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Sabato, 09 Dicembre 2017 15:35

QUARTO LIBRO DI POESIE

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A TE........ CHE SPERI

In questi giorni ho ricevuto dalla tipografia il mio quarto libro di liriche che in una parte importante sono state ispirate da mia moglie Mara, prima, durante e dopo la sua terribile malattia che l'ha portata anzitempo nella Luce del Creatore.

“A te che speri” è una raccolta di poesie che fa seguito alla mia ultima pubblicazione “Primavera di speranza” edita nel 2010 e sempre accompagnata con le illustrazioni dell’artista Francesco Lucianetti. Il tema della speranza è presente come sfondo scenografico ai versi raccolti in questo libro che scaturiscono dalle mie vicissitudini umane ed esistenziali e continuo a esprimere nei versi l’anelito ultimo al bisogno di comunicare, sia con me stesso, con le persone che mi circondano con affetto, con mia moglie e con Dio.
Ora, tutti noi facciamo esperienza della speranza nella nostra vita. Possiamo affermare con sicurezza che tutto il progredire dell’uomo su questa terra è stato e continua ad essere motivato da questa virtù. Così, pur vivendo la vicissitudine dolorosa che mi ha colpito intendo descrivere nei versi il motivo fondante del mio cammino e quello di tutte le persone sensibili e in pellegrinaggio verso la meta sostenute dalla speranza: di un incontro, di un affetto, di un amore, di una comprensione che vada al di là della quotidianità per dipanarsi verso un orizzonte lungimirante di accoglienza e di comunicazione profonda con l’altro.
Di grande efficacia semiologica sono le interpretazioni grafiche delle poesie disegnate da Francesco Lucianetti, che in questa raccolta si è espresso con una potenza narrativa e con stilemi originali per aiutare il lettore ad emozionarsi ancora di più nella lettura dei sentimenti divulgati.

Cover Trabuio A te che speri 01

Mara in dialogo con Genoveffa, la gazza ladra che aveva allevata dopo la caduta dal nido.

La copertina della raccolta magistralmente disegnata da Francesco Lucianetti rappresenta un momento felice della vita di Mara quando, durante la sua malattia, abbiamo trovato nel giardino di casa una piccola gazza ladra caduta da un nido degli alberi. Con Mara l'abbiamo raccolta e accudita con amore, le abbiamo preparato un nido bellissimo, addirittura col tetto per ripararla dalla pioggia, su di un ramo del cedro deodara, e dopo un periodo di svezzamento in una gabbia adeguata, abbiamo cominciato a nutrirla dentro al nido. Con la scala a pioli le portavamo la pappa nel suo ricovero e le davamo da mangiare il pastone preparato con un cucchiaino. Intanto le avevamo dato anche un nome: Genoveffa. Era gioiosa e ci chiamava col suo stridulo vociare quando aveva fame e quando voleva farci festa. Quando è cresciuta e ha cominciato a svolazzare non intendeva più che le portassimo la pappa nel nido e veniva giù su di un grosso ramo del cedro dove, allora, le lasciavamo la pappa e lei veniva giù a nutrirsi.

Era una gioia per Mara che intratteneva con Genoveffa un dialogo simpatico fatto di gorgheggi e di parole. Quando, più matura cominciò a volare sul serio, al pomeriggio quando Mara dava da bere ai fiori le volava intorno facendole festa e la accompagnava in questo impegno. Quando ritenne di essere matura se ne andò per il suo cielo, ma al mattino presto per un po' di tempo ritornava a farsi sentire con il suo verso caratteristico per la gioia di Mara che la ricordava con emozione e commozione.

locandinanew

 

La presentazione sarà curata da mio figlio Giovanni che ha scritto la prefazione della raccolta, mentre mia figlia Antonella, che ha scritto la postfazione, durante la presentazione si occuperà dell'accompagnamento musicale alla voce recitante del bravo attore Adriano Spolaor.

Il ricavato della vendita di questa pubblicazione andrà all’Opera Pia di Terra Santa presso fra Adriano Contran ofm Vice Commissario di Terra Santa per il Nord Italia, Convento S. Antonio di Marghera.

Così anche tu potrai contribuire a sostenere le “pietre vive” nei Luoghi Santi.

Da otto secoli i frati francescani continuano la loro missione, iniziata da San Francesco di Assisi nel 1217, contando sull’aiuto dei cristiani di ogni parte del mondo.

 

Letto 1607 volte Ultima modifica il Sabato, 09 Dicembre 2017 17:38
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1 commento

  • Link al commento Favaro Lionella Sabato, 09 Dicembre 2017 18:13 inviato da Favaro Lionella

    ....E le parole e le lacrime lascino il passo al silenzio che stordisce per il grido di dolore nel sentirci orfani d'amore. Quel grido lo può sentire solo Dio e ogni nostro grido di dolore riecheggia nella mente di Dio per l'eternità. ....

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