondo, sul pericolo che incombe sull'intero ecosistema, da un lato, e la risposta concomitante dell'anonimo network World-Lab, dall'altro, indicante una strategia perfettamente coerente col messaggio Cristiano, dalle grandi potenzialità soprattutto se accolta e governata dalla Chiesa e praticabile da subito, per sventare tale pericolo.
Una tale significativa sincronicità non potrà lasciare indifferente il popolo credente né, si spera, la Chiesa.

Attuale stato dell'arte

Oggi il cittadino del mondo cristianizzato è, di fatto, obbligato ad entrare nel mortifero Sistema economico Occidentale, oltretutto di difficile accesso e di precaria permanenza, il quale lo obbliga a comportarsi, come è logico, secondo le sue specifiche regole.
Ora, per chi è stato sufficientemente “indottrinato dai media” all'accettazione di dette regole, il che implica anche una accettazione del materialismo e di tutta la sua ben nota sequela di “falsi valori”, non si pone un gran problema esistenziale.
Ma è certo che, per un cittadino che fa dei principi etici e spirituali della Dottrina della Chiesa un punto di riferimento comportamentale, il fatto di trovarsi obbligato, per far fronte ai bisogni materiali propri e della propria famiglia, a nuotare controcorrente per non essere travolto dall'irruenza della corrente dominante (mainstream), la situazione è assai deprecabile quando non addirittura insostenibile.
E sicuramente oggi molti cristiani, che hanno dovuto gettare la spugna, sono portati a vivere in contrasto con i valori in cui credono con i conseguenti rimorsi di coscienza che ciò comporta.
La Chiesa si trova dunque, con ogni evidenza, difronte ad un serio pericolo che nasce dalla continua immersione delle popolazioni cristianizzate in un mondo dominato da un'Economia senza Dio, se non addirittura contro Dio, un'immersione involontaria che però, a lungo andare, finisce inevitabilmente per riflettersi negativamente dapprima sui rapporti sociali e poi sugli stessi rapporti fra uomo e Dio.
Perché ormai è chiaro che con la continua secolarizzazione della società, un processo che non conosce limiti di nessun tipo, la dimensione spirituale dell'uomo in essa immerso si viene a trovare come una pianta su un suolo arido e, alla lunga, appassisce.
E il rischio per la Chiesa, è di veder scemare il suo gregge che, guidato da falsi pastori e pifferai magici viene cinicamente portato alla sua definitiva perdizione fin dalla sua vita terrena.
Ciò che la Chiesa dovrebbe urgentemente fare, visto che ora gli strumenti esistono, consiste innanzitutto nel procedere, con l'aiuto di una task-force aperta ed impersonale, ad una sistemazione del piano terra del suo edificio dottrinale.
Il che significa utilizzare gli elementi di natura prettamente economica, attualmente situati al primo piano, per elaborare una sua Dottrina economica ben distinta dalla sua Dottrina sociale ma, ovviamente, totalmente coerente con questa.
In quest'opera di edificazione del piano terra, gli addetti ai lavori potranno ispirarsi allo schema architettonico elaborato dal network World-Lab trasformando così l'attuale palafitta in una elegante palazzina, dotata di... “ascensore” (fuor di metafora, trattasi della Prassi standard individuata da World-Lab, cioè il DSL, la diffusione capillare del quale porta, come detto, alla trasformazione di ogni Sistema economico in un Sistema Tradizionale Dinamico Rigenerativo).
Il dispositivo è così chiamato nell'allegoria in quanto consente a chi entra nel piano terra del nuovo edificio di affacciarsi agevolmente ai piani superiori e, se attratto dai valori ivi insediati, di frequentarli a sua convenienza traendone beneficio e, in certi frangenti della vita, ricevendone un sicuro conforto.
Anche chi deciderà di non frequentare assiduamente i piani superiori dell'edificio, sarà comunque reso edotto sull'origine della Prassi da esso abbracciata e potrà così rendersi conto che la via indicata dalla Chiesa è la sola che dà buon frutto essendo basata su valori veri o, in altri termini, depositaria della Verità.
Un tale “ascensore” può dunque dar luogo in Occidente a quello che sta avvenendo su scala nazionale nei Paesi ex-comunisti dove la popolazione, venuta meno la cappa di piombo materialista che da qualche generazione la opprimeva, lentamente risale dal piano materiale ai piani dell'etica e della spiritualità.
La Chiesa dovrebbe dunque, in altre parole, dar avvio, prima di altri e conformemente all'esortazione di Papa Francesco, ad una “bonifica” del sistema economico che sta dilagando nel pianeta, facendosi Patrocinatrice della diffusione dei Distretti di Sviluppo Locale ovunque emerga una domanda di occupazione, nonché una domanda di beni e servizi prodotti nel rispetto della salute umana ed ambientale.
E questo, a cominciare dai Continenti in cui essa è più presente, e includendo anche i Paesi, come Cuba, che stanno cercando una nuova via evitando loro di passare, in termini di Sistema economico, dalla padella alla brace.
La Chiesa lo deve, sicuramente, ai cristiani praticanti, percentuale sempre più esigua della popolazione in molti Paesi.
Ma lo deve anche alla ben più grande percentuale dei cristiani non praticanti e dei cristiani “ a loro insaputa” (atei inclusi), quest'ultimi spesso insofferenti ai “dogmi” di una secolarizzazione soffocante la quale non cessa di “esprimere religiosamente la sua assoluta anti-religiosità” (4).
E lo deve anche a sé stessa dando avvio, in tal modo, ad una inversione del processo di secolarizzazione che oggi la sta erodendo, e che di tutta evidenza viene governato con l'intento, preciso e determinato, di travolgerla.

Invertire il processo di secolarizzazione

Oggi è gran tempo di smitizzare la presunta irreversibilità (5) del rovinoso processo, subdolamente propagandata e, comunque, accettata dall'ingenuità di molti buoni cristiani (6) e, aggiungiamo noi, dall'ignavia di molti altri.
Ed è tempo, altresì, di ben comprendere un tale processo (7).
E, in particolare, di rendersi conto che questo procede spedito sulle ali del Sistema economico imperante il quale, seppur mortifero, avanza trionfante grazie all'oscuramento, da parte dell'intellighenzia complice, delle potenziali alternative efficaci e realistiche.
E se è vero, come appena detto, che “la secolarizzazione avviene non teoricamente ma praticamente, ossia facendo fare alle persone delle cose" (8) , tra cui “nuovi modi di relazionarsi e di lavorare” (9), allora converrà che la Chiesa, con grande urgenza, faccia propria e Patrocini la Prassi standard (DSL) che con la sua diffusione capillare sul territorio conduce al Sistema Tradizionale Dinamico Rigenerativo e incorpori le principali caratteristiche di questo Sistema nella sua Dottrina Economica.
Guai se la Chiesa, dopo aver messo al bando i Sistemi economici Capitalista e Comunista, entrambi in pieno conflitto con i propri principi, e dopo aver preso conoscenza di un Sistema inedito (ben superiore ed adatto ai tempi del Sistema Islamico ora rimasto... l'unico baluardo al materialismo!), perfettamente conforme ai detti principi, e della Prassi che porta alla sua realizzazione, fondata sulla più genuina tradizione cristiana, non fa propria tale Prassi standard e assume il Patrocinio di una sua sperimentazione in vista di una sua messa a punto e diffusione su scala planetaria.
Sarebbe un vero peccato!
In effetti ciò consentirebbe a tanta gente di operare nel quotidiano secondo una Prassi perfettamente conforme all'Etica cristiana e, allo stesso tempo, di rendersi chiaramente conto da dove provengono i valori all'origine di tale Prassi.
Tanta gente, che il Sistema ha deluso (in numero crescente perfino nella parte più industrializzata del pianeta che oggi beneficia massimamente, a scapito dell'immensa maggioranza, delle limitate risorse naturali disponibili) e che, con la nuova ondata di “evangelizzazione dal basso” (formazione al lavoro), ispirata a quella immaginata e praticata da Don Bosco, può ritrovare la speranza.
Tanta gente, a cominciare dai Cristiani credenti e più o meno praticanti e tanti altri che, organizzati in una comunità, che è immaginata da World-Lab come una “Repubblica Universale a-territoriale”, facciano da “spina dorsale” alla società in Occidente e altrove.
La Chiesa può dunque, se solo lo vuole, invertire il processo di secolarizzazione in atto.
Il che non significa perseguire l'avvento di uno Stato confessionale o teocratico, essendo la laicità un portato del Cristianesimo, ma un ritorno in forze dei valori Cristiani nella vita della società, a cominciare dal modo in cui questa produce e distribuisce la ricchezza alle singole famiglie (dando luogo ad una Economia ben diversa da quella “che uccide”) fino al modo in cui essa gestisce il bene comune (esprimendo una classe politica non opportunista e incorruttibile).
Solo così la Chiesa potrà far uscire l'umanità dalla pericolosa china su cui oggi si trova e, al seguito di Papa Francesco, assumere la leadership di un movimento di catarsi e di rigenerazione su scala planetaria in grado di traghettare l'umanità verso una nuova Era.
Se solo lo vuole......

World-Lab network

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Note:

(1) Luigi L. Pasinetti, Dottrina Sociale della Chiesa e Teoria economica, VII Simposio internazionale dei docenti universitari, Vicariato di Roma, Giugno 2010.
(2) Pio XI, Quadragesimus Annus: “Nel nostro tempo è ormai evidente che la ricchezza e un immenso potere sono stati concentrati nelle mani di pochi uomini. Questo potere diventa particolarmente irresistibile se viene esercitato da coloro che controllano e comandano la moneta, poiché costoro sono anche in grado di gestire il credito e decidere a chi deve essere assegnato. In questo modo forniscono il sangue vitale all'intero corpo dell'economia. Loro hanno potere sull'intimo del sistema produttivo, così che nessuno può azzardare un respiro contro la loro volontà.”
(3) Hilaire Belloc, Lo Stato servile, Liberilibri, Macerata,1993
(4) S.E. Mons. Giampaolo Crepaldi, Sulla presunta irreversibilità della secolarizzazione, Osservatorio Internazionale Cardinale Van Thuan, Dossiers, Febbraio 2013
(5) ibid.
(6) Stefano Fontana, La secolarizzazione della Dottrina sociale della Chiesa e il personalismo di Maritain, Osservatorio Internazionale Cardinale Van Thuan, Notizie DSC, Febbraio 2016
(7) Stefano Fontana, Il destino dell'occidente e la secolarizzazione, Osservatorio Internazionale Cardinale Van Thuan, Dossiers, Dicembre 2014
(8) ibid.
(9) ibid.

Letto 2842 volte Ultima modifica il Lunedì, 07 Marzo 2016 15:16

1 commento

  • Link al commento Lucia Venerdì, 18 Marzo 2016 13:21 inviato da Lucia

    Grazie mille, Gianfranco: mi piace!
    Ciao.
    Lucia

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