Lunedì, Settembre 25, 2017

LETTERA A UN PARROCO CATTOLICO

Reverendo parroco

poiché il “politicamente corretto” impedisce di raccontare la verità storica, ti mando queste brevi note solo come curiosità storica riguardo la nascita della Festa della Trasfigurazione di Gesù.
Questa devozione era già diffusa in gran parte delle comunità cristiane già dai primi secoli, e anche sucessivamente in particolare nelle chiese officiate dalle famiglie francescane, e come per la Festa della Madonna del Rosario anche questa della Trasfigurazione è legata a un evento bellico contro la cristianità europea a opera degli eserciti turco-ottomani che avevano come obiettivo quello di islamizzare l’Europa, ANCORA QUALCHE SECOLO FA.

trasfigurazione di gesù 1

Icona della Trasfigurazione con Gesù nella mandola centrale insieme a Mosé e Elia, mentre ai suoi piedi spaventati Pietro, Giacomo e Giovanni


Giusto per completezza di informazione ricordo che il 7 ottobre la Chiesa Cattolica, ancora oggi fa memoria liturgica della Festa del Rosario, istituita solennemente dal Papa San Pio Quinto nel 1571, ricorrenza della vittoria della Lega Navale Cattolica a Lepanto contro la più imponente flotta turco-ottomana.
Per curiosità ho avuto modo di domandare a qualche credente impegnato nelle Parrocchie dove in quella ricorrenza c’è addirittura la “sagra” paesana, se era al corrente da dove nasceva quella loro festa, e nessuno era a conoscenza dell’evento storico. Questo solo per dimostrare che anche la Chiesa Cattolica non è incline a spiegare la sua storia ai propri fedeli.

Oggi, grazie al buonismo dilagante dove chiamare con nome gli eventi storici si rischia addirittura la denuncia penale da parte delle autorità, non solo civili ma anche religiose, il popolo dei credenti e dei non credenti è tenuto nell’ignoranza assoluta per la paura instillata dai media che conoscere gli eventi storici può far male alla “salute”.
Ricordo con sgomento una conversazione avuta con un teologo francescano minore pochi anni fa proprio su San Giovanni di Capestrano, frate minore come lui. Ebbene, questo acculturato frate sosteneva che quei frati che avevano promosso la difesa dell’Europa sostenendo con la forza della predicazione il coraggio delle armate cristiane notevolmente inferiori come numero e potenza bellica, contro gli eserciti islamici della Turchia Ottomana, oggi non sarebbero stati proclamati santi da questa Chiesa Cattolica.
Insieme a San Giovanni di Capestrano, per completezza di informazione aggiungo altri frati francescani come San Giacomo della Marca, San Lorenzo di Brindisi e il nostro Beato Marco d’Aviano, tutti molto attivi nella difesa della Cristianità europea del loro tempo.
Concludo con questa breve riflessione: “Questa Chiesa Cattolica, oggi, non è neanche in grado di proporre la propria dottrina, e sta cancellando l’eroismo dei suoi santi missionari quando afferma che la Chiesa Cattolica non deve fare proselitismo, ovvero non deve far conoscere Cristo al mondo che non lo conosce o che lo ha rifiutato o che lo ha dimenticato”.
San Giovanni Evangelista riporta un pensiero di Gesù nel suo Vangelo: “La verità vi farà liberi”.
Quale verità?

Battaglia di Belgrado, 1456
Dal 14 al 22 luglio 1456 Cristiani e Turchi si batterono a Belgrado e la vittoria fu, contro ogni speranza, dei crociati.
Il nuovo pericolo che minacciava l’Europa era costituito dall’avanzata sanguinaria e apparentemente inarrestabile dell’Islam e dei Turchi guidati da Maometto II. Dopo la conquista di Costantinopoli e la conseguente caduta dell’Impero romano d’Oriente, le armate turco-ottomane dilagarono nell’Europa centrale avendo come obiettivo la conquista dell’Ungheria e la islamizzazione conseguente di quei territori. Su quella strada posero sotto assedio Belgrado e furono i papi Niccolò V e poi il successore Callisto III che organizzarono una crociata in difesa della fede cristiana e dell’Occidente intero minacciati dal pericolo ottomano-islamico. Ma sul campo è stato san Giovanni di Capestrano, un umile frate francescano, a raccogliere la sfida e darsi da fare, con la predicazione, per reclutare uomini.
Con un esercito di quasi 5.000 uomini si mise in cammino verso Belgrado, fortezza che era stata chiusa in una tenaglia dalle truppe di Maometto II e dalla flotta turca. Fu dapprima un comandante ungherese, Giovanni Hunyadi, dietro suo impulso a rompere l’assedio navale con un attacco che riportò pieno successo il 14 luglio 1456. Una settimana dopo arrivò anche la vittoria terrestre. E questa ebbe come protagonista assoluto fra Giovanni di Capestrano che guidò l’attacco. Un frate trasformatosi in generale vittorioso. Fu questa azione a difesa dell’Occidente che gli meritò in seguito l’appellativo di “Apostolo dell’Europa Unita”. Questo avveniva il 22 luglio, ma la notizia arrivò a Roma il 6 agosto.
Il Papa Callisto III istituì, in memoria, la festa della Trasfigurazione il 6 agosto a simboleggiare la letizia che trasfigurava l'Europa.

SAN GIOVANNI DA CAPESTRANO

San Giovanni di Capestrano come viene ricordato nella iconografia storica: animatore delle armate cattoliche

Come puoi notare e come puoi facilmente documentarti, l’ansia conquistatrice dell’Islam contro l’Europa, una volta cristiana, ha una storia antica. Per facilitarla ti aggiungo la cronologia degli eventi bellici che le armate islamiche hanno perpetrato nei secoli, subito dopo la morte del loro fondatore il profeta Muhammad, morto nell’anno del Signore nostro Gesù Cristo 632.

Breve cronologia degli eventi bellici connessi all'espansionismo islamico

632 d. C. ........ Morte di Maometto (8 giugno).
632-634 ........ Conquista araba della Mesopotamia e della Palestina.
635 ........ Conquista araba di Damasco.
638 ........ Conquista araba di Gerusalemme.
642 ........ Conquista araba di Alessandria di Egitto.
647 ........ Conquista araba della Tripolitania.
649 ........ Inizio delle guerre sul mare e conquista di Cipro.
652 ........ Prima spedizione contro la Sicilia.
667 ........ Occupazione araba di Calcedonia (Anatolia).
669 ........ Attacco a Siracusa.
670 ........ Attacco ai berberi e conquista del Màghreb.
674-680 ........ Primo assedio arabo di Costantinopoli.
698 ........ Gli arabi prendono Cartagine ai bizantini.
700 ........ Assalto arabo a Pantelleria.
704 ........ L’emiro Musa proclama la "guerra santa" nel Mediterraneo occidentale; infesta il Tirreno e assale la Sicilia.
710 ........ Attacco arabo a Cagliari.
711 ........ Sbarco arabo nella Spagna meridionale. Inizia la conquista della penisola iberica.
715-717 ........ Secondo assedio arabo di Costantinopoli.
720 ........ Attacco alle coste della Sicilia.
727-731 ........ Aggressioni alle coste della Sicilia.
738 ........ Liutprando sconfigge gli arabi ad Arles.
740 ........ Primo sbarco in Sicilia di un esercito saraceno.
753 ........ Ulteriore sbarco in Sicilia.
778 ........ Il giorno 8 settembre, Franchi e Longobardi sconfiggono gli arabi a Sabart, sui Pirenei.
806 ........ I mussulmani occupano Tyana, in Anatolia, e avanzano fino ad Ankara. Ademaro, conte franco di Genova, combatte i saraceni in Corsica.
812-813 ........ I saraceni attaccano Lampedusa, la Sicilia, Ischia, Reggio Calabria, la Sardegna, la Corsica e Nizza.
819 ........ Nuovo attacco alla Sicilia.
827 ........ Il 14 giugno, sbarco in Sicilia di un esercito, per la conquista dell’isola.
829 ........ I saraceni sbarcano a Civitavecchia.
830 ........ I saraceni invadono la campagna romana e saccheggiano le basiliche di San Paolo e di San Pietro.
831 ........ A settembre, Palermo si arrende agli arabi.
838 ........ Attacco saraceno a Marsiglia.
839 ........ Incursioni saracene in Calabria. Sbarco e conquista di Taranto.
840 ........ Scontro navale, davanti a Taranto, tra saraceni e veneziani, che non riescono a fermare l’attacco. Saccheggio di Cherso, del Delta del Po e di Ancona.
841 ........ Gli arabi si spingono nel Quarnaro e distruggono la flotta veneziana all’isola di Sansego.
842 ........ Il 10 agosto Bari viene conquistata. Vengono saccheggiate le coste della Puglia e della Campania.
843 ........ L’emiro palermitano scaccia i bizantini da Messina.
844 ........ I normanni sbarcano in Spagna e occupano Siviglia.
846 ........ Spedizioni saracene a Ponza e a Capo Miseno. Il 23 agosto, gli arabi sbarcano alla foce del Tevere, assediano Ostia, saccheggiano nuovamente le basiliche di San Pietro e di San Paolo e l’entroterra fino a Subiaco, assediando poi Roma. Ritiratisi, depredano Terracina, Fondi, e assediano Gaeta.
849 ........ I saraceni saccheggiano Luni e Capo Teulada, in Sardegna.
850 ........ Attacco arabo contro Arles.
852-853 ........ Assalto alle coste calabresi e campane.
856 ........ Incursioni arabe a Isernia, Canosa, Capua e Teano.
859 ........ Gli arabi prendono Enna.
867 ........ Gli arabi saccheggiano il monastero di San Michele sul Gargano. I saraceni occupano alcune città dalmate e assediano Ragusa. La flotta veneziana, guidata dal doge Orso, li insegue e li sbaraglia davanti a Taranto.
868 ........ Re Ludovico libera Matera, Venosa e parte della Calabria.
869 ........ Bande di saraceni invadono la Camargue.
870 ........ Gli arabi occupano Malta e saccheggiano Ravenna.
879 ........ Gli arabi prendono Taormina.
879 ........ I saraceni saccheggiano Teano, Caserta e la campagna romana.
881 ........ Il Papa scomunica il Vescovo di Napoli per la sua alleanza con i saraceni.
885 ........ I saraceni saccheggiano Montecassino e la Terra di Lavoro.
890 ........ I mori di Spagna attaccano la costa provenzale e stabiliscono una base a Frassineto (La Garde-Freinet).
898 ........ Saccheggio saraceno della Badia di Farfa.
912 ........ Incursione saracena all’Abbazia di Novalesa.
913 ........ Attacco alla Calabria.
914 ........ Gli arabi stabiliscono basi a Trevi e a Sutri.
916 ........ Incursione saracena nella Moriana (Savoia).
922 ........ Incursione e saccheggio di Taranto.
924 ........ Presa di Sant’Agata di Calabria.
925 ........ Incursioni saracene in tutta la Calabria, fino in terra d’Otranto; assedio e massacro di Oria.
929 ........ Saccheggio delle coste calabresi.
930 ........ Paestum viene saccheggiata.
934 ........ Assalto alla costa ligure.
935 ........ Saccheggio di Genova.
936 ........ Fallito attacco saraceno ad Acqui, difesa dal conte Aleramo.
940 ........ Incursione saracena al passo del San Bernardo.
950 ........ L’emiro palermitano assale Reggio e Gerace e assedia Cassano Jonio.
952 ........ Gli arabi, alleati con Napoli, colonizzano la Calabria.
960 ........ San Bernardo da Mentone vince e insegue i saraceni in Val d’Aosta, fino a Vercelli.
965 ........ Gli arabi prendono Rametta, ultima roccaforte siciliana e in seguito sbarcano in Calabria.
969 ........ Saccheggi saraceni nell’Albesano.
977 ........ I saraceni prendono Reggio, Taranto, Otranto e Oria.
978 ........ I saraceni saccheggiano la Calabria.
981 ........ Ancora saccheggi in Calabria.
986 ........ I saraceni saccheggiano Gerace.
987 ........ I saraceni saccheggiano Cassano Jonio.
988 ........ Gli arabi prendono Cosenza e la terra di Bari.
991 ........ Presa di Taranto.
994 ........ Assedio e presa di Matera.
1002 ........ Incursioni a Benevento e nelle campagne napoletane, assedio di Capua.
1003 ........ Incursioni nell’entroterra di Taranto. Attacco a Lérins, in Provenza.
1009 ........ Il califfo Al-Hakim tenta di distruggere il Santo Sepolcro.
1029 ........ Saccheggio delle coste pugliesi.
1031 ........ Saccheggio di Cassano Jonio.
1047 ........ Incursione saracena a Lérins.
1071 ........ Gli arabi vincono la battaglia di Manazkert e iniziano la conquista dell’Anatolia.
1074 ........ Sbarco di saraceni tunisini a Nicotera, in Calabria.
1080 ........ I saraceni, al servizio dei normanni, saccheggiano Roma.
1086 ........ Gerusalemme cade in mano ai turchi.
1096 ........ Inizio della Prima crociata, male organizzata e destinata a fallire. Nell'ottobre dello stesso anno verrà bloccata presso il Bosforo.
1097 ........ Prende l'avvio la seconda fase della crociata che condurrà alla conquista di Betlemme il 15 luglio 1099.
1122 ........ Scorreria saracena a Patti e a Siracusa.
1127 ........ Attacco a Catania e nuovo saccheggio di Siracusa.
1144 ........ L'atabeg di Mossul Zengi, con un colpo di mano, s'impadronisce di Edessa assumendo nel mondo islamico ruolo e fama di "difensore della fede".
1145 ........ Papa Eugenio III bandisce la seconda crociata. A causa dei contrasti interni si rivelerà inutile.
1187 ........ Salah-ad-Din riconquista Gerusalemme.
1190 ........ Papa Clemente III organizza la terza crociata. Riccardo Cuor di Leone sconfigge per due volte Salah-ad-Din ma, sempre a causa dei dissensi interni alla coalizione, non poté liberare Gerusalemme. Concluse però una tregua di tre anni, che prevedeva garanzie per i pellegrini (1192).
1195-1204 ........ Si susseguono diversi tentativi pressoché inutili di organizzare una quarta crociata. Anche in questo caso mancherà la necessaria coesione e le lotte interne la renderanno pressoché inutile.
1213 ........ Papa Innocenzo III tenta di bandire un'altra crociata che però non avrà luogo.
1217-1221 ........ Quinta crociata. Nel 1219 le cronache riportano la visita di Francesco d'Assisi al campo crociato. Francesco predirà la sconfitta a causa delle faziosità e delle divisioni interne. La Chiesa non riconoscerà la quinta crociata.
1221 ........ Fallisce la conquista de Il Cairo e anche la quinta crociata si risolve con un nulla di fatto.
1229 ........ Federico II accordatosi con il sultano d'Egitto al-Kamil (Trattato di Giaffa) ottiene Gerusalemme, Betlemme, Nazaret e alcune località costiere fra San Giovanni d'Acri e Giaffa e tra Giaffa e Gerusalemme; e conclude anche una tregua decennale.
1244 ........ I mussulmani riconquistano Gerusalemme.
1245 ........ Papa Innocenzo IV bandisce la settima crociata. Luigi IX, re di Francia, la organizza con le sue sole forze ma non riesce a conquistare Gerusalemme. Ulteriori tentativi si concluderanno nel 1270 con pochi esiti. Dalla seconda metà del sec. XIV, la progressiva avanzata dei turchi ottomani verso il cuore dell'Europa ridiede una certa attualità alla crociata, intesa però in senso non di guerra santa per la riaffermazione del cristianesimo in Oriente, ma di guerra per la difesa dell'Occidente stesso dall'islamismo sulla via di sempre più ampie conquiste. Le crociate fallirono quanto al loro scopo originario, cioè la liberazione dei Luoghi Santi dai mussulmani. Restano tuttavia un fenomeno storico di grande rilevanza non solo religiosa, ma politica, economico-sociale, culturale. Politicamente, impegnarono i mussulmani contenendone e ritardandone l'avanzata in Europa, e ciò permise lo sviluppo degli Stati centro-occidentali.
1308 ........ I turchi prendono Efeso e l’isola di Chio.
1326 ........ I turchi conquistano Brussa.
1329 ........ I turchi prendono Nicea (Urchan).
1330 ........ I turchi sconfiggono i bulgari, a Velbuzhd.
1337 ........ I turchi conquistano Nicomedia e si installano sul Mar di Marmara.
1356 ........ I turchi prendono Gallipoli, sul Mar di Marmara.
1371 ........ I turchi sconfiggono i serbi sulla Martz.
1382 ........ I turchi occupano Sofia.
1386 ........ I turchi occupano Nis, in Macedonia.
1423 ........ I turchi prendono il Peloponneso e la Morea.
1425 ........ Abbandono dell’isola di Montecristo a causa delle continue incursioni saracene.
1430 ........ I turchi prendono Tessalonica, la Macedonia, l’Epiro e la città di Giannina.
1453 ........ Maometto II prende Costantinopoli.
1455 ........ I turchi prendono Focea, Tasso e Imbro, nell’Egeo.
1458 ........ Maometto II conquista tutte le terre cristiane in Grecia, tranne le colonie veneziane. Dopo due anni di assedio, cade l’Acropoli di Atene.
1459 ........ La Serbia diventa provincia ottomana.
1460 ........ I turchi occupano tutto il Peloponneso.
1461 ........ Cade anche Trebisonda, ultimo Stato bizantino. I turchi occupano la colonia genovese di Salmastro.
1462 ........ Maometto II occupa la Valacchia. Prende Mitilene ai genovesi.
1465 ........ Costantinopoli diventa la capitale dell'impero ottomano. La cattedrale di Santa Sofia viene trasformata in moschea.
1470 ........ I turchi occupano la veneziana Negroponte.
1471 ........ Scorrerie ottomane in Carniola, in Istria, nel Monfalconese e nel Triestino.
1472 ........ Scorrerie ottomane in Croazia.
1473 ........ Scorrerie ottomane in Carniola e Carinzia.
1474 ........ Scorrerie ottomane in Croazia e Slavonia.
1475 ........ Incursioni turche in Stiria inferiore e Carniola. I turchi prendono Kaffa e tutta la Crimea ai Genovesi.
1476 ........ Incursioni turche in Carniola, Stiria, e in Istria, fino a Gorizia e Trieste.
1477 ........ Incursione in Friuli.
1478 ........ Scorreria in Carniola, Istria e Dalmazia.
1480-1481 ........ I turchi conquistano Otranto e ne massacrano la popolazione compiendo un'orribile strage.
1482 ........ Incursione ottomana in Istria e Carniola.
1483 ........ Incursione in Carniola. Annessione turca dell’Erzegovina.
1484 ........ Conquista turca dei porti sulla Moldava.
1493 ........ Scorrerie in Istria, Carniola e Carinzia.
1498-1499 ........ Scorrerie ottomane in Carniola, Istria e Carinzia.
1499 ........ Grande scorreria turca in Friuli, fino ai confini della Marca Trevigiana.
1511 ........ I turchi conquistano la Moldavia.
1516 ........ Saccheggio di Lavinio, sul litorale romano.
1521 ........ Suleiman II prende Belgrado.
1522 ........ I turchi prendono Rodi ai Cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme, che si trasferiscono a Malta, assumendo il nome di "Cavalieri di Malta".
1526 ........ Suleiman II sconfigge gli ungheresi a Mohàcs.
1528 ........ I turchi assoggettano il Montenegro.
1529 ........ Suleiman II intraprende il primo assedio di Vienna. Occupa la Georgia e l’Armenia.
1531 ........ Khaireddin saccheggia le coste dell’Andalusia.
1543 ........ Suleiman II conquista gran parte dell’Ungheria.
1551 ........ Dragut saccheggia Augusta, in Sicilia.
1554 ........ Dragut saccheggia Vieste.
1555 ........ Dragut assale Paola, in Calabria.
1556 ........ Ivan IV conquista Astrachan.
1558 ........ Dragut saccheggia Sorrento e Massa Lubrense.
1566 ........ Una flotta turca entra in Adriatico e bombarda Ortona e Vasto. I turchi prendono Chio ai genovesi.
1571 ........ Il 6 agosto, i turchi prendono Famagosta, ultimo caposaldo veneziano di Cipro. Il 7 ottobre, la flotta turca, guidata da Selim II, è sconfitta, a Lepanto, da quella cristiana.
1575-1600 ........ I pirati moreschi attaccano sistematicamente le coste della Catalogna, dell’Andalusia, della Linguadoca, della Provenza, della Sicilia e della Sardegna.
1582 ........ Saccheggio di Villanova-Monteleone in Sardegna.
1587 ........ Gli arabi attaccano Porto Vecchio, in Corsica.
1588 ........ Hassan Aghà saccheggia il litorale laziale e Pratica di Mare.
1591 ........ Il Pascià di Bosnia invade la Croazia austriaca.
1618-1672 ........ Gli arabi attaccano sistematicamente le coste siciliane.
1623 ........ Gli arabi saccheggiano Sperlonga.
1636 ........ Gli arabi occupano Solanto.
1647 ........ Gli arabi saccheggiano parte della Costa Azzurra.
1672 ........ I turchi attaccano la Polonia e conquistano la fortezza di Kamenez. Con il Trattato di Bucracz ottengono la Podolia.
1680 ........ I turchi saccheggiano Trani e Lecce.
1683 ........ I turchi assediano Vienna dal 14 luglio. L’imperatore Leopoldo I si allea con Giovanni Sobieski, re di Polonia. Vienna è liberata dall’esercito austro-polacco del duca Carlo Leopoldo V di Lorena, con la battaglia di Kalhenberg, del 12 settembre.
1703 ........ Ahmed III fa guerra a Pietro I e lo sconfigge sul Prut.
1708 ........ Algeri riprende Orano agli spagnoli.
1714 ........ I turchi saccheggiano la zona di Lecce.
1727 ........ I mussulmani saccheggiano San Felice al Circeo.
1741 ........ I Bey di Tunisi cacciano i genovesi dall’isola di Tabarca.
1754 ........ Saccheggio arabo di Montalto di Castro.
1780 ........ I mussulmani saccheggiano Castro, in Puglia.
1799 ........ Dopo la partenza di Napoleone, i turchi riprendono l’Egitto.
1915-1916 ........ Genocidio degli armeni da parte dei turchi.

1920-1922 ........ I turchi respingono il Trattato di Sèvres e cacciano i greci dall’Anatolia.
1923 ........ Con la Pace di Losanna, la Turchia si riprende la costa dell’Anatolia. È una vera pulizia etnica con la deportazione di intere popolazioni.
1928 ........ Hassan al-Banna fonda l’Associazione dei "Fratelli mussulmani".
1944 ........ Fondazione della "Lega degli Stati arabi" (Lega Araba dal 1945).
1948 ........ Proclamazione dello Stato di Israele.
1965 ........ Inizio di forti migrazioni maghrebine e turche nell’Europa occidentale.
1968 ........ Inizio del terrorismo di Al Fatah.
1974 ........ I turchi occupano la parte settentrionale di Cipro. Massacri effettuati dai Palestinesi in Alta Galilea.
1975 ........ Inizio dello sterminio dei cristiani maroniti del Libano.
1979 ........ Rivoluzione islamica dell’Ayatollah Khomeini, in Iran. Per anni rimase esiliato e al sicuro in Francia.
1980 ........ Aumento degli attentati islamici nel mondo. Primi disordini nei quartieri islamici in Europa.
1981 ........ Un terrorista turco attenta alla vita di papa Giovanni Paolo II (13 maggio).
1990 ........ Occupazione siriana del Libano. Il generale Michel Aoun si oppone tenacemente all’inglobamento del Libano nella "grande Siria". La debole politica occidentale lo porterà a cedere.
1991 ........ Inizio delle guerre nel Caucaso. Rivolte in Cecenia.
1991 ........ Inizio degli sbarchi clandestini di massa in Italia.
1992 ........ Formazione di uno stato islamico in Bosnia.
1993 ........ Primo attentato al "World Trade Center" di New York.
1996 ........ Numerosi attentati di Hamas, in Israele. Attentati anti-americani, in Arabia Saudita. I talebani prendono il potere in Afghanistan grazie all'appoggio politico-militare americano.
1998 ........ Rivolta anti-serba nel Kosovo. La Serbia, intervenuta in Kosovo, verrà successivamente attaccata da una coalizione occidentale, soprattutto dietro pressione degli USA. Si delinea più che mai l'assenza di una vera politica europea.
2001 ........ L’undici settembre il "World Trade Center" di New York viene completamente distrutto da una serie di attentati che appaiono sempre più controversi.
2003 ........ Operazione "Enduring Freedom". Guerre in Afghanistan e in Iraq. La dittatura di Saddam Hussein viene abbattuta. Strage contro gli italiani a Nassiriya, in Iraq (12 novembre).
2004 ........ Numerosi attentati in Iraq. Stragi a Madrid (11 marzo) con 190 morti, e a Beslan (3 settembre): oltre 300 le vittime, per lo più bambini, vilmente assassinati in Ossezia del Nord. Strage di Taba, in Egitto (8 ottobre). Numerosi altri attentati in tutto il mondo.
2005 ........ Numerosi Attentati in Iraq. Strage nella metropolitana e negli autobus londinesi (7 luglio): oltre cinquanta morti e centinaia di feriti. L'attentato avviene in contemporanea con l'assemblea del G8 in Scozia. Il 23 luglio seguono gli attentati di Sharm El-Sheik con oltre 60 morti e decine di feriti. Attentato a Bali (Indonesia) il 1° ottobre (23 morti e 150 feriti). Dal 27 ottobre al 16 novembre: violenze e rivolte delle comunità immigrate nelle periferie di Parigi e di altre città. L'8 novembre il governo impone misure d'emergenza, tra cui il coprifuoco. Due le vittime, circa 4.500 arrestati, oltre 10.000 le auto incendiate, distrutti 200 edifici pubblici. Il 9 novembre ad Amman (Giordania) tre attentati suicidi in tre alberghi frequentati da turisti provocano 60 morti e oltre 90 feriti. Il 10 novembre Al Qaeda rivendica la paternità degli attentati.
Dopo il 2005 la violenza jhadista non si è fermata, è esplosa in modo dirompente con la fondazione dello Stato Islamico in Siria e in Iraq e seminando terrore e morte soprattutto tra i cristiani di quelle terre e in Europa.


Risulta del tutto evidente come l’affermazione che la violenza musulmana nasca dalle Crociate è senza dubbio oltre che falsa, storicamente infondata. L’Islam nasce con quanto è contenuto dentro al sacro libro del Corano e se nel Corano è predicata la guerra contro gli infedeli, i fedeli musulmani non fanno altro che obbedire alla loro dottrina.


(Relazione del prof. Gianfranco Trabuio, pubblicista, al XXVIII Congresso degli Amici di Terra Santa del Triveneto, 2 giugno 2017, Oratorio della Chiesa Votiva, Treviso)


Anzitutto vorrei tranquillizzare il nostro fra Adriano Contran, Vice Commissario per il Nord Italia della Custodia Francescana di Terra Santa, la mia sarà una relazione politicamente corretta, non ricorrerò ad argomentazioni che invece pubblicherò sul mio blog. Una volta, tanti anni fa, Caterina Caselli cantava “la verità mi fa male”, ed è sempre stato così, anche oggi e anche ai tempi di Gesù: LA VERITÀ FA MALE, e gli oltre 800 martiri francescani per mano islamica in Terra Santa, credo lo stiano a dimostrare.


PREMESSA.
Il Congresso che stiamo celebrando è centrato sul ruolo della Famiglia Francescana nella tutela dei territori che hanno visto la nascita, la predicazione, la passione, la morte e la risurrezione di Gesù di Nazareth con la sua ascensione al Cielo nella braccia del Padre, che dall’eternità lo aveva destinato alla Redenzione dell’umanità.
Per comprendere al meglio quale sia stato, e continui a essere, il significato di questa presenza francescana è necessario procedere con un salto logico che non è molto diffuso. A mio avviso l’approccio corretto è quello che ci può venire dalla “Teologia della Storia”, ovvero è necessario chiedersi quale sia il piano di Dio-Padre a partire dalla creazione del mondo e dell’uomo. Penetrando dentro a questo sistema forse è possibile trovare qualche pista di riflessione sul ruolo delle religioni e dei sistemi sociali che da queste sono stati generati.
Pensiamo al ruolo dell’Ebraismo e dell’Islamismo nelle interazioni con il Cristianesimo e a quali e quanti eventi si sono generati nei secoli e continuano a generarsi.
Conviene sempre chiedersi: “Ma Dio Padre cosa vuole da noi, seguaci di Gesù e credenti nella sua Parola?”
Come diceva un bravo sacerdote missionario al riguardo: “Le domande sono facili, le risposte sono difficili”.
Però, solo dalle domande riusciremo a entrare per qualche porta nel pensiero di Dio-Padre.
Oggi, per esempio, parliamo di questo grande seguace di Francesco di Assisi: RAMON LULL, che a queste domande ha dato delle risposte, per quei tempi, tanto profetiche quanto rivoluzionarie.

ramon lull

Una bellissima immagine che ritrae Ramon Lull nella sua vecchiaia

RAMON LULL: CHI È STATO COSTUI? E OGGI COSA RAPPRESENTA PER LA CRISTIANITÀ?
Su questo straordinario personaggio nato a Palma di Maiorca nel 1232 e morto nel 1315, si stanno scrivendo nuove pagine biografiche di grande attualità per gli eventi drammatici cui stiamo assistendo, in particolare a causa del fondamentalismo islamico che pretende di applicare alla lettera le sure del Corano. Ricordo che è molto studiato nelle Università spagnole ma non in quelle italiane, però l’Università francescana “Antonianum” di Roma ha tra le sue istituzioni un Centro di Studi Lulliani, segno della fama e della considerazione che, almeno in casa nostra, questo mitico apostolo di Cristo gode di un certo rispetto.
Ramon Lull è stato terziario francescano dopo essere stato sposato con figli e dopo aver ottenuto dalla moglie l’autorizzazione a farsi religioso. Nel 1850 Pio IX gli confermò il titolo di Beato, meritato per il coraggio nel vivere e predicare il Vangelo, è l’anno della proclamazione del dogma dell’Immacolata Concezione.
L’anno 2016 è stato solennemente celebrato dalla diocesi di Maiorca (Spagna) per ricordare i 700 anni della morte del nostro Ramon Lull, e in questa ricorrenza sul sito ASSISIOFM dei Frati minori dell'Umbria si trova pubblicata questa nota:

"Si avvicina il settimo centenario della morte del beato Raimondo Lullo, avvenuta il 29 giugno 1315. Molti centri accademici sono al lavoro per preparare pubblicazioni, convegni e simposi. Con grande stupore notiamo che studiosi di diverse religioni e culture si stanno mostrando particolarmente sensibili a tale appuntamento. È auspicabile, quindi, che gli stessi francescani e soprattutto l’OFS (Ordine Francescano Secolare) possano cogliere questa occasione per riscoprire l’importanza del filosofo, scrittore, teologo e terziario francescano Raimondo Lullo".

In questo 2017 noi della Famiglia Francescana ricordiamo l'ottavo centenario della presenza francescana nei luoghi Santi. 800 anni orsono frate Francesco di Assisi durante il capitolo generale procedeva a dividere il mondo di allora in province missionarie. L'anelito più grande di Francesco era quello di predicare il Vangelo in tutto il mondo, far conoscere Gesù a tutti gli uomini, e, conoscendo l'Islam e il suo modo di conquistare le terre cristiane, definiva la Provincia d'Oltremare (la attuale Terra Santa) come la Perla delle Province, perché lì doveva essere più forte l'impegno missionario. Anzi, quando nel 1219 si imbarcò da Ancona per andare a Damietta alla foce del Nilo dove si stava combattendo la Quinta Crociata, la sua missione era quella di far conoscere Gesù al Sultano dell'Egitto Malek al Kamel, consapevole che lì rischiava il martirio.
La presente realtà storica, sempre più caratterizzata da un società multietnica, multiculturale e multireligiosa, pone questioni e domande che possono diventare occasioni o sfide a seconda di come vengono affrontate.
Recentemente il cardinale Jean Louis Tauran, presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, in una intervista realizzata dalla tv araba Al Jazeera ha affermato: «Siamo riusciti a evitare lo scontro di civiltà, possiamo riuscire a evitare uno scontro dell’ignoranza». Perché questo si realizzi, cercando nel passato esempi e correnti di pensiero che possano offrire elementi per una risposta adeguata, sempre più emergono la vicenda e gli insegnamenti di Raimondo Lullo.
Riguardo a questo rischio di scontro di ignoranze Papa Pio XI, riconoscendo che «la causa sia di molti danni [...] derivava come necessaria conseguenza specialmente dal vicendevole ignorarsi, dalla poca stima e dai pregiudizi nati nel tempo dei lunghi dissidî», nell’enciclica Rerum orientalium dell’8 settembre 1928 volle promuovere gli studi orientali additando tra altri l’esempio di Raimondo Lullo.
Infatti papa Ratti, che per un periodo fu anche prefetto della Biblioteca Ambrosiana in cui sono custoditi importanti manoscritti lulliani, dopo aver menzionato Umberto di Romains e Ruggero Bacone, afferma: «Emulando i loro esempi, il celebre Raimondo Lullo, uomo di straordinaria erudizione e pietà, molte cose e con più vivace ardore, proprio dell’indole sua, chiese ai Nostri predecessori Celestino V e Bonifacio VIII, e ne ottenne parecchie, per quei tempi assai ardite, circa il modo di promuovere gli affari e gli studi Orientali; il designare, fra gli stessi Cardinali, uno che presiedesse a siffatti studi; infine del modo di intraprendere frequenti sacre missioni sia tra i Tartari, i Saraceni ed altri infedeli, sia fra gli scismatici, da ricondurre all’unità della Chiesa».
«Ma assai più celebre e più degno di speciale menzione è quello che, come si narra, per suggerimento ed esortazione di lui, sappiamo essersi decretato e promulgato nel Concilio Ecumenico di Vienne (anni 1311 – 1312) e da Clemente V, Nostro predecessore (1264 – 1314), (Clemente V passerà alla storia come il Papa che su pressione del re di Francia Filippo il Bello decretò la soppressione dell’Ordine dei Templari). In esso scorgiamo già quasi abbozzato il moderno Nostro Istituto Orientale: “Con l’approvazione di questo Sacro Concilio, abbiamo provveduto che si debbano erigere scuole delle diverse lingue qui appresso menzionate, ovunque si trovi a risiedere la Curia Romana, come pure nelle Università di Parigi, di Oxford, di Bologna e di Salamanca, (a carico del Papa, di Filippo il Bello, dei monasteri e del clero locale); ordinando che in ciascuno di tali luoghi si tengano professori cattolici, che abbiano sufficiente conoscenza delle lingue ebraica, greca, araba, e caldaica; vale a dire due periti di ciascuna lingua, perché vi reggano le scuole e traducano in latino con fedeltà libri da quelle lingue; altri poi insegnino agli altri con diligenza le lingue stesse e ne comunichino con l’accurato loro insegnamento la perfetta conoscenza, acciocché sufficientemente istruiti in tali lingue, possano produrre per grazia di Dio il frutto sperato, propagando salutarmente la fede fra gli stessi popoli infedeli ...”».
Come possiamo notare, il coraggio, lo zelo e l’intraprendenza del nostro Ramon avevano convinto il Papa, i cardinali e i vescovi presenti a Vienne, a prendere innovative decisioni circa il modo di come andare in missione presso i popoli che o non conoscevano Cristo o gli erano contrarissimi come nel caso dei musulmani etichettati col termine in uso all’epoca di saraceni.
Certo, eravamo nel XIV secolo, pochi decenni dopo la morte di Francesco di Assisi e di Domenico Guzman, i due fondatori degli Ordini Mendicanti, quando migliaia di giovani da tutta Europa accorrevano per entrare dentro a quelle Famiglie religiose la cui massima aspirazione era il comandamento missionario.
Oggi, in tempo di apostasia dentro e fuori la Chiesa cattolica, sembra di capire, dai proclami delle nostre autorità ecclesiastiche che il comandamento missionario sia quasi un peccato da esorcizzare.
Della fama del nostro Ramon e del suo valore profetico ne abbiamo traccia in un’intervista che il giornalista Edoardo Castagna (Avvenire del 21 febbraio 2016) ha fatto al cardinale Gianfranco Ravasi dopo la morte di Umberto Eco. In questa il Cardinale ricorda come sia stato Umberto Eco a fargli scoprire Ramon Lull. Ravasi aveva ricevuto Eco quando era Prefetto della Biblioteca Ambrosiana di Milano e Eco cercava le pubblicazioni di Lull. Grande fu la sorpresa del Cardinale quando scoprì i numerosi scritti del Lull conservati presso quella prestigiosa biblioteca.
Qui riprendo un brano di quell’articolo per quanto è di nostro interesse
Dice il card. Ravasi di Umberto Eco: “ È invece forse meno noto il suo interesse per Raimondo Lullo, del quale l’Ambrosiana conserva una buona raccolta di codici. Ma la si può capire bene, perché Lullo è una figura capace di stabilire ponti di comunicazione anche con l’islam: conosceva l’arabo, aveva interesse per il dialogo... E poi il filosofo catalano era curioso, passava dalla disputa alla logica, dalla polemica alla cavalleria; fino al Libro del gentile e dei tre savi, quel dialogo tra un pagano e tre sapienti che si interrogava sulle religioni monoteistiche. Insomma, proprio quel grande spettro di curiosità che aveva lo stesso Eco»
Se dovesse sintetizzare la lezione di Umberto Eco, quale parola sceglierebbe? «Senza dubbio “curiosità”. Pur avendo una propria specializzazione e un proprio rigore, restava convinto della complessità del reale e voleva sempre guardare al di là delle proprie frontiere. D’altra parte la curiositas è, per sua natura etimologica, anche cura, passione, preoccupazione per qualcosa: non semplicemente volteggiare sulla realtà come una farfalla, ma anche ricerca di coinvolgimento. Come scriveva Rousseau nell’Emilio, si è curiosi solo nella misura in cui si è istruiti».
Anche qui, oggi, penso non sia un termine fuori campo definire il nostro Ramon come una persona attratta dalla conoscenza di mondi e di esperienze a lui sconosciuti ma che percepiva di grande interesse per la diffusione del Vangelo.

ramon lull a majorca

Stele marmorea all'ingresso della Cattedrale di Majorca dove è sepolto Ramon Lull 


Ora, in questa prospettiva è stato pubblicato il volume “Raimondo Lullo, Il Libro del Gentile e dei tre Savi”, a cura di Sara Muzzi, traduzione italiana di Anna Baggiani (Letture cristiane del secondo millennio), Ediz. Paoline, Milano 2012. Di seguito riporto un’anticipazione della ampia “Introduzione “ di Sara Muzzi nota studiosa di questo insigne francescano.
“Con uno studio durato nove anni, Raimondo Lullo acquisì una buona conoscenza della lingua araba, dei princìpi dell’islam e della cultura araba. Ritiratosi poi sul Monte Randa, nel territorio di Llucmajor a Maiorca, per un periodo da dedicare alla contemplazione, ebbe la rivelazione ispiratrice «sulla forma e il modo» del libro migliore per la conversione degli infedeli.
Dopo la stesura di questo testo, Lullo venne chiamato a Montpellier dall’infante Giacomo e le sue opere vennero esaminate da un teologo francescano, che ne riconobbe la devozione. Sarà lo stesso Giacomo, divenuto Giacomo II di Maiorca, a fondare e a finanziare nel 1276 la scuola di specializzazione di Miramar, un luogo a picco sul mare sulla costa nord di Maiorca, propostagli da colui che era stato il suo precettore.
La ricerca di un’approvazione ufficiale ai suoi progetti impegnerà incessantemente il Dottore Illuminato negli anni successivi e per questo compirà numerosi viaggi. Solo in Italia se ne contano quindici: a Roma, a Genova, a Pisa, a Messina, a Rieti, a Anagni, a Napoli e probabilmente a Bologna. Anche Montpellier e Parigi, dove ottiene l’autorizzazione all’insegnamento, sono due città molto frequentate da Lullo, che si recò pure a Barcellona e compì viaggi missionari fino a Tunisi, a Bugia (l’odierna Bèjaia, provincia nel Nord dell’Algeria) e a Cipro.
La sua vita leggendaria lo porterà sino alla lapidazione, come vuole la tradizione non accertata, subìta a Bugia, da parte dei saraceni, e alla morte, nella Baia di Maiorca, come martire di Cristo. Siamo tra il dicembre del 1315 e il marzo del 1316, quando Lullo muore all’età di circa ottantaquattro anni e viene sepolto nella Basilica di San Francesco dell’odierna Palma di Maiorca.
I resti mortali “del Figlio Maggiore di Maiorca” – come viene venerato dai Maiorchini – si trovano nella Cappella di Nostra Signora della Consolazione, in un monumento sepolcrale gotico, illuminato dalle lampade votive della devozione popolare. La causa di canonizzazione, molto complessa a motivo del problema dell’ortodossia dottrinale dei suoi scritti, sta procedendo lentamente.
Dopo la sua morte, infatti, gli eccessi di alcuni gruppi di lullisti valenziani, influenzati dalle idee degli Spirituali, portarono l’inquisitore domenicano della Corona d’Aragona, Nicola Eimerich, a una campagna contro le dottrine di Lullo. Nel 1376 venne pubblicata una lista con cento articoli (Directorium Inquisitorum), in cui l’inquisitore condannava soprattutto il suo preteso razionalismo; questo fece scendere sull’intera opera l’ombra del sospetto di eresia.
L’autorità riconosciuta agli inquisitori ha influito anche sul riconoscimento ufficiale delle esemplari qualità di cristiano di Lullo. Con i lavori condotti dai maestri dell’ordine dei predicatori che costituirono la Commissione Armenegol nel 1386 (contrarissima all’inquisitore domenicano Eimerich che aveva condannato Lullo per eresia), da Amédée Pagès nel 1938, e nel 1997 da Josep Perarnau presso la Biblioteca Apostolica Vaticana, si è potuto vedere che siamo in presenza di personali rielaborazioni dell’inquisitore che aprono una doppia questione: una relativa alla fedeltà testuale degli articoli del Directorium Inquisitorium in relazione ai testi originali e una concernente la fedeltà al pensiero dell’autore.”
Come succede molte volte a chi si presenta con idee troppo brillanti e di alto impegno culturale e pastorale, viene negata dalle istituzioni la loro validità e possibilmente cancellata, salvo poi, a secoli di distanza venire ristabilite nella loro attualità. La Storia non è maestra di vita, però si ripete. E oggi nostro malgrado si sta ripetendo.

doctor illuminatus ramon lull 

Ramon Lull come era usanza nel Medio Evo era stato soprannominato Dottore Illuminato per la sua acutezza filosofica

Ed è questa la conclusione che mi sento di fare: le Famiglie Francescane di oggi in quale conto tengono la lezione e l’esperienza di questo santo francescano? Quali strategie vengono adottate per convogliare le vocazioni dei giovani verso l'esempio del nostro Santo fondatore? Quale adeguamento allo spirito del mondo è stato perpetrato per adattare la regola di San Francesco alla cultura dominante, dimenticando le parole di Gesù quando insegna che siamo nel mondo, ma non siamo del mondo?

Da sempre è noto che i giovani hanno bisogno di obiettivi sfidanti per dedicare la loro vita a una missione così impegnativa come quella di testimoniare Gesù nel mondo. Oggi viviamo una crisi generalizzata presso quasi tutte le antiche Famiglie religiose, forse i responsabili di oggi hanno mal interpretato qualche svarione del Concilio Vaticano 2° quando enfatizza il verbo: "Bisogna seguire lo spirito del mondo", e quello stesso spirito è entrato in quelle Famiglie religiose e le ha destrutturate nelle loro regole originarie provocandone la consunzione. 

Il terzo segreto di Fatima, dalle ultime scritture scoperte nei diari di Suor Lucia, consiste anche nella pervasiva apostasia della fede cattolica sia dentro alla Chiesa cattolica nel suo Magistero, come fuori dalla Chiesa con l'assalto delle potenze finanziarie che condizionano le leggi degli Stati volte alla distruzione delle leggi naturali sulla vita, sulla famiglia e sul lavoro. A un osservatore laico sembra che dentro alla Chiesa cattolica ci siano esponenti delle gerarchie che stiano lavorando alacremente per seguire i nuovi comandamenti dettati non più da Dio sul Monte Sinai ma dalle lobbies bancarie e finanziarie sul monte del dio denaro, profitto, guerre, immigrazioni selvagge. 


Però, da poeta, non posso terminare che con una poesia del nostro Ramon:
"Non amare è morire.
Dimmi, o Pazza d'amore,
se il tuo Amato non ti amasse più,
che cosa faresti allora?
Io continuerei ad amare,
per non morire.
Perché non amare è morire.
Amare è vivere."

Beato Raimondo Lullo (dal “Il Libro dell’Amico e dell’Amato”)

BIBLIOGRAFIA.
Ramon Lull: “Poesie e versetti”, scelti da Eugenio Mele, prof. Maglione Editore, 1935, Roma.
Raimondo Lullo: “Il libro del Natale e Il Lamento della Filosofia”, Nardini Editore, Firenze, 1991.
Raimondo Lullo: “Il libro dell’Amico e dell’Amato”, Città Nuova editrice, Roma, 1991.
Sara Muzzi: “Raimondo Lullo. Opere e vita straordinaria di un grande pensatore medievale”, ETS, Edizioni Terra Santa, Milano, 2016.
Raimondo Lullo: “Il Libro del Gentile e dei tre Savi”, a cura di Sara Muzzi, traduzione italiana di Anna Baggiani (Letture cristiane del secondo millennio), Ediz. Paoline, Milano 2012

Giovedì, 30 Marzo 2017 14:34

ALBA A THUBIANA

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L'anno scorso ero solo nel nostro rifugio cadorino in quel di Cibiana, era l'alba e mi è salito un groppo alla gola, quello che stavo vivendo nella nostra vita, quella mia e di mia moglie Mara, era veramente difficile. Solo la fede ci ha sostenuti in quell'arduo sentiero della nostra vita. Questi poveri versi sono scaturiti con immediatezza e spontaneità.

Li ho scritti in italiano e poi una brava maestra di Cibiana di Cadore, la signora Liviana, mi ha aiutato a renderli in ladino cibianese, molto più sensuale e profondo dell'italiano. Ora questa poesia è stata premiata al XXIII Concorso di Poesia dell'Università Popolare di Spinea, al quale sono stato "costretto" a partecipare dal caro amico Silvio De Bei, e a lui vanno i miei sentimenti di riconoscenza e di gratitudine.

 

ALBA A THUBIANA

Èco l’alba che rua
thimes de le Dolomiti inluminades de rosa
pian pianin le vien roanes
‘l e silenthio dapardhuto
al bosco tasendo
‘l i dis “ben ruà” a la bavesela de vento
che vien dho dal thiel
son solo a medità
e penso su, in medho a sta beletha,
a la rabies e a la speranthes
che no realidharei mèi
incuoi bonora a l’alba
solo al Signor al me fas compagnia.

alba sul pelmo 2

ALBA A CIBIANA

Ecco l’alba che arriva
creste dolomitiche illuminate di rosa
lentamente arrossiscono
tutto è silenzio
il bosco taciturno
accoglie la brezza che scende dall’alto
sono solo a pensare
e medito immerso nel bello
le angustie e i desideri
che mai realizzo
stamane all’alba
solo Dio mi fa compagnia.

 

 PREMIO DI POESIA A SPINEA 210729032017

 

 

 

Sabato, 18 Marzo 2017 20:54

TENERA E' LA NOTTE

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TENERA È LA NOTTE

Tenera è la notte anche se gelida
questo cielo trasparente
illuminato dalla luna piena
rimanda al mio cammino
viandante disperso
nel silenzio e nella solitudine
mi vedo su ardui sentieri
e rischiosi
tra le rocce amate
su ferrate lontane
senza sicurezza
in libera ascesa
appeso alla parete
mi manchi
e non si può tornare indietro.

 

ferrata roghel

                                                                                                                           La ferrata Roghel sotto i campanili di Popera

 

DOTTRINA DI WORLD-LAB
 Sintesi -

Preambolo

Nel Giugno del 2015 il network di esperti cattolici World-Lab (W-L) a seguito di una lunga ricerca ha posto le basi essenziali della Scienza economica fino ad allora incredibilmente inesistenti (Amazon.it : La Dignità delle Nazioni e Manifesto del CIVISMO).
Queste si possono riassumere nella definizione, sequenziale, a) dei due Paradigmi economici fondamentali (Eteronomia e Autonomia), b) delle molteplici Modalità economiche in cui questi si declinano (Eteronomia : Mercato, Filantropia, Sistemi di Scambio Locali; Autonomia : Collettività auto-produttrici pubbliche e private, queste ultime suddivise in piccole, intermedie e grandi) nonché c) dei diversi Sistemi economici (distinti da W-L in base al contributo alla Produzione totale, un PIL comprendente la produzione non monetizzata <per esempio la produzione domestica e il volontariato>, assunto dalle dette Modalità in ognuno di essi).
Sulla base di quest'ultima specifica definizione W-L ha potuto inoltre identificare un Sistema economico ad oggi inspiegabilmente inedito, nonostante la sua agevole realizzabilità, classificato come Tradizionale Dinamico Rigenerativo (TDR).
Le principali caratteristiche attese di tale Sistema, universalmente considerate fra esse incompatibili, sono costituite dalla piena attività permanente coniugata alla più totale libertà d'impresa, con un Settore pubblico essenzialmente auto-confinato alla produzione dei servizi collettivi (indivisibili).
La peculiarità del Sistema TDR consiste nella presenza, nella sua architettura, di un Pilastro, curiosamente inesistente o evanescente in tutti gli altri Sistemi economici finora realizzati e concepiti, al quale può dar luogo la Modalità economica Collettività auto-produttrici intermedie.
Tale Pilastro prende forma attraverso la capillare diffusione sul territorio di una variante standard ottimale della detta Modalità economica, denominata Distretto di Sviluppo Locale (DSL), dedita alla produzione di un certo numero di beni e servizi di consumo famigliare di base destinati alle famiglie dei soci, lavoratori e/o utenti. Detti beni e servizi, tuttora oggetto di auto-produzione domestica nei Sistemi statici della Tradizione, sono stati successivamente fagocitati, nei Sistemi (materialisti) della Modernità, o dallo Stato (nella parentesi del Collettivismo, poi rottamato) o dal Mercato, oggi generalizzato.
La diffusione dei DSL può facilmente aver luogo in quanto essi sono in grado di competere con successo sia, ovviamente, nei confronti dell'auto-produzione domestica sia, limitatamente alle dette tipologie di beni e servizi, nei confronti del Mercato, come provato teoricamente da W-L ma anche dimostrabile sperimentalmente (oltre che già dimostrato storicamente dal Lazzaretti, notoriamente vittima del suo successo, con la Società delle famiglie cristiane realizzata ad Arcidosso a fine '800, prima ed unica esperienza mutualistica sostanzialmente analoga al DSL).
La funzione di tale Pilastro (a dimensione variabile nel tempo-spazio) nei Sistemi occidentali consiste nell'assorbire le risorse umane in congiunturale, o strutturale, esubero nel Mercato, mantenendole attive ed affrancandole dall'assistenza pubblica del welfare state (la quale è destinata fatalmente a gravare direttamente e indirettamente, con negativi effetti, sull'apparato produttivo) dando così luogo ad una forma compiuta di welfare society.
La graduale realizzazione del Sistema TDR derivante dalla diffusione dei DSL comporta una metamorfosi del Sistema di partenza la quale implica, a seconda che quest'ultimo sia già sviluppato o meno, rispettivamente un trasferimento dal Mercato o dall'Auto-produzione domestica, di parte dei beni di consumo famigliare di base verso i DSL.
Nei Paesi più sviluppati il trasferimento dei detti beni, appartenenti in primis all'agroalimentare ma non solo, comporta un cambio di Paradigma, dall'Eteronomia all'Autonomia, un contro-esodo il cui effetto consiste in una naturale riduzione delle tendenze consumistiche, culminanti nel consumo compulsivo, dannose all'uomo e all'ambiente.
Nei Paesi meno sviluppati il trasferimento ha luogo all'interno dello stesso Paradigma dell'Autonomia (dall'auto-produzione domestica a quella delle Collettività intermedie) e il suo effetto consiste in una maggior efficienza del circuito di produzione-consumo e quindi una maggiore ricchezza prodotta, e direttamente distribuita presso gli stessi soci dei DSL, il che appare indispensabile per una radicale e capillare eliminazione della povertà (dato che il modello di sviluppo occidentale, sempre più mondializzato, ha ampiamente mostrato che la crescita e relativa ricchezza che lo caratterizzano non evolvono in modo geograficamente e socialmente uniforme e che, contrariamente a quanto vorrebbe la nota allegoria, “anche quando la marea si alza, molte barche rimangono comunque sul fondo”).

Dottrina economica di World-Lab

Dalla sintesi precedente è relativamente facile evincere le linee conduttrici del pensiero economico di W-L, fautore di una generalizzazione del Sistema economico Tradizionale Dinamico Rigenerativo (TDR), qualificato come Economia cristiana.
Tale denominazione, secondo W-L, risulta particolarmente appropriata non solo in quanto il Sistema TDR è perfettamente conforme alla Dottrina Sociale della Chiesa e quindi al messaggio evangelico, ma anche in quanto il DSL, la Prassi dalla cui diffusione esso prende forma, è fondato sulla solidarietà mutualistica la quale fa parte della tradizione cristiana fin dai suoi inizi, oltre che indicata dall'Enciclica Rerum Novarum come via maestra per conciliare Capitale e Lavoro.
Il Sistema TDR è definibile anche come Economia solidale di mercato.
Questo in quanto, da un lato, prende forma, in una Economia di mercato, attraverso una iniezione di solidarietà mutualistica alla base dei DSL e, dall'altro, mette al suo centro l'Uomo, ma anche ogni uomo e, ovviamente, il suo habitat, cioè l'intero Ecosistema.

Volendo, tuttavia, mettere in maggior evidenza gli elementi essenziali della Dottrina economica, e quindi sociale, di World-Lab, questi si possono così brevemente riassumere.

 Una efficace lotta alla povertà può aver luogo solo attraverso la crescita della ricchezza prodotta e distribuita (no al pauperismo, sì ad un diffuso benessere sostenibile).
 La crescita però, per non essere una mala-crescita bensì sinonimo di sviluppo, dovrà essere qualitativa (eco-compatibile), inclusiva (piena attività) ed equa (l'incremento dei redditi dovrà cominciare da quelli più bassi garantendo a tutti l'accesso al lavoro: no all'assistenza cronica mortificante, si alla dignità della persona acquisita con il lavoro). La crescita non è perciò, di per sé, in conflitto con la sostenibilità ambientale (il contrario di una mala-crescita non è mala-decrescita, sempre infelice, bensì buona crescita).
 La crescita dovrà aver luogo esclusivamente grazie alla libera iniziativa privata (sì alle pari opportunità, no all'egualitarismo) in regime di totale concorrenza leale, sia intra-paradigmatica che inter-paradigmatica.
 Nella lotta all'evasione fiscale dovrà essere privilegiato l'approccio preventivo. Ad esempio con l'introduzione di una flat tax sull'utile d'impresa sufficientemente bassa da scoraggiare l'evasione (cosa fattibile in regime di piena attività permanente, il che significa che la diffusione dei DSL, che a tale regime conduce, rappresenta il bandolo della matassa) e questo sia con finalità di sviluppo che come necessaria premessa al sistema partecipativo (implicante la trasparenza nella gestione aziendale), a sua volta premessa di una accresciuta responsabilità sociale e ambientale delle imprese.
 In prossimità della piena attività, portatrice di sicurezza del reddito famigliare, incrementare l'uso dei voucher, strumento perfettamente adeguato all'ambito mutualistico, anche in ambito concorrenziale per l'ottimizzazione dell'impiego del fattore lavoro, per la regolarizzazione dell'economia sommersa e per l'eliminazione di ogni forma di inattività involontaria (anche parziale, saltuaria e occasionale).
 Sì all'internazionalizzazione degli scambi su scala mondiale. Essa potrà essere temperata solo dalla competitività del circuito economico locale, verosimilmente di tipo mutualistico, nei confronti di quello internazionale (in ambiti, come detto, sicuramente circoscritti e riguardanti i beni e servizi di consumo famigliare di base).
 Sì, entusiastico, ad Indicatori di Felicità e di Sostenibilità a fianco del PIL, indicatore di Attività e di Crescita “ indiscriminate” (se quest'ultima è buona-crescita gli indicatori saranno positivamente correlati, evolvendo in modo analogo).
 Per l'implementazione del Sistema TDR (Economia solidale di mercato o Economia cristiana), ispirato all'Ecologia integrale, è opportuno adottare una strategia a tre vie (a “tridente”):
a) piccola via : favorire la conversione ecologica individuale (singoli produttori e consumatori) attraverso una attività di informazione
b) grande via : favorire la conversione ecologica collettiva attraverso l'azione politica
c) via intermedia : favorire la prassi ecologica di collettività private intermedie (Distretti di Sviluppo Locale) offrendo, a chiunque lo desideri, opportunità di formazione-lavoro e/o di acquisti vantaggiosi, in termini di rapporto prezzo/qualità accertabile, con riferimento a beni e servizi auto-prodotti nel rispetto della salute umana ed ambientale.
Mentre le prime due vie (le sole seguite finora, con scarso successo) obbediscono alla logica di anteporre la conversione alla prassi, la terza è basata su una logica, diametralmente opposta, che antepone la prassi (nell'ambito dei DSL).
Trattandosi però, nella fattispecie, di una prassi etica, a valenza pedagogica, che mira alla conversione della persona coinvolta, ciò fa sì che tale logica si ponga in sinergia con la precedente.
Da notare, infine, che la diffusione della prassi in questione fa leva sui fallimenti (failures) del Sistema economico oggi dominante (Economia che uccide) ponendo loro rimedio ed ha quindi, per quest'ultimo, una funzione di vaccino terapeutico.

I due volumetti citati “LA DIGNITÀ DELLE NAZIONI” e “MANIFESTO DEL CIVISMO”, sono stati presentati personalmente sia alla Segreteria di Stato che all’ex Pontificio Consiglio Giustizia e Pace. Il cardinale Pietro Parolin ha incaricato monsignor Osvaldo Neves de Almeida di seguire questa importante iniziativa, mentre il cardinale Peter Appiah Turkson, originario del Ghana, ha proposto di realizzare un Convegno idoneo alla presentazione di questo innovativo progetto che non è fuori luogo denominare “Economia Cristiana” in quanto le intuizioni che hanno ispirato gli autori dei due volumetti traggono origine dal Vangelo e dai pronunciamenti pastorali della Chiesa Cattolica sull’argomento.

Gli autori stanno lavorando per la realizzazione di questo Convegno nella città di Venezia e di questo importante avvenimento sarete informati sia attraverso questo blog sia dalla stampa tradizionale.

Sua Santità Papa Francesco ha inteso esprimere il suo interesse per questa innovativa proposta economica e ci ha inviato la Sua benedizione, e sotto questa protezione spirituale intendiamo muoverci.

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Venerdì, 06 Gennaio 2017 17:06

FONDAMENTA NUOVE

Scritto da

                

                                Faro di Murano dalle Fondamenta Nuove

Il vento del nord impetuoso
spazza la laguna increspata
come la mia anima
con tanti pensieri
l’isola dei morti è lì davanti
coperta di cipressi
e sempre un faro si erge all’orizzonte
mentre il sole al tramonto
in questa nebbia soffusa
fa intravedere qualcosa di me
povera anima confusa
verso la notte della coscienza
e ti penso ormai lontana
tra gli angeli e i santi
a godere questo sole rosso
alle fondamenta nuove
che illumina e acceca
come quel giorno a Burano
quanto eri bella d’inverno
quegli occhi incantati e sorridenti
parlavano dell’amore sempre taciuto.

                                       Mara in laguna inverno 1973

                                                     Mara in laguna a Burano, inverno 1973

Lunedì, 05 Dicembre 2016 17:39

LUNA PIENA

Scritto da

 

NATIVITA DI FILIPPO LIPPI

Natività di Filippo Lippi (1406 - 1469)

Luna piena

 Sono nel pieno della notte

ormai da tempo

non vedo stelle polari

nel mio orizzonte

solo meteoriti di passaggio

e mentre ti guardo

splendida luna d’argento

rivedo i miei sentieri

percorsi romantici

ricchi di malinconia

e mi commuovo

penso a te al mio fianco

tenera guida

in questa notte

la luna piena mi guarda

enorme e brillante

mi parla nel silenzio e nel gelo

parole sussurrate al mio cuore

ornato di rami di vischio e di agrifoglio

per questo Natale

di solitudine e di nostalgia.

 vischio e agrifoglio

 

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