Lunedì, Settembre 28, 2020

Articoli filtrati per data: Marzo 2020

 

Caro Papa Francesco buongiorno,
faccio seguito alla mia precedente nota che ti ho inviato l’anno scorso in occasione del proclamato Convegno sul tema in oggetto e previsto per il 26-28 marzo 2020 sospeso a causa della pandemia in corso.
Siamo tutti presi da questa crisi mondiale che tocca da vicino la salute nostra e dei nostri cari e che sta avendo, e avrà ancora di più in futuro, conseguenze piuttosto dirompenti sul modello economico ultraliberista in vigore.
D’altra parte nella tua importante enciclica “Laudato si’”, avevi messo ben in evidenza quale scenario si profilava all’orizzonte del sistema economico mondiale devastato dallo strapotere dei pochi centri decisionali della finanza internazionale: un concentrato di egoismi e interessi tutto teso a mantenere e accrescere la ricchezza dei pochi e la povertà e la miseria dei molti.
Però, come in ogni crisi, noi siamo chiamati a coglierne le opportunità.


La nostra speranza, teologicamente fondata nella nostra dottrina sociale cattolica, è che il rinsavimento da te auspicato venga preso sul serio in considerazione.
Ed è proprio per questo che l’anno scorso ti ho informato dei risultati della nostra ricerca su di un modello economico alternativo a quelli esistenti nello scenario mondiale.

papa FRANCESCO E LAUDATO SI


Infatti con i colleghi del network di esperti internazionali di World-Lab, proprio contemporaneamente all’uscita della tua enciclica “Laudato sì’” abbiamo dato alle stampe su Amazon il nostro libro “LA DIGNITÀ DELLE NAZIONI” e l’anno dopo, 2016, un altro libro “MANIFESTO DEL CIVISMO”, col quale abbiamo divulgato le modalità di realizzazione di questo nuovo e inedito modello, sempre pubblicato su Amazon.
Ora, ti informo nuovamente, che nel 2016 i risultati della nostra ricerca sono stati presentati in Segreteria di Stato nella persona di monsignor Osvaldo Neves de Almeida incaricato dal card. Parolin per questa udienza, e pochi giorni dopo li abbiamo presentati al card. Peter Appiah Kodwo Turkson prefetto del Dicastero Pontificio per il servizio dello sviluppo umano integrale, e grazie anche al suo patrocinio a maggio 2017 abbiamo realizzato un convegno internazionale dal titolo “Un modello di Sviluppo Cristiano per una Ecologia Integrale”, nella sede prestigiosa della Conferenza Episcopale Triveneta a Zelarino-Venezia.

LA DIGNITA DELLE NAZIONI COPERTINA        MANIFESTO DEL CIVISMO copertina


Nella precedente lettera ci siamo rivolti anche al Comitato organizzatore del rinviato Convegno mondiale di Assisi con l’intento di poter presentare i risultati e le proposte del nostro lavoro. Purtroppo, a causa della nostra età, non è stato possibile essere accolti in quanto diversamente giovani, mentre al Convegno erano invitati i giovani a presentare le idee innovative per un’economia che rispettasse l’ambiente e l’uomo.


Oggi, a causa della crisi devastante della pandemia, ci viene offerta un’opportunità straordinaria per ritornare alla carica nei tuoi confronti e far conoscere, grazie a te, a una platea più allargata le proposte divulgate a suo tempo nei due libri citati. Addirittura, consapevoli dell’importanza dei risultati, il primo volumetto è stato stampato in inglese, francese, spagnolo e russo giusto perché in tutto il mondo c’è un’attesa spasmodica per liberare l’umanità dalla “Economia che uccide”.


Questa crisi può generare nuovi comportamenti soprattutto a livello di relazioni economiche. I segni della decadenza del sistema economico ultraliberista si compendiano nella distruzione dei valori sui quali era nato e si era ancorato per un paio di secoli: la famiglia come cellula fondamentale della società, la difesa della vita dal concepimento al termine naturale, la solidarietà intergenerazionale ...... tutti valori nati dentro all’etica di origine cristiana, con buona pace di tutti i negazionisti sulla matrice divina dell’uomo.


La crisi deve essere un’opportunità per introdurre nella società quel cambio di paradigma economico che noi di World-Lab abbiamo messo a punto nei due volumetti citati e che qui ancora adesso divulgo per te, Papa Francesco prima di tutto, ma anche a tutte le persone coinvolte in questi processi di cambiamento, compresi gli “economisti di Dio” che sono interpellati come consultori nei vari Dicasteri Pontifici, perché è dalla implementazione nel tessuto sociale che può rinascere un’economia a servizio dell’uomo e della natura.


A questo punto una precisazione è necessaria per evitare fraintendimenti, il modello elaborato dagli specialisti di World-Lab non prevede l’intervento del livello politico per contributi o finanziamenti e consiste, oggi, nell’ APPOGGIO della CHIESA : incaricare una adeguata Parrocchia che collabori con W-L, promuovendo presso i parrocchiani, che nulla avrebbero da perdere e semmai tutto da guadagnare, la graduale realizzazione di un Convivio sperimentale...niente di più!


Si tratta di un progetto di natura socio-economica, il ruolo del quale non esiteremo a definire “storico” e quindi ineludibile per il quale, a giudicare dall’attualità, è giunto il tempo di una sua realizzazione.
Questa prende avvio, in due parole, con la diffusione di un originale contesto formativo/auto-occupazionale, economicamente sostenibile, standard e realizzato su base locale (tecnicamente denominato Distretto di Sviluppo Locale, ma anche Accademia Conviviale di Arti e Mestieri e, più semplicemente, Convivio).
Questo è fondato su una inedita variante, multi-famigliare e multi-attività, dell’auto-produzione, paradigma economico misconosciuto dove vengono prodotti “valori d’uso” e dove l’imprenditorialità, esercitata su base esclusivamente comunitaria, mira alla massima efficienza dell’intero circuito di produzione-consumo.


Nei Convivi; ed è ciò che spiazzerà l’intellighenzia economica nazionale ed internazionale che da sempre sostiene l’inconciliabilità fra la libera iniziativa e la disoccupazione zero; possono trovar posto tutte le risorse umane involontariamente inattive, già numerose e in tendenziale aumento, in quanto ad esse si aggiungono quelle che molte imprese del contesto concorrenziale devono estromettere a ritmo crescente, rimpiazzandole con le macchine e l’intelligenza artificiale, per mantenere la necessaria competitività in un contesto mondializzato.


È così che, con la diffusione dei Convivi sul territorio, ovunque richiesto, prenderà avvio una dinamica che, accompagnata da specifici effetti domino, sfocerà in un sistema in cui regna la libera iniziativa e in cui ognuno può accedere all’imprenditoria nelle sue variegate forme ed evitare, in ogni caso, la stigmatizzazione implicata dall’assistenza sociale.
Si tratta dunque di un progetto che, di primo acchito, può apparire, se non utopico, comunque eccessivamente ambizioso, ma che, di fatto, si rivelerà assolutamente realistico non appena ne daremo evidenza, seppur sommariamente, nella nota che segue.

CITTA METROPOLITANA VENEZIA


Questa consiste nella diffusione sul territorio della Città metropolitana di Venezia, inteso come area pilota, di una inedita struttura di “formazione e auto-occupazione” denominata Accademia Conviviale di Arti e Mestieri (ACAM) o semplicemente Convivio.
Il Convivio va considerato come una Istituzione mancante la cui funzione consiste nell’accompagnamento all’operatività, attuato col metodo imparare lavorando, in una o più attività produttive sia di giovani, che di meno giovani che lo necessitano (es. lavoratori in ricollocazione).
Tale preziosa funzione, tradizionalmente svolta dalla famiglia o dal piccolo artigianato di prossimità, è oggi tragicamente assente nelle nostre società occidentali.
E questo fa sì che gran parte dei giovani, leoni da tastiera, non sappiano tenere in mano un cacciavite o una cazzuola e, ciò che è peggio, sviluppino un senso di rigetto verso l’attività manuale da cui sono totalmente avulsi.


La peculiarità del Convivio risiede nel fatto che la sua produzione, la quale copre un’ampia gamma di beni e servizi di consumo famigliare corrente, viene assorbita prioritariamente dalle famiglie dei numerosi soci operanti a vario titolo nelle diverse unità di produzione della struttura, la quale viene così a configurarsi come una “Mutua”, cioè un soggetto auto-produttore multi-famigliare e, nella fattispecie, multi-attività il quale, come ogni Mutua, risulta economicamente autonomo, in quanto impresa creata dagli utenti stessi.


Il Convivio perciò consente, come spiegato altrove in dettaglio, di creare occupazione aggiuntiva nel sistema e quindi attraverso una sua diffusione rapportata alle necessità, attuabile dalla società civile data la sua viabilità economica, diventa possibile eliminare totalmente la disoccupazione ed altre forme di inattività involontaria, fenomeno altamente deprecabile specialmente presso i giovani.
Una volta portata a termine una realizzazione dimostrativo-sperimentale del Convivio, questa potrà essere facilmente replicata, data la sua natura standard, sia all’interno del comprensorio veneziano che in altre aree del territorio nazionale e oltre.


Consapevoli di quanto sta maturando negli ambienti della Conferenza Episcopale Italiana, con riferimento a un modello di dottrina economica della Chiesa cattolica, che rinviando agli interventi di natura politica quanto previsto denota una sua improbabile realizzazione, come risulta da consolidata esperienza storica, noi suggeriamo di realizzare un’economia cristiana direttamente dalla società civile di cui la Chiesa fa parte.


Nella nostra accezione nell’economia cristiana parte dei beni e servizi di prima necessità sono autoprodotti da collettività private intermedie (Convivi) e dove le collettività pubbliche auto-producono non solo i servizi collettivi, ma anche un consistente numero di beni e servizi strategici oggi in mano ad imprese multinazionali orientate esclusivamente al profitto.


Solo qualche ambito cattolico (Domenicano, nella fattispecie, e non Francescano) sembra conoscere, ed apprezzare, il pensiero di World-Lab. Vedi articolo del domenicano Riccardo Lufrani: “La evangelizzazione dell’economia dalla gabbia dell’ideologia liberista alla vera libertà di una economia cristiana".


PS: In World-Lab ci siamo chiesti come mai Papa Francesco non promuova, assieme ai responsabili di altre chiese cristiane o di altre religioni, un movimento studentesco di "protesta-azione" (e non di "protesta-richiesta" come quello di Greta Thunberg che lascia il tempo che trova) come quello descritto (Work For Planet) in un prossimo articolo che segue esattamente il consiglio del Papa stesso (e cioè non lamentarsi per gli effetti del sistema attuale ma girargli le spalle e costruire un sistema economico diverso che renda obsoleto quello vigente).
Cosa facile: basta diffondere l'auto-produzione, multi-famigliare e multi-attività, dove possibile e ... conveniente (secondo la logica dell' homo oeconomicus).
Il resto (compreso " l'uomo nuovo") viene da sé, successivamente.


Per ogni informazione sull'Economia cristiana e World-Lab non esitare a contattarci a questi indirizzi:


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Per ulteriori approfondimenti vedi sul sito www.gianfrancotrabuio.it, nella cartella Europa Cristiana, gli articoli pubblicati:


1- L'ATTUALE SISTEMA ECONOMICO NON VA COMBATTUTO, VA RESO, PACIFICAMENTE, OBSOLETO.
2- LETTERA DEL CARDINALE PETER K. A. TURKSON PER IL CONVEGNO.
3- UN MODELLO DI SVILUPPO CRISTIANO PER UNA ECOLOGIA INTEGRALE.
4- CRISTIANESIMO E QUESTIONE SOCIALE : UNA NUOVA VISIONE DELL'ECONOMIA.

Pubblicato in EUROPA CRISTIANA
Mercoledì, 18 Marzo 2020 17:28

QUANDO DIO ENTRA NELLA STORIA

DA LOURDES L’INVITO DELLA MADONNA A ESSERE TUTTI APOSTOLI

LA MADONNA A LOURDES                                            logo UNITASLI

Inizio a scrivere queste riflessioni sull’ultima esperienza maturata al corso di formazione per animatori dell’UNITALSI, ad Assisi nel gennaio scorso, considerando il ruolo della donna nell’esperienza biblica per poi successivamente portare l’attenzione sulla Madonna madre di Cristo e su quanto possiamo mettere a frutto, nella nostra quotidianità di credenti, delle rivelazioni che la Vergine Immacolata ha lasciato a Bernadette alla grotta di Massabielle.

Nell’antropologia culturale degli Ebrei, nel Vecchio Testamento, la donna non era per niente considerata come individuo sociale, e Dio quando si manifestava si rivolgeva ai profeti, uomini che avevano l’incarico di guidare il popolo secondo la legge mosaica.

C’è un solo esempio, che riscontro nella mia esperienza di appassionato di Storia Sacra, quando Dio si manifesta a una donna: a Sara moglie di Abramo, oramai molto anziana e senza figli, profetizzandole la nascita di un figlio e dandole anche il nome: Isacco.

Ora, vediamo qualcosa di molto utile e interessante per capire il ruolo di Maria di Nazareth in questo contesto di cultura ebraica del suo tempo, quando la donna era considerata solo per la sua capacità di generare figli, e basta.

Però, per completezza di informazione e per capire la complessa strategia di Dio riguardo al suo popolo, è importante anche illustrare brevemente delle eccezioni: le profetesse. Ce ne sono almeno tre citate nel Vecchio Testamento:

  • Miriam sorella di Mosé e di Aronne. La troviamo nell’Esodo dove si parla per la prima volta di lei come profetessa (in Es 15,20-21), e quando ella canta la liberazione dalla schiavitù d’Egitto e guida un corteo di donne danzanti.
  • Debora profetessa della parola. La troviamo nel libro dei Giudici, addirittura tra i giudici, figure autorevoli scelte per salvare il popolo e guidarlo nella situazione di anarchia e violenza che seguì all’insediamento nella terra promessa. Ella compare, quindi, come quella che ha ricevuto per prima il dono della profezia dopo Mosè, e la determinazione del suo comando è tale che, sostanzialmente, è lei a dirigere la battaglia contro i cananei.
  • Culda nel secondo libro dei re, è l’unica profetessa dell’Antico Testamento di cui sia stato custodito e trasmesso un oracolo: se di Miriam e Debora i testi conservano i cantici che portano i loro nomi, Culda è ricordata proprio per queste parole inviate a Giosia. Il racconto suscita riflessioni interessanti: in primis, c’erano altri profeti (uomini) al tempo di Giosia (Geremia, Sofonia, Naum), ma egli manda espressamente la delegazione (di soli maschi) da Culda, riconoscendone di fatto la legittimità profetica, il che rivela la grande autorevolezza e autenticità che le viene riconosciuta.

Da quanto esposto possiamo arguire che la strategia di Dio nella conduzione del suo popolo va oltre il contesto culturale del dominio mascolino, e questo è un fatto molto rilevante perché sarà proprio a Maria di Nazareth che di nuovo Dio parla mediante l’Arcangelo Gabriele. Un’altra donna così importante nell’economia della salvezza da diventare addirittura la madre del Figlio di Dio, il Messia, colui che libererà il popolo dalla schiavitù del peccato offrendogli la via della redenzione dal peccato.

Da sottolineare un fatto curioso sul nome di Maria o Miriam. Tra gli ebrei dopo la sorella di Mosé, Miriam, nessuna donna più si chiamò Miriam o Maria (hanno la stessa radice semantica) perché c’è stato un momento della vita di Miriam, durante l’Esodo, che insieme al fratello Aronne voleva essere superiore al fratello Mosé, attirandosi il castigo di Dio. Ed è molto “curioso” che Dio scelga una donna di nome Maria, nome dimenticato nel popolo ebraico, e che la scelga in quel villaggio della Galilea abbastanza malfamato (può mai venire qualcosa di buono da Nazareth?). È una delle tante prove che Dio sceglie per i suoi disegni, persone che per il mondo sono considerate un nulla.

È molto importante entrare dentro alla psicologia di Dio per capirne al meglio le strategie. Per esempio a Betlemme al momento della nascita del suo Figlio Gesù, chi sono i primi ad arrivare alla grotta della nascita chiamati dagli Angeli?

I pastori, le persone che nella cultura ebraica del tempo erano considerati impuri e addirittura la feccia della società. Nel Talmud, il libro delle sentenze dei rabbini, è scritto che tra gli uomini non c’è nulla di peggio di un pastore.

Ora, dopo queste considerazioni introduttive, entriamo nel tema pastorale da meditare e approfondire che il vescovo di Lourdes ha proclamato per quest’anno: “L’IMMACOLATA”. E per farlo bene immergiamoci nelle acque della sorgente che Bernadette ha scavato nella grotta di Massabielle e fissiamo la nostra attenzione sul fatto che Bernadette era una povera ragazza di Lourdes, ignorante, quasi analfabeta ma ricca di una fede che ha del soprannaturale. Nella sua maturità da suora nel convento di Nevers ricordava alle sue consorelle che “se ci fosse stata sulla terra una bambina più ignorante e stupida di lei, la Vergine avrebbe scelto quella”. E questo è un altro segno fortissimo delle scelte di Dio quando decide di far riflettere l’umanità che nei secoli si è sempre allontanata dai suoi comandamenti. Anche Bernadette è stata scelta solo per la sua grande fede, una ragazzina che desiderava solo andare a catechismo per poter fare la sua prima Comunione con Gesù.

 Un altro spunto di riflessione lo troviamo riandando alla storia del popolo ebraico dove la donna era considerata socialmente inferiore. Ricordiamo lo scandalo suscitato da Gesù presso i suoi apostoli quando lo trovano a discorrere con una samaritana al pozzo di Giacobbe, un fatto inaudito per quegli uomini. Riflettiamo su Gesù e sulle sue scelte organizzative che erano in contrasto con la cultura del tempo: quante donne troviamo al seguito di Gesù con compiti importanti, da Marta alla sorella Maria, dalla Maddalena alla madre di Giacomo e Giovanni, e così via elencando.

Chi troviamo lungo il percorso del Calvario? Le donne, mentre gli apostoli sono tutti fuggiti con esclusione di Giovanni che con la Madre di Gesù, Maria, assisterà alla morte in croce. Ma, ancora altre due donne sono ai piedi della croce: Maria di Cleofa sorella della Madonna e Maria di Magdala. È assolutamente importante conoscere questi aspetti della vita di Gesù e come, proprio da questo suo comportamento con le donne, nei secoli della Chiesa cattolica quanto sia sempre stato fondamentale il ruolo del genio femminile. Ai tempi di Gesù non sarebbe stato possibile, Gesù ha rivoluzionato anche questo.

E noi? Cosa possiamo imparare da chi era ai piedi della croce?

Impariamo da Giovanni a prenderci cura della Madre di Gesù e ascoltiamo le “istruzioni per l’uso” che l’Immacolata ha dato a Bernadette e …. mettiamole in pratica.

  • Prima regola: recitare il Rosario tutti i giorni per la conversione dei peccatori;
  • seconda regola: fare penitenza per i propri peccati e per quelli del mondo;
  • terza regola: andare alla sorgente sgorgata miracolosamente nella grotta e purificarsi. L’acqua è Gesù che risana e perdona, come alla samaritana.

         La firma della Madonna sulle apparizioni avviene in quel fatidico 25 Marzo 1858 quando dice a Bernadette che Lei è l’Immacolata Concezione. Per la Chiesa cattolica il 25 Marzo è la grande festa dell’Annunciazione del Signore, quando l’Arcangelo Gabriele profetizza alla giovane Maria di Nazareth che diventerà madre del Figlio di Dio. La Signora della Grotta ci parla della sua vocazione: è la Madre di Gesù, tutto il suo essere consiste nel concepire il Figlio di Dio, è tutta per Lui.

ANNUNCIAZIONE BEATO ANGELICO

La Annunciazione del Beato Angelico (1430-1432) presso il museo del Prado a Madrid

Così la Chiesa e ogni cristiano devono lasciarsi abitare da Dio per divenire a loro volta immacolati, radicalmente perdonati e graziati in modo da essere, anch’essi testimoni di Dio.

         A noi Veneti quanto è avvenuto a Lourdes sta molto a cuore. Quel 25 Marzo noi lo ricordiamo perché nell’anno 421 Venezia viene affidata alla Vergine Annunziata, e quindi il legame tra Venezia e la Madonna è saldo e duraturo da secoli, e per i veneziani quel 25 Marzo è il compleanno di Venezia. Questo deve farci riflettere sulla nostra storia Veneta e di quanto la Madonna sia sempre stata amata e pregata da questo popolo che continua a confidare nella Sua protezione soprattutto in occasione delle calamità.

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Foto originale di Bernadette Soubirous con il Rosario Brigidino che lei aveva acquistato presso il Santuario Mariano di Betharram, a pochi chilometri da Lourdes. In questo Santuario era rettore il famoso sacerdote Michel Garicoits poi diventato santo e che per primo ebbe la sicurezza della verità delle apparizioni della Vergine a Bernadette.

 

Per chi volesse approfondire il tema dell’Immacolata consiglio di leggere sul mio blog: www.gianfrancotrabuio.it, dentro alla cartella “Devozioni religiose” e poi in quella “Lourdes e dintorni mariani”, una mia relazione dal titolo “LA MADONNA CI PARLA” che a oggi è stata letta da oltre 46.000 persone.